Dott. Neal Barnard: come prevenire l’Alzheimer in 5 mosse

Impara come prevenire e persino contrastare la malattia di Alzheimer senza farmaci. Fai questo cambiamento di stile di vita e tutto il tuo corpo, incluso il tuo cervello, ne trarranno enormi benefici.
Dott. Neal Barnard: “Molte persone oggigiorno sono davvero preoccupate di ciò che potrebbe accadergli quando invecchiano. Avremo la malattia di Alzheimer? Inizieremo a perdere la memoria? Permettetemi di condividere con voi alcuni passaggi importanti per proteggere la vostra memoria.

  • Dobbiamo evitare i cibi come i latticini e la carne che hanno i grassi saturi.
  • Evitate anche i “grassi trans”, chiamati anche “oli parzialmente idrogenati”.

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IL DOSSIER SULLA MULTITERAPIA DEI TUMORI IDEATA DAL PROFESSOR LUIGI DI BELLA...
Giuseppe Di Bella da anni prosegue il lavoro del padre Luigi di Bella, ideatore del noto metodo omonimo per il trattamento dei tumori.
In questo libro novità spiega in che cosa consiste oggi la terapia e quali sono i risultati concreti supportati da una documentatissima letteratura scientifica.
La multiterapia ideata da Di Bella riscuote ampi e autorevoli riconoscimenti internazionali con innumerevoli testimonianze dei miglioramenti dei malati.
In queste pagine scoprirai:
- cos'è la multiterapia dei tumori;
- qual è realmente l'importanza dell'alimentazione e dell'ambiente per la prevenzione e la cura;
- quali sono gli agenti cancerogeni interni all'organismo e quali quelli esterni, che possono essere pericolosi per la nostra salute;
- le possibilità concrete di abbattere l'incidenza, contrastare l'insorgenza e la progressione del tumore.
L'intento di questo libro è quello di aiutarti a districarti tra le informazioni frammentarie o ambigue utili a identificare le possibili cause, prevenire o guarire dalla malattia.
Nel 1996, dopo gli esiti positivi del Metodo Di Bella, si arrivò alla nota sperimentazione e al suo fallimento.
Ma la falsificazione della sperimentazione, viziata da anomalie e irregolarità che qui vengono documentate, non ha però portato alla delegittimazione del Metodo stesso, che è e rimarrà un documentato atto di accusa contro la dittatura terapeutica.
I benefici della multiterapia infatti sono avvalorati da un crescente numero di conferme sulle banche dati medico scientifiche internazionali.
Questo è un libro 4D: ovvero un libro che va oltre la carta. Oltre alle pagine da leggere, trovi infatti una serie di contenuti multimediali extra di approfondimento. All'interno del libro ci sono semplici istruzioni che ti spiegano come puoi accedere a questi contenuti da qualsiasi dispositivo: pc, tablet, smartphone e smart-tv... ›››

Proteina ‘blocca’ Parkinson, scoperta da italiani con l’aiuto di Michael J. Fox

L’assenza di una proteina chiamata “Sinapsina 3” impedisce l’accumulo dei frammenti proteici che uccidono i neuroni produttori di dopamina (dopaminergici), la cui morte determina le difficoltà motorie e gli spasmi caratteristici del morbo di Parkinson.
A scoprire il processo, un team di ricerca internazionale coordinato da studiosi italiani del Dipartimento di Medicina molecolare e traslazionale presso l’Università di Brescia, che ha collaborato a stretto contatto con colleghi del Centro per neuroscienze e tecnologie sinaptiche dell’Istituto Italiano di Tecnologia, dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino, dell’Università di Padova e dell’Università di Lund (Svezia).
L’individuazione del meccanismo legato alla Sinapsina 3, una fosfoproteina sinaptica che regola il rilascio di dopamina cooperando con l’alfa-sinucleina, potrebbe aprire le porte a terapie rivoluzionarie, in grado di trattare le cause scatenanti della diffusa patologia neurodegenerativa.
Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Arianna Bellucci, docente presso il Dipartimento di Farmacologia dell’ateneo bresciano, hanno determinato il ruolo della Sinapsina 3 dopo averne evidenziato insoliti accumuli nei pazienti affetti dal Parkinson. Per vederci chiaro, Bellucci e colleghi hanno condotto esperimenti su topi geneticamente modificati ‘knock-out’ (ko), incapaci di esprimere la proteina incriminata, dopo un’apposita iniezione…

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Malattie neurodegenerative: una nuova scoperta sui meccanismi di morte cellulare

di Martina Bandera
Secondo un recente studio, in caso di malattie neurodegenerative, le cellule nervose andrebbero incontro a un blocco che impedisce il processo di autofagia.
I ricercatori del King’s College di Londra, hanno scoperto nuovi meccanismi di morte cellulare associati a malattie neurodegenerative debilitanti, quali il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson.
La nuova ricerca, pubblicata su Current Biology, potrebbe assumere un ruolo di estrema importanza per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici, utili nel trattamento delle malattie neurodegenerative attualmente senza cura…

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Alzheimer – Confermato il legame tra benzodiazepine e la malattia

Morbo di Alzheimer

Uno studio francese pubblicato nell’ultimo numero del British Medical Journal lo conferma: l’uso regolare di benzodiazepine per un periodo superiore a tre mesi aumenta notevolmente il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer.
Cosa sono le benzodiazepine?
Le benzodiazepine sono una classe di farmaci psicotropi, vale a dire, che agiscono sul sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale), modificando alcuni processi chimici naturali (fisiologici). Porta a cambiamenti di coscienza, umore,  percezione e comportamento.
Provoca un effetto ansiolitico (contro l’ansia), miorilassante (rilassante muscolare), ipnotico (induce il sonno), antiepilettico (contro l’epilessia) e amnesico (causando problemi di memoria).Tra i principi attivi e i nomi commerciali citiamo: Alprazolam, Bromazepam , Bromiden, Diazepam, Valium e Xanax…

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Le frontiere della Memoria

Capacità mnemoniche

di Fabio Perelli
Noi viviamo di attimi vissuti, e dei ricordi di questi attimi custoditi nei nostri neuroni. Ma cos’è esattamente la memoria? Perché alcune persone hanno capacità mnemoniche eccezionali e altre sono affette da disturbi che ne compromettono la funzionalità?
“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”. Con queste parole, Gabriel García Márquez celebra l’importanza della nostra memoria.
La memoria è un fenomeno complesso, che coinvolge il nostro sistema nervoso mediante processi non ancora definiti nei dettagli. I neuroscienziati sono in gran debito nei confronti del “cervello più famoso del mondo”, quello del paziente denominato “H.M.”, che più di ogni altro ci ha permesso di interpretare le basi della “RAM” degli esseri umani. “H.M.”, divenuto incapace di immagazzinare nuovi ricordi permanenti a seguito dell’asportazione chirurgica dell’ippocampo, ha rivelato inconsapevolmente ai ricercatori l’importanza cruciale di questa regione cerebrale per la memoria a lungo termine. E’ soprattutto grazie a quest’area a forma di cavalluccio marino se siamo in grado di conservare a lungo una grande quantità di informazioni…

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