La strisciante privatizzazione della Sanità italiana

di Pino de Martino
C’è una progressiva e strisciante e inesorabile privatizzazione dell’assistenza sanitaria in Italia. Un cambio di registro silenzioso e pervicace che sta portando la sanità italiana fuori da quell’universalismo delle cure pur presente nella Costituzione.

Questa è un’Italia che corre veloce verso la privatizzazione del sistema sanità. Il Bel Paese corre veloce in questa direzione, senza proclami ideologici e dichiarazioni ministeriali. Succede tutto in silenzio, con ospedali e territorio con sempre meno infermieri e medici.

Secondo i dati Istat, il 6,5% della popolazione ritarda a curarsi o non si cura più. Al Sud i numeri sono triplicati. Nei fatti, siamo da tempo in un sistema misto pubblico/privato, dove quest’ultimo cresce a ritmi esponenziali….

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Che fine ha fatto la Sanità Pubblica?

di Andrea Scaraglino 
Di anno in anno, la sanità pubblica perde terreno rispetto alla più competitiva soluzione privata. Diventa difficile, a questo punto, capire quale sarà il destino del nostro welfare sanitario.
I dati che ci fornisce il VII rapporto Censis in merito all’accessibilità del SSN sono impietosi. Le lunghe attese per visite o prestazioni specialistiche, scoraggiano la popolazione ad usufruire della sanità pubblica. Una contrazione naturale, visto il continuo taglio della spesa statale in fatto di salute. Quest’ultimo è stimato nel 1,1% in negativo su base annua, un dato che lascia poco spazio all’immaginazione e che spiega perfettamente il ricorso al privato per chi può permetterselo e la posticipazione o, addirittura, l’abbandono delle cure mediche per i ceti meno abbienti. I primi sono aumentati del 4,2 % dal 2013 e i secondi dell’11%.
Sembra che l’art.32 della costituzione non sia mai stato scritto, cosa ne è stato della migliore sanità del vecchio mondo?…

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Gestione cronicità Lombardia: una minaccia per i pazienti, i medici e il servizio sanitario

Antonio Bonaldi
La gestione delle patologie croniche, infatti, rappresenta uno dei problemi di maggior impatto sui servizi sanitari.
La lettera recentemente inviata a “Slow Medicine” da un gruppo di medici di famiglia di Milano e Brescia – preoccupati di come la Regione Lombardia intende affrontare la presa in carico dei pazienti affetti da patologie croniche e della quale condividiamo i contenuti – ci stimola ad esprimere qualche riflessione su un tema importante e di grande attualità. La gestione delle patologie croniche, infatti, rappresenta uno dei problemi di maggior impatto sui servizi sanitari.
Basti pensare che i pazienti affetti da una o più patologie croniche rappresentano oltre il 30% della popolazione (più di tre milioni di persone in Regione Lombardia) e che a tali patologie sono destinate almeno il 70% delle risorse sanitarie pubbliche…

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Lo Stato privato

La crisi economica scoppiata nel biennio 2006-2008 ha messo in luce le debolezze del Sistema-Italia e la capacità delle Istituzioni di far fronte all’indebolimento economico della classe media, ormai pressoché scomparsa. La crisi ha rappresentato la batosta finale, ma i presupposti c’erano ed erano sotto gli occhi di tutti: le privatizzazioni.
Quando uno Stato detiene il controllo dei servizi fondamentali e attua politiche tese a calmierare i prezzi dei servizi offerti, anche le peggiori crisi economiche possono essere superate, perché i cittadini possono comunque sempre contare su uno Stato Sociale che li tutela nei bisogni primari e nei servizi essenziali quali acqua, sanità, trasporti, energia, gas, ecc.
L’Italia, invece, ha scelto la strada dello smantellamento dello Stato Sociale e della privatizzazione di tutto, anche di ciò che compete ad uno Stato, come la Sanità e la Giustizia. Ma perché oggi ci troviamo a pagare (salato) qualsiasi servizio pubblico e a vederci negato persino l’accesso alla Giustizia e ai servizi minimi essenziali? Facciamo un salto indietro…

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