Lo Stato privato

La crisi economica scoppiata nel biennio 2006-2008 ha messo in luce le debolezze del Sistema-Italia e la capacità delle Istituzioni di far fronte all’indebolimento economico della classe media, ormai pressoché scomparsa. La crisi ha rappresentato la batosta finale, ma i presupposti c’erano ed erano sotto gli occhi di tutti: le privatizzazioni.

Quando uno Stato detiene il controllo dei servizi fondamentali e attua politiche tese a calmierare i prezzi dei servizi offerti, anche le peggiori crisi economiche possono essere superate, perché i cittadini possono comunque sempre contare su uno Stato Sociale che li tutela nei bisogni primari e nei servizi essenziali quali acqua, sanità, trasporti, energia, gas, ecc.

L’Italia, invece, ha scelto la strada dello smantellamento dello Stato Sociale e della privatizzazione di tutto, anche di ciò che compete ad uno Stato, come la Sanità e la Giustizia. Ma perché oggi ci troviamo a pagare (salato) qualsiasi servizio pubblico e a vederci negato persino l’accesso alla Giustizia e ai servizi minimi essenziali? Facciamo un salto indietro.

La Storia delle privatizzazioni

Siamo agli inizi degli anni Novanta. Uno spudorato Romano Prodi, presidente dell’IRI, inizia lo smantellamento di un Ente che contava 500.000 dipendenti. Dovete sapere che l’IRI gestiva Alitalia, Autostrade, Finmeccanica, Fincantieri e Aeroporti di Roma, i quali saranno poi immessi sul mercato ad uno ad uno. L’IRI, ormai svuotato di ogni suo ramo, verrà messo in liquidazione il 28 giugno 2000.

Libri e varie...

Nestlè non Ama i Bebè

Latte in polvere o polvere letale?

NESTLè NON AMA I BEBè
Latte in polvere o polvere letale?

Moltissimi bambini s'ammalano e muoiono nei paesi più poveri del mondo a causa dell'allattamento artificiale in situazioni inadeguate. Qui la multinazionale svizzera, con un'invadente e subdola propaganda, persiste nel promuovere il suo latte in polvere a scapito di quello materno.
Dai tempi del ciclostile a quelli on line, le accuse alla Nestlé si ritrovano pressoché identiche e convergono nell'invito, raccolto anche in questo libro, al boicottaggio e all'estensione a macchia d'olio della controinformazione....

99% - Banche, Multinazionali, Partiti vs Cittadini

di Gianluca Ferrara

99% - BANCHE, MULTINAZIONALI, PARTITI VS CITTADINI - LIBRO
di Gianluca Ferrara

Banche, multinazionali e partiti contro i cittadini
Dal 2016 l'1% della popolazione più ricca del pianeta gode di un patrimonio maggiore del restante 99%. Mai nella storia dell'uomo si è avuta una tale polarizzazione delle ricchezze perché mai nella storia dell'uomo si sono avuti simili grumi di potere che hanno interrotto il processo democratico.
Poche famiglie controllano l'industria agroalimentare, i mass media, la moneta e la politica.
Una politica che si limita a recitare il mantra del pensiero unico mercantilista invece di rappresentare i cittadini.
Nell'inconsapevolezza generale siamo giunti ad un bivio storico di grande importanza.
Il terrorismo, l'immigrazione, la crisi ambientale e la disoccupazione sono tutti fenomeni legati tra loro.
99% è un libro per chi vuol comprendere in profondità il periodo che stiamo vivendo, le varie crisi che stiamo subendo ma soprattutto è un invito ad abbandonare il proprio ruolo da attore inconsapevole alla Truman Show e diventare protagonista del cambiamento....

Attenti all'acqua

Quello che dobbiamo sapere e quello che possiamo fare

di Luigi Rho

ATTENTI ALL'ACQUA
Quello che dobbiamo sapere e quello che possiamo fare
di Luigi Rho

L'importanza dell'acqua nell'organismo umano e nell'ambiente. Potabilizzazione, cloro, nitrati, piombo e inquinanti vari. Il paradosso delle acque minerali e la depurazione domestica. Un libretto dal valore inestimabile. Un aiuto concreto per all'utilizzo di acque di buona qualità....

Acqua - Se ci Chiudono il Rubinetto

Diritti e regole in condominio

di Marco Manunta

ACQUA - SE CI CHIUDONO IL RUBINETTO - LIBRO
Diritti e regole in condominio
di Marco Manunta

Diritti e regole in condominio
In modo sempre più ricorrente dobbiamo interrogarci se "chiudere il rubinetto", per qualunque motivo, è conforme ai nostri principi etici, laici o religiosi...
Chiusura della fornitura dell'acqua, distacco dell'utenza. Perché un'eventualità che sembrava così improbabile, dopo la conquista del servizio idrico a tutti, è diventata un problema concreto per tante persone?
Pur vivendo in una società che si presume "evoluta", avviene infatti sempre più frequentemente che il rubinetto di casa venga chiuso dal gestore o dal condominio, provocando situazioni di grave disagio anche di lungo periodo. Oltre a coinvolgere pesantemente gli utenti interessati, il fenomeno ha evidenti ricadute sul piano igienico-sanitario di portata generale.
Come si arriva a negare l'accesso a un bene così fondamentale?
In anni di difficoltà economiche socialmente diffuse, i distacchi possono essere determinati dal mancato pagamento della tariffa al gestore del servizio idrico, oppure dal mancato pagamento di spese condominiali, che sono spesso del tutto diverse da quelle relative alla fornitura idrica.
La mancata installazione del contatore individuale, obbligatorio per legge, gioca un ruolo fondamentale per l'equa ripartizione dei consumi, la certezza dei costi e la responsabilizzazione degli utenti.
L'autore, magistrato a Milano e presidente della sezione che si occupa di condominio, spiega i meccanismi sociali e giuridici del fenomeno, a partire dall'esperienza concreta relativa ai casi in cui l'amministratore di un condominio si rivolge al giudice per ottenere l'autorizzazione al distacco dell'utenza.
L'innegabile esistenza del diritto umano all'acqua confligge apertamente con il distacco, comunque e da chiunque eseguito: la conquista degli ultimi cento anni, ovvero garantire a tutti acqua potabile, rischia di venire vanificata dal troppo semplicistico meccanismo mercantile: prestazione del servizio contro pagamento - esclusione dal servizio in caso di impossibilità di pagare.
Le soluzioni esistono e il libro, attraverso una documentata esposizione delle norme nazionali e internazionali, indica le strade percorribili da utenti, amministratori e operatori del diritto.
Con il corredo dei contributi di Eugenio Correale, avvocato, direttore del Centro studi ANACI (Associazione Nazionale Amministratori di Condominio) di Milano, sui problemi della falda acquifera, e di Padre Alex Zanotelli, sulla situazione di Napoli.
In Appendice, una selezione ragionata delle principali norme di riferimento....

L'Unione Europea: il Mito e la Realtà

I Trattati e le politiche di una dittatura mascherata

di Monia Benini

L'UNIONE EUROPEA: IL MITO E LA REALTà  - LIBRO
I Trattati e le politiche di una dittatura mascherata
di Monia Benini

Questo libro è il risultato delle ultime ricerche di Monia Benini.
Nuovi trattati, nuovi accordi si aggiungono, mano a mano, a perfezionare la prigione nella quale sono rinchiusi i popoli europei. 
Il silenzio dei Media, inevitabilmente controllati dal Potere, fa si che la grande massa dei cittadini sia totalmente ignara di quello che sta succedendo, di come, seguendo un piano ben definito, i "costruttori dell'Europa" stiano demolendo ogni controllo democratico, ogni idea di sovranità, ogni possibilità di Stato Sociale.
Diffondere il contenuto dei documenti ufficiali, le prese di posizione di importanti intellettuali che "non ci stanno", smascherare gli artifizi verbali con cui si diffonde e mantiene l'ignoranza: questa la missione dei libri di Monia Benini
Dalla Quarta di Copertina
"Le nazioni europee dovrebbero essere guidate verso un SuperStato senza che le loro popolazioni si accorgano di quanto sta accadendo. Tale obiettivo potrà essere raggiunto attraverso passi successivi ognuno dei quali nascosto sotto una veste e una finalità meramente economica. "
Jean Monnet
"Bisogna agire 'come se', in Europa: come se si volessero poche cose, per ottenerne molte. Come se gli Stati restassero sovrani, per convincerli a non esserlo più. La Commissione di Bruxelles, ad esempio, deve agire come se fosse un organo tecnico, per poter operare alla stregua di un governo. E così via, dissimulando e sottacendo"
Giuliano Amato
Monia Benini prosegue nella sua ricerca sul campo e documenta come e quando, in Europa, è stata sepolta ogni idea di Democrazia.
La realtà è molto peggio di come si riesce a immaginarla....

Plotone di Tassazione

Cosa è bene sapere per difendersi dalle Tasse

di Monia Benini

PLOTONE DI TASSAZIONE  - LIBRO
Cosa è bene sapere per difendersi dalle Tasse
di Monia Benini

Parlare di tasse è ormai come assistere a una partita di calcio con opposte tifoserie: se sei contro l'evasione, allora sei di sinistra; se sei per una riduzione delle tasse, allora sei di destra. In base alla 'curva' nella quale si prende posto, si troveranno canti, inni e slogan opposti: 'parassiti' contro 'vessati', 'luridi evasori' contro 'tasse immonde'.
L'obiettivo di questo testo è analizzare le tasse, la loro morsa, l'impunità dei grandi evasori; dal sistema costituzionale che prevede il pagamento dei tributi sulla base della propria capacità contributiva, al pozzo di San Patrizio dei 'prelievi forzosi' nelle nostre tasche.
L'emergere di profonde ingiustizie e l'inefficacia delle tasse si palesano attraverso racconti, testimonianze e interviste che dimostrano quanto sia stretto il cappio attorno al collo dei contribuenti e come si sia ormai raggiunto un livello insostenibile per i cittadini e per le imprese italiane.
Ma questo libro vuole essere anche uno strumento utile per difendersi, per sopravvivere e per abbozzare – per i lettori che osano oltre ogni struttura pre-costituita - un sistema diverso, al di fuori degli schemi mentali e di potere oggi dominanti.
Indice
Introduzione
- I guelfi e i ghibellini delle tasse
- Il loro paradiso. Il nostro inferno
- Sempre più in alto
- Le gabelle nascoste
- Senza fiato
- Un'antica storia
- Gli studi di settore: ovvero come soffocare i pesci piccoli e lasciar sguazzare i piranha
- Il redditometro, strumento 'detestabile'
- Sotto stretta sorveglianza
- Urla nel silenzio
- Il paese di Bengodi
- Tassati a morte
- Tradimenti immorali
- Vessazioni italiane ed europee
- L'Euro-zavorra
- La storia insegna, ma siamo pessimi scolari
- "Il buon pastore deve tosare le pecore, non scorticarle"
- Prove tecniche di resistenza: lo sciopero fiscale
- Quindici per cento? Si può!
- Per chi osa oltre

Conclusione
Appendice
Ringraziamenti
L'autrice
Bibliografia
Leggi un'anteprima di "Plotone di Tassazione" libro di Monia Benini
Un conoscente, sapendo del lavoro di analisi che mi accingevo a svolgere per questo libro, mi aveva ironicamente suggerito la produzione di un testo intitolato "Tutto quello che c'è da sapere sulle tasse", che sarebbe stato pieno di pagine bianche con una sola parola alla fine: paga!
Questa è la percezione del prelievo fiscale oggi: una ghigliottina che ci lascia senza fiato. Una corda che stringe il collo di chi non arriva a fine mese, di chi oggi sceglie di permettersi solo il pane, perché non ci sono i soldi per comprare la pasta. Un cappio che si stringe attorno alla gola di chi pure vorrebbe fare il proprio dovere, ma si dispera perché non ha i soldi per farlo, mentre le ricchezze di branchi di squali s'involano verso qualche paradiso fiscale.
Allora, è questo lo stato democratico che merita il nostro 'sangue'?
In questo libro ho voluto lasciare, come Pollicino, qualche briciolina qua e là, perché ciascuno decida di compiere la sua battaglia e trovare una via d'uscita.
Ma se a cercare una soluzione fossimo in tanti, potremmo rivolgere il pensiero alla rivoluzione fiscale di Gandhi che dovrebbe pur averci insegnato qualcosa, a cominciare dalla forza di non arrendersi mai.
Per continuare a leggere, clicca qui:
> Leggi un'anteprima di "Plotone di Tassazione" libro di Monia Benini
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Ora sapete perché Alitalia è in crisi (ma viene comunque “salvata” da contributi pubblici) o perché il pedaggio costa così tanto (ma le strade sono cantieri eterni): vengono gestiti in modo privato, ma – dato che le gestioni sono fallimentari – le SpA vengono poi aiutate dallo Stato.

Dopo è la volta del Credit (Credito Italiano), che godeva di ottima salute, dell’IMI e della Banca Commerciale Italiana (Comit), tutto tra il 1993 e il 1994. L’idea di Prodi era quella di “smantellare il Paese pezzo per pezzo” (così disse il 17 gennaio 1998 in un celebre discorso in provincia di Lecce). E infatti ci è riuscito. Nel luglio 1996 iniziano le prime privatizzazione dei servizi pubblici locali grazie alla costituzione di società per azioni in cui i Comuni possono partecipare solo con quote minoritarie. Il 16 aprile 1997 viene privatizzato l’Istituto San Paolo di Torino.

Nel 1999 Massimo D’Alema prosegue il disegno staticida di Prodi, approvando un disegno di legge che privatizza definitivamente i servizi pubblici locali. Tutte le aziende municipalizzate che erogano in regime di monopolio acqua, gas, elettricità, trasporti urbani, rifiuti urbani vengono trasformate in imprese private.

Nel gennaio 1998 il Parlamento liberalizza il commercio abolendo licenze e regole sugli orari. Poi è la volta della liberalizzazione della telefonia fissa (febbraio 1998) e dell’energia elettrica, fino alla privatizzazione dell’ENEL (1999). A maggio del 2000 si provvede a liberalizzare il commercio del gas. Poi è la volta delle TV. La legge Maccanico apre alla privatizzazione della RAI e di fatto salva le reti televisive di Berlusconi.

Infine, sempre nel 1998 le Ferrovie dello Stato vengono smembrate per poi costituire RFI (Rete ferroviaria italiana, pubblica) e Trenitalia (privata). Stessa sorte toccherà alle Poste, che diventeranno SpA.
D’Alema, non contento, si sbarazza anche di molti beni pubblici, tra cui il Foro italico e lo Stadio olimpico, passati nelle mani dei privati.

Le privatizzazioni così realizzate non si avvicinano nemmeno minimamente a quelle poste in essere dal governo Thatcher e dal governo Blair in Inghilterra (criticati per le politiche eccessivamente liberal). Tutto è in nome di un alleggerimento dello Stato che – invece – a distanza di 20 anni non è avvenuto e che, anzi, è sempre più indebitato ma privo degli Enti che, invece, avrebbero garantito ai cittadini molteplici oneri economici in meno. Insomma, se avessimo avuto ancora le Poste, i trasporti, l’energia, il gas e i servizi comunali ancora pubblici, non pagheremmo le tariffe esose che paghiamo oggi.

La Sanità privata e gli Ospedali chiusi

Il sistema sanitario nazionale, così com’è impostato oggi, non può essere privatizzato, ma dato che il disegno di alleggerimento dello Stato è ancora in corso, si deve comunque ridurre la spesa. E come? Semplice, costringendo le Regioni (oppure favorendo le Regioni) a chiudere gli Ospedali, nel nome dell’ottimizzazione delle risorse. Ecco che numerosi centri ospedalieri, anche di recente costruzione, vengono o chiusi o trasformati in centri di lungo degenza oppure in laboratori di analisi gestiti privatamente.

Se poi ci metti le liste d’attesa lunghissime, che arrivano anche a un anno, e i medici che ti “suggeriscono” la visita privata o l’analisi di laboratorio con pochi giorni d’attesa, allora la privatizzazione della sanità è un dato di fatto.

mappa_ospedali_chiusi_la_stampa                                         Gli ospedali chiusi dal 2013. Foto tratta da un articolo de La Stampa

La giustizia privata. Tribunali periferici chiusi. Mediazione

Nemmeno la Giustizia è esente da questo percorso di alleggerimento. La riforma della geografia giudiziaria, iniziata nel 2011, ha portato alla soppressione di 30 tribunali, alla chiusura dei tribunali periferici e a un drastico taglio degli Uffici del Giudice di Pace. Oggi è in discussione anche la chiusura dei Tribunali per i minorenni e del taglio di competenze per i Giudici di Pace. A questo disegno giustizicida va aggiunto un altro tassello: la creazione e l’incentivazione della mediazione, addirittura obbligatoria per legge per molte materie (persino per materia di risarcimento danni da circolazione stradale, cioè il 50% del carico giudiziario).

Cos’è la mediazione? E’ l’attività professionale svolta da un privato, in veste di arbitro terzo e imparziale, che cerca di far trovare un accordo tra le parti in lite. Insomma, il mediatore è un privato e la mediazione è una forma (oggi obbligatoria per molte materie) di risoluzione delle controversie alternativa a quella giudiziaria. Inutile dire che in questi anni le Agenzie di mediazione si sono moltiplicate a dismisura e che spesso il costo dell’accesso alla giustizia è più elevato rispetto alla mediazione. Questa, dunque, è una forma sottile di smantellamento del sistema giudiziario in Italia che, unita alla chiusura dei tribunali e allo svuotamento di funzioni del Giudice di Pace, mostra apertamente quale strada sta percorrendo lo Stato italiano in materia di giustizia.

I Trasporti privati

Se prima, per andare da Torino a Taranto, pagavi 40.000 lire oppure 25,00 € nei primi anni Duemila, oggi con quella cifra non esci fuori regione. È colpa dell’euro? No, è merito delle privatizzazioni. Trenitalia è il soggetto privato (ma aiutato dallo Stato quando i bilanci sono in passivo) che gestisce i trasporti su rotaia. Le rotaie sono ancora di proprietà degli Enti Pubblici, ma i treni non più. Le liberalizzazioni servivano a creare concorrenza, ma a distanza di 20 anni quanti imprenditori hanno investito nei trasporti su rotaia in Italia? Escludendo Italo (che fa poche tratte e i cui costi sono pressoché simili a quelli di Trenitalia), nessuno.

Ecco servita la liberalizzazione: aumento spropositato delle tariffe e tagli indiscriminati delle tratte economicamente meno vantaggiose. Infatti, prima i treni arrivavano ovunque, perché l’obiettivo non era la massimizzazione del profitto, ma l’offerta di servizi necessari, mentre oggi il Sud soffre i tagli delle tratte, perché l’obiettivo di Trenitalia non è offrire un servizio, ma massimizzare il profitto. Quindi chi vive al Sud o in zone disagiate, avrà sicuramente apprezzato la privatizzazione di un servizio così necessario!

Le Poste privatizzate

Poste Italiane SpA non ha grande interesse a continuare il servizio di consegna della posta, anzi, si sta concentrando soprattutto sui servizi finanziari, insomma, vuole diventare una banca, perché così i profitti sono più alti e i costi minori. Tra l’altro, quello della corrispondenza è l’unico settore dove si è sviluppata una minima forma di concorrenza, con le poste private che svolgono gli stessi servizi a costi inferiori. Però, sapete, le pensioni le pagano ancora in posta, ma oggi i pensionati sono costretti a ricevere la misera pensione su un conto corrente e i bollettini, nonostante l’apertura degli sportelli Lottomatica di molti tabacchi convenzionati, continuano ad essere pagati in posta da molti utenti, sì, ma con commissioni che arrivano a 1,50 €. Dunque mettiamo una famiglia che deve pagare il bollettino di: luce, acqua, gas e telefono. Solo di commissioni pagherà 6,00 €. E non parliamo del costo delle bollette. Anzi, ne parliamo ora ora.

L’energia, la telefonia e il mercato libero

Con lo smantellamento dell’ENEL e di SIP sono nati, come ben sappiamo tutti, ENEL distribuzione (maggior tutela), ENEL Energia (mercato libero) e Telecom Italia (oggi venduta agli spagnoli), con l’intenzione di creare un mercato concorrenziale, ma nei sistemi capitalistici nostrani “concorrenza” è sinonimo di “fregatura”.

Oggi, rispetto ai primi anni 2000, paghiamo il 20% in più sia di corrente elettrica che di telefonia. Vero è che oggi si è aggiunta la voce “internet” alle spese telefoniche, ma è anche vero che in molti Paesi europei il costo dell’ADSL (o della fibra) è nettamente inferiore.

costo_adsl_europa_sos_tariffe                                                        Confronto prezzi ADSL in Europa. Fonte: SOS tariffe

Le compagnie telefoniche in regime di concorrenza in Italia sono diverse, ma se spulciamo le offerte, al netto del fumo negli occhi, sono pressoché uguali in termini di costi e si differenziano minimamente in termini di servizi offerti e di qualità del servizio. Per non parlare poi delle numerose fregature che si annidano nei caratteri minuscoli dei contratti, spesso sottoscritti senza essere letti e che riaffiorano solo all’arrivo delle prime fatture. Tra spese e spesucce, gli iniziali 40,00 € a bimestre promesse dall’operatore telefonico diventano 61,80 €.

In materia energetica, poi, abbiamo raggiunto l’apice della fregatura con un regime di concorrenza basato su una componente minima e insignificante in fattura: la materia energia. Tutte le compagnie energetiche ci martellano la testa con sconti e offerte sulla materia energia, senza ovviamente specificare che il grosso da pagare in bolletta non è la materia energia, ma trasporto, gestione contatore, oneri di sistema. Voci che in fattura risultano incomprensibili, ma che rappresentano la maggior somma da pagare. Hai voglia a cambiare fornitore, i costi resteranno sempre altissimi!

L’acqua privata

Se l’acqua è un bene primario e comune, la sua gestione è privata. E se è vero che le Regioni possono controllarne la gestione, è anche vero che non possono legiferare sulla sua forma giuridica (quindi non possono rendere gli acquedotti Enti pubblici). La competenza spetta allo Stato. Lo stesso Stato che in questi anni ha privatizzato ogni cosa, ha privatizzato anche il bene più prezioso che abbiamo, con conseguenti aumenti di tariffe, tanto che in alcuni casi gli aumenti sono arrivati anche oltre il 200%. Acqua bene comune. In Italia non più.

Lo Stato risparmia e ci guadagna (come fosse un privato)

Lo smantellamento dello Stato Sociale voluto da Prodi, D’Alema, Bersani e compagnia bella ha una duplice funzione: da un lato ha permesso di risparmiare sui costi degli Enti controllati dallo Stato, dall’altro ha favorito introiti maggiori sotto forma di IVA, contribuzione, imposte di bollo e altri emolumenti che ora queste aziende private versano allo Stato. Quindi oggi lo Stato da un lato ci risparmia e dall’altro ci guadagna. A rimetterci, chiaramente, sono i cittadini e gli utenti che hanno visto lievitare le tariffe, chiudere i servizi necessari e peggiorare, talvolta, gli stessi servizi a fronte di oneri maggiori.

Addio allo Stato Sociale

E’ ovvio che, rinunciando ad erogare tali servizi, lo Stato italiano ha smantellato lo Stato Sociale in favore di uno Stato liberale di stampo capitalista. Ma si tratta di una forma di capitalismo truccato, perché se è vero che nel capitalismo l’unico vantaggio che hanno i consumatori è rappresentato dalla concorrenza, è anche vero che in Italia la concorrenza è truccata, perché le aziende che si sono accaparrate i servizi pubblici fanno cartello (cioè si mettono d’accordo) oppure sono controllate dalle stesse persone, seppur con nomi diversi. Quindi si tratta di monopoli di fatto mascherati da regimi di concorrenza.

In questo quadro, l’unico “rimedio” predisposto dallo Stato è stato quello dell’istituzione del Garante della Concorrenza, un Ente che in Italia non ha alcun potere se non quello di comminare multe di lievissima entità a grandi aziende che non rispettano la concorrenza, che pagano volentieri le multe, tanto rappresentano una misera percentuale rispetto al fatturato.

Questa è stata l’unica concessione fatta dallo Stato a noi cittadini che, oggi, siamo costretti a pagare tanto, per servizi pessimi in una realtà che andrà sempre peggio, visto che l’opera di smantellamento dello Stato Sociale sta continuando e presto ci vedremo negato persino il diritto a farci una passeggiata al mare o in campagna o in montagna senza pagare il pedaggio a Paesaggi per l’Italia SpA. Ma tranquilli, c’è pur sempre l’abbonamento annuale e se ti iscrivi alla newsletter avrai diritto a uno sconto del 5% sull’eccedenza dei passi consentiti.

Fonte: https://ilbarbuto.blog/2017/07/10/lo-stato-privato/

Libri e varie...

Scippo di Stato

Così ci hanno rubato strade, ferrovie, Poste e servizi essenziali

di Daniele Martini

SCIPPO DI STATO - LIBRO
Così ci hanno rubato strade, ferrovie, Poste e servizi essenziali
di Daniele Martini

"Sono l'unico sindaco toscano che si è rifiutato di privatizzare gli acquedotti e mi incazzo a vedere le grandi aziende pubbliche che pensano a tutto, ai profitti, alla finanza, ai titoli sui giornali e la gente normale non la calcolano proprio". Egidio Pedrini, sindaco di Zeri, piccolo comune della provincia di Massa Carrara.
Treni che non funzionano, strade dissestate piene di buche, uffici postali che chiudono: ecco la foto dell'Italia che "torna a correre" nell'era Renzi.
E forse era meglio quando Fs, Poste, Anas e municipalizzate erano quelle inguardabili dependance ministeriali della Prima Repubblica, regno di mazzette e brulicanti di funzionari di partito.
La politica, infatti, che con una mano imponeva la corruzione, pretendeva con l'altra un minimo sindacale di efficienza diffusa. Poi arrivano i manager-padroni: Moretti, Sarmi e Ciucci.
Con il primo l'attenzione va ai treni veloci mentre convogli regionali e merci vengono abbandonati. Sarmi trasforma le Poste in una banca, cosicché lettere e pacchi si disperdono.
Ciucci inaugura strade e ponti che crollano dopo una settimana. Daniele Martini racconta i retroscena delle finte privatizzazioni dei gruppi statali e svela le cricche che si arricchiscono a discapito del cittadino costretto a pagare sempre più tasse a fronte di servizi inaccettabili....

Italian Bankster

Splendori e miserie dei banchieri d'affari di casa nostra

di Laura Serafini

ITALIAN BANKSTER
Splendori e miserie dei banchieri d'affari di casa nostra
di Laura Serafini

I banchieri non sono solo quelli che gestiscono conti correnti e prestano soldi. Schivi, discreti e riservati, spesso lontano dai riflettori, i banchieri d'affari sono le eminenze grigie che dall'inizio degli anni Novanta a oggi hanno contribuito a tessere la trama delle più grandi operazioni finanziarie in Italia: dal collocamento in Borsa di enel alla scalata di Olivetti su Telecom, dal crack Parmalat alle fusioni bancarie. Sono i consulenti silenziosi dei capi d'azienda, del governo e dei capitani di impresa che suggeriscono come trovare i fondi, anche a chi non ne ha. O come vendere obbligazioni e titoli a risparmiatori spesso inconsapevoli dei rischi che si assumono.
La figura del banchiere d'affari conosce una prima stagione di gloria una quindicina d'anni fa, quando il governo, soffocato dal debito pubblico, decise di vendere i gioielli di famiglia: ebbero così inizio le privatizzazioni, attraverso le quali lo Stato ha incassato oltre 100 miliardi di euro e le banche commissioni per più di 2,5 miliardi. Ed è tornato alla ribalta all'indomani della crisi finanziaria, dopo che – come ha scritto il sociologo Ulrich Beck – "la sua immagine pubblica" ha cominciato "ad assumere le fattezze del bankster". Ma chi sono i personaggi che rappresentano in Italia le grandi banche come Lehman Brothers, Goldman Sachs, Jp Morgan, Mediobanca, Schroders? Quali sono i loro vezzi, i loro vizi, le loro virtù? La passione per le auto d'epoca e la Mille Miglia, le tenute vinicole,
le ville in Sardegna, a Londra e persino in Sudafrica, i matrimoni nobili e il bel mondo. Nascono con la camicia, questi banchieri: quasi nessuno viene dal nulla. E la spinta a guadagnare sempre di più li accomuna tutti. Non tanto per avidità, piuttosto per una concezione della meritocrazia made in usa: la misura della capacità personale sta nella quantità di soldi che si riesce a fare. Due, quattro, cinque milioni di euro: un banchiere d'affari in carriera, alla vigilia della crisi, poteva mettersi in tasca ogni anno cifre simili. Il loro futuro, però, si presenta incerto: l'unica sicurezza è che sarà difficile guadagnare come prima.
 
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Il Sangue degli Illuminati

Dalla P2 al caso "Orlandi": tracce di una storia antica. Tanti imperi, una sola famiglia

di Diego Marin, Stefania Marin

IL SANGUE DEGLI ILLUMINATI
Dalla P2 al caso "Orlandi": tracce di una storia antica. Tanti imperi, una sola famiglia
di Diego Marin, Stefania Marin

Una storia sepolta tutta da scoprire.
Un'opera preziosa che aiuta il lettore a capire i poteri occulti, che dominano anche la nostra attualità. Uno studio dettagliato e approfondito che attinge da fonti storiche e documentarie.
Durante le indagini sulla Strage di Piazza Fontana, a Milano, il giudice Emilio Alessandrini si imbatté nel "Rapporto RDS/1Zeta n°230", un dossier con tre note informative sulla CIA, il Bilderberg e l'Americans for Democratic Action. Questo dossier affermava l'esistenza di un governo mondiale invisibile, che aveva interferito, e interferiva da anni, con ogni mezzo, nella vita politica dei paesi occidentali.
Il testo chiudeva dichiarando che era stata scatenata una guerra occulta a suon di stragi e omicidi in molteplici territori dell'occidente europeo. Alessandrini fu assassinato il 29 gennaio 1979.
I cosiddetti "anni di piombo" fecero emergere in Italia più che altrove le prove concrete di una struttura mondiale che agiva, e agisce, alle spalle della politica e che è capace di mobilitare tanto le istituzioni ufficiali quanto i gruppi criminali organizzati. Essa ha scatenato eventi tristemente spettacolari con l'intenzione di suscitare nel popolo un senso impellente di "bisogna fare qualcosa", usando quindi i mass media per far coincidere quel "qualcosa" con i propri desideri.
Il libro ripercorre gli anni di piombo e porta alla luce i documenti del "governo occulto" e della lotta di potere tra "famiglie". Lo stesso sangue si manifesta al vertice dei grandi imperi del passato e dei maggiori bacini di cultura (Egitto, Israele, Grecia), accompagnato e protetto da un circolo di "saggi" che assomiglia alla moderna massoneria e che ne è il precursore. Una storia sepolta tutta da scoprire....

L'Invenzione dell'Economia

L'artificio culturale della naturalità del mercato

di Serge Latouche

L'INVENZIONE DELL'ECONOMIA
L'artificio culturale della naturalità del mercato
di Serge Latouche

Con questa raccolta viene presentato al pubblico italiano il percorso storico-culturale di Serge Latouche. I saggi pubblicati in questo volume indagano l'origine delle categorie e delle rappresentazioni economiche moderne tra XVII e XVIII secolo. Con questa ricerca storica si chiarisce come l'umanità contemporanea sia ossessionata dalla produttività, dal consumismo e dal concetto di crescita illimitata. Serge Latouche dimostra il carattere artificiale e innaturale dell'economia. L'economia viene "inventata" solo da un certo punto in poi della storia e si impone attraverso l'immaginario economico, l'utilitarismo e il mercato. Latouche pensa che nel pensiero dell'Occidente moderno, la ragione sostituisca del tutto la saggezza e diventi "razionalità calcolante" ovvero calcolo economico. Quando ci si occupa di esseri umani, osserva Latouche, la razionalità strumentale e calcolante (che può funzionare per acquistare in borsa), non basta più, perché si ha a che fare con dei valori: libertà, giustizia, equità. Un libro fondamentale per capire la modernità e affrontare la postmodernità....

L'Unione Europea: il Mito e la Realtà

I Trattati e le politiche di una dittatura mascherata

di Monia Benini

L'UNIONE EUROPEA: IL MITO E LA REALTà  - LIBRO
I Trattati e le politiche di una dittatura mascherata
di Monia Benini

Questo libro è il risultato delle ultime ricerche di Monia Benini.
Nuovi trattati, nuovi accordi si aggiungono, mano a mano, a perfezionare la prigione nella quale sono rinchiusi i popoli europei. 
Il silenzio dei Media, inevitabilmente controllati dal Potere, fa si che la grande massa dei cittadini sia totalmente ignara di quello che sta succedendo, di come, seguendo un piano ben definito, i "costruttori dell'Europa" stiano demolendo ogni controllo democratico, ogni idea di sovranità, ogni possibilità di Stato Sociale.
Diffondere il contenuto dei documenti ufficiali, le prese di posizione di importanti intellettuali che "non ci stanno", smascherare gli artifizi verbali con cui si diffonde e mantiene l'ignoranza: questa la missione dei libri di Monia Benini
Dalla Quarta di Copertina
"Le nazioni europee dovrebbero essere guidate verso un SuperStato senza che le loro popolazioni si accorgano di quanto sta accadendo. Tale obiettivo potrà essere raggiunto attraverso passi successivi ognuno dei quali nascosto sotto una veste e una finalità meramente economica. "
Jean Monnet
"Bisogna agire 'come se', in Europa: come se si volessero poche cose, per ottenerne molte. Come se gli Stati restassero sovrani, per convincerli a non esserlo più. La Commissione di Bruxelles, ad esempio, deve agire come se fosse un organo tecnico, per poter operare alla stregua di un governo. E così via, dissimulando e sottacendo"
Giuliano Amato
Monia Benini prosegue nella sua ricerca sul campo e documenta come e quando, in Europa, è stata sepolta ogni idea di Democrazia.
La realtà è molto peggio di come si riesce a immaginarla....

Intrigo Internazionale

"Perché la guerra in Italia. Le verità che non si sono mai potute dire."

di Rosario Priore, Giovanni Fasanella

INTRIGO INTERNAZIONALE
"Perché la guerra in Italia. Le verità che non si sono mai potute dire."
di Rosario Priore, Giovanni Fasanella

Un documento importante per capire gli anni più caldi del periodo italiano dal 1969 in poi, per scoprire verità che anche se non provate a livello giudiziario, ci appaiono oggi tristemente e palesemente veritiere.
"Ci sono verità che non ho mai potuto dire... Avrebbere potuto avere effetti destabilizzanti sugli equilibri interni e internazionale."
Rosario Priore, giudice istruttore per il caso Moro, Ustica, il tentato omicidio di Giovanni Paolo II e altri casi di eversione rossa e nera.
L'indicibile della storia italiana. La domanda di fondo è: perché l'Italia dal 1969 è stata funestata dal terrorismo e dalla violenza politica con centinaia di morti e migliaia di feriti? Perché solo nel nostro paese?
Tutte le inchieste giudiziarie hanno dato finora molta importanza al ruolo dei servizi segreti deviati, della P2, della Cia.
Risultato: nessuna verità giudiziaria, nessuna verità storica.
Rosario Priore, il magistrato che si è occupato di eversione nera e rossa, di Autonomia operaia, del caso Moro, di Ustica, dell'attentato a Giovanni Paolo II, qui prova a rispondere cambiando completamente scenario. E strumenti di analisi.
Grazie ad anni di ricerche, testimonianze, prove, carte private, incontri con ex terroristi, agenti segreti e uomini politici anche stranieri, Priore ricostruisce uno scenario internazionale inedito per spiegare il terrorismo e la strategia della tensione in Italia, testimoniando la verità che finora nessuno ha potuto certificare attraverso le sentenze. Colpita la manovalanza (e non sempre), la giustizia si è infatti dovuta fermare senza arrivare a scoprire il livello più alto dei responsabili.
Siamo stati in guerra, senza saperlo. L'egemonia del Mediterraneo, il controllo delle fonti energetiche ci hanno messo in rotta di collisione con l'asse franco-inglese che non ha mai sopportato il nostro rapporto privilegiato con la Libia. Ecco chi era il terzo giocatore dopo Urss e Stati Uniti. Non stupisce allora che gli inglesi fossero favorevoli a un colpo di stato in Italia nel 1976 per fermare il Pci e controllare il paese.
Dall'altra parte la Cecoslovacchia, la Germania comunista e la Stasi avevano buon gioco ad alimentare il terrorismo. Ustica, Piazza Fontana, il caso Moro, la strage di Bologna vanno collocati in questo contesto internazionale: cadono così molte facili convinzioni e vecchie ricostruzioni, giornalistiche e persino giudiziarie, mostrano tutta la loro inconsistenza. L'intrigo italiano è in realtà internazionale.
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I ROTHSCHILD E GLI ALTRI
Dal governo del mondo all'indebitamento delle nazioni, i segreti delle famiglie più potenti del mondo
di Pietro Ratto

Questo libro intende dimostrare come i Rothschild, e le altre dinastie imparentate, abbiano esercitato un'influenza enorme sulla storia del nostro pianeta.
 Non è assolutamente vero che essere famosi significhi contare davvero qualcosa. 
 Nell'era dei social network, in cui ognuno cerca disperatamente di apparire e di collezionare il maggior numero possibile di amici e di condivisioni, chi davvero esercita un'influenza importante non viene mai, o quasi mai, menzionato. Non c'è nessun accenno, per esempio, alla famiglia Rothschild all'interno dei libri di storia su cui i nostri ragazzi studiano. Questo cognome è quasi sconosciuto.
 Nonostante ciò, questo libro intende dimostrare come i Rothschild e le altre dinastie con cui essi si sono via via imparentati, abbiano esercitato un'influenza enorme sulla storia del nostro pianeta, per lo meno dalla fine del Settecento ad oggi.
 Un'indagine quanto mai attuale, che spiega molte cose sul famigerato debito pubblico diventato ormai un'ossessione per milioni e milioni di persone; uno studio che, condotto in parallelo sulle singole grandi famiglie della finanza internazionale, parte da parecchi secoli fa e dimostra che i grandi banchieri e imprenditori del nostro tempo discendono da antichissime stirpi, spesso di sangue reale, i cui esponenti, intorno al diciassettesimo secolo, sembrano essersi improvvisamente resi conto che il tempo dei privilegi dei nobili stava finendo.
 E che la nuova partita si sarebbe vinta sul terreno del controllo dell'intera economia mondiale....

I Rothschild e gli Altri

Dal governo del mondo all'indebitamento delle nazioni, i segreti delle famiglie più potenti del mondo

di Pietro Ratto

Questo libro intende dimostrare come i Rothschild, e le altre dinastie imparentate, abbiano esercitato un'influenza enorme sulla storia del nostro pianeta.

Non è assolutamente vero che essere famosi significhi contare davvero qualcosa.

Nell'era dei social network, in cui ognuno cerca disperatamente di apparire e di collezionare il maggior numero possibile di amici e di condivisioni, chi davvero esercita un'influenza importante non viene mai, o quasi mai, menzionato. Non c'è nessun accenno, per esempio, alla famiglia Rothschild all'interno dei libri di storia su cui i nostri ragazzi studiano. Questo cognome è quasi sconosciuto.

Nonostante ciò, questo libro intende dimostrare come i Rothschild e le altre dinastie con cui essi si sono via via imparentati, abbiano esercitato un'influenza enorme sulla storia del nostro pianeta, per lo meno dalla fine del Settecento ad oggi.

Un'indagine quanto mai attuale, che spiega molte cose sul famigerato debito pubblico diventato ormai un'ossessione per milioni e milioni di persone; uno studio che, condotto in parallelo sulle singole grandi famiglie della finanza internazionale, parte da parecchi secoli fa e dimostra che i grandi banchieri e imprenditori del nostro tempo discendono da antichissime stirpi, spesso di sangue reale, i cui esponenti, intorno al diciassettesimo secolo, sembrano essersi improvvisamente resi conto che il tempo dei privilegi dei nobili stava finendo.

E che la nuova partita si sarebbe vinta sul terreno del controllo dell'intera economia mondiale.

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