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“Trappole energetiche” in rete

di Elisa Staderini
Chi di noi non ha mai giocato ad un videogioco? Ma la differenza tra quando eravamo piccoli noi e oggi sta in questo mondo globalizzato, dove si trova di tutto e dove il tutto si mescola al resto in un gran calderone di idee ed energie.
I cosiddetti videogiochi in rete, le battaglie da fare in squadre con perfetti estranei, sono senza dubbio molto divertenti ma in realtà possono trasformarsi in “trappole energetiche” per le persone sensibili. I ragazzini molto aperti rischiano in questo modo di diventare insetti su una tela di ragno pronto a cibarsi della loro forza vitale.
Distinguiamo tra energia bassa e frequenze più elevate: l’energia bassa, che è sempre esistita, tenderà a far scendere ciò che si trova più in alto. In questo modo i ragazzi esposti al ragno di questa enorme rete virtuale possono incontrare difficoltà energetiche che vanno poi a riflettersi sul piano fisico…

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Non insegnate ai bambini

 di Federica Morrone
“Non insegnate ai bambini la vostra morale, è così stanca e malata, potrebbe far male…” (Giorgio Gaber “Non insegnate ai bambini”)
Un bambino risponde ‘grazie’ perché ha sentito che è il tuo modo di replicare a una gentilezza, non perché gli insegni a dirlo.
Un bambino si muove sicuro nello spazio, quando è consapevole che tu non lo trattieni, ma che sei lì nel caso lui abbia bisogno di te.
Un bambino quando si fa male, piange molto di più se percepisce la tua paura.
Un bambino è un essere pensante, pieno di dignità, di orgoglio, di desiderio di autonomia, non sostituirti a lui, ricorda che la sua implicita richiesta è “aiutami a fare da solo”

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Bimbi “dipinti” per il Gay Pride: bufera sul centro estivo

di Claudio Cartaldo
L’ira delle mamme sul centro estivo di Casalecchio: “Non siamo stati informati”. E Bignami (Fi) interroga il ministro.
Scoppia la polemica a Casalecchio di Reno, cittadina alle porte di Bologna. Dove, secondo quanto scrive oggi il Quotidiano Nazionale, il giorno prima del “gay pride”, in un centro estivo per bambini, sarebbero stati realizzati “laboratori di pittura e scrittura, e letture orientate al mondo omosessuale”.
Il centro estivo in questione, gestito dalla Coop “Dolce”, è aperto ai bimbi fino a 5 anni. Quando le mamme sono andate a riprendere i bambini, si sarebbero trovate di fronte ad alcuni cartelloni – le cui fotografie sono state pubblicate da Quotidiano Nazionale – in cui si vedevano le fotografie dei piccoli colorati di arcobaleno. “Oggi – si legge in uno dei cartelloni – ci siamo dipinti la faccia per festeggiare insieme il Gay Pride”. E ancora dall’altro cartellone si evince che “in cortile abbiamo letto ‘Buongiorno postino’ e ‘Piccolo uovo’ (due favole considerate pro-gender, ndr) perché esistono tanti tipi di famiglie”

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“Mom shaming”: Il fenomeno che trasforma “madri reali” in “cattive madri”

di Jennifer Delgado Suárez
I genitori di oggi sono sottoposti a una pressione sociale brutale. Da un lato, ci sono leggi che quasi criminalizzano certi comportamenti e, dall’altro, la scienza mostra loro tutte le conseguenze dei loro errori nello sviluppo dei figli.
Sappiamo che gridare contro ai bambini danneggia il loro cervello, gli sbalzi di umore del padre lasciano delle sequele nello sviluppo emotivo dei figli e alcuni complimenti possono distruggere l’autostima infantile.
A questo si aggiunge che molte persone ipocrite e moraliste non esitano ad attaccare i genitori, in particolare attraverso i social network, trasformandosi in insegnanti, psicologi e genitori modello. Così, alcuni diranno che hai abbandonato tuo figlio anche se gli stai accanto, o che lo stai maltrattando solo perché hai alzato la voce di un paio di decibel…

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La tragedia silenziosa che sta colpendo i bambini di oggi

“Occorre fare dei cambiamenti nella vita dei nostri bambini prima che un’intera generazione vada sotto farmaci”.
“C’è una tragedia silenziosa che si sta svolgendo proprio ora, nelle nostre case, e riguarda i nostri gioielli più preziosi: i nostri bambini. Attraverso il mio lavoro con centinaia di bambini e genitori come ergoterapista (terapia occupazionale), ho visto questa tragedia svolgersi proprio sotto i miei occhi. I nostri bambini sono in uno stato emotivo devastante!” Inizia così un articolo di Victoria Prooday, una psicoterapeuta canadese (di origini ucraine) specializzata in terapia occupazionale e che lavora con bambini, genitori e insegnanti.

Come si legge nell’articolo (letto da 10 milioni di persone), negli ultimi 15 anni sono state pubblicate statistiche…

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10 motivi per non andare a scuola

Fare scuola a casa ha infiniti vantaggi e aiuta a crescere figli più autonomi, creativi e consapevoli.
Si chiama “educazione parentale” ovvero un metodo di apprendimento naturale che aiuta i figli a crescere in libertà, dando loro la possibilità di imparare in maniera gioiosa, esplorativa e appassionata, nel rispetto dei propri ritmi.
A portare avanti questa rivoluzione in Italia è Erika Di Martino, mamma di 5 figli, nessuno dei quali è mai andato a scuola. Fondatrice del network “Educazione Parentale”, Erika si dedica alla diffusione dello stile di genitorialità ad alto contatto, tramite il suo lavoro di consulente personale, organizzatrice di convegni e attraverso il sito controscuola.it.
Dalla sua parte ha oltre dieci anni di esperienza nell’ambiente scolastico e la convinzione che la società possa cambiare in meglio solo attraverso il rafforzamento dei legami umani. Vediamo quali sono i vantaggi di non andare a scuola, secondo la sua esperienza di mamma ed educatrice…

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Tra scuola e natura: i consigli di Maria Montessori

di Iliana Morelli
Maria Montessori aveva colto l’importanza delle attività didattiche svolte all’aperto, al di fuori delle aule scolastiche. Perché il bambino deve vivere la natura facendone esperienza in prima persona.
Nel 1909, Maria Montessori, nel suo primo libro “Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle case dei bambini”, dedica un intero capitolo a “La natura nell’educazione”, perché considera la natura un importante elemento da integrare nella sua visione pedagogica della realtà scolastica. Lei stessa definisce il bambino come “il più grande osservatore spontaneo della natura, il quale ha indubbiamente bisogno di avere a sua disposizione un materiale su cui agire”

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Bambini ribelli

Bambini plusdotati e ribelli

di Gianni Lannes
A scuola ci sono bimbi distratti, spesso annoiati, talvolta vivaci o iperattivi che sovente disamorano gli insegnanti o palesano uno scarso interesse ai loro insegnamenti. In gran parte dei casi si tratta di bambini plusdotati.
Questi bambini comprendono al volo dove porta un ragionamento, intuiscono velocemente la soluzione di un problema, detestano l’esercizio ripetitivo, e quindi si annoiano, e il loro comportamento diviene irrequieto. Purtroppo, la scuola pubblica tricolore, così com’è impostata nei suoi programmi istituzionali, tende a privilegiare la cosiddetta intelligenza “convergente”, ossia quell’intelligenza che trova la soluzione all’interno dell’impostazione fornita al problema. I plusdotati, invece, presentano un’intelligenza “divergente” che scova la soluzione non all’interno del problema, ma ribaltando i termini stessi del problema. Non a caso, tutti i progressi nella storia sono stati promossi da intelligenze divergenti. Copernico, ad esempio, risolse con facilità molti enigmi astronomici, abbandonando l’ipotesi che fosse il Sole a ruotare intorno alla Terra…

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Perché i bambini giapponesi non fanno i capricci?

Bambina Giapponese

Il carattere dei giapponesi viene apprezzato in tutto il mondo. Li abbiamo visti affrontare tragedie enormi con grande stoicismo. Non perdono il controllo e preservano lo spirito di gruppo in qualunque circostanza. Si contraddistinguono anche per l’enorme rispetto che nutrono verso gli altri e per il loro impegno al lavoro.
Ma non stiamo parlando solo degli adulti. Anche i bambini giapponesi sono molto diversi rispetto ai bambini occodentali. Fin da piccoli, si distinguono per i loro modi docili ed affabili. I bambini giapponesi non fanno i capricci e non perdono il controllo se non ottengono subito qualcosa…

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Il bimbo si annoia? Meglio!

Bambini annoiati

di Amedeo Formisano
Portate il bimbo al cinema e lui dice: “papà, quando comincia il film, che mi annoio!” Quante volte vi è capitato personalmente, oppure avete sentito il bimbo accanto a voi pronunciare queste parole? Penso molte. I genitori moderni sono avvezzi a questi piccoli problemi.
Il bimbo sembra esser spaventato dalla propria noia e riversa la sua frustrazione sul genitore. Allora il genitore che fa? Apre lo smartphone e carica un giochino, giusto per far passare qualche minuto in silenzio al bimbo. Eppure, quel comportamento fa aumentare il problema della noia.
Ma la noia non è un’emozione malvagia o qualcosa da eliminare. Tutte le emozioni hanno uno scopo. La noia serve a stimolare la fantasia, a portare il bimbo verso l’esplorazione del mondo…

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