Tra scuola e natura: i consigli di Maria Montessori

di Iliana Morelli
Maria Montessori aveva colto l’importanza delle attività didattiche svolte all’aperto, al di fuori delle aule scolastiche. Perché il bambino deve vivere la natura facendone esperienza in prima persona.
Nel 1909, Maria Montessori, nel suo primo libro “Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle case dei bambini”, dedica un intero capitolo a “La natura nell’educazione”, perché considera la natura un importante elemento da integrare nella sua visione pedagogica della realtà scolastica. Lei stessa definisce il bambino come “il più grande osservatore spontaneo della natura, il quale ha indubbiamente bisogno di avere a sua disposizione un materiale su cui agire”

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★ Dalla meditazione alla pratica della gratitudine, la dimostrazione di come la scienza sia oggi giunta a confermare la validità delle pratiche spirituali più diffuse in Occidente!
(+ in Regalo il libro "Il Mondo Felice non è Utopia")
È uscito il nuovo libro del famoso biologo e scienziato Rupert Sheldrake, in cui analizza 7 diverse pratiche, passando in rassegna gli studi scientifici sui loro effetti.
Alla fine di ciascun capitolo suggerisce due modi in cui il lettore potrà fare esperienza diretta di tali pratiche in prima persona.
In generale, le pratiche religiose e spirituali rendono le persone più sane, più felici e meno depresse. E sono proprio gli studi scientifici a dimostrarlo.
Combinare insieme scienza e spiritualità rappresenta una sfida straordinariamente moderna.
Dalla meditazione alla pratica della gratitudine, dai rituali al canto ai pellegrinaggi e ai luoghi sacri, dal contatto con la dimensione dell’oltreumano alla relazione con le piante, Sheldrake dimostra come la scienza sia oggi giunta a confermare e corroborare la validità e l’efficacia di queste pratiche.
Se acquisterai "Scienza e Pratiche Spirituali" su Il Giardino dei Libri riceverai in omaggio il libro "Il Mondo Felice Non È Utopia" di Corrado Malanga. In questo libro l'autore ci stupisce ancora una volta, dimostrando come un mondo felice non sia un sogno né un’utopia, ma un’idea concreta e realizzabile, alla portata di ognuno di noi. Non aspettare troppo, l'omaggio è valido solo fino ad esaurimento scorte. ›››

La scuola senza zaino e senza banchi

Nuovi metodi pedagogici

In Italia ci sono circa seimila bambini che ogni giorno, per loro fortuna, vanno a scuola senza zaino.
Senza macigni sulla schiena, senza pesi che li fanno camminare più curvi, più lenti, e che magari spengono anche un po’ la voglia di fare e di imparare. Penne, libri, matite, colori, pennelli, quaderni, compassi, ma anche legno, creta, carta, ferro, giochi, numeri, parole, i bambini li trovano già a scuola, o magari li costruiscono, in un’aula dotata di tutto e dove ognuno è responsabile di sé.
È così, con una rappresentazione semplice che Marco Orsi, pedagogista, ex maestro elementare, oggi dirigente scolastico a Lucca, descrive il progetto “Senza zaino”, una didattica sperimentata dal 2002 in una rete di scuole primarie toscane, ma che adesso si sta diffondendo in tutta Italia

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