Milano Invasa dagli Islamici per l’ “Ashura”

di Francesca Galici
Donne nei recinti e scoppia la polemica: “Per il Pd è arricchimento culturale?” Le scene rimandano a una tradizione distante da quella occidentale, che non ha nulla da spartire e che non può avere punti di contatto.
Anche quest’anno Milano è stata invasa. Mentre in Italia si susseguono le operazioni antiterrorismo che colpiscono esponenti islamici, potenzialmente pronti a colpire nel nostro Paese o che dal nostro Paese gestiscono flussi di denaro verso le organizzazioni terroristiche, migliaia di musulmani sciiti si sono radunati in Piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale di Milano, per poi sfilare lungo via Vittor Pisani.
Il capoluogo lombardo per alcune ore è diventato una succursale di Teheran o di qualunque altra città sotto il dominio islamico, una scena che fa a pugni con l’idea di Milano città moderna e proiettata nel futuro, capitale della moda e della libertà. Il corteo dell’Ashura, la ricorrenza in cui i fedeli commemorano il martirio dell’imam El Hossein…

Vai all’articolo

Immigrazione e Stupro Sistemico: la “Guerra Contro la Donna e la Società” è Qui

di Roberto Dal Bosco
C’è questa tendenza, a non vedere la questione migratoria (e lo stupro… ) come un vero e proprio fenomeno militare, una guerra neanche più tanto occulta in pieno svolgimento in Occidente.
L’ultimo caso è quello della bella modella scampata per un pelo da una molestia del branco. “Mi hanno inseguita e hanno iniziato a toccarmi. Ho cercato in tutti i modi di oppormi, ma erano troppi” dice la vittima nei virgolettati finiti sulla stampa.
I giornali sono prodighi di dettagli, tranne uno. Cioè, ci dicono come si chiama la ragazza, da dove viene (Polonia) che lavoro fa (la modella: a quanto pare esistono ancora, ma l’IA si mangerà questa professione nel giro di pochi mesi), quanti anni ha (30), dove è accaduto il fattaccio (Milano, Porta Romana, anzi per precisione via Livenza), dove stava andando (al supermercato), dove è stata colpita (è stata picchiata “con pugni al volto e all’addome”), e ci viene raccontato anche perché come si sarebbe salvata – un giovane sconosciuto avrebbe ingaggiato una colluttazione con il gruppo di malintenzionati, mettendoli, pare di capire, in fuga…

Vai all’articolo

L’Occultamento di Notizia: il Reato della Stampa di Sinistra sul Terrorismo

di Domenico Ferrara
Nel diritto penale italiano, l’occultamento di cadavere è un delitto contro la pietà dei defunti. Nel giornalismo progressista l’occultamento di notizia, specie se riguardante il terrorismo, è un delitto contro la pietà dei lettori. Ma soprattutto contro la verità.
Perché è innegabile che nel nostro Paese esista un problema che non può essere liquidato come un’invenzione della politica o una suggestione mediatica.
Lo hanno detto, solo per citare alcuni esempi, la premier Meloni e il ministro dell’Interno Piantedosi. Lo hanno scritto nero su bianco i magistrati nelle loro ordinanze. Lo testimoniano le indagini delle procure e delle forze dell’ordine. Lo abbiamo visto a Modena, a Reggio Emilia, e ora a Milano. Episodi diversi tra loro, ma accomunati da un filo rosso che sarebbe irresponsabile ignorare: il rischio della radicalizzazione islamista e il tentativo di reclutare giovani da coinvolgere in progetti terroristici…

Vai all’articolo

Austria, Tribunale Autorizza l’Uso della Sharia nei Contratti Privati

di Liliane Tami
La legge islamica si fa spazio in Europa: un tribunale austriaco autorizza l’uso della Sharia islamica nei contratti.
Un recente pronunciamento di un tribunale austriaco ha destato scalpore e preoccupazione: è stata infatti autorizzata la possibilità di stipulare contratti privati regolati dalla legge islamica (Sharia), purché entrambe le parti vi acconsentano. Una decisione che, a prima vista, potrebbe sembrare un atto di rispetto verso la libertà religiosa e culturale delle comunità islamiche presenti in Europa. Ma in realtà nasconde una questione ben più profonda e delicata: la compatibilità tra i principi della Sharia e i valori giuridici e costituzionali europe…

Vai all’articolo

Musulmano denuncia la radicalizzazione nelle moschee svizzere

L’uomo ha deciso di raccontare la sua esperienza “perché ama il suo Paese e teme per i giovani”.
LOSANNA – Nelle moschee presenti sul territorio svizzero è in corso un clima di radicalizzazione. È quanto emerge dalla testimonianza di un losannese di origini tunisine. L’uomo, un gerontologo (specialista in geriatria) in pensione, osserva in dettaglio la situazione da cinque anni. Da quando è stato ‘ripreso’ per dei gesti ‘non conformi’ mentre eseguiva le abluzioni (lavaggio rituale a scopo di purificazione) presso la moschea del quartiere ginevrino Petit-Saconnex. “Sono stato trattato come una spia, quando ho risposto che è così che si fa in Tunisia”, ha spiegato a Le Temps.
L’uomo, padre di famiglia che ha voluto restare anonimo, parla di “un Islam deviato, sotto l’influenza del wahhabismo (movimento di ‘riforma’ che promuove il ritorno alle pratiche degli albori dell’Islam)”. E lancia l’allarme: “L’Islam è sempre stato parte integrante della mia vita, una parte di me. Ma inizia a diventare sempre più estraneo. Sta cambiando. Trasformandosi in un’arma contro noi musulmani”

Vai all’articolo

“Islam”, il partito che vuole introdurre in Belgio una “Sharia all’occidentale”

di Prisca Righetti 
Data la realtà multietnica, e la massiccia rappresentanza musulmana in particolare, alla fine il Belgio si è arreso.
Il partito islamico, ribattezzato “Islam”, è ormai una realtà con cui Bruxelles si ritrova a fare i conti, soprattutto tenendo conto del melting pot demografico e religioso in cui, in moltissimi casi, è il credo coranico a fare da comune denominatore.
“Islam”, la controversa realtà del partito islamico in Belgio
Una realtà che si fa strada e prende piede e che nelle elezioni del 2012 ha racimolato qualche votarello in più di quello che ci si sarebbe aspettato, e di cui oggi, in vista del prossimo appuntamento elettorale di ottobre, si teme una graduale crescita. Un timore suffragato dalla diffidenza dei più e dai timori di coloro che temono la realizzazione di diversi punti programmatici del partito Islam che – come riferisce in un ampio e dettagliato servizio il sito di Today.it – “vuole introdurre la sharia in Belgio”…

Vai all’articolo

Facebook Francia: i ‘moderatori’ sarebbero musulmani che vivono in Paesi islamici

di Yves Mamou
I “team di moderatori” per i social media della Francia, in genere, sono situati nei paesi francofoni con manodopera a basso costo, nel Nord Africa e in Madagascar. In Francia, circolano molte voci sul fatto che i moderatori di Facebook si trovino nei paesi musulmani francofoni come Tunisia, Algeria e Marocco. Il social network non conferma né nega.
In particolare, i diffusori musulmani di odio continuano a proliferare su Facebook, mentre gli anti-islamisti sono vittime di vessazioni e si ritrovano l’account cancellato. Questi utenti di Facebook, come decine e decine di altri, sembrano essere le vittime di “branchi” islamisti. Una volta che le opinioni e le analisi di questi utenti non passano inosservate, vengono denunciate al social network come “razziste” o “islamofobe” e i loro account eliminati…

Vai all’articolo

Oriana Fallaci sull’Islam aveva davvero previsto tutto! La profezia

Oriana Fallaci

Leggendo queste righe si ha la sensazione di essere di fronte ad un articolo scritto solo ieri. In realtà sono parole di Oriana Fallaci risalenti al 2001, all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle, quando tutto iniziò.
Queste parole di Oriana Fallaci sembrano rappresentare un’analisi di attualità degli ultimi giorni, ma invece sono state scritte all’alba dell’ “era terroristica” che ancora oggi ci terrorizza, era che non si sa, se e quando, volgerà al termine.

Una vera e propria profezia scritta con grande coraggio e lucidità, un vero e proprio “allarme” lanciato 16 anni fa, dopo il primo attentato terroristico, quando il terrorismo non era ancora quello di oggi, ripetitivo e lancinante. Una tesi scomoda per molti, che preferirono farla passare…

Vai all’articolo

Viaggio nel “Londonistan” dove le donne sono merce di scambio

Londonistan

di Lorenza Formicola
Il vero dramma dell’Inghilterra di oggi non è il piano May per Brexit a rischio naufragio. Se, infatti, “Londra è più islamica di tanti paesi musulmani messi assieme”, i guai stanno altrove.
E non stiamo citando “l’ultimo fondamentalista reazionario” – come vengono definiti quanti escono dagli schemi del politicamente corretto – ma Maulana Syed Raza Rizvi, predicatore pakistano stanziato in Gran Bretagna, perché libero di sentirsi “più musulmano che in altri Paesi” per via della libertà di culto e del multiculturalismo. Ma, soprattutto, consapevole del fatto che l’islam radicalizzato in Occidente, può nutrirsi in totale libertà di multikulti e di welfare. Verità che ha confermato quanto detto da Terri Nicholson, attualmente vicecomandante dell’unità antiterrorismo della polizia di Londra, che al Telegraph, già qualche anno fa, aveva confermato come il denaro dei contribuenti viene abitualmente utilizzato dai jihadisti…

Vai all’articolo

Arriva il Partito Islamico!

Arriva il Partito Islamico, ringraziamo i buonisti!

Ciò che fino a pochi anni fa sembrava solo un’ipotesi di fantasia, potrebbe diventare realtà su iniziativa di Hamza Roberto Piccardo, fondatore dell’Ucoii, ritenuta emanazione degli estremisti ‘Fratelli Musulmani’. In Italia gli islamici sono due milioni.
Il Partito Islamico Italiano sta per nascere. E punta a pescare nel bacino di due milioni di musulmani, compresi i circa 100 mila italiani convertiti. Quella che fino a pochi anni fa sembrava solo un’ipotesi di fantasia, potrebbe diventare realtà su iniziativa di Hamza Roberto Piccardo, fondatore dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche ritenuta emanazione dei Fratelli Musulmani, fautori di un islam tutt’altro che “moderato”, anzi radicale…

Vai all’articolo