Donne islamiche sputano sul Crocifisso, ma per la “Neochiesa” bergogliana sono solo ragazzate!

di Francesco Lamendola

C’è da restare allibiti nel leggere il racconto fatto dal prete che, nella chiesa veneziana di San Zuan, ha assistito alla profanazione del Crocifisso, da parte di quattro donne islamiche velate, che ci hanno sputato addosso, racconto riportato a modo suo dal quotidiano Avvenire, sempre più ligio e prono alle direttive relativiste, moderniste e progressiste della Neochiesa bergogliana.

Donne islamiche con il veloÈ tutto un fiorire di puntualizzazioni, distinguo, inviti a non generalizzare, a non allarmarsi troppo. Anche se veniamo a sapere che bisogna ripulire il Crocifisso per i continui sputi che riceve. Anche se venivamo a sapere che, spesso, degli islamici entrano in chiesa, stendono il tappeto e si mettono a pregare Allah, rivolti verso la Mecca; e che solo se alzano troppo la voce con le loro litanie, il parroco provvede a farli allontanare; se no, li lascia in pace, tranquilli: dopotutto, che male c’è? Anche se veniamo a sapere che, da tempo, islamici entrano in chiesa e si scattano delle foto davanti al Crocifisso, mostrandogli le corna e deridendolo; e che anche in tali casi i sacerdoti non ne fanno una tragedia, sì e no li invitano ad andarsene, ma non vanno oltre. Anche se veniamo a sapere che in diverse chiese veneziane, compresa la Basilica di San Marco (ma ci chiediamo in quante altre chiese d’Italia e, probabilmente, d’Europa) si presentano alla Comunione delle persone ”dai tratti orientali”, che sputano l’Ostia a terra, poi se ne vanno ridacchiando, come se nulla fosse.

Quello che più colpisce, in tutti questi casi, sono tre cose: primo, il fatto che non si tratti più di singoli e rari episodi, ma di eventi che si succedono con continuità, e che non risalgono a questi ultimi giorni, con l’incrudelire del terrorismo islamico, ma che sono incominciati ben prima; secondo, il fatto che il pubblico italiano non ne sapeva nulla, cioè che era stato tenuto all’oscuro dagli interessati e dai mezzi d’informazione, evidentemente per non generare psicosi o allarmismi; terzo, la volontà di minimizzare a tutti i costi, non solo da parte dei sacerdoti direttamente coinvolti da simili vicende, ma anche dei vescovi, della stampa e del papa, tutti concordi nel negare che vi sia motivo di speciali preoccupazioni, anzi, perfino decisi a negare che esista un problema islamico, che esista un Fo (o, se esiste, convinti che equivalga al fondamentalismo cattolico), che esista una violenza islamica (visto che anche da noi ci sono dei mariti che ammazzano le mogli o le suocere: ragionamento che non fa una grinza, senza dubbio… di Papa Bergoglio).

Dal che si deduce che la Chiesa è non solo cieca davanti al pericolo, ma intimidita: si sforza di minimizzare per la gran paura che ha, e per la totale mancanza di idee, di volontà di reagire, di capacità di farsi l’autocritica per certi suoi comportamenti degli ultimi anni. Il suo modo di fare somiglia a quello di una famiglia tenuta in ostaggio da una banda di rapinatori psicopatici, che, temendo la loro reazione, al vicino di casa che suona alla porta per sapere se va tutto bene, risponde, col più bel sorriso del mondo, che sì, è tutto a posto, la giornata è bellissima e non si potrebbe desiderar di meglio dalla vita.

Libri e varie...

Cristianesimo/Islam

di Frithjof Schuon

CRISTIANESIMO/ISLAM
di Frithjof Schuon

Questa opera è il coronamento di mezzo secolo di continuità di pensiero di Frithjof Schuon sulle ultime due religioni monoteistiche: il Cristianesimo e l'Islam, che vengono esaminate anche nelle loro espressioni principali: Cattolicesimo, Ortodossia, Evangelismo da una parte, Sunnismo e Sciismo dall'altra. L'Autore ne delinea, con la consueta maestria, le particolarità e ne spiega le differenze, ponendo in rilievo gli aspetti d'incontro esoterici, il cui richiamo è già nel sottotitolo del libro.
 Jean Canteins nella sua lunga recensione, apparsa nel 1982 su Études Traditionnelles, scrive tra l'altro: "L'opera di F. Schuon si è sviluppata rispetto a un punto centrale e tale punto è determinato dall'asse incrollabile della Verità; nello svilupparsi essa ha toccato molti punti del cerchio delle possibilità d'intellezione mutando però continuamente il piano cosicché, il cerchio non essendo mai chiuso, il processo somiglia alla spirale. Questo pensiero a spirale ci ha offerto approcci sempre più incisivi - poiché delimitanti sempre più da vicino l'asse ideale - su punti di teologia, di metafisica o d'esoterismo che traggono il loro significato dai presupposti anteriori, ogni volta ricordati per il lettore nuovo"....

L'Islam Contro l'Islam

L'interminabile guerra di Sunniti e Sciiti

di Antoine Sfeir

L'ISLAM CONTRO L'ISLAM
L'interminabile guerra di Sunniti e Sciiti
di Antoine Sfeir

Uno studio assolutamente essenziale per capire l'attuale evoluzione geopolitica del mondo islamico.
 Decrittare i tumulti che scuotono il mondo arabo solo in chiave di opposizione fra democrazia e dittatura è non tenere conto di una costante fondamentale del mondo Islamico: l'antagonismo di antichissima memoria fra Sunniti e Sciiti.
 In L'Islam contro l'Islam Antoine Sfeir ricostruisce le origini storiche e teologiche di una guerra di religione oggi operante con effetti devastanti. 
 Dalla scomparsa del profeta Maometto alle lotte per la successione aperte dalla sua scomparsa, in uno scenario che va dall'Iran all'Egitto, dal Qatar alla Siria, dal Maghreb all'Oriente, un affresco magistralmente consapevole della realtà del mondo arabo, delle sue primavere e dei suoi possibili autunni.
 Un'indagine minuziosa che abbraccia un grande passato e illumina il presente dell'universo Islam....

La Profezia Finale

Lettera a papa Francesco sulla Chiesa in tempo di guerra

di Antonio Socci

LA PROFEZIA FINALE
Lettera a papa Francesco sulla Chiesa in tempo di guerra
di Antonio Socci

Mai nella storia della Chiesa si è avuta una così spaventosa concentrazione di profezie che prospettano un tempo catastrofico per la cristianità e per il mondo. E sono profezie cattoliche, cioè legate a santi, pontefici e mistici o messaggi di apparizioni mariane riconosciute dalla Chiesa.
 Dal Segreto di Fatima, per il quale Benedetto XVI ha evocato il 2017 come anno cruciale, alle profezie di don Bosco, da quelle della beata Anna Katharina Emmerich alle apparizioni di Kibeho, fino alle apparizioni in Rue du Bac e Lourdes ricondotte dal cardinale Ivan Dias a una lunga catena di fatti soprannaturali che ci allertano sull'imminenza di un tempo apocalittico.
 Antonio Socci nella sua lettera aperta a papa Francesco richiama l'attenzione di tutti sui segni del presente, ma soprattutto sul rischio dell'apostasia, sulla situazione di smarrimento e confusione che si è creata nella Chiesa con il pontificato di papa Bergoglio, di cui esamina gli atti e le parole più controverse.
 "Quelli che viviamo" scrive Socci "sono tempi dolorosi, ma anche gloriosi, in cui siamo chiamati a testimoniare Cristo. E forse, come per Ninive, ascoltare i profeti e convertirsi potrebbe ancora salvare la città dalla sua rovina." Lucido, rigoroso, appassionato, questo appello a papa Francesco è un'invocazione rivolta al cuore di ognuno di noi, per ricordarci che non è più possibile ignorare gli avvertimenti ricevuti finora....

Violenza e Islam

Conversazioni con Houria Abdelouahed

di Adonis

VIOLENZA E ISLAM
Conversazioni con Houria Abdelouahed
di Adonis

Un grande intellettuale arabo spiega le cause profonde del terrorismo islamico.
 Conosciamo tutti la follia di certi leader arabi, responsabili dei massacri dei loro popoli, e conosciamo il loro odio nei confronti delle libertà pubbliche. Ma oggi lo Stato islamico, invocando la legge della sharia, ostenta una barbarie che supera ogni immaginazione. Il suo compito sarebbe quello di ripulire la terra dell'islam da tutto ciò che minaccia la sua purezza. E in nome di questa purezza si commettono i crimini peggiori: uccisioni, stupri, massacri, saccheggi, vendita di donne, distruzione di siti archeologici e storici…
 La condanna dell'alterità va di pari passo con la desolazione e la rovina. "È la rovina" scrive Adonis "che caratterizza lo stato attuale del mondo arabo, un mondo in cui si politicizza la religione e si sacralizza la politica." Oggi è della massima urgenza riflettere sul senso di questa rovina.
 A partire da qui il nuovo, scottante libro di Adonis affronta il tema della violenza come aspetto costitutivo dell'islam e, passando al tempo presente, mette a fuoco i temi più drammaticamente attuali: il fallimento della Primavera araba, gli attentati terroristici, la nascita dell'Isis....

La Cia in Vaticano

Da Giovani Paolo II a Francesco: come i servizi segreti USA sorvegliano il Papa

di Eric Frattini

LA CIA IN VATICANO
Da Giovani Paolo II a Francesco: come i servizi segreti USA sorvegliano il Papa
di Eric Frattini

Un ricco, dettagliato reportage sul lavoro di agenti e analisti della CIA che conferma come il piccolo Stato dominato dalla cupola di San Pietro sia, anche per i servizi segreti, uno dei luoghi più intriganti e densi di misteri del pianeta.
 Quando, nel giugno 2013, Edward Snowden rivelò che la National security agency aveva intercettato milioni di persone, compresi diversi capi di Stato e di governo, si scoprì che non erano sfuggiti allo spionaggio neppure Jorge Mario Bergoglio e i cardinali che avevano eletto il nuovo Pontefice.
 Niente di nuovo per le organizzazioni di intelligence statunitensi, che hanno sempre considerato il Vaticano, con la sua fittissima rete di relazioni diplomatiche, una delle principali e più attendibili fonti di informazione su guanto accade nel mondo, oltre che uno Stato il cui peso politico negli affari interni degli altri Paesi è inversamente proporzionale alle sue dimensioni.
 In questo libro, Eric Frattini mostra come le agenzie americane, e la CIA in particolare, hanno registrato, studiato, riferito e commentato le mosse e le dichiarazioni di papa Francesco, Benedetto XVI e Giovanni Paolo II.
 Analizzando una quantità impressionante di documenti - telegrammi, lettere, file classificati come "riservato", "segreto" o "privato", ripercorre a ritroso oltre trentacinque anni di politica della Santa Sede, evidenziando i momenti e gli snodi ai quali gli Stati Uniti hanno dedicato maggiore attenzione: la campagna di calunnie contro Bergoglio messa in atto dai Kirchner in Argentina; gli abusi sessuali nella Chiesa irlandese; la posizione sugli OGM, sull'offensiva internazionale contro l'Iran per la minaccia nucleare e sull'invasione dell'Iraq; l'embargo di Cuba; l'"amicizia" fra Wojtyla e Gorbaciov; l'atteggiamento nei confronti delle dittature sudamericane; l'attentato a Giovanni Paolo II; l'affermazione di Solidarnosc o in Polonia....

Il Combattente

Storia dell'italiano che ha difeso Kobane dall'Isis

di Karim Franceschi

IL COMBATTENTE
Storia dell'italiano che ha difeso Kobane dall'Isis
di Karim Franceschi

Lasciare tutto – l'amore, gli amici, la propria vita in Italia – per andare a combattere l'Isis con il popolo curdo: questa è stata l'avventura di Karim Franceschi, figlio di un ex partigiano italiano e di sua moglie marocchina.
 Dopo aver partecipato alla carovana umanitaria Rojava calling e aver visto con i propri occhi la sofferenza dei curdi, nel gennaio del 2015 ha deciso di raggiungere Kobane e unirsi alla milizia volontaria dell'Ypg (Unità di protezione del popolo) per combattere l'avanzata dell'Isis. È lui l'unico italiano che, nemmeno ventiseienne, abbia preso parte alla resistenza in Siria: con il nome di battaglia di Marcello e pochi giorni di addestramento alle spalle, Karim è passato da semplice combattente a membro di un commando, fino a far parte di una squadra di cecchini, diventando un punto di riferimento per i compagni e un pericoloso nemico per i miliziani dello Stato islamico.
 In questo libro Karim ripercorre la sua storia: l'arrivo in una Kobane in ginocchio, il trauma delle prime battaglie, la resistenza disperata di fronte a un esercito, quello del Califfato, più forte e meglio armato, l'incredibile impresa della liberazione della città e la messa in fuga del nemico, ancora oggi una delle più cocenti sconfitte subite dall'Isis. Un racconto che per la prima volta mette il lettore di fronte a quei soldati islamisti che conosciamo solo attraverso i video della propaganda del Califfato, e che qui invece possiamo vedere in faccia nelle loro atrocità e anche nei loro punti deboli. E nello stesso tempo ci parla della popolazione curda e araba – che spesso identifichiamo soltanto nei profughi in arrivo nel nostro Paese – che con il suo esercito ad alta componente femminile sta resistendo all'avanzata dell'Isis con straordinario coraggio.
 "Il combattente" racconta con la forza di un romanzo una storia trascinante e unica, portandoci al centro di una guerra ferocissima e reale che, ormai lo sappiamo, ci riguarda tutti....

E mentre queste cose accadono, e sono ormai uno stillicidio continuo di piccoli e grandi atti di ostilità contro la Chiesa cattolica e contro la civiltà europea, che su quella civiltà si è sviluppata, fin da quando è nata, assistiamo ora a un altro fenomeno, ancor più sconcertante: a una serie di gesti, di documenti, di atteggiamenti, da parte della Gerarchia ecclesiastica e del sacro Magistero, che paiono sconfessare secoli di Tradizione e che introducono novità inaudite, tali da sconvolgere da cima a fondo il cattolicesimo, così come l’abbiamo sempre conosciuto, come ci era stato insegnato, come avevamo imparato ad amarlo, a praticarlo, a farne la bussola della nostra vita.

Una prima avvisaglia è venuta quando papa Francesco, al principio del suo pontificato, ha rilasciato quella famosa intervista a Eugenio Scalfari, nella quale, fra le altre cose, affermava che la cosa più importante, per gli esseri umani, è “seguire la propria coscienza”, e che chi lo fa è a posto con Dio, perché Dio questo ci chiede, in buona sostanza: sostituendo, con ciò, alla dottrina cattolica sul peccato e sulla grazia, una dottrina nuova, niente affatto cattolica, ispirata al più esplicito relativismo morale e religioso.

Da quel momento, è stato un crescendo di iniziative clamorose, di omelie sconcertanti, d’interviste sempre più provocatorie, nelle quali il papa, oltre a tempestare di rimproveri d’ogni genere le pecorelle del suo gregge, e a giustificare ogni difetto, ogni colpa e ogni violenza da parte dei membri delle altre religioni, o dei non credenti, ha anche ritenuto di lasciare praticamente soli gli organizzatori e i partecipanti al Family Day e, in generale, i genitori e le famiglie cattoliche che lottano per difendere l’idea della famiglia cristiana, contro le follie e le aberrazioni della cosiddetta ideologia gender e contro le leggi, approvate di recente, che parificano, di fatto, le unioni omosessuali al matrimonio fra uomo e donna.

Bergoglio

Bergoglio

Dunque: la parola d’ordine è: niente allarmismi ingiustificati! Niente esagerazioni, niente reazioni eccessive, niente grida d’allarme. Va tutto bene, è tutto sotto controllo. Ogni religione ha le sue teste calde, anche la nostra; ma gli imam con cui ha parlato papa Francesco, lo hanno assicurato che gli islamici vogliono solo la pace e il rispetto fra tutti gli esseri umani.

Del resto, è quello che essi dicono, da anni, nei salotti televisivi, ai quali si presentano con una ingessatura addirittura britannica, senza tradire alcuna agitazione, e facendo sfoggio di molta calma e sorrisi, di pacatezza, benevolenza, tolleranza e rispetto verso tutto e verso tutti. Già: peccato che, per un gesto come quello commesso dalle quattro donne islamiche nella chiesa di San Zuan, nella religione del Corano, a parti rovesciate, è prevista la pena di morte. Ne sa qualcosa quella disgraziata donna cristiana del Pakistan che fu condannata a morte perché, nella confusione del mercato, il Libro sacro le era caduto per terra: l’offesa recata ad Allah, benché involontaria, fu ritenuta dalla corte pakistana, nonché dall’opinione pubblica di quel Paese (la stessa opinione pubblica che chiede, anzi, pretende più moschee in Europa, invocando il pluralismo e la tolleranza) più che sufficiente a meritarle la sentenza capitale. Quale sarebbe la reazione degli islamici, ci domandiamo, se dei cristiani entrassero in una moschea, non diciamo nella rigidissima Arabia Saudita, ma anche in Italia o in Francia, si facessero il segno della Croce e cominciassero a recitare, ad alta voce, il Padre nostro, l’Ave Maria o il Gloria al Padre? Visto che pregare insieme è una cosa tanto bella, c’è qualcuno che pensa seriamente che fatti del genere sarebbero, più o meno, tollerati dagli islamici, e che non darebbero luogo a reazioni fortissime, anche di tipo violento?

Ma i nostri governi e gli stessi uomini della Chiesa cattolica si guardano bene dal chiedere la reciprocità: sarebbe una imperdonabile indelicatezza nei confronti dell’islam. In compenso, i cattolici buonisti e progressisti sono tutti al settimo cielo e piangono di gioia per aver accolto la richiesta degli islamici di entrare nelle chiese cattoliche a pregare il (loro) Dio durante la (nostra) santa Messa. Alcuni intellettuali, come lo storico Franco Cardini, hanno avuto parole d’incontenibile esultanza e di commozione, affermando che valeva la pena di vivere abbastanza a lungo da poter assistere, o partecipare, a una fase storica così meravigliosa, nella quale cristiani e musulmani uniscono le loro preghiere durante lo stesso rito religioso. Peccato che quel rito sia la Santa Messa e che, in questo modo, essa venga profanata da una liturgia inverosimile, se non del tutto apostatica, nella quale si relativizza la cosa più preziosa e più essenziale di tutta la nostra religione: il Sacrificio eucaristico di un certo Gesù Cristo, figlio di Dio, venuto sulla terra per riscattare i peccati degli uomini, e, al suo posto, si mette una generica “preghiera in comune”, che tanto comunitaria poi non è, visto che la lingua della religione islamica è l’arabo e visto che l’arabo, in Europa, lo conoscono ben pochi.

Intanto il popolo italiano, come del resto gli altri popoli europei, assiste in silenzio a questo stillicidio quotidiano, che non è neppure una invasione, perché nelle invasioni le due stirpi rimangono entrambe, ma una sostituzione di popolazione, perché esso è condannato a scomparire e ad essere sostituito dai nuovi arrivati. Intanto, c’è chi lo incoraggia a fare sempre meno figli, a praticare l’aborto come esercizio di libertà, ad amare e a sposare le persone dello stesso sesso: i milioni di bambini non nati grazie a queste “politiche”, sono ora rimpiazzati da milioni di bambini stranieri, che vengono in Italia o che nascono e nasceranno in Italia, e per i quali già s’invoca lo ius soli, cioè il diritto automatico alla cittadinanza italiana. E intanto sorge, nella mente delle persone che si sentono sole, abbandonate, scavalcate, la domanda inquietante: Chi ci sta tradendo, e perché?

Fonte: http://www.liberaopinione.net/wp/?p=12889

Libri e varie...

L'Islam Contro l'Islam

L'interminabile guerra di Sunniti e Sciiti

di Antoine Sfeir

L'ISLAM CONTRO L'ISLAM
L'interminabile guerra di Sunniti e Sciiti
di Antoine Sfeir

Uno studio assolutamente essenziale per capire l'attuale evoluzione geopolitica del mondo islamico.
 Decrittare i tumulti che scuotono il mondo arabo solo in chiave di opposizione fra democrazia e dittatura è non tenere conto di una costante fondamentale del mondo Islamico: l'antagonismo di antichissima memoria fra Sunniti e Sciiti.
 In L'Islam contro l'Islam Antoine Sfeir ricostruisce le origini storiche e teologiche di una guerra di religione oggi operante con effetti devastanti. 
 Dalla scomparsa del profeta Maometto alle lotte per la successione aperte dalla sua scomparsa, in uno scenario che va dall'Iran all'Egitto, dal Qatar alla Siria, dal Maghreb all'Oriente, un affresco magistralmente consapevole della realtà del mondo arabo, delle sue primavere e dei suoi possibili autunni.
 Un'indagine minuziosa che abbraccia un grande passato e illumina il presente dell'universo Islam....

Le Radici dell'Odio

La mia verità sull'islam

di Oriana Fallaci

LE RADICI DELL'ODIO
La mia verità sull'islam
di Oriana Fallaci

“Abbiamo paura di non essere sufficientemente allineati, obbedienti, servili, e venire scomunicati attraverso l’esilio morale con cui le democrazie deboli e pigre ricattano il cittadino. Paura di essere liberi, insomma. Di prendere rischi, di avere coraggio.”
 Oriana Fallaci ha pronunciato queste parole nel 2005 quando decide di raccontare il suo “diritto all’odio”. Sono riflessioni che ancora oggi, a distanza di dieci anni, risultano drammaticamente attuali, così come molti suoi brani finora inediti in cui affronta il conflitto con l’Islam senza mezzi termini né concessioni. 
 “Ho visto le mussulmane la cui vita vale meno di una vacca o un cammello” scrive una giovanissima Oriana nel suo primo reportage sulla condizione delle donne nei paesi islamici. “Vi sono donne nel mondo che ancora oggi vivono dietro la nebbia fitta di un velo come attraverso le sbarre di una prigione.” Una prigione che si estende dall’oceano Atlantico all’oceano Indiano percorrendo il Marocco, l’Algeria, la Nigeria, la Libia, l’Egitto, la Siria, il Libano, l’Iraq, l’Iran, la Giordania, l’Arabia Saudita, l’Afganistan, il Pakistan, l’Indonesia: è il mondo dell’Islam, dove nonostante i “fermenti di ribellione” le regole riservate alle donne sono immote da secoli.
 Le cronache di Oriana proseguono poi dal deserto palestinese dove riesce a infiltrarsi nelle basi segrete della guerriglia araba e a incontrare tutti i capi di Al Fatah, Arafat e perfino un dirottatore aereo e una terrorista responsabile di una strage in un supermarket di Gerusalemme. Pochi anni dopo ascolterà invece i superstiti della tragedia di Monaco, che le racconteranno quella notte drammatica in cui il commando arabo fece irruzione nella palazzina del Villaggio Olimpico. Riuscirà poi a intervistare tutti i protagonisti del destino del Medio Oriente, re Hussein, Golda Meir, Khomeini, Gheddafi, Sharon.
 Tornerà nel deserto durante la prima guerra del Golfo per raccontare quello che non era solo un conflitto tra l’Iraq e noi ma “una crociata all’inverso”, uno scontro appena iniziato che sarebbe culminato poi nell’orrore dell’11 settembre. Lo sgomento provato davanti al crollo delle due torri la spingerà a scrivere di getto quella che doveva essere una “lettera sulla guerra che i figli di Allah hanno dichiarato all’occidente” e che diventò un fenomeno editoriale senza precedenti....

Non È Francesco

La Chiesa nella Grande Tempesta

di Antonio Socci

NON È FRANCESCO
La Chiesa nella Grande Tempesta
di Antonio Socci

Mentre la Chiesa vive un periodo storico drammatico, di crisi interna e di violento attacco ai cattolici nel mondo, in Vaticano continua un'inedita "convivenza di due Papi" su cui nessuno ha avuto ancora il coraggio di riflettere.
 Lo fa, in questo libro, Antonio Socci, chiedendosi quali sono i motivi tuttora sconosciuti della storica rinuncia di Benedetto XVI e se si tratta di vera rinuncia al Papato, dato che i canonisti cominciano a sollevare gravi dubbi. Domande che adesso s'intrecciano con quelle relative al Conclave del 13 marzo 2013 che, secondo la clamorosa ricostruzione dell'autore, si sarebbe svolto in violazione di alcune norme della Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, cosa che automaticamente rende nulla e invalida l'elezione stessa del cardinale Jorge Mario Bergoglio.
 L'interrogativo su chi è il vero Papa (ovvero se c'è bisogno di un nuovo Conclave) irrompe in un momento in cui nella Chiesa si stanno verificando fratture drammatiche e si annunciano eventi clamorosi. Chi può tenere il timone?
  Era piaciuto a tanti l'esordio di Francesco. Sembrava un ritorno alla semplicità evangelica. Purtroppo oggi i fedeli delusi sono moltissimi. Ci si aspettava una ventata di rigore morale nei confronti della "sporcizia" (anche del ceto ecclesiastico) denunciata e combattuta da Ratzinger. Ma come va interpretato il segnale dato dal nuovo Pontificato al mondo, di lassismo e di resa sui principi morali? E l'arrendevolezza nei confronti di ideologie e forze anticristiane, anche persecutrici? E le traumatiche rotture con la tradizione della Chiesa?
 Molti fatti soprannaturali, dalle apparizioni di Fatima alla visione di Leone XIII, alle profezie della beata Anna Caterina Emmerich sull'epoca dei "due Papi", sembrano concentrarsi sui giorni nostri annunciando eventi catastrofici per il Papato, per la Chiesa e per il mondo. Sono ineluttabili o si può ancora imboccare un'altra strada? E con quale Papa?...

Violenza e Islam

Conversazioni con Houria Abdelouahed

di Adonis

VIOLENZA E ISLAM
Conversazioni con Houria Abdelouahed
di Adonis

Un grande intellettuale arabo spiega le cause profonde del terrorismo islamico.
 Conosciamo tutti la follia di certi leader arabi, responsabili dei massacri dei loro popoli, e conosciamo il loro odio nei confronti delle libertà pubbliche. Ma oggi lo Stato islamico, invocando la legge della sharia, ostenta una barbarie che supera ogni immaginazione. Il suo compito sarebbe quello di ripulire la terra dell'islam da tutto ciò che minaccia la sua purezza. E in nome di questa purezza si commettono i crimini peggiori: uccisioni, stupri, massacri, saccheggi, vendita di donne, distruzione di siti archeologici e storici…
 La condanna dell'alterità va di pari passo con la desolazione e la rovina. "È la rovina" scrive Adonis "che caratterizza lo stato attuale del mondo arabo, un mondo in cui si politicizza la religione e si sacralizza la politica." Oggi è della massima urgenza riflettere sul senso di questa rovina.
 A partire da qui il nuovo, scottante libro di Adonis affronta il tema della violenza come aspetto costitutivo dell'islam e, passando al tempo presente, mette a fuoco i temi più drammaticamente attuali: il fallimento della Primavera araba, gli attentati terroristici, la nascita dell'Isis....

Cristianesimo/Islam

di Frithjof Schuon

CRISTIANESIMO/ISLAM
di Frithjof Schuon

Questa opera è il coronamento di mezzo secolo di continuità di pensiero di Frithjof Schuon sulle ultime due religioni monoteistiche: il Cristianesimo e l'Islam, che vengono esaminate anche nelle loro espressioni principali: Cattolicesimo, Ortodossia, Evangelismo da una parte, Sunnismo e Sciismo dall'altra. L'Autore ne delinea, con la consueta maestria, le particolarità e ne spiega le differenze, ponendo in rilievo gli aspetti d'incontro esoterici, il cui richiamo è già nel sottotitolo del libro.
 Jean Canteins nella sua lunga recensione, apparsa nel 1982 su Études Traditionnelles, scrive tra l'altro: "L'opera di F. Schuon si è sviluppata rispetto a un punto centrale e tale punto è determinato dall'asse incrollabile della Verità; nello svilupparsi essa ha toccato molti punti del cerchio delle possibilità d'intellezione mutando però continuamente il piano cosicché, il cerchio non essendo mai chiuso, il processo somiglia alla spirale. Questo pensiero a spirale ci ha offerto approcci sempre più incisivi - poiché delimitanti sempre più da vicino l'asse ideale - su punti di teologia, di metafisica o d'esoterismo che traggono il loro significato dai presupposti anteriori, ogni volta ricordati per il lettore nuovo"....

ISIS. Lo Stato del Terrore

Chi sono e cosa vogliono le milizie islamiche che minacciano il mondo

di Loretta Napoleoni

ISIS. LO STATO DEL TERRORE
Chi sono e cosa vogliono le milizie islamiche che minacciano il mondo
di Loretta Napoleoni

Le decapitazioni dei prigionieri. La pulizia etnico-religiosa nelle zone occupate dell'Iraq. La proclamazione di un Califfato. Queste sono le cose che i media hanno cominciato a raccontarci nell'estate 2014 sull'Isis, i pochi frammenti di un mosaico nuovo e terribile, a cui il mondo non era pronto.
Queste milizie hanno conquistato un territorio più vasto del Texas nel cuore del Medio Oriente, hanno dissolto i confini dettati dal colonialismo occidentale un secolo fa, hanno costretto gli Usa a tornare a bombardare l'Iraq. Ma chi sono, da dove vengono, come hanno fatto a diventare così potenti, e fin dove possono arrivare? 
In questo libro Loretta Napoleoni, uno dei massimi esperti di terrorismo internazionale, offre al grande pubblico il primo e più completo ritratto dell'Isis – il cui stesso nome è mutato molte volte, a seconda delle diverse condizioni sul campo e nel sistema mediatico. Perché, scrive Napoleoni, "quel che distingue questa organizzazione da ogni altro gruppo armato che l'ha preceduta e quel che ne spiega l'enorme successo sono la sua modernità e il suo pragmatismo".
Dimenticate i talebani, che tenevano l'Afghanistan nel Medioevo. Dimenticate al Qaeda, che aleggiava senza una vera e propria potenza militare, capace solo di colpi isolati, di scarso valore geopolitico. Questa nuova minaccia punta a un ambiziosissimo obiettivo: far nascere dalle ceneri dei conflitti mediorientali non un gruppo terroristico, ma un vero e proprio stato – con un suo territorio, una sua economia e un'enorme forza di attrazione per i musulmani fondamentalisti di tutto il mondo....
VIOLENZA E ISLAM
Conversazioni con Houria Abdelouahed
di Adonis

Un grande intellettuale arabo spiega le cause profonde del terrorismo islamico.
 Conosciamo tutti la follia di certi leader arabi, responsabili dei massacri dei loro popoli, e conosciamo il loro odio nei confronti delle libertà pubbliche. Ma oggi lo Stato islamico, invocando la legge della sharia, ostenta una barbarie che supera ogni immaginazione. Il suo compito sarebbe quello di ripulire la terra dell'islam da tutto ciò che minaccia la sua purezza. E in nome di questa purezza si commettono i crimini peggiori: uccisioni, stupri, massacri, saccheggi, vendita di donne, distruzione di siti archeologici e storici…
 La condanna dell'alterità va di pari passo con la desolazione e la rovina. "È la rovina" scrive Adonis "che caratterizza lo stato attuale del mondo arabo, un mondo in cui si politicizza la religione e si sacralizza la politica." Oggi è della massima urgenza riflettere sul senso di questa rovina.
 A partire da qui il nuovo, scottante libro di Adonis affronta il tema della violenza come aspetto costitutivo dell'islam e, passando al tempo presente, mette a fuoco i temi più drammaticamente attuali: il fallimento della Primavera araba, gli attentati terroristici, la nascita dell'Isis....

Violenza e Islam

Conversazioni con Houria Abdelouahed

di Adonis

Un grande intellettuale arabo spiega le cause profonde del terrorismo islamico.

Conosciamo tutti la follia di certi leader arabi, responsabili dei massacri dei loro popoli, e conosciamo il loro odio nei confronti delle libertà pubbliche. Ma oggi lo Stato islamico, invocando la legge della sharia, ostenta una barbarie che supera ogni immaginazione. Il suo compito sarebbe quello di ripulire la terra dell'islam da tutto ciò che minaccia la sua purezza. E in nome di questa purezza si commettono i crimini peggiori: uccisioni, stupri, massacri, saccheggi, vendita di donne, distruzione di siti archeologici e storici…

La condanna dell'alterità va di pari passo con la desolazione e la rovina. "È la rovina" scrive Adonis "che caratterizza lo stato attuale del mondo arabo, un mondo in cui si politicizza la religione e si sacralizza la politica." Oggi è della massima urgenza riflettere sul senso di questa rovina.

A partire da qui il nuovo, scottante libro di Adonis affronta il tema della violenza come aspetto costitutivo dell'islam e, passando al tempo presente, mette a fuoco i temi più drammaticamente attuali: il fallimento della Primavera araba, gli attentati terroristici, la nascita dell'Isis.

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