Le Onde Gravitazionali sono la Memoria dell’Universo

di Giulia Bonelli
Le Onde Gravitazionali lasciano il segno. Secondo una nuova ricerca guidata dalla Cornell University statunitense, le affascinanti increspature dello spazio-tempo già ipotizzate da Einstein oltre un secolo fa, lascerebbero dietro di loro una testimonianza del loro passaggio nel cosmo.
Osservate per la prima volta nel 2016, esse hanno cambiato il modo di studiare il nostro universo. Lo studio, pubblicato su Physical Review D, attribuisce alle onde gravitazionali la capacità di alterare lievemente la regione di spazio che attraversano, imprimendo così nell’universo una sorta di ricordo prolungato. Questo permetterebbe agli scienziati di rilevare le onde gravitazionali anche parecchio tempo dopo il loro passaggio, quando non sono tecnicamente più alla portata degli interferometri come Ligo e Virgo

Vai all’articolo

Il “Supersolido”, un nuovo Stato Quantistico della materia

di Marta Musso
Ha la struttura di un solido, le proprietà di un superfluido e altre nuove caratteristiche ancora sconosciute. Si tratta del “Supersolido”, un nuovo stato quantistico della materia appena scoperto.
A descriverlo sulle pagine di Physical Review Letters sono stati i ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ino), del Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Firenze e del Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare (Lens), insieme all’Università di Hannover.
I Condensati di Bose-Einstein
Per osservarlo, il team di ricercatori si è servito di in un gas di atomi magnetici ultrafreddi, realizzato in laboratorio con atomi di disprosio portati a temperature vicino allo zero assoluto (-273,15 °C). “I ricercatori fin dagli anni ’60 hanno provato a realizzare questo stato della materia, previsto dalle leggi della meccanica quantistica”, racconta Giovanni Modugno dell’Università di Firenze, fra gli autori dello studio. “Dopo aver provato con l’elio, i tentativi si sono indirizzati verso i condensati di Bose-Einstein, insiemi di bosoni ultrafreddi in cui le particelle sono in uno stato superfluido. E proprio attraverso un condensato di Bose-Einstein, realizzato con un particolare tipo di atomi molto magnetici, oggi siamo riusciti ad arrivare all’osservazione di un supersolido che si basa solo sull’interazione tra gli atomi”

Vai all’articolo

Aereo elettrico a propulsione ionica: ecco il video del prototipo al suo primo volo

di Carlo Pisani
Il test – riportato nel video – mostra il primo volo di un velivolo elettrico concepito sulla propulsione, per effetto del fenomeno denominato “vento ionico”, ovvero lo spostamento d’aria, generato elettricamente in maniere statica, a seguito della carica delle particelle di azoto presenti nell’aria.
Sulla terra ferma, ma anche sull’acqua, nuove tecnologie legate al settore elettrico stanno contribuendo a rivoluzionare, di anno in anno, i mezzi a cui siamo abituati, senza distinzione tra auto, moto, traghetti o veicoli pesanti.
Dai ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), arriva invece un’interessante progetto nel settore dei velivoli, con un traguardo in grado di segnare un nuovo primato per il volo elettrico, grazie allo sviluppo di una particolare tecnologia mirata all’eliminazione a bordo di qualunque tipo di componente con parti in movimento, come ad esempio motori, turbine ed eliche.
Il test nel video qui riportato, infatti mostra il primo volo di un velivolo elettrico concepito sulla propulsione per effetto del fenomeno denominato “vento ionico”…

Vai all’articolo