Le Onde Gravitazionali sono la Memoria dell’Universo

di Giulia Bonelli
Le Onde Gravitazionali lasciano il segno. Secondo una nuova ricerca guidata dalla Cornell University statunitense, le affascinanti increspature dello spazio-tempo già ipotizzate da Einstein oltre un secolo fa, lascerebbero dietro di loro una testimonianza del loro passaggio nel cosmo.
Osservate per la prima volta nel 2016, esse hanno cambiato il modo di studiare il nostro universo. Lo studio, pubblicato su Physical Review D, attribuisce alle onde gravitazionali la capacità di alterare lievemente la regione di spazio che attraversano, imprimendo così nell’universo una sorta di ricordo prolungato. Questo permetterebbe agli scienziati di rilevare le onde gravitazionali anche parecchio tempo dopo il loro passaggio, quando non sono tecnicamente più alla portata degli interferometri come Ligo e Virgo

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Ecco com’è fatto un Buco Nero: pubblicata la prima, storica foto

di Andrea Centini
Gli scienziati del progetto internazionale “Event Horizon Telescope” (EHT), hanno pubblicato la prima, storica immagine di un Buco Nero. Si tratta del buco nero supermassiccio sito nel cuore della galassia M87, a 50 milioni di anni luce dalla Terra.
L’immagine del secolo è stata ottenuta puntando la galassia con otto potentissimi radiotelescopi. La prima, storica immagine di un buco nero è stata appena presentata al mondo intero. Si tratta di un risultato scientifico straordinario, giunto dopo decenni di complicatissimi calcoli e teorie, che si sono susseguiti fino ad oggi, mercoledì 10 aprile 2019, un giorno che rimarrà impresso nella storia della ricerca scientifica…

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Gli Scienziati avvertono: l’Universo potrebbe essere distrutto in una Collisione Catastrofica con una bolla di “Energia Negativa”

Come pubblicato sulla rivista scientifica Physical Review D., secondo un nuovo studio, l’Universo in cui viviamo potrebbe essere improvvisamente distrutto in una collisione catastrofica con una bolla di “energia negativa”, dicono gli scienziati di Harvard, avvertendo che questo processo potrebbe essere già iniziato, senza che noi ce ne accorgiamo.
Gli scienziati spiegano come una particella fondamentale che dà massa a tutta la materia contenuta nell’universo potrebbe un giorno causarne la distruzione. Gli astrofisici avvertono che il nostro universo potrebbe essere improvvisamente distrutto, poiché la famosa particella del bosone di Higgs, scoperta nel 2012 dopo più di cinquanta anni di persecuzioni scientifiche, ha il potere di porre fine all’esistenza dell’Universo in cui viviamo.
Non solo, ma il processo potrebbe essere già iniziato senza che nemmeno noi ce ne accorgiamo. In effetti, c’è la possibilità che questa particella si sia accasciata su se stessa in un angolo lontano del cosmo, producendo una bolla di energia del vuoto in espansione che finirebbe per inghiottirci tutti. Questa autentica apocalisse cosmica, è descritta in un articolo pubblicato di recente su Physical Review. La fine dello spazio e del tempo non è un concetto estraneo alla fisica…

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Una stella che “mangia” i suoi pianeti: il mistero di RZ Piscium

Crediti immagine: NASA/Goddard Space Flight Center/CI Lab

di Veronica Nicosia
Gli scienziati della Indiana University hanno osservato e analizzato lo spettro di RZ Piscium, la stella nella Costellazione dei Pesci a 550 anni luce dalla Terra, che è circondata da una nube di gas e polveri forse prodotta proprio dai resti dei pianeti divorati.
C’è una stella, nella costellazione dei Pesci, che ha catturato l’attenzione degli astronomi e che promette di aiutare a comprendere la nascita e l’evoluzione dei sistemi planetari, tra cui anche il nostro Sistema Solare. Si tratta di RZ Piscium situata a 550 anni luce dalla Terra e che gli astronomi della Indiana University hanno definito come una “insaziabile mangiatrice di pianeti” nello studio pubblicato sulla rivista The Astronomical Journal. “Questa scoperta ci permette di osservare da vicino cosa accade ai pianeti appena formati, mondi che spesso non sopravvivono al dinamico caos dei sistemi stellari primordiali”

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Galassie intere paralizzate e “fagocitate” da buchi neri giganti

Galassie intere paralizzate e "fagocitate" da buchi neri giganti

 Nuova luce sull’origine dei buchi neri giganti. Secondo un team internazionale di astrofisici, intere galassie sarebbero state inghiottite dai black hole perché “paralizzate” dalla radiazione emessa da galassie vicine.
La rapida crescita dei buchi supermassicci, enormi “mostri” che troneggiano al centro di molte galassie nutrendosi della materia circostante, potrebbe essere accelerata dalla radiazione proveniente dalle galassie vicine. A sostenerlo, in uno studio pubblicato su Nature Astronomy, è un gruppo internazionale di astrofisici provenienti dalla Columbia University, il Georgia Tech di Atlanta, l’Università di Dublino e l’Università di Helsinki…

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