Animal Equality svela irregolarità e crudeltà dietro la produzione di Mozzarella di bufala

di Lorenzo Brenna
Considerata tra le eccellenze italiane, la produzione di mozzarella di bufala cela pratiche crudeli e dal grande impatto ambientale.
La mozzarella di bufala è indubbiamente uno dei prodotti d’eccellenza della gastronomia italiana, noto ed esportato in tutto il mondo. Dietro il suo latteo candore si celano però spesso pratiche illegali, che nuocciono non solo alla salute degli animali allevati, ma anche all’ambiente e, pertanto, all’intera comunità. Lo ha rivelato l’associazione Animal Equality, che ha pubblicato un nuovo video-documentario intitolato “Una bufala tutta italiana”.
Il lato oscuro della mozzarella
Le immagini girate dagli investigatori di Animal Equality, riprese in allevamenti di bufale in Campania e anche nel Nord Italia, mostrano inequivocabilmente il cattivo stato in cui versano gli animali. Si vedono animali coperti di fango e feci fino alle ginocchia, coperti di mosche e costretti a vivere di fianco a corpi di animali morti e anche alla carcassa di un cucciolo di bufalo, maldestramente occultata sotto paglia e feci…

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La Caccia ai Delfini a Taiji (Giappone), tra industria alimentare e parchi divertimento di tutto il mondo

di Elena Zelco
Ogni anno, tra settembre e marzo, in Giappone vengono uccisi centinaia di delfini, altri vengono venduti ai parchi divertimento.
Dall’uscita del film-documentario “The Cove” nel 2009 si è iniziato a sentir parlare di Taiji, una cittadina del Giappone affacciata sull’Oceano Pacifico.
Ogni anno, tra Settembre e Marzo, in queste acque oceaniche centinaia di delfini di diverse specie (Globicefalo di Gray, Grampo, Lagenorinco dai denti obliqui, Peponocefalo, Pseudorca, Stenella maculata pantropicale, Stenella striata, Stenella coeruleoalba, Steno, Tursiope indopacifico) vengono prelevati dal loro habitat naturale per essere venduti ai parchi divertimento di tutto il mondo o per essere uccisi e finire sulle tavole della popolazione locale…

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Isole Faroe: Cento Cetacei massacrati a coltellate e feti strappati dalle femmine incinte

di Andrea Centini
Durante l’undicesima grindadrap dell’anno, la caccia tradizionale ai cetacei, alle isole Faroe (Danimarca), sono state massacrate a colpi di coltello almeno cento balene pilota o globicefali.
La folla non ha risparmiato nemmeno i piccoli e le femmine incinte, i cui feti sono stati strappati dal ventre senza pietà. Circa cento balene pilota o globicefali (Globicephala melas) sono state massacrate a colpi di coltello, uncino e altre armi bianche alle Isole Faroe. Immagini scioccanti sono state diffuse da Sea Shepherd.
Durante l’ennesimo massacro, avvenuto martedì 27 agosto, gli uomini hanno ucciso anche cinque femmine incinte e quattro piccoli. Le immagini e i video scioccanti dei feti strappati dal ventre delle madri, dei giovani e degli adulti straziati dalle lame sono stati condivisi dai volontari di Sea Shepherd Conservation Society (https://www.facebook.com/OpBloodyFjords/posts/2085899184848273)

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Uccidere per lavoro: ecco cosa succede a chi lavora nei Macelli

di Vittoria Salvo
Gli Animali non sono le uniche vittime dell’Industria della Carne: anche gli operai vivono dentro un incubo ai margini della realtà.
Chi lavora nei macelli è facilmente incline a soffrire di “disturbi da stress post traumatico” (PTSD), a causa delle azioni violente perpetrate a discapito di altri esseri viventi. In questo articolo cercheremo di darne un’idea, prendendo in esame il contesto americano, grazie al cospicuo archivio costituito da studi, ricerche e testimonianze.
Lo stress post traumatico vale anche per loro
“Certe volte si presentano strani pensieri nella tua testa. Sei solo: tu con i polli morenti. Dalla natura barbarica dei tuoi comportamenti nascono sentimenti surreali. Stai uccidendo migliaia degli uccelli indifesi: sei un killer”. Queste sono le parole estrapolate dal blog di Virgil Butler, ex operaio di un mattatoio di polli in Arkansas, deceduto nel 2006, rimasto fortemente segnato dall’esperienza lavorativa nel mattatoio e che si è poi dedicato all’attivismo a favore degli animali. Quello che colpisce le persone che lavorano in questi ambienti, si definisce “stress traumatico”…

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“The Last Pig”: film-documentario sull’ultimo viaggio dei maiali verso il mattatoio

di Tamara Mastroiaco
Nascita, morte, denaro: questo è il ciclo della vita di un animale da fattoria. Tutti gli allevatori, che siano essi contadini o gestori di allevamenti intensivi, sono dei mercanti di morte. La morte è il loro obiettivo, il loro scopo.
La morte è il fine, la vita è il mezzo, e il denaro è il premio. “Negli Stati Uniti, ogni anno, dieci miliardi di animali vengono uccisi in modo che la gente come me possa trarne profitto” dice Bob Comis, un ex-allevatore di suini, che grazie al documentario “The Last Pig”  (L’ultimo maiale), di cui è il protagonista, ci racconta attraverso il suo percorso personale e intimo, la lotta per reinventare la propria vita.
Ossessionato dai “fantasmi” dei suini che ha mandato al macello in passato, il 22 novembre 2014, Bob Comis ha preso la decisione epocale di chiudere lo Stony Brook Farm, esclusivamente per motivi etici. “Non voglio avere il potere di decidere chi deve vivere e chi deve morire. Ho rinunciato al mio lavoro, alla mia sicurezza economica, pur di allineare la mia vita con i miei principi” spiega Bob Comis. I suoi ultimi viaggi verso i mattatoi erano diventati momenti strazianti e dolorosi…

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Perché l’Italia non vieta la macellazione islamica (le cui carni potrebbero finire anche sulle nostre tavole)?

Macellazione rituale islamica

Giovedì 31 agosto è stata celbrata la “Festa del sacrificio” e si torna a discutere in Italia di macellazione rituale. E se l’animale viene ucciso tramite sgozzamento il consumatore, ahimè, non lo saprà mai.
Questo perché non vi è alcun obbligo di indicazione nell’etichetta, e parte della carne macellata, secondo i precetti religiosi, viene venduta al mercato regolare. Sembra incredibile ma è possibile. Anche perché in genere con la macellazione islamica si consumano parti più economiche come il quarto anteriore, punta di petto, spalle, frattaglie. Il resto non viene mica sprecato, finisce sui banconi dei nostri supermercati…

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Maltrattamenti sui maiali, nuovo video choc da otto allevamenti. Sicuri che siano ‘casi isolati’?

Prosciutto alta crudeltà

Articolo di “Essere Animali” – Organizzazione no profit
La crudeltà dietro al prosciutto non è un caso isolato, lo mostra il nuovo video in allevamenti Consorzio di Parma.
Nel mese di dicembre abbiamo diffuso attraverso media nazionali un video chiamato ‘Prosciutto Crudele’, che mostrava condizioni di detenzione inidonee, violenze degli operatori e gravi stati di sofferenza per i maiali in un allevamento romagnolo fornitore del Prosciutto di Parma. Quelle immagini hanno fatto il giro del mondo, sono state riprese perfino da media inglesi, cinesi e di Hong Kong, e hanno portato a controlli del Corpo Forestale, che ne ha riscontrato la veridicità, trovando una situazione critica in quella struttura.

Dopo quel video, che ha avuto tra i vari social più di 1 milione di…

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Sperimentazione animale: sostenere l’insostenibile

Sperimentazione animale

Ogni anno, oltre 115 milioni di animali vengono sottoposti a procedure sperimentali,  quindi ‘sacrificati’, nei vari laboratori di ricerca biomedica e tossicologica di tutto il mondo.
Animali come topi, ratti, ma anche cani, gatti, primati non umani, ed altri ancora, vengono regolarmente utilizzati nella ricerca biomedica e tossicologica come surrogati umani di malattie, pertanto, vengono appunto definiti “modelli animali”.

Diversi miliardi di euro/dollari vengono investiti ogni anno in tutto il mondo per questo genere di test: tale ingente entità di denaro è comprensiva anche della spesa relativa agli studi tossicologici. Il tempo medio per sviluppare e lanciare sul mercato un nuovo farmaco è di 10-15 anni e il costo medio per tale operazione è di circa 5 miliardi di

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“Grindadrap”, la macabra caccia alle balene delle Isole Faroe

Whales free

Un solo grande rimpianto… pensando al fatidico giorno in cui l’ultimo essere umano sparirà per sempre dalla faccia della terra… non poter essere lí a godermi lo spettacolo.
Non voglio inserire foto o video della mattanza che accade ogni anno alle isole Faroe. Cos’è il Grindadrap? Se avete uno stomaco forte cercatelo su qualsiasi motore di ricerca. Il seguente testo è tratto da wikipedia:
La parola faroese Grindadráp viene spesso tradotta come caccia alle balene, pur trattandosi generalmente di caccia a vari generi di delfini.Questa era una delle più grandi risorse economiche del XX secolo delle isole Fær Øer, arcipelago situato nell’Oceano Atlantico appartenente alla Danimarca

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Dog Meat Festival: quando l’uomo mangia i cani!

Yulin festival - Carne di cane

Dog Meat Festival: il 21 giugno Yulin (Cina) si trasforma in un macello a cielo aperto, in cui si massacrano cani.

Per quanto ci si possa appellare alla tradizione, stavolta la tradizione non c’entra. Il macabro Dog Meat Festival, (festival della carne di cane), a Yulin, nella provincia cinese del Guangxi, non affonda le sue radici in un passato remoto, perché è nato meno di dieci anni fa.

In onore del solstizio d’Estate, il 21 giugno, la città si trasforma in un macello a cielo aperto, in cui si massacrano un numero indefinito di cani. 10.000? 15.000? Si fanno stime con un…

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Gli allevamenti intensivi stanno distruggendo il Pianeta. Ecco le prove

Conorado Feeders Dalhart Texas

Questa è una delle tante foto aeree scoperte per caso da Mishka Henner. Si tratta della foto di un allevamento intensivo di bovini, con un vasto lago formato dal sangue degli animali uccisi.
In questa foto puoi vedere i recinti delle vacche e l’incredibile lago formato dalla fuoriuscita di sangue degli animali uccisi e da escrementi. Enormi zone di rifiuti, che diffondono pericolosi fumi di idrogeno solforato e contaminano le acque sotterranee con nitrati e antibiotici. Esse assomigliano a ferite aperte infette della Madre Terra.
L’allevamento degli animali per macellazione e mungitura e la coltivazione dei cereali per la loro alimentazione, costituiscono il problema n.1 per il nostro ambiente. Forse non tutti sanno che:…

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Le uova? Lasciamole alle galline

Allevamento Intensivo

Venti miliardi di galline vengono uccise ogni anno nel mondo.

In Italia si consumano ogni anno 12 miliardi di uova, per pasta, maionese, merende, dolci, gelati, prodotti da forno ecc. Le galline destinate a produrre queste uova sono 40 milioni.

L’uovo ha una sua precisa e specifica finalità naturale: quella di dar vita (se fecondato) ad un nuovo organismo, sia che si tratti di uccelli o di mammiferi, uomo compreso.

La maggior parte delle uova prodotte dalle galline viene immessa sul mercato per il consumo umano, mentre una parte di queste viene posta in enormi incubatrici al fine…

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