Identità Europea, un processo ancora in divenire

di Francesco Gavazzi
Nell’ultimo decennio, causa una sfortunata serie di congiunture internazionali, numerosi sondaggi hanno riportato dati (per alcuni) preoccupanti, circa il gradimento dei cittadini per l’Unione Europea e le sue istituzioni, registrando talvolta minimi storici.
Pur senza cedere ad allarmismi ed isterismi collettivi – quali un irreversibile effetto domino post Brexit o una prossima implosione dell’Unione Europea – è comunque necessario chiedersi perché queste indagini demoscopiche abbiano prodotto tali risultati, a cosa siano dovuti e se vi sia una via percorribile per porvi rimedio.
Trovare la causa, il quid, di questo diffuso malcontento potrebbe apparire un compito apparentemente semplice: anni di crisi economica hanno intaccato l’elevato standard di vita dei cittadini europei, i quali, traditi nei loro sogni da questa entità tricefala, hanno iniziato a percepirla come qualcosa di lontano, da cui guardarsi se non addirittura di cui aver paura, avendo quindi la percezione di essere governati da questo immenso burattinaio chiamato Unione Europea; una sorta di deus ex machina che decide arbitrariamente delle vite di oltre 500 milioni di persone…

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DEODORANTI NATURALI: SAI COME SCEGLIERLI?
Come scegliere il giusto prodotto che rispetti la pelle

Sappiamo che la pelle è l'organo più esteso che costituisce il nostro corpo e che rappresenta il filtro di scambio tra l'esterno e l'interno. Ciò che utilizziamo per la cura del corpo, viene assorbito e filtrato ed entra in contatto a livello più profondo.
Per questo, è importante utilizzare prodotti naturali, anche per quanto riguarda la scelta del deodorante.
Il deodorante viene applicato su una delle zone più delicate del corpo umano: alcuni studi scientifici mostrano i rischi correlati con l'utilizzo di prodotti chimici per la nostra salute.
I principali nemici sono i parabeni, spesso contenuti nei deodoranti tradizionali. Seguono sostanze come il triclosan e l'etanolo, anch'esse da evitare.
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Immigrazione di massa e Masochismo… così muore l’Europa

 di Eleonora Barbieri
Il giornalista neocon inglese: “La nostra civiltà è al tramonto e nessuno fa niente”.
Douglas Murray ha un aspetto inequivocabilmente British: giornalista, commentatore politico, associate editor dello Spectator, collaboratore del Sunday Times e del Wall Street Journal, considerato un neocon d’Oltremanica, è autore del saggio “La strana morte dell’Europa. Immigrazione, identità, islam” che nel suo Paese è stato un successo. “Lo ha pubblicato Bloomsbury, che ha avuto due bestseller nella sua storia: Harry Potter, e il mio libro…” scherza Murray, che è a Milano per un convegno su “Sovranità, democrazia e libertà”.
Perché parla di “strana” morte dell’Europa?
“Nessuno si sarebbe aspettato che potesse andare così. In Francia il titolo è stato tradotto come il suicidio dell’Europa. È strano perché è sorprendente”…

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Immigrazione, 4 luoghi comuni da sfatare

 di Alessandro Gnocchi
Cari amici, oggi voglio parlarvi di immigrazione attraverso un libro anticonformista, “La strana morte dell’Europa” dell’inglese Douglas Murray. Questo saggio tratta della crisi d’identità dell’Europa, messa in relazione con l’immigrazione di massa e in particolare con l’immigrazione islamica.
1° mito: I migranti sono risorse economiche insostituibili;
2° mito: I migranti arricchiscono la nostra cultura;
3° mito: L’esodo è inarrestabile;
4° mito: I migranti ci pagheranno le pensioni…

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Gli antenati vivono in noi…

“Là sotto è la fanciulla bellissima dei Velcha, che vive ancora nella ‘Tomba dell’Orco’ “.
Così esordisce il Cardarelli, infiammato dal ritratto millenario della nobile Velia Spurinna (nobildonna etrusca, nipote di Velthur il Grande, che aveva sconfitto i Greci durante l’assedio di Siracusa e di Ravnthu Thefrinai. Sorella di Avle, l’eroe Tarquiniese che affrontò e vinse Roma. “Tomba dell’Orco”, Necropoli etrusca di Monterozzi); e noi ci uniamo a lui, consci che una parte di lei vive ancora in noi. Tutto ciò è sopito nelle nostre vene, nei nostri gesti più inconsapevoli, nei modi di fare, nei moti dell’anima quando vediamo paesaggi aviti, che ci risuonano familiari…

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