La “Leggenda del Ponte Arcobaleno”

di Nicoletta Pennati
Succede che i nostri animali ci lascino. La sofferenza è enorme e spesso non può essere capita da chi non ha mai avuto la fortuna di amare un cane, o un gatto, o un coniglio, o un cavallo, o qualsiasi altro animale.
La Leggenda del Ponte Arcobaleno, che riporto, si dice venga tramandata dagli Indiani d’America. È dedicata ad ogni animale che ha amato gli esseri umani e ad ogni persona che ha sofferto e che soffre per la morte di un animale.
Dall’altra parte dell’arcobaleno, esiste un posto chiamato “Ponte dell’Arcobaleno”. Quando un animale che è stato particolarmente vicino a qualcuno muore, esso percorre il Ponte dell’Arcobaleno. Lì ci sono prati e colline per tutti i nostri amici speciali, cosicché essi possono correre e giocare insieme. C’è tanto cibo, acqua ed il sole splende e i nostri amici stanno bene e al caldo…

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È morto Nigel: l’uccello più triste e solo del mondo, innamorato di una femmina di cemento

di Andrea Centini
Il corpo della ‘sula’ è stato trovato accanto alla statua che ha “amato” per cinque lunghi anni. È rimasto solo per quasi tutto questo tempo; soltanto a Natale del 2017, l’isola in cui è morto è stata raggiunta da altri tre esemplari della sua specie.
Nigel, un maschio di sula australiana (Morus serrator) conosciuto come l’uccello marino “più solo al mondo”, è morto sull’isola di Mana, in Nuova Zelanda, accanto a una replica di cemento che aveva scelto come compagna.
La sua tristissima storia affonda le radici nel piano di recupero della splendida isola dove è deceduto, un paradiso che venne invaso da ratti e topi trasportati da navi europee. I roditori fecero strage di uccelli marini, mangiando le uova e i piccoli, e così, 40 anni fa, le sule decisero di abbandonare la propria casa…

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I quadri di “Pig-casso”: quando l’arte è bestiale

di Simonetta Caminiti
Gli animali pittori sono quotati migliaia di euro. L’ultimo, è un maiale col nome del genio spagnolo.
Quale titolo migliore di “Oink” (in inglese, “grugnito”), per una mostra d’arte pop, con un autore come lui? Lui, “Pigcasso” (gioco di parole legato a Pig, maiale in inglese, e il cognome del Pablo pittore, più famoso al mondo) è un maiale per davvero. Una femmina. E dipinge.
Lo fa intingendo il naso nei colori a tempera, e poi strofinandolo sulla tela, brandendo la testa come un’artista bipede posseduta dal sacro fuoco dell’ispirazione. Il risultato? Certo non dipinti preraffaeliti, ma le sue opere compongono forme impressionanti: una s’intitola “La Balena”, e richiama effettivamente la forma del cetaceo; altre ricordano la foggia di un volto umano, altre ancora sono affascinanti commistioni di colori. Paesaggi, precisa qualcuno: e la nota straordinaria è che non manca mai l’autografo personale dell’autrice, cioè il suo naso letteralmente timbrato in calce a tutte le tele. Tele da 2mila euro…

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I cani riescono a percepire se siamo malati

Sono tantissimi i casi di cani in cui di fronte al padrone privo di conoscenza danno l’allarme e fanno arrivare i soccorsi, ma come ci riescono?
Grazie soprattutto al loro udito portentoso col quale riescono a percepire gli ultrasuoni e grazie al loro olfatto, cento volte più potente di quello umano, i cani, in alcuni casi, sono riusciti a salvare la vita ai loro padroni che nemmeno sapevano di essere ammalati, costringendoli a chiamare il medico, spiega la dottoressa veterinaria Valeria Costa.
Un caso è quello di una signora che aveva una macchia scura sulla gamba, il cane l’annusava sempre con insistenza e a volte tentava addirittura di morderla, la signora allora si rivolse al medico pensando bene di farsela levare: si trattava di un melanoma. Da allora sono stati posti sotto esame altri casi di cani che sembravano in grado di rilevare certe malattie, dei reni, della pelle, dei polmoni o del seno, solamente annusando la pelle e l’aria espirata dai pazienti…

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“Pallino”

di Umberto Di Grazia
Tra le tante storie e personaggi del mio palazzo, quella di Pallino ha lasciato una traccia forte che rimarrà nella memoria, superando i limiti del Tempo.
Spesso ci si chiede come andrà la vita nel nostro pianeta e dai dati, visibili a tutti, non ci sono molti riferimenti per sperare il meglio ed allora è facile abbandonarsi allo sconforto e chiudersi nei meandri della mente più oscuri.
Per qualcuno, per fortuna, il negativo dominante ed imposto (per rendere gli esseri viventi schiavi delle paure e dominati dal non senso di un sistema assassino della vita medesima…) è uno sprono a reagire. Così è stato per Giorgio ed il suo magnifico compagno di viaggio “Pallino”…

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La Missione segreta dei Cani

Amore incondizioanto dei cani

di Nadim David
I Cani hanno il grande ruolo di tenerci compagnia, accompagnarci fedelmente durante la nostra esistenza e cambiarci inevitabilmente la vita.
Come è entrato nella tua vita il tuo Cane? Alcuni l’hanno trovato, altri l’hanno comprato, altri ancora hanno deciso di adottarlo. Sincronicità. Entrano nella nostra vita nel “momento giusto” per permetterci di imparare l’Amore Incondizionato, il non giudizio, l’assenza di critica o rancore.

Il Cane Perdona, Ama, GiocaSe viene abbandonato o maltrattato comincia ad emergere la sua parte più genetica e nascosta della struttura originale di “lupo”, diventando aggressivo e sospettoso. Ma sempre grazie all’amore e alla cura, anche se spesso ci vuole del tempo, ritorna alla sua vibrazione naturale di Amore…

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Doni con le ali

Doni con le ali- Ospite a cena

di Maria G. Di Rienzo
Quelli che vedete nell’immagine sottostante sotto sono solo alcuni dei doni che Gabi Mann, una bimba di 8 anni di Seattle (Usa), riceve da un paio d’anni dai suoi amici corvi.
Ne ha scatole e scatole… e ogni oggetto ha un’etichetta con la data e una descrizione sommaria: un pezzo di lampadina, un frammento di vetro giallo levigato dall’acqua, una pallina d’argento, un bottone nero, una graffetta blu, un pezzo di Lego. Per lei questi regali valgono più dell’oro, perhé sono i regali dei suoi amici corvi.
Gabi ha cominciato ad attirare la loro attenzione quando non aveva più di quattro anni ed era incline a lasciar cadere pezzetti di quel mangiava (che i corvi recuperavano subito). Mentre cresceva, cominciò a…

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I cavalli sanno parlare con noi

cavallo con bambina

I cavalli sono in grado di “parlare” con noi. A rivelarlo la studiosa italiana Rachele Malavasi.
Sulla rivista “Animal Cognition”, l’italiana Rachele Malavasi e Ludwig Huber hanno appena pubblicato uno studio, in collaborazione con l’Università Veterinaria di Vienna, che tratta sulla capacità dei cavalli di comunicare consapevolmente le proprie intenzioni. Il che presuppone, da parte loro, la possibilità di fare un piano d’azione mentale e la volontà di comunicarlo anche ad un essere umano. “Questa abilitá, che é all’origine dello sviluppo della teoria della mente – ci spiega Rachele Malavasi – ad oggi era stata studiata solo in primati, cani, corvidi e delfini. Ora finalmente – osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” – anche nei cavalli, animali a lungo sfruttati dall’uomo”

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