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Tra “Defender Europe” e firma del Mes, la Verità viene a galla…

di Diego Fusaro
La drammatica emergenza del Coronavirus ha, se non altro, fatto emergere con forza alcuni elementi, che forse, in condizioni normali, non sarebbero affiorati. O, per lo meno, non sarebbero affiorati tanto chiaramente.
Intanto, la precarietà della nostra condizione “normale”: è bastato un virus a rovesciare il nostro modo usuale di abitare il mondo. Dal vitalismo di fine settimana si è passati, dall’oggi al domani, alla legge marziale. O, se preferite, dal mantra “#abbracciauncinese” all’isolamento sociale coatto.
“Defender Europe” e firma del Mes
È, poi, emersa chiaramente, se ancora ve ne fosse stato bisogno, la reale natura degli Usa e della Ue. I primi, nel bel mezzo della pandemia, hanno inviato 30 mila militari in Europa (operazione “Europe Defender 2020”), militarizzandola in vista della “difesa”, in realtà del possibile “attacco” imperialistico alla Russia. Ciò risolleva la questione circa la reale natura dello stesso Coronavirus come arma biologica prodotta in vitro.
Per quel che riguarda la Ue, anche in questo caso non ha tardato a manifestarsi la sua ripugnante essenza di mostro liberista…

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Alla ricerca di un immaginario positivo in un’Italia depressa

La storia ci insegna che il nostro Paese è sopravvissuto riadattando di epoca in epoca la propria estetica immaginativa. È giunto il momento per un immaginario collettivo positivo, che non irrigidisca paure, arroccamenti, chiusure.
Un Paese chiuso e rancoroso: è questa l’immagine dell’Italia che viene fuori dalle ricerche di Censis e Conad. Il risentimento, l’invidia nei confronti dell’altro si espande tra i social network e nei diversi anfratti della vita quotidiana. L’altro, spesso lo straniero, diventa oggetto di odio ingiustificato: ci si sfoga prendendosela con chi è più in basso di noi nella scala sociale.
E ciò accade perché il problema principale del nostro Paese è l’ascensore sociale bloccato. Se nasci povero muori povero. La percezione dei cittadini è che l’aiuto politico, la conoscenza, provenire da una famiglia ricca, aiuti molto di più nella vita che rimboccarsi le maniche e studiare. Dallo stereotipo, alla realtà…

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Consumismo e precarietà… siamo solo merci in scadenza

Consumismo

di Diego Fusaro
Entro i confini alienati della civiltà dei consumi si realizza la profezia che, su basi aristoteliche, già Dante modulava, in merito alla dinamica intrinsecamente smisurata dell’accumulo di ricchezze: “Promettono le false traditrici sempre, in certo numero adunate, rendere lo raunatore pieno d’ogni appagamento; e con questa promissione conducono l’umana volontade in vizio d’avarizia” (Convivio, IV, 12, 4).
Nuovo oppio del popolo, la religione consumista postmoderna, libertaria e sans frontiéres come stadio supremo del capitalismo nella sua fase assoluta, si fonda essa stessa sulla precarietà e sull’instabilità, sulla flessibilità e sulla destrutturazione di tutto ciò che è fisso. Infatti, la solidità etica e la stabilità in ogni sua forma (emotiva, lavorativa, sentimentale, esistenziale, ecc.) costituiscono un impedimento alla sua “liturgia”, alla sua circolarità funesta che tutto dinamizza e trasforma, di modo che si mantenga e sempre si intensifichi l’orizzonte della società di mercato…

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Sono stato licenziato e…

aereo decolla al tramonto

Bisogna stare in mezzo alla gente per comprendere i loro bisogni, le loro difficoltà, il loro modo di pensare, di stare al mondo. Bisogna ascoltare senza pregiudizi, senza giudizi, sapendo che ognuno ha una storia, ha attraversato strade, ha incontrato ostacoli, che l’hanno condotto là dove oggi si trova.

Un signore l’altro giorno è arrivato all’aeroporto trafelato. C’era uno sciopero in atto e ogni viaggiatore era stato avvisato che il volo per Cagliari era stato cancellato. Non era l’unico agitato quel giorno, ma in lui c’era qualcosa di particolare che attirava l’attenzione.

Era…

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