Banca canadese Lancia una Carta di Credito legata alle “Emissioni di Carbonio”

Una banca canadese ha lanciato una carta di credito che tiene traccia della cosiddetta “impronta carbonica” di un cliente.
La banca consiglierà inoltre i clienti su come limitare la loro impronta di carbonio. “In qualità di cooperativa finanziaria di proprietà dei soci, riteniamo che sia nostro compito fare tutto il possibile per aiutare, soprattutto quando si tratta delle decisioni che le persone prendono con i loro soldi”, ha dichiarato Jonathan Fowlie, Chief External Relations Officer di Vancity.
“Questo strumento fornirà ai titolari di carte di credito Vancity Visa preziose informazioni sui loro acquisti e consentirà loro di collegare le loro decisioni di spesa quotidiane al cambiamento che vogliono vedere nel mondo”

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L’ “Euro Digitale” sta arrivando: i Pericoli per le Persone e per il Sistema Finanziario

 di Leoniero Dertona
Ormai è ufficiale: dopo le sperimentazioni in Cina con il Digital Renmimbi e in Svezia con la Digital Krona, la BCE ha annunciato che entro fine anno verrà introdotta una valuta digitale della Banca Centrale, quindi avremo l’ “Euro digitale”, anche se non è ancor chiara la forma.
Questa moneta virtuale potrà avere una delle due forme:

  • account based, cioè su struttura centralizzata, con uno o più, pochi, server su cui sono salvati i dati;
  • token based, quindi con una struttura decentralizzata, magari su blockchain.

La BCE assicura che sarà “accessibile a chiunque, robusto, sicuro e coerente con le norme di legge”.Però è quello che non viene detto che, in realtà, fa un po’ più paura. Perchè l’euro digitale sarà anche una “Moneta migliore”, come dice la BCE,  ma tutto dipenderà per chi sarà migliore…

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Bitcoin, il lato oscuro: quanti affari sporchi si fanno con le criptovalute?

di Simone Cosimi
Per uno studio australiano, il 44% delle transazioni con la moneta digitale più famosa della rete, servono per attività illecite.
Uno studio australiano mette sotto accusa i bitcoin, la criptovaluta più famosa del mondo (anche se non quella che, attualmente, se la passa meglio, visto che ha perso oltre il 40% del suo valore in appena un mese dopo la roboante crescita dello scorso anno). Secondo l’indagine, guidata da Sean Foley dell’università di Sydney, Jonathan R. Karlsen del Politecnico di Sydney e Tālis J. Putniņš della Stockholm School of Economics, sede di Riga, il 44% delle transazioni realizzate in bitcoin sarebbe in qualche modo collegato ad attività illegali…

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