Si chiama Greta Thunberg e vuole salvarci dalla Fine del Mondo

di Emanuele Tanzilli
Ha labbra serrate in un enigma leonardesco, i contorni spigolosi della fredda natura scandinava, lo sguardo perforante di chi ha visto oltre, di chi ha già visto tutto. È il volto di una fanciulla svedese di neppure 16 anni, il cui nome è Greta Thunberg, venuta a salvarci dalla fine del mondo.
Per chi non la conoscesse, Greta Thunberg ha iniziato a interessarsi al cambiamento climatico all’età di 8 anni, e a 11 è caduta in depressione a causa della percezione che non se ne parlasse abbastanza, che non si facesse nulla al riguardo. Poi, lo scorso agosto, ha iniziato il suo “Climate Strike”, uno sciopero dalla scuola per andare a protestare di fronte al Parlamento svedese per le politiche energetiche e ambientali.
Greta Thunberg è oggi d’ispirazione per migliaia di ragazzi in tutta Europa, che seguendo il suo esempio organizzano decine di manifestazioni per sensibilizzare governi, stampa ed opinione pubblica sui rischi del cambiamento climatico, e per invitare all’azione coloro che detengono le sorti del pianeta fra le loro mani viscide e grassocce…

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I Veneratori del Sistema

La smania di sopprimere la verità e altri eventi organizzati, così come la cospirazione in generale, ha favorito la nascita di una bella combriccola che annovera tra le sue fila, la classe dirigente del mondo: banchieri, lobbysti, politici (di sinistra o di destra), accademici, giornalisti.
Questi raggruppamenti apparentemente concorrenti si sono riuniti insieme per mettersi al servizio del sistema e per programmare la loro personalissima visione del mondo. Il requisito essenziale all’instaurazione di ogni genere di tirannia, è il controllo dell’informazione e la tirannia globale dei nostri giorni lo conferma. I media più conformisti sono di proprietà delle multinazionali, più media le lobby riescono a possedere, più cospicuo diventa il loro sostegno politico e di conseguenza, maggiore è l’influenza sui governi…

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Lo Stato ha bisogno del Crimine

Poliziotto sotto copertura tira fuori la pistola e minaccia la folla

di Kevin Carson
“Se non ci sono notizie, possiamo inventarle”. Quella dei poliziotti che provocano e istigano al crimine è una vecchia storia. Come disse Judi Bari, organizzatore di ‘Earth First!’, “chi offre la dinamite sono sempre gli agenti dell’Fbi.”
Nella parodia di Citizen Kane fatta su Saturday Night Live, in un giorno di fiacca giornalistica, Charles Foster Kane dice: “Se non ci sono notizie, possiamo inventarle”, e comincia a sparare alla cieca a quelli che passano fuori dalla finestra della redazione. Questa è stata la prima cosa a cui ho pensato quando ho letto un articolo su due poliziotti della stradale californiana, in borghese, sbugiardati mentre cercavano di istigare dei manifestanti al saccheggio. Il fatto è avvenuto…

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