Vaccini, la Storia del Movimento Anti-Obbligo dell’Epoca Vittoriana
di Jeffrey A. Tucker
L’industria dei vaccini ha sempre goduto di una qualche forma di privilegio ai sensi della legge. Questo fa naturalmente sorgere il sospetto che qualcosa non vada… altrimenti perché la popolazione per vaccinarsi avrebbe bisogno di una spinta così energica?
Oggigiorno, l’appellativo di “no-vax” è comune per chiunque si opponga agli obblighi vaccinali o nutra risentimento per gli enormi privilegi legali, le protezioni, i brevetti e i sussidi di cui gode l’industria vaccinale. Si applica anche a coloro che cercano di richiamare l’attenzione sui danni e i decessi causati dai vaccini, un argomento delicato e persino represso da un’industria che si basa su una misura utilitaristica per dimostrare il proprio valore sociale.
L’etichetta non sempre, o spesso, ha senso. Il tema dominante del movimento attuale – e questo è sempre stato vero – è quello di rifiutare l’intervento e considerare questo settore come qualsiasi altro in un libero mercato (hamburger, acqua in bottiglia, lavatrici, ecc.), senza sussidi, senza obblighi, né protezione da responsabilità per danni imposti. Se questo obiettivo fosse raggiunto, il movimento “antivaccinista” si ridurrebbe drasticamente.
Il problema è che, per quanto a fondo si analizzi la storia delle vaccinazioni nei Paesi occidentali, e in particolare negli Stati Uniti, si scopre che la vaccinazione…





































