L’Antidolorifico? Nelle tue mani e in quelle del partner

Un nuovo studio condotto da un ricercatore sul dolore, mostra che quando un partner affettuoso tiene la mano del compagno sofferente, le loro onde cerebrali si sincronizzano e il dolore si attenua.
Antidolorifico nelle “tue mani e in quelle del partner”. Queso studio, condotto da ricercatori dell’Università del Colorado Boulder e dell’Università di Haifa, ha rilevato che maggiore è l’empatia che un partner affettuoso prova per un partner che soffre, più le sue onde cerebrali si sincronizzano. E più quelle onde cerebrali si sincronizzano, più il dolore scompare. In quel momento siamo un’antidolorifico fisico.
Abbiamo sviluppato molti modi di comunicare nel mondo moderno e abbiamo meno interazioni fisiche“, ha detto l’autore principale dello studio, Pavel Goldstein, ricercatore nel Cognitive and Affective Neuroscience Lab di CU Boulder. “Questo documento illustra il potere e l’importanza del contatto umano“…

Vai all’articolo

HAI MAI DATO UN'OCCHIATA ALLA NOSTRA SEZIONE DEI LIBRI SUPER-SCONTATI?

Le cose non dette che ammalano il nostro corpo

Le cose non dette che ammalano il nostro corpo

Spesso abbiamo dei dolori al corpo che non sappiamo da dove possano provenire: si pensa di aver preso un colpo d’aria, ma in realtà si trattano di veri e propri blocchi emotivi e il dolore è la risposta fisica a questa condizione perché coinvolgono il sistema nervoso autonomo e forniscono una risposta vegetativa a situazioni di disagio psichico o di stress.
L’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere sentite e vissute, trovano una via di scarico immediata nel corpo, ma imparando e riconoscendo questi malesseri psico-fisici, è possibile cercare di risolverli e riprendere la strada corretta delle nostre emozioni.
A seconda del punto del corpo che duole, esiste una risposta emotiva, e il dolore è curabile individuando la situazione o i sentimenti che ci bloccano. Un dolore al collo rispecchia quello che non diciamo, un dolore alle caviglie invece…

Vai all’articolo