Frida Kahlo: l’incidente, la disabilità, l’arte e… la voglia di vivere

Frida Kahlo nacque a Coyoacán (Città del Messico) il 6 luglio del 1907. Ebbe una vita molto travagliata: poliomielitica, divenne anche totalmente disabile in seguito ad un terribile incidente che segnò profondamente la sua vita e morì a soli 47 anni.
Da piccola si ammalò di poliomielite: il suo piede e la sua gamba destra divennero molto esili, sino a che non divenne claudicante e venne così chiamata “Frida gamba di legno”. Scriveva: “A sei anni ebbi la poliomielite. A partire da allora ricordo tutto molto chiaramente. Passai nove mesi a letto. Tutto cominciò con un dolore terribile alla gamba destra, dalla coscia in giù. Mi lavavano la gambina in una bacinella con olio di noce e panni caldi. La gambina rimase molto magra. A sette anni portavo degli stivaletti. All’inizio pensai che le burle non mi avrebbero toccata, ma poi mi fecero male, e sempre più intensamente”

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L’Antidolorifico? Nelle tue mani e in quelle del partner

Un nuovo studio condotto da un ricercatore sul dolore, mostra che quando un partner affettuoso tiene la mano del compagno sofferente, le loro onde cerebrali si sincronizzano e il dolore si attenua.
Antidolorifico nelle “tue mani e in quelle del partner”. Queso studio, condotto da ricercatori dell’Università del Colorado Boulder e dell’Università di Haifa, ha rilevato che maggiore è l’empatia che un partner affettuoso prova per un partner che soffre, più le sue onde cerebrali si sincronizzano. E più quelle onde cerebrali si sincronizzano, più il dolore scompare. In quel momento siamo un’antidolorifico fisico.
Abbiamo sviluppato molti modi di comunicare nel mondo moderno e abbiamo meno interazioni fisiche“, ha detto l’autore principale dello studio, Pavel Goldstein, ricercatore nel Cognitive and Affective Neuroscience Lab di CU Boulder. “Questo documento illustra il potere e l’importanza del contatto umano“…

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Le cose non dette che ammalano il nostro corpo

Le cose non dette che ammalano il nostro corpo

Spesso abbiamo dei dolori al corpo che non sappiamo da dove possano provenire: si pensa di aver preso un colpo d’aria, ma in realtà si trattano di veri e propri blocchi emotivi e il dolore è la risposta fisica a questa condizione perché coinvolgono il sistema nervoso autonomo e forniscono una risposta vegetativa a situazioni di disagio psichico o di stress.
L’ansia, la sofferenza, le emozioni troppo dolorose per poter essere sentite e vissute, trovano una via di scarico immediata nel corpo, ma imparando e riconoscendo questi malesseri psico-fisici, è possibile cercare di risolverli e riprendere la strada corretta delle nostre emozioni.
A seconda del punto del corpo che duole, esiste una risposta emotiva, e il dolore è curabile individuando la situazione o i sentimenti che ci bloccano. Un dolore al collo rispecchia quello che non diciamo, un dolore alle caviglie invece…

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