La Libia mette nel mirino le Ong e il nostro Paese rifinanzia i suoi campi di detenzione

di Marco Dotti
Il Governo libico vara un decreto che criminalizza le ONG che operano in area Sar, mentre fra pochi giorni, senza un preciso intervento, assisteremo al rinnovo automatico dell’accordo Italia-Libia. Altri 50 milioni di euro l’anno finanzieranno i campi di detenzione al centro di documentate denunce di autorità internazionali e organizzazioni umanitarie.
“È un dittatore, ma è il nostro dittatore” si diceva di Gheddafi. Il lavoro sporco, le democrazie, se tali vogliono restare almeno nella forma, lo devono appaltare. Così, in Turchia, dove Erdogan riceve circa 6 miliardi dall’Europa per la “gestione dei profughi”, salvo poi minacciare: “vi manderemo 3 milioni di migranti, se ostacolerete le nostre operazioni” in Kurdistan (dichiarazione del 10 ottobre scorso).
Ma la Libia? La Libia non è diversa eppure, al tempo stesso, lo è. Non c’è un uomo forte al comando (blanda consolazione immorale), ma una serie di bande parastatali e un quasi-Stato che per molti versi ha il profilo di un anti-Stato…

Vai all’articolo

La nuova Tratta degli Schiavi dall’Africa, passa dal Mondo del Calcio

Si chiama “Football Trafficking”, ed è una pratica che, quando va bene, serve a riempire le tasche dei falsi agenti, quando va male alimenta un traffico di esseri umani.
Quando finì all’improvviso sotto i riflettori per la dubbia età anagrafica messa in discussione dalle sue caratteristiche fisiche imponenti, del passato di Joseph Minala, centrocampista camerunense classe ’96 di proprietà della Lazio, non si sapeva praticamente nulla. Nelle giovanili biancocelesti spiccava su tutti per doti tecniche e soprattutto fisiche. Facile, allora, abbandonarsi alle speculazioni.
Poche settimane dopo, con le acque ben più calme, Minala concesse un’intervista a Sky Sport raccontando un aspetto drammatico della sua vita, che sarebbe dovuto balzare agli onori delle cronache in modo ben più deciso rispetto alle registrazioni anagrafiche: “Arrivai in Italia perché un agente mi promise un provino con il Milan – disse. Ma non c’era alcun provino e nessun Milan. Arrivai alla stazione Termini e questa persona mi diede un cellulare e mi disse ‘aspettami qui’, ma mi abbandonò lì solo”

Vai all’articolo

L’Italia degli uomini e dei “caporali”

Migranti a Ventimiglia

di Cristofaro Sola
A Ventimiglia va in scena la realtà. Ciò che denunciavamo da tempo si sta puntualmente verificando: i nostri vicini d’Oltralpe stanno sigillando i varchi.

Sono stufi di raccogliere tutta quella varia umanità migrante che il nostro Governo vorrebbe far passare oltreconfine sotto banco, alla chetichella. E hanno ragione. In nome di quale delirante ideologia dell’accoglienza dovrebbero lasciarsi invadere? Sono per questo razzisti e xenofobi? Certo che no. Sono semplicemente schierati a difesa di un principio che è sacrosanto: la tutela dell’integrità identitaria delle proprie comunità nazionali.

Ciò che altrove è ancora considerato un valore per qualcuno in Italia suona come una bestemmia, un atto sacrilego perpetrato in danno della fede assoluta nel…

Vai all’articolo