Consiglio d’Europa verso l’approvazione dei “Manicomi per Bambini”

Gli Esperti dei Diritti Umani delle Nazioni Unite hanno invitato il Consiglio d’Europa a ritirare [1] la Bozza del “Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo”, che conserva un approccio alle politiche e alle pratiche sulla salute mentale basato sulla coartazione e incompatibile con i principi e gli standard attuali sui Diritti Umani e con la “Riforma Basaglia” che quarant’anni fa aveva aperto le porte dei manicomi.
Questo Protocollo rischia anche di frenare la grande riforma sociale avviata a Bibbiano nel 2019, che sta mettendo in crisi la nuova forma di repressione dei Diritti Umani e dei Bambini costituita dalla Filiera Psichiatrica[2].
Il Comitato di Bioetica presso il Consiglio d’Europa si riunirà all’inizio di giugno per votare un Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Oviedo che consentirebbe ai 47 Stati Membri del Consiglio d’Europa di utilizzare misure coercitive, compresi il trattamento forzato e il collocamento non volontario in istituti  psichiatrici di persone con problemi di salute mentale.
Se passasse questo documento, la chiusura delle scandalose strutture psichiatriche ad alto contenimento che grazie alla riforma generata dallo scandalo di Bibbiano stavamo riuscendo a chiudere, potrebbe essere rallentata con migliaia di ragazzi che rischiano di rimanere imprigionati in queste strutture coattive…

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“Rom, l’Italia faccia di più per i diritti”. Siluro dal Consiglio d’Europa

Lega: Il Consiglio d’Europa insulta l’Italia, accusandola di mafia, razzismo, comportamenti anti umanitari e persino anti ziganismo.
Nonostante alcuni risultati ottenuti nel garantire migliori condizioni abitative a Rom, Sinti e Caminanti in alcuni comuni, e i progressi fatti nella scolarizzazione dei minori appartenenti a queste comunità, le informazioni fornite dal precedente Governo nel febbraio 2018, non permettono di concludere che le violazioni riscontrate nel 2005 e 2010 siano state risolte.
L’ha stabilito il comitato per i diritti sociali del Consiglio d’Europa, nella valutazione di quanto fatto dall’Italia per rimediare alle violazioni alla “Carta sociale europea” per quanto riguarda il diritto all’alloggio, a non essere marginalizzati e esclusi socialmente, ad essere protetti dall’odio.
Il comitato scrive che “le informazioni fornite non sono sufficienti a concludere che c’è stato un generale miglioramento per quanto riguarda le condizioni di vita nei campi e che la maggior parte delle misure descritte dalle autorità, per l’accesso all’alloggio, sono ad uno stadio iniziale e quindi non è possibile stabilire il loro impatto”

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