Controllo e Incertezza nello Stato Paternalista

di Davide Cavaliere

Il Governo e la sua corte di virologi stanno adottando i medesimi meccanismi di controllo che venivano adottati nei lager nazisti.

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Lo psicanalista Bruno Bettelheim, sopravvissuto ai campi di sterminio di Dachau e Buchenwald, si chiese com’era possibile che un numero sparuto di guardie tenesse a bada migliaia e migliaia di persone incarcerate nei lager. La risposta che si diede è illuminante nella sua crudele semplicità: incertezza e angoscia fiaccavano i deportati e sbarravano la strada alla coscienza e a ogni pensiero di rivolta.

I kapò mantenevano gli uomini in un limbo di eterna incertezza, eterna indeterminazione, eterno rischio, impedendo il formarsi di nessi di causalità nella mente dei prigionieri. Nessuna azione era possibile perché il carceriere non era prevedibile.

Il governo e la sua corte di virologi stanno adottando i medesimi meccanismi di controllo. Come nel lager, ora un’azione viene premiata (bonus vacanze), ora la stessa viene punita (restrizioni perché la gente è andata in vacanza).

Libri e varie...

Gli italiani, ormai ridotti a sudditi, sono condannati a vivere solo nel presente, impossibilitati a mettersi in prospettiva. Ogni proiezione nel futuro diventa impossibile, perché chi detiene il potere si riserva di limitare la libertà altrui all’occorrenza e in modo rapido.

Sono i bambini, non gli uomini, a vivere in un eterno presente. Il complesso governativo e mediatico si prodiga per infantilizzare la nazione. Si tratta del processo di “svirilizzazione” di cui rende conto Aldo Maria Valli, nel suo recente libro “Virus e Leviatano”. Lo Stato è una mamma invadente, che regola e norma tutti gli aspetti della vita del suo bambino.

Il paternalismo autoritario ormai domina la politica | L'HuffPost

L’incertezza sul futuro fissa l’individuo nel presente, nel quale non deve far altro che attenersi alle norme igieniste e antisociali varate dal dispotismo terapeutico. Il fanciullo, così come il neosuddito generato dalla pandemia, deve essere controllato. Lo Stato sanitario è lo Stato della sorveglianza permanente. Non si tratta di un’esagerazione, ma di un dato di fatto. Di recente, il Ministro dell’Interno ha dichiarato: “Abbiamo uno spiegamento di forze dell’ordine imponente e siamo molto concentrati anche sul monitoraggio della rete Internet, per impedire che si affittino case dove riunirsi non rispettando le regole e il distanziamento”.

Nulla deve sfuggire all’occhio dello Stato-Madre. Al di là della questione sanitaria in senso stretto, l’obiettivo è quello di sottoporre tutti i rapporti sociali a una medesima disciplina che ha nella medicina la sua giustificazione. Il controllo surrettizio e il non poter fare altro che ciò che chi comanda autorizza a fare, è la condizione non solo dell’infante, ma anche dello schiavo.

Articolo di Davide Cavaliere

Fonte: http://caratteriliberi.eu/2021/01/03/in-evidenza/controllo-e-incertezza-nello-stato-paternalista/

Libri e varie...
VACCINI: VERITà, BUGIE E CONTROVERSIE
II edizione
di Peter C. Gotzsche

Vaccini: Verità, Bugie e Controversie

II edizione

di Peter C. Gotzsche

Questo libro è un aiuto a orientarsi nella sconcertante e spesso contraddittoria massa di informazioni sui vaccini. Le informazioni non sostituiscono i consulti medici, ma potrebbero darvi la possibilità di partecipare a discussioni significative e informate.

Alcuni vaccini sono così importanti che tutti dovremmo farli, mentre altri non dovrebbero essere utilizzati se non in circostanze particolari. Alcuni sono così controversi che molti medici, anche se ufficialmente raccomandati, non li somministrano nemmeno a se stessi, come per esempio i vaccini antinfluenzali.

Dobbiamo valutare attentamente ogni vaccino, uno per uno, valutando il rapporto tra rischi e benefici, proprio come facciamo per altri farmaci, e quindi farci un’opinione su quando pensiamo che il vaccino valga la pena di essere somministrato o raccomandato ad altre persone.

Le questioni chiave sono queste: qual è il rischio di infettarsi e qual è il rischio di subire gravi danni o di morire a causa dell’infezione? Qual è la possibilità di evitare un’infezione vaccinandosi e qual è invece il rischio di subire gravi danni o di morire a causa della vaccinazione?

Come per altre misure di prevenzione, può essere difficile fornire indicazioni basate su prove di efficacia sulle vaccinazioni e che siano universalmente applicabili, poiché la prevalenza della malattia è importante per il processo decisionale.

Tutti i farmaci hanno degli effetti collaterali, e se il rischio di contrarre un’infezione è molto basso, potrebbe non essere consigliabile correre il rischio di essere seriamente danneggiati da un vaccino anche se la percentuale di rischio è comunque molto ridotta. In altri casi, i benefici di un vaccino sono così evidenti comparati agli effetti collaterali che sono pochissime le persone che non dovrebbero essere vaccinate, ad esempio se soffrono di una grave immunodeficienza e viene utilizzato un vaccino vivo attenuato o se sono allergici ad alcuni dei suoi componenti.

Questi concetti sono molto semplici e non suscettibili di controversia, ma uno dei motivi per cui la questione dei vaccini confonde le persone è che è diventata un’arena dove combattono ideologie e interessi economici spesso non rivelati.

Con alcune osservazioni sulla pandemia di coronavirus del 2019.

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