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“Kiss my Ass”

di Paolo Desogus
Non so dire se nel “kiss my ass” di Trump ci sia del metodo. Credo di sì, anche se spesso mi sfugge la logica.
D’altra parte mi pare attenga non al ragionamento ma al bluff in un quadro strategico ancora opaco e in via di costruzione. Ad ogni modo il punto che mi preme sottolineare è un altro e non riguarda tanto il metodo quanto le sue premesse.
L’arbitrio che porta Trump a decidere se mettere o repentinamente togliere i dazi può certamente indignare o portare a credere che sia il frutto della follia. Di certo lascia sciogliere come neve al sole quella vecchia retorica che abbiamo dovuto sorbire per anni…

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Il Grande Maligno

di Saura Plesio (Nessie)
C’è una situazione geopolitica  molto fluida per il mondo. Una situazione che crea grandi aspettative e lascia sperare che il mondo venga a patti col Covid convivendoci. Si tratta delle cosiddetta “endemia”. Riassumiamo in che modo. La prima notizia giunge dagli Stati Uniti. La Corte Suprema ha abolito l’obbligo vaccinale  che avrebbe voluto Biden nelle grandi aziende. In buona sostanza, nessuna società può pretendere che i suoi dipendenti si facciano inoculare.  E nemmeno che i lavoratori si sottopongano a test. Notizia non ben rilanciata dai nostri servi pennivendoli che hanno fatto acrobazie per mimetizzarla con l’eccezione di pochi (la solita Verità e pure il Fatto).
Poi c’è l’affare Fauci, messo alle strette dai militari. Poi c’è l’affare Fauci, messo alle strette dai militari. E anche qui le notizie filtrano col contagocce, tra conferme e smentite…

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Il Nuovo Governo sarà giallofucsia, non giallorosso

di Diego Fusaro
La mia tesi è che l’ordine di staccare la spina al governo gialloverde sia arrivato dall’alto. E da più parti.
Dalla Ue, senz’altro: la quale da subito prese di mira il laboratorio populista gialloverde. Si veda ad esempio il penoso dialogo di Conte con la Merkel, in cui le chiede che fare, e si veda ancora il penoso voto dei 5Stelle alla Von Der Leyen, vestale del liberismo targato Ue.
L’ordine è anche arrivato dagli Usa, che mal sopportavano questo laboratorio populista, aperto al sociale e disposto a guardare oltre rispetto a Washington (Russia, Cina, Venezuela). Qual era, del resto, il reale motivo del viaggio americano di Salvini, giusto appunto poco prima di dare il via allo psicodramma collettivo che è culminato nell’implosione gialloverde?
Alla fine, sia Salvini, sia Di Maio, sia Conte hanno tutti – sottolineo tutti – fatto in modo che l’esperienza gialloverde crollasse. Hanno con ciò rivelato che era esplosiva e incontrollabile per i padroni del vapore…

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