La Povertà dilaga in Germania… anche fra chi lavora!

di Matteo Corallo
Quali sono i punti oscuri della cosiddetta “locomotiva d’Europa”, che non vengono mai riportati dai media?
Quando da noi in Italia si sente parlare di Germania, la prima cosa che probabilmente si pensa è che si tratta in questo momento del paese più stabile in Europa. La disoccupazione è a livelli minimi, l’export vola oltre ogni record ed i gilet gialli finora non si sono visti. Quindi va tutto bene In verità, vi sono diversi punti oscuri all’interno della cosiddetta locomotiva d’Europa, che raramente vengono riportati sui nostri media.
Innanzitutto, stando a diverse statistiche interne, il numero di lavoratori impiegati con uno o più dei cosiddetti “mini jobs” ammonta a quasi 8 milioni di unità. Tradotto altrimenti: nella lista di chi un lavoro ce l’ha, vi sono quasi 8 milioni di persone che lavorano 15 ore alla settimana, per portarsi a casa la rilevante cifra di 450 euro al mese…

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Spagna: la povertà colpisce milioni di persone, nonostante la crescita

Vittime dell'austerità in Spagna

Nella Spagna che guida la “ripresa” dell’eurozona, la povertà non accenna a diminuire e anzi, diventata cronica, interessa sempre più parte della classe media, che si ritrova intrappolata nella condizione di working poor tra lavori precari e intermittenti e la disoccupazione.
Sicché, mentre il perimetro dello stato si riduce lasciando che le lacune del welfare vengano colmate da organizzazioni caritatevoli private, che alleviano la condizione di indigenza di persone un tempo benestanti, anche nella “Spagna in ripresa” strombazzata dai media mainstream appare sempre più evidente che questo sistema distrugge molti posti di lavoro, approfondendo le disuguaglianze in tempi di crisi, senza essere capace di ridurle in tempi di ripresa economica…

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