Turismofobia

di Eugenio Benetazzo
Esiste un modo di dire tipicamente inglese, ossia “life & knife”, in riferimento al tipo di vacanza che si desidera fare e condividere. Per spiegarvi questo gioco di parole all’inglese è necessaria tuttavia una premessa introduttiva.
Per l’italiano medio quando si pensa alle tanto sospirate vacanze estive, solitamente si immagina una qualche località costiera di turismo di massa, in cui si affitta un appartamento o una camera d’albergo praticamente a ridosso della spiaggia, in genere “first from the sea” o “primera linea de playa”.
Si tratta pertanto di una vacanza full immersion nella movida di una qualche località di balneazione, con il vantaggio di avere il mare e la sua spiaggia praticamente sotto casa, la possibilità di fare passeggiate sui vari lungomare disponibili e la disponibilità di molteplici attività di intrattenimento, svago e distrazione.
Questo è quello che in teoria ci si dovrebbe almeno aspettare. In pratica il quadro a consuntivo muta considerevolmente. La maggior parte degli italiani infatti si può permettere di andare in vacanza durante il mese di agosto o quando va bene nell’ultima settimana di luglio. Questo comporta che le tanto sognate località di mare, si trasformano durante tali periodi dell’anno in carnai umani a cielo aperto, in cui tutto quello che una vacanza dovrebbe offrire e dare rimane solo una effimera chimera…

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Il borgo di Belchite che Francisco Franco volle lasciare fantasma

Il Borgo di Belchite, vicino Saragozza, fu distrutto da una delle più cruente battaglie della guerra civile spagnola. I repubblicani fermarono il “Caudillo” (il dittatore Franco), che tuttavia a conflitto finito, vi costruì a fianco un nuovo villaggio, trasformando l’originale in un memoriale del suo trionfo. Oggi, a più di 40 anni dalla scomparsa del dittatore, è una delle “Ghost Town” più visitate.
Belchite è una piccola cittadina spagnola a una trentina di chilometri da Saragozza, che fu teatro, nell’agosto del 1937, di una cruenta battaglia tra fascisti e repubblicani e che culminò nella sua distruzione e in un immenso massacro. 
Potrebbe sembrare uno dei molti villaggi-fantasma, di quelli un tempo gloriosi e poi decaduti e via via abbandonati al loro destino e al loro degrado, sino al punto in cui paradossalmente la fatiscenza ha finito per restituir loro l’attrattiva di un tempo, se non addirittura ad accrescerla. Belchite, però, è un caso a parte…

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Spagna e Italia sotto attacco

di Cinzia Palmacci
Spagna e Italia sono finite nel mirino dell’agenda mondialista? La prima attraverso gli ultimi rigurgiti indipendentisti, l’Italia invece deve fronteggiare i pericoli che puntano diritti all’indebolimento dell’identità nazionale.
Se osserviamo quello che sta accadendo in questi ultimi periodi, pare proprio che sia l’Italia che la Spagna siano finite nel mirino dell’agenda mondialista. La Spagna, attraverso gli ultimi rigurgiti indipendentisti della Catalogna, che mirano a minare il governo nazionale di destra capeggiato da Mariano Rajoy, mentre l’Italia, almeno da quando ha una maggioranza di sinistra al potere, si è trovata più volte a dover fronteggiare pericoli che puntano diritti all’indebolimento dell’identità nazionale e allo svilimento delle sue potenzialità sotto tutti gli aspetti, primariamente quello economico e finanziario…

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Spagna: la povertà colpisce milioni di persone, nonostante la crescita

Vittime dell'austerità in Spagna

Nella Spagna che guida la “ripresa” dell’eurozona, la povertà non accenna a diminuire e anzi, diventata cronica, interessa sempre più parte della classe media, che si ritrova intrappolata nella condizione di working poor tra lavori precari e intermittenti e la disoccupazione.
Sicché, mentre il perimetro dello stato si riduce lasciando che le lacune del welfare vengano colmate da organizzazioni caritatevoli private, che alleviano la condizione di indigenza di persone un tempo benestanti, anche nella “Spagna in ripresa” strombazzata dai media mainstream appare sempre più evidente che questo sistema distrugge molti posti di lavoro, approfondendo le disuguaglianze in tempi di crisi, senza essere capace di ridurle in tempi di ripresa economica…

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