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Sacra Sindone: Storia, Veridicità e Significato di questa Affascinante Reliquia

di Daniele 9 (Daniele Penzo)
La Sacra Sindone, è il lenzuolo di lino che mostra l’immagine di un uomo compatibile con Cristo, che porta i segni dei maltrattamenti e delle torture inflitti ad un condannato a morte per crocifissione.

Secondo la Cristianità, questo è il sudario dove dopo essere stato cosparso di aloe e di mirra, fu avvolto il corpo di Gesù prima di essere deposto nel Santo Sepolcro, e nel quale dopo tre giorni è miracolosamente risuscitato.

Per la Fede Cristiana, la Sindone è dunque il sudario che avvolse il corpo di Cristo nel suo sepolcro, e durante la Risurrezione.

La Sacra Sindone è conservata nel Duomo di Torino, ed è stata oggetto di numerosi studi scientifici, storici e teologici, che hanno cercato di stabilirne l’origine e l’effettiva…

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“Leggenda Induista della verità nascosta nell’Uomo”

Ricerca della divinità interiore

Una vecchia leggenda Visnuista, narra di un tempo in cui tutti gli uomini erano potentissimi Dei, che però a causa del loro ego smisurato, abusarono della loro Potenza Divina, al punto di spingere Brahma, capo degli Dei, a prendere la decisione di togliere loro la scintilla divina, nascondendola dove non l’avrebbero mai trovata…
A questo punto sorse un grande dilemma: quale luogo aveva la caratteristica di essere così difficile da raggiungere, da risultare di conseguenza un ottimo nascondiglio? Le altre divinità, a questo punto, vennero riunite a consiglio per valutare il problema appena insorto e, dopo aver ragionato bene sulla questione, dissero: “Seppelliremo la divinità dell’uomo in fondo alla terra”. Brahma prontamente obbiettò: “No, non basta, perché l’uomo scaverà e la troverà”. Allora gli Dei risposero: “Bene, allora affonderemo la sua forza nell’oceano più profondo”. Ma Brahma si oppose ancora: “No, perché prima o poi l’uomo esplorerà le profondità di ogni oceano e la riporterà in superficie”. Allora gli dei minori conclusero: “Non sappiamo dove nasconderla, perché sembra che non ci sia alcun posto sulla terra o nel mare, dove l’uomo non potrebbe eventualmente raggiungerla”

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Cosa significa Sentire la propria Divinità?

di Caroline Mary Moore
Tempo fa una signora mi scrisse, dicendomi che non si sentiva più connessa alla sua “divinità” e che non sapeva più a cosa affidarsi. La sua incertezza mi ha fatto riflettere molto, a tal punto da chiedermi: con la nuova frequenza dell’Uno multidimensionale, cosa significa sentire la propria divinità?
Nell’occidente, stanno finendo i tempi in cui la religione era considerata l’unica via per incontrare il divino. Per molti oggi, il divino non è più qualcosa d’astratto, bensì riconoscibile ovunque e raggiungibile da qualunque persona desiderosa di sperimentarsi, magari applicandosi alla meditazione, vivendo più connessi alla natura, osservando un fiore, tenendo in mano una pietra, vale a dire, trovando il mistero nella semplice quotidianità.
Nel terzo millennio, quindi, volendo, è possibile incontrare il sacro senza l’interferenza di terzi. Tuttavia, anche se abbiamo eliminato i mediatori, essendo governati dall’illusione della separazione, dalla dualità fuori/dentro, abbiamo ancora bisogno di un metodo o una pratica per accedere al nostro centro. Ora chi è consapevole dell’innalzamento della frequenza della terra, è sollecitato a compiere una transizione importantissima: incarnare la totalità nell’ordinarietà della vita e soprattutto quando prende il sopravvento l’emotività…

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