La lezione dell’Impermanenza

Tutte le esistenze, gli oggetti, in una parola i fenomeni, sono manifestazioni momentanee, lampeggiamenti effimeri che durano soltanto per un momento, dato che scompaiono non appena comparsi, per essere seguiti da altri, altre esistenze e così via.
Impressionato dalla transitorietà e dall’incessante mutazione e trasformazione dei fenomeni, Gautama Buddha li considera forze, movimenti, sequenze e processi, adottando così una concezione dinamica della realtà. Il mutamento, il divenire, è la consistenza stessa della realtà.
Qualunque fenomeno abbia una causa deve perire, perché contiene in se stessa l’implicita necessità della dissoluzione. Nel mondo non c’è né permanenza né identità. Non vi è nulla di stabile, di duraturo e di permanente…

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“Leggenda Induista della verità nascosta nell’Uomo”

Ricerca della divinità interiore

Una vecchia leggenda Visnuista, narra di un tempo in cui tutti gli uomini erano potentissimi Dei, che però a causa del loro ego smisurato, abusarono della loro Potenza Divina, al punto di spingere Brahma, capo degli Dei, a prendere la decisione di togliere loro la scintilla divina, nascondendola dove non l’avrebbero mai trovata…
A questo punto sorse un grande dilemma: quale luogo aveva la caratteristica di essere così difficile da raggiungere, da risultare di conseguenza un ottimo nascondiglio? Le altre divinità, a questo punto, vennero riunite a consiglio per valutare il problema appena insorto e, dopo aver ragionato bene sulla questione, dissero: “Seppelliremo la divinità dell’uomo in fondo alla terra”. Brahma prontamente obbiettò: “No, non basta, perché l’uomo scaverà e la troverà”. Allora gli Dei risposero…

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