Quel “Mondo Nuovo” che ricorda il Mondo di oggi

di Nicola Porro
Aldous Huxley: “saranno le persone ad amare il loro stato di schiavitù”.
Dovete sapere che George Orwell fu un allievo di Aldous Huxley. L’autore de “Il Mondo nuovo” era infatti il suo insegnante di francese, nel 1917, a Eton. E una certa influenza delle opere del maestro sull’allievo, sono evidenti. Il rapporto si mantenne costante negli anni e nel 1949 (diciassette anni dopo la pubblicazione de “Il Mondo nuovo”), Orwell mandò una copia del suo libro fresco di stampa ad Huxley. Negli anni scorsi è spuntata una lettera del vecchio maestro sulle tesi di “1984”, una sorta di recensione. Se volete un po’ narcisistica: poiché tutto è rimandato a “Il Mondo nuovo”…

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70 anni dopo è ancora… “1984”

di Matthew Feeney
In un’epoca in cui un crescente autoritarismo degli stati è dilagante, dovremmo ricordare la lezione più importante di “1984”: “Lo stato può occupare la tua mente…”
Nell’ottobre del 1947, Eric Blair, conosciuto oggi con il suo pseudonimo George Orwell, scrisse una lettera al co-proprietario della casa editrice Secker & Warburg. In quella lettera, Orwell affermò che si trovava all’ultimo giro di bozze di un romanzo, che descriveva come “un pasticcio terribile”.
Orwell si era stabilito sull’isola scozzese del Giura per finire il romanzo che completò l’anno successivo, trasformando il suo “pasticcio più terribile” in “1984”, uno dei romanzi più importanti del 20° secolo. Pubblicato nel 1949, il romanzo compie 70 anni quest’anno. L’anniversario offre l’opportunità di riflettere sul significato del romanzo e sulla sua lezione più preziosa… ma a volte trascurata.
La lezione principale di “1984” non è “La sorveglianza persistente è cattiva” o “I governi autoritari sono pericolosi”. Queste sono affermazioni vere, ma non rappresentano il messaggio più importante. “1984” è un romanzo che può essere usato dai governi per soggiogare e offuscare e dai cittadini per resistere all’oppressione. “Lo stato vuole dominare la tua coscienza e controllare i tuoi pensieri” è sicuramente il messaggio principale del romanzo…

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Siamo al Ministero della Verità, come in “1984” di Orwell!

Siamo al ministero della Verità, come in “1984” di Orwell!

Intervista di Silvia Truzzi 
Bufale web… informazione da controllare? Siamo come in ‘1984’ di Orwell, al Ministero della Verità.
Silvia Truzzi intervista Vladimiro Giacché – economista, filosofo e firma del Fatto Quotidiano – che nel 2008 ha scritto: “La fabbrica del falso. Strategie della menzogna nella politica contemporanea”. Il libro ha avuto due successive edizioni, l’ultima ad aprile di quest’anno, ma come spiega l’autore, “l’ho solo aggiornato, non ho dovuto cambiare la struttura. Le cose stanno così: c’è un tentativo di far passare pseudo verità come fatti oggettivi”

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