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Il Più Grande Inganno del “Diavolo” è Far Credere al Mondo… che Lui Non Esiste!

di Gabriele Sannino
Il più grande inganno della cultura materialista contemporanea è farti credere che esiste solo ciò che vedi, che puoi toccare, gustare o udire.
È un inganno COLOSSALE, perché tantissime cose che non vediamo esistono, sono addirittura vitali per noi, due fra tutte l’aria o l’energia. Solo perchè una cosa non la vedi, infatti, non vuol dire che non esiste!
Un tempo l’umanità si affidava a FALSE religioni piene di contraddizioni… per assicurarsi la felicità e un posto al sole, qui o altrove: ebbene, anche queste religioni dovevano controllare l’uomo, burattinando la sua coscienza con una serie infinite di false regole… che rendevano infelici e insoddisfatte le persone, questo perché tutte queste dottrine, alla base, non esistevano per farci EVOLVERE ma solo per CONTROLLARE la nostra evoluzione. Erano i CANCELLI verso la nostra vera liberazione, mentale e fisica…

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Non Credere, Non Obbedire, Non Combattere

di Alberto Conti
Stiamo parlando di come comportarsi nei confronti del protagonista di questi tempi bui, proprio lui, “satana in persona”, che è un modo di dire per riferirsi al male in senso mitologico, o forse anche ontologico, oltre che religioso. Il diavolo non è una persona, è piuttosto parte variabile, spesso nascosta, di ogni persona, il lato oscuro dell’essere, il cui fine ultimo è il non essere.
Viviamo in società organizzate, e dove c’è organizzazione c’è gerarchia, che si traduce praticamente in catene di comando. Il male si amplifica così, sfruttando il comando, al quale non si può disobbedire, pena l’espulsione dal sistema, cioè la morte civile.
È tale il terrore di non essere accettati dal sistema che si arriva al massimo della violenza su sé stessi: credere alle menzogne evidenti, obbedire ad ordini disumani, combattere tutti contro tutti, in continue guerre fratricide tra poveri. In definitiva, tradire sé stessi e gli altri. E così facendo rendersi volontariamente poveri di spirito, pur di non diventare poveri di soldi, cioè di non essere privati di quell’energia virtuale che il sistema impone a chiunque per poter vivere al proprio interno, accettandone tutto, anche l’irricevibile, che di questa obbedienza si alimenta…

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Non sei un loro simile

di ZeRo
Ho passato anni come un umano in borghese, gironzolando curiosamente in mezzo agli umani che sognavano fantasie spirituali sul divenire ciò che già erano.
Sapevo che ero nettamente diverso da loro. Sapevo che ci separava un abisso invalicabile, loro non erano come me, né io ero come loro… non ero più uno di loro, non ero un loro simile.
Sapevo che ero in grado di comunicare con loro solo nel senso più superficiale del termine. La mia comunicazione con loro si basava su ricordi che oramai erano in rapida dissolvenza: la loro lingua e le loro abitudini mi erano completamente estranee, a tal punto da sentirmi in imbarazzo – per loro, non per me – anche nelle circostanze più comuni. Sentivo il loro imbarazzo, lo stesso imbarazzo che un bruco prova di fronte ad una farfalla…

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