Margherita Boniver: «Ci linciarono perchè Craxi provò a salvare Moro»

Margherita Boniver racconta i giorni di prigionia di Aldo Moro, vissuti dalla sede del Psi.
Aldo Moro fu l’unico cittadino italiano per il quale lo Stato non trattò la liberazione. Noi socialisti fummo gli unici a mettere in campo un tentativo concreto per cercare di salvarlo e lo Stato ha molte colpe in questa tragedia. Margherita Boniver, presidente della fondazione Craxi e membro del Psi all’epoca del sequestro Moro, ricostruisce i lunghi giorni del sequestro e l’affanno di Bettino Craxi nel cercare una strada di dialogo tra Istituzioni e brigatisti.
Lei parlò con Bettino Craxi durante il sequestro Moro?
Sì, perchè Craxi mi chiese di coinvolgere Amnesty International nel disperato tentativo di salvare la vita di Moro. All’epoca, infatti, ero presidente della sezione italiana dell’associazione, che avevo costituito nel 1973. Per farlo, mi recai più volte a Londra per parlare con l’allora segretario generale, Martin Ennals: Amnesty International si occupava di “prigionieri di coscienza” e prigionieri politici ma la sezione italiana per Statuto non avrebbe potuto occuparsi di casi italiani. Questa era la regola, per mantenere integra l’apartiticità e l’imparzialità di un’associazione molto rigorosa e molto attiva. Ennals non solo conosceva Moro, ma valutò la situazione talmente drammatica da decidere di diramare un fortissimo appello rivolto ai terroristi, affinchè liberassero senza condizioni e incolume lo statista…

Vai all’articolo

HAI MAI DATO UN'OCCHIATA ALLA NOSTRA SEZIONE DEI LIBRI SUPER-SCONTATI?

Ex Consigliere di Stato USA: “Ecco perché abbiamo ucciso Aldo Moro”  

Ritrovamento corpo di Aldo Moro

di Gianni Lannes
“La decisione di far uccidere Moro non venne presa alla leggera. Ne discutemmo a lungo, perché a nessuno piace sacrificare delle vite. Ma Cossiga mantenne ferma la rotta e così arrivammo a una soluzione molto difficile, soprattutto per lui…”
“Con la sua morte impedimmo a Berlinguer di arrivare al potere e di evitare così la destabilizzazione dell’Italia e dell’Europa».
Così parlò nel 2006 Steve Pieczenik – il consigliere di Stato USA, chiamato al fianco di Francesco Cossiga per risolvere la condizione di crisi – in un’intervista pubblicata in Francia dal giornalista Emmanuel Amara, nel libro “Nous avons tué Aldo Moro”.
Ancora prima, il 16 marzo del 2001, in una precedente dichiarazione rilasciata a “Italy Daily”, lo stesso Pieczenik disse che il suo compito per conto del governo di Washington era stato…

Vai all’articolo