Ex Consigliere di Stato USA: “Ecco perché abbiamo ucciso Aldo Moro”  

di Gianni Lannes

“La decisione di far uccidere Moro non venne presa alla leggera. Ne discutemmo a lungo, perché a nessuno piace sacrificare delle vite. Ma Cossiga mantenne ferma la rotta e così arrivammo a una soluzione molto difficile, soprattutto per lui…”

Ritrovamento corpo di Aldo Moro“Con la sua morte impedimmo a Berlinguer di arrivare al potere e di evitare così la destabilizzazione dell’Italia e dell’Europa».

Così parlò nel 2006 Steve Pieczenik – il consigliere di Stato USA, chiamato al fianco di Francesco Cossiga per risolvere la condizione di crisi – in un’intervista pubblicata in Francia dal giornalista Emmanuel Amara, nel libro “Nous avons tué Aldo Moro”.

Ancora prima, il 16 marzo del 2001, in una precedente dichiarazione rilasciata a “Italy Daily”, lo stesso Pieczenik disse che il suo compito per conto del governo di Washington era stato quello «…di stabilizzare l’Italia in modo che la Dc non cedesse. La paura degli americani era che un cedimento della Dc avrebbe portato consenso al Pci, già vicino a ottenere la maggioranza. In situazioni normali, nonostante le tante crisi di governo, l’Italia era sempre stata saldamente in mano alla Dc. Ma adesso, con Moro che dava segni di cedimento, la situazione era a rischio. Venne pertanto presa la decisione di non trattare. Politicamente non c’era altra scelta. Questo però significava che Moro sarebbe stato giustiziato. Il fatto è che lui non era indispensabile ai fini della stabilità dell’Italia».

Libri e varie...

La storia di Igor Markevic. Un direttore d'orchestra nel caso Moro

di Giovanni Fasanella, Giuseppe Rocca

LA STORIA DI IGOR MARKEVIC. UN DIRETTORE D'ORCHESTRA NEL CASO MORO
di Giovanni Fasanella,
                    Giuseppe Rocca

Il caso Moro continua a far parlare di sé perché ancora troppe verità sono state negate. Questo libro prova a offrire una pista inedita eppure ampiamente verificata attraverso le storie di personaggi in apparenza lontani, in realtà collegati dalla medesima catena di eventi. Seguendo la storia del direttore d'orchestra Igor Markevic e dei grandi personaggi del Novecento (Cocteau, Berenson, Nizinskij, Nabokov, Chaplin, Béjart, Ben-Gurion, Vlad), si intravede un filo rosso che dalla Parigi degli anni Trenta arriva dritto fino all'omicidio Moro, passando per salotti brulicanti di spie, diplomatici internazionali, avventurieri, regine della mondanità e regine vere, grandi massoni e banchieri, politici potenti e faccendieri. Francia, Stati Uniti, Unione Sovietica, Israele, Inghilterra, Spagna, e finalmente l'Italia, Firenze e Roma. Qui la storia di Markevic si incrocia con quella della famiglia Caetani e del loro palazzo. Qui è stato trovato il cadavere di Aldo Moro. Secondo Giovanni Pellegrino, presidente della Commissione stragi, e sulla base dell'indagine condotta dai due autori, proprio Markevic potrebbe essere l'intermediario delle trattative tra Brigate rosse e servizi segreti di vari paesi che avvennero in quei drammatici giorni per la liberazionedi Moro. L'autopsia rivelò che lo statista fu praticamente ucciso sul posto, perciò la sua ultima prigione doveva trovarsi a non più di cinquanta metri....

Chi ha ammazzato l'agente Iozzino? Lo Stato in via Fani

di Carlo D'Adamo

CHI HA AMMAZZATO L'AGENTE IOZZINO? LO STATO IN VIA FANI
di Carlo D'Adamo

Roma, 16 marzo 1978, via Mario Fani. Il presidente della Democrazia Cristiana, l'onorevole Aldo Moro, viene sequestrato e i cinque uomini della sua scorta freddamente trucidati. Studiando attentamente le fotografie di tre automobili presenti quella mattina sul luogo dell'agguato, e incrociando i dati del Pubblico Registro Automobilistico con quelli catastali, con quelli delle Camere di Commercio e quelli emersi dalle inchieste indipendenti - nonché intervistando i testimoni ancora vivi disponibili a rispondere alle sue domande - l'autore ha ricostruito con pazienza e lucidità la presenza dello Stato sulla scena del crimine prima, durante e dopo la strage e il rapimento. Un libro-inchiesta che, partendo dalla domanda: "Chi ha ammazzato l'agente Iozzino?", muove un passo avanti nella ricerca della verità. Di tutta la verità, e non solo degli scampoli di volta in volta somministrati ai cittadini ad ogni anniversario, nella costante opera di propaganda e depistaggio ancora in atto....

Chi ha ammazzato l'agente Iozzino? Lo Stato in via Fani

di Carlo D'Adamo

CHI HA AMMAZZATO L'AGENTE IOZZINO? LO STATO IN VIA FANI
di Carlo D'Adamo

Roma, 16 marzo 1978, via Mario Fani. Il presidente della Democrazia Cristiana, l'onorevole Aldo Moro, viene sequestrato e i cinque uomini della sua scorta freddamente trucidati. Studiando attentamente le fotografie di tre automobili presenti quella mattina sul luogo dell'agguato, e incrociando i dati del Pubblico Registro Automobilistico con quelli catastali, con quelli delle Camere di Commercio e quelli emersi dalle inchieste indipendenti - nonché intervistando i testimoni ancora vivi disponibili a rispondere alle sue domande - l'autore ha ricostruito con pazienza e lucidità la presenza dello Stato sulla scena del crimine prima, durante e dopo la strage e il rapimento. Un libro-inchiesta che, partendo dalla domanda: "Chi ha ammazzato l'agente Iozzino?", muove un passo avanti nella ricerca della verità. Di tutta la verità, e non solo degli scampoli di volta in volta somministrati ai cittadini ad ogni anniversario, nella costante opera di propaganda e depistaggio ancora in atto....

Abbiamo ucciso Aldo Moro. Dopo 30 anni un protagonista esce dall'ombra

di Emmanuel Amara

ABBIAMO UCCISO ALDO MORO. DOPO 30 ANNI UN PROTAGONISTA ESCE DALL'OMBRA
di Emmanuel Amara

"La decisione di far uccidere Moro non venne presa alla leggera. Ne discutemmo a lungo, perché a nessuno piace sacrificare delle vite. Ma Cossiga mantenne ferma la rotta e così arrivammo a una soluzione molto difficile, soprattutto per lui. Con la sua morte impedimmo a Berlinguer di arrivare al potere e di evitare così la destabilizzazione dell'Italia e dell'Europa". Così racconta Steve Pieczenik, il consigliere americano chiamato al fianco di Francesco Cossiga per risolvere lo stato di crisi. Una figura chiave del caso Moro rompe il silenzio tenuto per 30 anni e rivela, in un'intervista inedita, le terribili verità di quei 55 giorni che hanno cambiato la storia d'Italia, direttamente dalle stanze del ministero degli Interni. Un libro di testimonianze e rivelazioni dei protagonisti del caso Moro....

La Fabbrica del Terrore

Versione nuova

di Webster Griffin Tarpley

LA FABBRICA DEL TERRORE
Versione nuova
di Webster Griffin Tarpley

Leggere queste pagine significa affacciarsi su un incubo. Gli Stati Uniti sono in mano a un gruppo di pericolosi sovvertitori della pace mondiale. Né il "New York Times", né il "Washington Post" hanno recensito il libro. Si presume che non lo faranno nemmeno i grandi giornali italiani. Che, infatti, hanno tutti mentito sull'11 settembre.
 Giulietto Chiesa, parlamentare europeo e giornalista
  
 Con gran rammarico, concludo che questo libro di Tarpley è il più forte tra gli oltre 770 libri da me recensiti su Amazon, quasi tutti di saggistica. Devo concludere chel'11/9 è stato come minimo lasciato accadere come casus belli […]. Questo libro è, senza dubbio, il principale testo di riferimento moderno sul terrorismo di Stato, e anche il testo dove si suggerisce nel modo più puntuale che gli elementi canaglia nel governo USA […] sono i più colpevoli di terrorismo di Stato […] È innegabile che il Governo USA ha voluto uccidere i suoi stessi cittadini e ha voluto costruire attacchi per mobilitare l'opinione pubblica.
 Robert D. Steele, ex alto ufficiale della Marina USA e spia della CIA, da sempre repubblicano, imprenditore e teorico dell'Intelligence e docente alla Marine Corps University.
È recensore n. 1 della non-fiction di Amazon.com
  
 Arrivato alla quarta edizione negli Stati Uniti, La Fabbrica del Terrore è un libro che compie un salto di qualità nelle indagini alternative sull'11/9 e sugli altri atti di terrorismo che hanno scosso il mondo negli ultimi anni: dopo le denunce delle molte incongruenze presenti nelle versioni ufficiali, Webster Tarpley offre una ricostruzione riccamente documentata sull'azione dei servizi segreti e dei loro mandanti nel perseguire interessi strategici ben precisi.
 Franco Cardini, storico, docente all'Università di Firenze
  
 Tarpley ha creato un genere del tutto nuovo […] paragonando le tecniche utilizzate dalle agenzie di Intelligence statunitensi nella creazione dell'11/9 e i metodi usati in passato dall'Intelligence USA. […] Si continuerà a tornare su questo libro per sollevare nuove domande lungo questa linea d'indagine.
 Thierry Meyssan, ex segretario nazionale dei radicali di sinistra francesi.
 Presidente del "Réseau Voltaire", autore dei bestseller L'Incredibile Menzogna e Il Pentagate
  
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La repubblica delle stragi impunite

I documenti inediti dei fatti di sangue che hanno sconvolto il nostro paese

di Ferdinando Imposimato

EBOOK - LA REPUBBLICA DELLE STRAGI IMPUNITE
I documenti inediti dei fatti di sangue che hanno sconvolto il nostro paese
di Ferdinando Imposimato

La storia recente dell’Italia è attraversata da una lunga linea rossa, che va dalla bomba di Piazza Fontana alle morti di Falcone e Borsellino. Terribili eccidi di persone innocenti, sacrificate a trame segrete e oscure ragioni di Stato. Stragi ancora impunite, che hanno avvelenato il clima politico e sociale del nostro Paese e aumentato la sfiducia del popolo italiano verso le istituzioni.
 Ferdinando Imposimato – giudice da sempre in prima linea, che durante la sua carriera ha indagato su alcune delle pagine più drammatiche della parabola repubblicana – ricostruisce, con documenti inediti e una originale visione d’insieme, i fatti di sangue orditi da terroristi di destra e di sinistra, servizi segreti deviati, bande armate. Un’analisi lucida ed efficace, che non può non sollevare degli angoscianti interrogativi: quale ruolo ha avuto la politica nella stagione delle stragi di Stato? Perché alcuni uomini delle istituzioni hanno favorito quelle menti criminali? Quale collegamento esisteva tra la strategia della tensione e Gladio, tra gli americani e gli attentati che hanno drammaticamente caratterizzato gli anni di piombo e quelli a seguire? Premio Roma 2013 per la saggistica Una rivoluzionaria indagine sulle pagine più oscure della storia italiana «Le verità d’Italia oltre i tribunali: il saggio di Ferdinando Imposimato, un nobile tributo alla memoria.» Antonio Ferrari, Corriere della Sera
 «Tiene col fiato sospeso perché sai che stai partecipando a un segmento della Storia della Repubblica che avviene adesso, mentre leggi, mentre vorresti entrare nel corteo che chiede finalmente legalità.» Furio Colombo, Il Fatto Quotidiano
 «Riesce a offrire una visione d’insieme di quanto accaduto, grazie a una vasta documentazione finora inedita.» Silvana Mazzocchi, la Repubblica
 Ferdinando Imposimato È nato nel 1936, avvocato penalista, magistrato, è Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione. È stato giudice istruttore in alcuni dei più importanti casi di cronaca degli ultimi anni, tra cui il rapimento di Aldo Moro, l’omicidio di Vittorio Bachelet, l’attentato a Giovanni Paolo II. Grand’ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica italiana, ha ricevuto diverse onorificenze in patria e all’estero per il suo impegno civile. È stato anche senatore, prima nelle liste del PDS e poi del PD. È autore di numerosi saggi, tra cui ricordiamo Vaticano. Un affare di Stato e, con Sandro Provvisionato, Doveva morire e Attentato al Papa. La Repubblica delle stragi impunite ha vinto il Premio Roma 2013 per la saggistica. ...

Queste dichiarazioni di un esponente ufficiale del governo statunitense (assistente del segretario di Stato sotto Kissinger, Vance, Schultz, Baker) sono di dominio pubblico da tempo. Il 9 marzo 2008, sono state riportate anche dal quotidiano “La Stampa” (“Ho manipolato le br per far uccidere Moro”) e non sono mai state smentite né da Cossiga né Andreotti.

Kissinger e Napolitano al QuirinaleMa allora, come mai la magistratura italiana, ovvero la procura della Repubblica di Roma, non ha mai convocato Steve Pieczenik? Proprio Pieczenik nei primi anni Settanta fu chiamato da Henry Kissinger a lavorare come consulente presso il ministero degli Esteri, con l’approvazione di Nixon. Quel Kissinger che aveva minacciato di morte Aldo Moro e che, ai giorni nostri, è stato ricevuto come se niente fosse da Giorgio Napolitano, quello eletto da onorevoli illegittimi, che ha piazzato ben tre governi abusivi, ossia Monti, Letta, Renzi (sentenza della Corte costituzionale numero 1 del gennaio 2014) che il popolo “sovrano” non ha votato.

L’ex vicepresidente del CSM ed ex vicesegretario della Democrazia Cristiana, Giovanni Galloni, il 5 luglio 2005, in un’intervista rilasciata alla trasmissione NEXT di Rainews24, disse che poche settimane prima del rapimento, Moro gli confidò, discutendo della difficoltà di trovare i covi delle BR, di essere a conoscenza del fatto che sia i servizi americani che quelli israeliani avevano degli infiltrati nelle BR, ma che gli italiani non erano tenuti al corrente di queste attività che sarebbero potute essere d’aiuto nell’individuare i covi dei brigatisti.

Galloni sostenne anche che vi furono parecchie difficoltà a mettersi in contatto con i servizi statunitensi durante i giorni del rapimento, ma che alcune informazioni potevano tuttavia essere arrivate dagli USA: «Pecorelli scrisse che il 15 marzo 1978 sarebbe accaduto un fatto molto grave in Italia e si scoprì dopo, che Moro doveva essere rapito il giorno prima (…). L’assassinio di Pecorelli potrebbe essere stato determinato dalle cose che il giornalista era in grado di rivelare».

Lo stesso Galloni aveva già effettuato dichiarazioni simili, durante un’audizione alla Commissione Stragi il 22 luglio 1998, in cui affermò anche che durante un suo viaggio negli USA del 1976 gli era stato fatto presente che, per motivi strategici (il timore di perdere le basi militari su suolo italiano, che erano la prima linea di difesa in caso di invasione dell’Europa da parte sovietica) gli Stati Uniti erano contrari ad un governo aperto ai comunisti come quello a cui puntava Moro: «Quindi, l’entrata dei comunisti nel Governo o nella maggioranza era una questione strategica, di vita o di morte, “life or death”… come dissero, per gli Stati Uniti d’America, perché se fossero arrivati i comunisti al Governo in Italia, sicuramente loro sarebbero stati cacciati da quelle basi e questo non lo potevano permettere a nessun costo. Qui si verificavano le divisioni tra colombe e falchi. I falchi affermavano in modo minaccioso che questo non lo avrebbero mai permesso, costi quel che costi, per cui vedevo dietro questa affermazione colpi di Stato, insurrezioni e cose del genere».

La prigione di Aldo Moro, nel cuore di Roma, ovvero nel quartiere ebraico, ad un soffio da via Caetani dove il 9 maggio 1978, fu ritrovato il corpo senza vita dello statista, era ben nota al governo di allora (Cossiga e Andreotti). Il 16 marzo 1978, la strage di via Fani fu compiuta da uomini dei servizi segreti italiani. Era presente in loco il colonnello Guglielmi. Quei cosiddetti brigatisti rossi non sapevano neanche tenere in mano un’arma giocattolo, figuriamoci sparare con armi vere e assassinare due carabinieri e tre poliziotti. Mai come allora, gli apparati di cosiddetta sicurezza italian, unitamente alle forze dell’ordine, mostrarono una così grande inettitudine voluta.

I brigatisti grazie a una trattativa segreta con lo Stato tricolore sono oggi tutti liberi. Come se la spassano adesso Valerio Morucci (vari ergastoli), Mario Moretti (condannato a 6 ergastoli) e Barbara Balzerani? A proposito: le carte sulla vicenda Moro, in barba alla legge vigente, sono ancora sottoposte all’impermeabile segreto di Stato, nonostante i proclami propagandistici di Renzi.

Anche per questo siamo una colonia a stelle e strisce, un’Italietta delle banane eterodiretta dall’estero, a sovranità inesistente.

Articolo di Gianni Lannes

Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2015/03/il-governo-usa-abbiamo-ucciso-aldo-moro.html

Libri e varie...

Trame Atlantiche

Storia della loggia massonica segreta P2

di Sergio Flamigni

TRAME ATLANTICHE
Storia della loggia massonica segreta P2
di Sergio Flamigni

Nel cuore del potere occulto
  1 Marzo 1981, il giudice istruttore del Tribunale di Milano Giuliano Turone firma una comunicazione giudiziaria e ordini di perquisizioni domiciliari a carico del massone Litio Gelli.
 Gelli è indiziato del reato estorsione continuata in concorso con Michele Sindona, Giuseppe Miceli Crimi, Joseph Macaluso, John Cambino, Piersandro Magnoni e I magistrati Turone e Gherardo Colombo sono titolari dell'inchiesta....
 
 - I. LA LOGGIA SCOPERCHIATA: Nel cuore del potere occulto  - Terremoto nel Palazzo
 - II. MASSONI E GOLPISTI: Fratelli all'orecchio - Operazione Tota Tora -  Piduisti, spie e neo-fascisti
 - III. LA P2 NELLA STRATEGIA DELLA TENSIONE: La Rosa dei venti - La Fenice di Ordine nuovo - La trama piduista
 - IV. TRAME E RICATTI ALL'OMBRA DEL GRANDE ORIENTE: Protezione per gli occulti - I tentacoli eversivi - Maestro venerabile
 - V. IL PIANO DI RINASCITA: Lo Schema R - Corruzione e infiltrazione - La dura regola del silenzio
 - VI. IL FINANZIERE VENUTO DAL NULLA: Finanza, politica, Chiesa e mafia: Michele Sindona - Fratelli d'Italia e compari d'America - Onorata società Sindona-Andreotti
 - VII. L'ASSALTO AI MASS MEDIA: La Rizzoli della P2 - Piduisti in via Solferino - Tessera P2 1816, codice E.19.78
 - VIII. LA TRAMA PIDUISTA DA MORO A PECORELLI: Il Viminale della P2 - Chi tocca, muore - La trama atlantica
 - IX. I MERCANTI DI SAN PIETRO: La banca dei preti: il Banco ambrosiano di Roberto Calvi - La Loggia di San Pietro - Sotto il ponte dei Frati neri
 - X. FIAMME GIALLE, PETROLIO E TANGENTI: Il primo scandalo dei petroli - Lo scandalo Eni-Petromin
 - XI. LA PIRAMIDE SUPERIORE: Massomafia, Montecarlo-Palermo - La piramide superiore
 - XII. UNO STATO NELLO STATO: L''emergenza morale
 - APPENDICE: Il testo del Piano di rinascita, e l'elenco dei 962 affiliati alla P2....

La storia di Igor Markevic. Un direttore d'orchestra nel caso Moro

di Giovanni Fasanella, Giuseppe Rocca

LA STORIA DI IGOR MARKEVIC. UN DIRETTORE D'ORCHESTRA NEL CASO MORO
di Giovanni Fasanella,
                    Giuseppe Rocca

Il caso Moro continua a far parlare di sé perché ancora troppe verità sono state negate. Questo libro prova a offrire una pista inedita eppure ampiamente verificata attraverso le storie di personaggi in apparenza lontani, in realtà collegati dalla medesima catena di eventi. Seguendo la storia del direttore d'orchestra Igor Markevic e dei grandi personaggi del Novecento (Cocteau, Berenson, Nizinskij, Nabokov, Chaplin, Béjart, Ben-Gurion, Vlad), si intravede un filo rosso che dalla Parigi degli anni Trenta arriva dritto fino all'omicidio Moro, passando per salotti brulicanti di spie, diplomatici internazionali, avventurieri, regine della mondanità e regine vere, grandi massoni e banchieri, politici potenti e faccendieri. Francia, Stati Uniti, Unione Sovietica, Israele, Inghilterra, Spagna, e finalmente l'Italia, Firenze e Roma. Qui la storia di Markevic si incrocia con quella della famiglia Caetani e del loro palazzo. Qui è stato trovato il cadavere di Aldo Moro. Secondo Giovanni Pellegrino, presidente della Commissione stragi, e sulla base dell'indagine condotta dai due autori, proprio Markevic potrebbe essere l'intermediario delle trattative tra Brigate rosse e servizi segreti di vari paesi che avvennero in quei drammatici giorni per la liberazionedi Moro. L'autopsia rivelò che lo statista fu praticamente ucciso sul posto, perciò la sua ultima prigione doveva trovarsi a non più di cinquanta metri....

Sistema Massonico e Ordine della Rosa Rossa - Vol. 2

Il conflitto tra Massoneria, Vaticano e Rosacroce per il controllo spirituale della società

di Paolo Franceschetti

SISTEMA MASSONICO E ORDINE DELLA ROSA ROSSA - VOL. 2  - LIBRO
Il conflitto tra Massoneria, Vaticano e Rosacroce per il controllo spirituale della società
di Paolo Franceschetti

Continua l'analisi in materia di massoneria, Chiesa cattolica, e sistema in cui viviamo.
 Questo libro è il punto di osservazione privilegiato per capire cosa c'è realmente dietro le vicende di sangue, trattate dai media come normali casi di cronaca nera.

 In realtà le notizie "ufficiali" occultano le feroci lotte politiche e culturali tra centri di potere riconducibili, ancora una volta, alla Chiesa Cattolica o alla Massoneria, due facce della stessa medaglia, di cui l'una non potrebbe esistere senza l'altra.
 Tra le vicende giudiziarie analizzate in questo volume (per trovare la conclusione nel terzo volume) c'è la vicenda delle Bestie di Satana.
Paolo Franceschetti, nel corso delle sue ricerche come legale di Paolo Leoni e di Nicola Sapone (considerati i leader della setta) è arrivato a scoprire che i ragazzi coinvolti nella vicenda sono quasi tutti innocenti, mentre i colpevoli veri dovrebbero essere cercati altrove, ai vertici dello Stato.
 .... e molto altro!
 Le lacrime che dai nostri occhi
Vedrete sgorgare
Non crediatele mai
Segni di disperazione
Promessa sono solamente
Promessa di lotta.
Alekos Panagulis
 Prefazione In questo secondo volume prosegue l'analisi dell'omicidio massonico, ma la ricerca diventa sempre più complessa, perché la storia della massoneria si intreccia con quella della Chiesa Cattolica e con la figura di Gesù, attorno alla quale le due organizzazioni si sono fatte una guerra spietata.
 Si arriva quindi a capire come Massoneria e Chiesa Cattolica siano due facce della stessa medaglia, di cui l'una non potrebbe esistere senza l'altra.
 Si approfondisce anche la storia del Cristianesimo, evidenziando la lotta perpetrata nei secoli per nascondere la verità su molti aspetti della storia di Gesù, con i tentativi, da parte dei rosacroce e delle società segrete, di preservarne la realtà storica e spirituale.
 Tra le vicende giudiziarie che in questo volume iniziano a delinearsi (per trovare la conclusione nel terzo volume) c'è la vicenda delle Bestie di Satana.
 L'autore, nel corso delle sue ricerche come legale di Paolo Leoni e di Nicola Sapone (considerati i leader della setta), è arrivato a scoprire che i ragazzi coinvolti nella vicenda sono quasi tutti innocenti, mentre i colpevoli veri dovrebbero essere cercati altrove, ai vertici dello stato.
 Trattandosi di una vicenda giudiziaria tra le più importanti al mondo in tema di satanismo (insieme alla vicenda Manson in America del 1969), essa è stata il punto di osservazione privilegiato per capire come dietro alle vicende di sangue che vengono trattate dai media come normali casi di cronaca nera, ci siano in realtà feroci lotte politiche o culturali tra centri di potere riconducibili, ancora una volta, alla Chiesa Cattolica o alla Massoneria.
 Indice Prefazione
 
 - Dante templare, Massone, Rosacrociano, Eretico, Anticattolico e incompreso
 - Islam e Occidente: le probabili ragioni di un conflitto inesistente
 - Una Bomber: la mano di Gladio?
 - 25 anni in mezzo alla legge e al delitto
 - Riflessioni per un mondo migliore
 - 17 omicidi (non) per caso: i misteri di Donato Bilancia
 - Rino Gaetano: alcune "coincidenze" attorno alla sua morte
 - I Black Block al G8 di Genova: chi erano e che cosa volevano realmente
 - L'assassinio di Osho: perchè si uccide un leader spirituale
 - I Misteri del Mostro di Firenze raccontati da Michele Giuttari
 - Il nome della rosa e i misteri della Rosa Rossa
 - I molti interrogativi sulla morte di Pietro Taricone
 - L'omicidio massonico Parte V: i parenti delle vittime
 - I Servizi Segreti nell'ambito dei 3 poteri di Stato
 - Sarah Scazzi Show
 - Il mistero della morte di Stieg Larsson
 - La vicenda di Sarah Scazzi e il Telefilm "RIS Roma"
 - L'omicidio di Luigi Tenco
 - Costituzione, diritto al lavoro e sistema massonico
 - Introduzione allo studio del simbolismo (e alla comprensione di Gelli, Saviano, e Ruby Rubacuori)
 - Questione Ebraica, Complotto giudaico-massonico e omicidio rituale contemporaneo
 - Il Mostro di Firenze: il terzo livello
 - Perchè fu rapito Aldo Moro
 - La Primavera del Botticelli e i delitti del Mostro di Firenze
 - L'omicidio massonico Parte VI: L'omicidio dei bambini
 - L'omicidio massonico Parte VII: come si occulta la verità
 - La fine dei templari: una ricostruzione diversa
 - La golden dawn, la letteratura horror e la realtà
 - Sacrifici umani. Testimonianze di sopravvissuti
 - Che fine fanno i 100.000 bambini l'anno che scompaiono
 - Come ti distruggo il magistrato comodo
 - L'omicidio massonico Parte VIII: lo schema generale dei vari delitti
 - L'omicidio rituale della Chiesa Cattolica (parte prima)
 - A che cosa serve la crisi finanziaria (Parte III)...

Abbiamo ucciso Aldo Moro. Dopo 30 anni un protagonista esce dall'ombra

di Emmanuel Amara

ABBIAMO UCCISO ALDO MORO. DOPO 30 ANNI UN PROTAGONISTA ESCE DALL'OMBRA
di Emmanuel Amara

"La decisione di far uccidere Moro non venne presa alla leggera. Ne discutemmo a lungo, perché a nessuno piace sacrificare delle vite. Ma Cossiga mantenne ferma la rotta e così arrivammo a una soluzione molto difficile, soprattutto per lui. Con la sua morte impedimmo a Berlinguer di arrivare al potere e di evitare così la destabilizzazione dell'Italia e dell'Europa". Così racconta Steve Pieczenik, il consigliere americano chiamato al fianco di Francesco Cossiga per risolvere lo stato di crisi. Una figura chiave del caso Moro rompe il silenzio tenuto per 30 anni e rivela, in un'intervista inedita, le terribili verità di quei 55 giorni che hanno cambiato la storia d'Italia, direttamente dalle stanze del ministero degli Interni. Un libro di testimonianze e rivelazioni dei protagonisti del caso Moro....

Questi fantasmi. Il primo mistero del caso Moro

di Gianremo Armeni

QUESTI FANTASMI. IL PRIMO MISTERO DEL CASO MORO
di Gianremo Armeni

La mattina del 16 marzo 1978, un testimone oculare si presentò agli inquirenti sostenendo di aver assistito all'intero svolgimento della strage di via Fani. Riferì una serie di dettagli, tra cui una diapositiva, esclusiva rispetto alla memoria visiva del resto dei passanti perché riprendeva l'ultimo frammento del rapimento. Quella rivelazione suscitò subito un gran clamore, e non fu mai posta in discussione perché ad autenticarla intervennero una sentenza della magistratura e le pagine di storia. In quella scena finale, secondo il racconto del teste più noto di tutto l'affaire, due centauri a bordo di una moto Honda gli esplosero contro una raffica di mitra. Questi due personaggi non furono mai individuati, al pari del mezzo a due ruote, e questa lacuna autorizzò molti osservatori a piazzare sulla motocicletta di tutto, da uomini dei servizi segreti a quelli della criminalità organizzata, tutti uniti sotto l'egida del complotto. Questa storia rappresenta il primo mistero del caso Moro. Ma le cose andarono veramente in quel modo? Ciò che il testimone vide, corrispose effettivamente a ciò che andò in onda?...

La Fabbrica del Terrore

Versione nuova

di Webster Griffin Tarpley

LA FABBRICA DEL TERRORE
Versione nuova
di Webster Griffin Tarpley

Leggere queste pagine significa affacciarsi su un incubo. Gli Stati Uniti sono in mano a un gruppo di pericolosi sovvertitori della pace mondiale. Né il "New York Times", né il "Washington Post" hanno recensito il libro. Si presume che non lo faranno nemmeno i grandi giornali italiani. Che, infatti, hanno tutti mentito sull'11 settembre.
 Giulietto Chiesa, parlamentare europeo e giornalista
  
 Con gran rammarico, concludo che questo libro di Tarpley è il più forte tra gli oltre 770 libri da me recensiti su Amazon, quasi tutti di saggistica. Devo concludere chel'11/9 è stato come minimo lasciato accadere come casus belli […]. Questo libro è, senza dubbio, il principale testo di riferimento moderno sul terrorismo di Stato, e anche il testo dove si suggerisce nel modo più puntuale che gli elementi canaglia nel governo USA […] sono i più colpevoli di terrorismo di Stato […] È innegabile che il Governo USA ha voluto uccidere i suoi stessi cittadini e ha voluto costruire attacchi per mobilitare l'opinione pubblica.
 Robert D. Steele, ex alto ufficiale della Marina USA e spia della CIA, da sempre repubblicano, imprenditore e teorico dell'Intelligence e docente alla Marine Corps University.
È recensore n. 1 della non-fiction di Amazon.com
  
 Arrivato alla quarta edizione negli Stati Uniti, La Fabbrica del Terrore è un libro che compie un salto di qualità nelle indagini alternative sull'11/9 e sugli altri atti di terrorismo che hanno scosso il mondo negli ultimi anni: dopo le denunce delle molte incongruenze presenti nelle versioni ufficiali, Webster Tarpley offre una ricostruzione riccamente documentata sull'azione dei servizi segreti e dei loro mandanti nel perseguire interessi strategici ben precisi.
 Franco Cardini, storico, docente all'Università di Firenze
  
 Tarpley ha creato un genere del tutto nuovo […] paragonando le tecniche utilizzate dalle agenzie di Intelligence statunitensi nella creazione dell'11/9 e i metodi usati in passato dall'Intelligence USA. […] Si continuerà a tornare su questo libro per sollevare nuove domande lungo questa linea d'indagine.
 Thierry Meyssan, ex segretario nazionale dei radicali di sinistra francesi.
 Presidente del "Réseau Voltaire", autore dei bestseller L'Incredibile Menzogna e Il Pentagate
  
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EBOOK - DOVEVA MORIRE
Chi ha ucciso Aldo Moro - Il giudice dell'inchiesta racconta
di Ferdinando Imposimato, Sandro Provvisionato

A quasi quarant’anni dal delitto Moro, questo libro rimane il punto di riferimento fondamentale per chi voglia farsi un’idea di quanto successo tra il marzo e il maggio del 1978, quando Aldo Moro fu rapito dalle Br e poi ucciso.
 I due autori hanno squarciato un silenzio durato molti anni e finalmente hanno messo a disposizione di tutti testimonianze, documenti, interrogatori rimasti nei cassetti delle procure e delle commissioni parlamentari per troppo tempo.
 Dal questo libro si può ripartire per provare a chiarire la tragedia politica più grave della nostra storia repubblicana. Non possiamo ignorare il ruolo pesante che l’Ucigos, la polizia di Cossiga, ha avuto in tutta questa vicenda, insieme al comitato di crisi, le cui relazioni, qui proposte per la prima volta, lasciano esterrefatti.
 Non è vero che non si poteva fare niente: sono state ignorate segnalazioni e bloccati ordini di perquisizione che sarebbero stati decisivi, ci sono adesso le prove che i covi di via Gradoli e via Montalcini volutamente non sono stati scoperti, alla magistratura è stato permesso di operare solo a omicidio avvenuto e chi tra la polizia sarebbe potuto intervenire è stato messo da parte. Anche le implicazioni internazionali contano eccome in questa storia: Kgb, Raf, Stasi e Cia hanno avuto un ruolo non secondario, senza togliere naturalmente alcuna responsabilità alle Br. Moro doveva essere eliminato.
 La sicurezza e la ragion di Stato non giustificano l’immobilismo. E il dolo. Viene fuori ancora una volta la malattia cronica della nostra democrazia, così fragile da non poter mai essere trasparente.
 Basti pensare a tutti gli uomini dei servizi segreti e dei corpi dello Stato iscritti alla P2, che in quei mesi stavano nella sala di comando. Coincidenze? Chi vigilava sulla nostra sicurezza attentava anche alla nostra libertà, eliminando un personaggio che sapeva troppe verità, le più imbarazzanti. Qui sta il cuore del “caso Moro”....

Doveva Morire

Chi ha ucciso Aldo Moro - Il giudice dell'inchiesta racconta

di Ferdinando Imposimato, Sandro Provvisionato

A quasi quarant’anni dal delitto Moro, questo libro rimane il punto di riferimento fondamentale per chi voglia farsi un’idea di quanto successo tra il marzo e il maggio del 1978, quando Aldo Moro fu rapito dalle Br e poi ucciso.

I due autori hanno squarciato un silenzio durato molti anni e finalmente hanno messo a disposizione di tutti testimonianze, documenti, interrogatori rimasti nei cassetti delle procure e delle commissioni parlamentari per troppo tempo.

Dal questo libro si può ripartire per provare a chiarire la tragedia politica più grave della nostra storia repubblicana. Non possiamo ignorare il ruolo pesante che l’Ucigos, la polizia di Cossiga, ha avuto in tutta questa vicenda, insieme al comitato di crisi, le cui relazioni, qui proposte per la prima volta, lasciano esterrefatti.

Non è vero che non si poteva fare niente: sono state ignorate segnalazioni e bloccati ordini di perquisizione che sarebbero stati decisivi, ci sono adesso le prove che i covi di via Gradoli e via Montalcini volutamente non sono stati scoperti, alla magistratura è stato permesso di operare solo a omicidio avvenuto e chi tra la polizia sarebbe potuto intervenire è stato messo da parte. Anche le implicazioni internazionali contano eccome in questa storia: Kgb, Raf, Stasi e Cia hanno avuto un ruolo non secondario, senza togliere naturalmente alcuna responsabilità alle Br. Moro doveva essere eliminato.

La sicurezza e la ragion di Stato non giustificano l’immobilismo. E il dolo. Viene fuori ancora una volta la malattia cronica della nostra democrazia, così fragile da non poter mai essere trasparente.

Basti pensare a tutti gli uomini dei servizi segreti e dei corpi dello Stato iscritti alla P2, che in quei mesi stavano nella sala di comando. Coincidenze? Chi vigilava sulla nostra sicurezza attentava anche alla nostra libertà, eliminando un personaggio che sapeva troppe verità, le più imbarazzanti. Qui sta il cuore del “caso Moro”.

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7 commenti

  1. Giuseppe Castellano

    Il caso “MORO” è senza ombra di dubbio il mistero non risolto, non un dei misteri dell’Italia colonia Americana. Però a me sembra più misterioso che personaggi che all’epoca avevano compiti investigativi diretti siano stati zitti o hanno indagato seguendo altre piste. Oggi forse per pubblicizzare i loro libri parlano dell’arcano irrisolto ma chiaro da scoprire. Inoltre chiedo di riflettere su altri soggetti che in quel tempo non vedevano di buon occhio la politica lungimirante di “MORO” e non erano solo democristiani o americani, es. ai socialisti italiani non andava giù un eventuale alleanza DC-PC. Sarebbero stati annientati politicamente, mentre dopo quel episodio inizio un ascesa che finì solo con tangentopoli.

  2. Questa è solo una parziale verità …

    La verità però è sicuramente diversa e assai più complicata di quella che raccontano i vari studiosi (come Flamigni, Imposimato, Gotor, Fasanella, ecc.) … a nche se, bisogna pur dire, che molte delle cose da loro dedotte e descritte sono comunque interessanti, ma prive di un reale e concreto fondamento probante !

    E proprio per tali motivi, perfino contestate (anche ironicamente) e punto per punto, dalle numerose e assurde capriole argomentative di Vladimiro Satta ! 😉

  3. Dopo Moro uccisero anche Berlinguer.

  4. Le faccende della politica e della geopolitica sono molto più semplici di quello che il cittadino medio, quei pochi che si interessano, immagina. Se ci mettiamo sopra anche il cumulo di fesserie di copertura che sono state scritte fino ad oggi, il cittadino italico risulta frastornato e, giustamente, si rifugia nel calcio, ove CREDE ai risultati delle partite pur sapendo che sono truccate. L’unico aspetto incredibile è la STOLIDITà di quelle persone che, pur subodorando qualcosa, a cominciare dal Maresciallo alla guida dell’auto, se non erro di nome Lombardi, erano del tutto disarmate. In più l’auto NON blindata, quando si blindavano ogni più insignificante Topolino. Stesso caso per l’auto del Gen. Dalla Chiesa.

  5. Cesare Padovani

    Se gli americani sostengono questo, di sicuro il motivo è stato un altro. Sostengono questo (abbastanza credibile) per nascondere l’altro, quello vero!
    E quello vero, a parer mio, è il fatto che Moro si opponeva all’ingresso dell’Italia nello SME, preludio all’Euro!

    • Carmelo Marullo

      concordo perfettamente e aggiungo che si permise di stampare moneta che non aveva il peso del signoraggio bancario. Mi riferisco alla banconota da cinquecento lire

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