L’Italia diventa una jungla infernale: in casa nostra le Mafie più sanguinarie del mondo

di Ornella Mariani

Mentre sul palcoscenico internazionale viene impietosamente esposta una caricatura di adolescente schizoide, l’Italia si trasforma in una jungla infernale dall’imponente volume d’affari espresso dall’accoglienza.

Il nuovo Governo, forte di una incompetenza senza precedenti, non si domanda quale futuro garantirà agli Italiani ormai ostaggi di soggetti fantasiosamente definiti “Migranti climatici”. Sono quelli delle grasse fila dei “Black Cats”; quelli col felino tatuato su una spalla e vistose cicatrici sull’addome, esiti dei rituali di affiliazione; quelli che l’ex Procuratore antimafia Franco Roberti ha definito pezzi di una delle Mafie più sanguinarie del mondo; Quelli che, abbigliati di giallo e di verde, esercitano il controllo sul traffico di droga, di prostituzione anche minorile e della tratta delle Bianche sull’intera dorsale adriatica.

Hanno eletto il Quartier Generale a Padova, ove di recente è stato arrestato il Capo dei Capi: Fred Iyamu, detto Gran Ibaka. Sceso da un barcone nel 2006, il “Povero Migrante” suscita perfino emozione e solidarietà a Sinistra!!! ed emulo di Osahenagharu Uwagboe detto Sixco, in galera dal 2016, si è spartito il ruolo di Leader con Edoseghe Terry ed Ezuma Christian Onya, sotto l’occhio vigile di maman Franca Udeh, Educatrice di Prostitute.

Di questo campionario è parte anche il nigeriano Innocent Oseghale: lo squartatore di Pamela Mastropietro. Anch’egli Profugo e colpevole dell’omicidio e dello scempio del cadavere della vittima, sarebbe il trait-d’union fra l’area veneta e Castelvolturno.

Libri e varie...

“Black Cats”, “Black Axe”, “Vikings” e “Supreme Eye” sono, dunque, le Bande criminali che hanno individuato nell’Italia la Terra Promessa. E’ quanto emerge dalla relazione della DIA riferita al primo semestre del 2018.

Questi Signori Immigrati; questi Signori Profughi; Questi Signori Migranti dominano il Lazio, la Campania, la Calabria, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia ed il Veneto: regioni attorno alle quali circola una impressionante mole di denaro. Abbiamo, dunque in casa nostra, un Esercito Regolare di Criminali approdati per delinquere, senza che un rigurgito di prudenza e di dignità istituzionale impegni il nostro Establishment, ben consapevole dei diecimila euro mensili erogati da un Head Zone; ben consapevole delle attività cui sono destinate le “Povere Ragazze” stremate dalla faticosa traversata; ben consapevole degli espianti cui sono sottoposti i Minori a Castelvolturno, donde ne sono spariti già quindicimila.

Non fuggivano né fuggono da guerre o da conflitti, ma venivano e vengono “accolti” in questa enorme pattumiera italiana per arricchire i furbi e ipotizzare una prospettiva elettorale alla Sinistra: venditori di morte; sfruttatori di accattoni; prostitute; commercianti di organi.

Non è un caso se l’11 gennaio del 2018, il Giudice Stefano Sala abbia scritto nelle motivazioni di condanna a ventuno di essi: …Tra gli immigrati appena sbarcati vengono reclutati i corrieri della droga… I moduli operativi delle associazioni criminali nigeriane sono stati trasferiti in Italia, in coincidenza con i flussi migratori massivi cui assistiamo in questi anni….; né è un caso l’accelerazione dell’afroislamizzazione del nostro territorio, garante di fatturati da tre miliardi di euro annui alle Cooperative rosse e alle Caritas, del tutto indifferenti ai reati minori: stupri, furti, rapine e svilimento delle Forze dell’Ordine”.

Nessuno si chiede responsabilmente a quali pericoli sia esposto questo Paese, gestito da soggetti incapaci di disegnare una legge elettorale rappresentativa della volontà degli italiani; di programmare una politica di bilancio tesa alla riduzione del debito; di esercitare una forza negoziale nei confronti dell’Europa; di attuare una strategia sociale credibile; di predisporre una Politica dell’istruzione coerente con le esigenze di lungo termine; di arginare lo strapotere giudiziario e di battersi per operazioni di verità sulle vicende Palamara e Bibbiano, esaltate dall’insopportabile mantra di una Sinistra immobile e velenosa.

Saltimbanchi e professionisti dello sciacallaggio e dell’odio: oscillando tra fondi russi, voli di stato e moto d’acqua e “poveri migranti”, ma dimentichi dei miliardi rubati tra Banca Etruria, MPS, Sms pro Terremoto e Unicef, si riaccreditano attraverso un avvocato privo di qualsiasi carisma. Giuseppe Conte è figlio dell’intrigo, protagonista di insufficienti e banali vaniloqui, di infami dichiarazioni al vetriolo e trasformista: capo di un Governo “sovranista” e in una manciata di ore capo di un Governo “europeista” connotato da latitanza ideologica.

Cultore del linguaggio ampolloso: dice “genetliaco” e non “compleanno” e indulge in citazioni anche improprie, vocandosi a filosofo e citando Hannah Arendt nella convinzione di rivolgersi ad una platea di ignoranti ed imbecilli; direttore dell’asta ministeriale e sottosegretariale; sostenitore delle tasse sui Bancomat e sui biglietti aerei e sulle bibite e sulle merendine. Con costui, saremo spettatori della rovina finale. E non ci divertiranno, allora, le loro capriole.

“Potevano scegliere fra il disonore e la guerra: hanno scelto il disonore….” , disse Winston Churchill all’indomani dell’Accordo di Monaco, col quale Francia e Inghilterra cedettero alle richieste della Germania nazista. La nostra “Caporetto” si è scritta a Malta nelle scorse ore… Il resto verrà…

Articolo di Ornella Mariani

Fonte: https://www.imolaoggi.it/2019/09/25/italia-jungla-infernale-mafie-piu-sanguinarie-del-mondo/

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