Viene giù Tutto!

Finalmente anche la “controinformazione” italiana si sta accorgendo del dato inflattivo. Bene. Era ora! La variabile impazzita si avvia – volendo il fato – a tirare giù uno degli organismi sovranazionali più importanti per il Sistema: la UE.

Avete seguito il “test” approntato sulla famigerata “variante Omicron”? È stato interessante, vero? Avrete notato come ad un certo punto della narrazione pareva di essere stati nuovamente catapultati a febbraio/marzo 2020. Con il solito terrore indotto e scivoloni mediatici dettati dalla fretta. Analizziamo bene quanto è successo.

Prima fase: lancio del terrore relativo alla “variante Omicron”. I Manovratori sanno perfettamente che l’inflazione è ormai fuori controllo e rischia di mandare in pezzi la UE. E sanno anche che, per rallentare il processo (troppo veloce, variabile impazzita), dovranno operare lockdown e drastica compressione dei consumi. Cosa si inventano a questo punto? Primo tentativo: una nuova variante Covid. La narrazione investe tutti improvvisamente come una pioggia di bombe dal cielo. Immediatamente si parla addirittura di “quarta dose” e il messaggio implicito è: “è possibile che non possiate uscire di casa fino alla quarta dose o fino a quando non vaccinerete tutti i bambini”.

Chi analizza i Big Data, nota sui social l’ondata di post terrorizzati ma… non sono terrorizzati dalla variante quanto da un eventuale nuovo lockdown! Per lorsignori non va bene, non va bene per niente. Il terrore della supervariante, a ‘sto giro non attacca. In più, iniziano a spuntare caterve di post polemici da parte di vaccinati (convintamente vaccinati) che mettono le carte in chiaro: noi non faremo più alcun lockdown. Ahi, ahi, ahi… il terrore non prende quota. La dose di panico viene immediatamente rincarata con notizie palesemente errate e/o false… smentite solo dopo qualche giorno (quando l’operazione Omicron gà andava sgonfiandosi).

Nel frattempo spuntano articoli sul “paziente zero”, terminologia che abbiamo imparato a conoscere bene nel 2020. L’informazione mainstream applica le sue “chiavi magiche” linguistiche: paziente zero, spettro pandemia infinita e così via… Il terrore investe i lettori mainstream h24 per qualche giorno. Lockdown, aggiornare i vaccini…

I Manovratori offrono ai Governi tutti gli strumenti possibili per portare avanti il “test” ed eventualmente per farlo diventare “situazione strutturale”. Sull’argomento si spende addirittura l’AD di Moderna, rischiando di mandare al macero la sua stessa “creatura”:

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Tutto ciò, però, contrasta con la narrativa che avevano messo in campo solo pochissimi mesi fa…

Quindi il giochino non funziona… sui Social gli analisti assistono a un fenomeno particolare: agli “scettici del vaccino” si aggiungono i vaccinati (di tutti i tipi: convinti, obbligati, ecc…) che non vogliono contemplare la nuova narrativa: “ci siamo vaccinati e adesso vogliamo fare il Natale in santa pace: spendere e spandere, viaggiare e così via”. È chiaro che un nuovo lockdown non sarà mai accettato e che la nuova eventuale ondata di proteste sarà a questo giro molto – ma molto – più difficile da contenere.

Ma i Manovratori non posso permettersi un “Natale espansivo” con questo ritmo di inflazione. Il progetto UE rischia di andare in pezzi prima del tempo, prima di aver trovato una soluzione alternativa, prima di aver reso la popolazione europea… controllabile. Cosa fare, dunque? Nei giorni successivi assistiamo a un tentativo di minimizzare la narrativa terroristica sulla variante Omicron: non funziona, il gioco non attacca.

Nel frattempo, i piccoli pagliacci messi lì a reggere le sorti della UE cercano di correre ai ripari con le solite menzogne. Da notare: tutto avviene negli stessi giorni dello spuntare della “variante Omicron”.

Tutte balle. La verità è che non sanno più dove sbattere la testa. I vari Governi e governatorucoli locali, nel frattempo, si lamentano: “Non possiamo fare altri lockdown, questi vengono a prenderci a casa!”, frignano. “Mettiamo l’obbligo!”, strilla Bonomi. Ma Bonomi non sa che i Manovratori non vogliono l’obbligo? Non vogliono l’obbligo perché questo vorrebbe dire: ri-aperture. E questo loro non possono permetterselo.

I Manovratori rispondono: Vi abbiamo dato il Green Pass, usate il Green Pass per operare compressione dei consumi… raccontategli che serve per fare ripartire l’Italia”. Peccato che anche questa storiella non regga più: fioccano a centinaia le disdette di prenotazioni per le festività natalizie. E in tanti si stanno svegliando.

Purtroppo i nostri governantucoli ed amministratorucoli non studiano geopolitica, non capiscono i rapporti di forza e non sanno cosa sta realmente succedendo. I Manovratori li stanno usando come scudi tra loro ed un eventuale popolo inferocito. Ai Manovratori non interessa niente delle loro ragioni personali o della loro testa che potrebbe rotolare in piazza: gli interessa solo tenere in piedi la UE. Perché, se crolla la UE, crolla la “reputazione” di TUTTI gli organismi sovranazionali (sistemi di mercato occidentali inclusi) con i quali essi controllano il mondo intero.

Cosa sono disposti a fare per evitare la catastrofe? Ecco che si affaccia il “caritatevole” black-out energetico (come anticipavo da mesi).

Lo scrivevo pochi giorni fa (a proposito, leggete l’articolo e guardate il video, è molto importante: https://seguendotracce.tumblr.com/post/668909791847055360/they-are-falling-down): stanno prendendo tempo e cercando di implementare una “soluzione”. Sanno perfettamente che un nuovo lockdown (dettato dal Covid) provocherebbe una marea montante di proteste e così ecco che arriva lo spauracchio della crisi energetica… con conseguente militarizzazione e compressone forzata dei consumi?

Forse è davvero l’unica “arma” che gli resta in mano. Ma è l’arma della disperazione.

Fonte: https://seguendotracce.tumblr.com/post/669459621270929408/viene-giu-tutto

Libri e varie...
COME IL FIUME CHE SCORRE
di Paulo Coelho

Come Il Fiume che Scorre

di Paulo Coelho

In queste pagine non ci sono solo le convinzioni dell'autore riguardo al destino del mondo e dell'uomo, ma anche i risvolti autobiografici. La raccolta di racconti è inoltre preceduta da una prefazione in cui Paulo Coelho racconta come è diventato scrittore.

"È più semplice fare l'ingegnere – disse mia mamma – piuttosto che lo scrittore."

Io, però, ero già spettinato, avevo un pacchetto di Gauloises in tasca e un testo teatrale sottobraccio, studiavo Hegel ed ero determinato a leggere l'Ulisse, a qualsiasi costo. Fino al giorno in cui incontrai un cantante rock, il quale mi chiese di scrivere i testi per le sue composizioni, sottraendomi alla ricerca dell'immortalità e riportandomi sul cammino delle persone comuni.

Sono come il fiume che scorre, il nuovo libro di Paulo Coelho, è una raccolta di aneddoti, idee e schizzi autobiografici, e costituisce un'unica e affascinante auto-riflessione che lo scrittore brasiliano più famoso del mondo compie sul suo ricchissimo corpus letterario.

Traendo spunto da scritti di periodi differenti, Coelho ricostruisce in questo volume il suo percorso, offrendoci un prezioso distillato della sua sottile filosofia: quella di una persona che osserva l'esistenza con la stessa serenità di chi posa lo sguardo sul corso di un fiume. Ciò che ne emerge con forza è, semplicemente, una possibile storia degli esseri umani, raffigurati con la rapidità e l'intensità di uno scatto, istantaneo al pari della vita stessa.

Letteratura, storia, la difficile arte dell'amore per gli esseri umani e per i libri che ne ritraggono l'epopea di ogni giorno: temi eterni che fluiscono attraverso le parole di uno scrittore diverso da ogni altro scrittore esistente e ancorato alla sua missione; comunicare a chi sa disporsi all'ascolto la verità e la bellezza dell'universo.


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