Paradisi fiscali… dove le Banche sono tassate meno di un panificio!

di Angelo Mincuzzi
Eccoli i Paradisi fiscali delle Multinazionali.
In prima fila ci sono tre territori: l’oltremare della Gran Bretagna, e cioé le Isole vergini britanniche, le Bermuda e le Isole Cayman. Poi tre paesi europei, Olanda, Svizzera e Lussemburgo. In settima posizione c’è l’isola di Jersey, una dipendenza della corona britannica, seguita da Singapore, Bahamas e Hong Kong. La lista dei paesi più appetibili fiscalmente per le grandi corporation è stata stilata dal Tax Justice Network, che ha elaborato per la prima volta il Corporate Tax Haven Index.
L’elusione fiscale delle multinzionali provoca ogni anno un buco di 500 miliardi di dollari nelle casse dei paesi di tutto il mondo. E i dieci Stati ai primi posti nell’elenco del Tax Justice Network sono responsabili per oltre la metà di questo ammanco. Il 40% degli investimenti diretti transfrontalieri censiti dal Fondo monetario internazionale (pari a 18mila miliardi di dollari), sono concentrati in soli 10 paesi che offrono aliquote dell’imposta sulle società del 3% o addirittura inferiori

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Aiuti al contrario: come i paesi poveri sviluppano i paesi ricchi

Aiuti al contrario: come i paesi poveri sviluppano i paesi ricchi

di Jason Hickel
Una recente ricerca, mostra che ogni anno i paesi in via di sviluppo mandano migliaia di miliardi di dollari verso i paesi occidentali, rispetto al trasferimento opposto. Come mai?
Ci hanno raccontato una lunga e avvincente storia sulla relazione tra paesi ricchi e paesi poveri. La storia sostiene che i paesi ricchi dell’OCSE danno generosamente la loro ricchezza alle nazioni più povere del sud del mondo, per aiutarle a eradicare la povertà e spingerle sulla scala dello sviluppo…

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