Blocchi e Proteste Continuano e si Estendono

Con l’entrata dei pescatori nelle proteste si minaccia un’azione di fermo integrata terra-mare.
Chiedevano un azzeramento, o quantomeno calmieramento, dei costi del gasolio agricolo alla pompa, aiuti strutturali contro il rincaro di fertilizzanti e fitosanitari, e misure contro la crisi di mercato che sta colpendo le raccolte stagionali (come l’olivo in Puglia, l’uva da vino e il grano duro); ma, poiché l’incontro al MIT era prevalentemente incentrato sul settore logistico, e nessuna risposta è stata ancora ottenuta, i loro presidi coi trattori continueranno…

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La Differenza nelle Proteste al Sud e al Nord

di Filippo Bovo
A grandi linee, si potrebbe cogliere una sostanziale differenza nelle proteste al sud e al nord, con la prevalenza di un ordine controllato nelle prime e di un disordine provocato nelle seconde.
In generale, pur non essendovi regole “scientifiche”, non si tratta di una novità, e a darne spiegazione sono fattori come la struttura organizzativa, il tipo di controllo esercitato sul territorio e le finalità strategiche dei due gruppi. Dopotutto, in passato vi sono state anche proteste di lavoratori in piazza con scontri legati ad infiltrati, mentre grandi cortei studenteschi si sono svolti in modo del tutto pacifico.
Tuttavia, nel caso odierno vediamo che al sud le proteste puntano su presidi statici e blocchi infrastrutturali da parte di trasportatori, pescatori ed agricoltori, concentrati soprattutto su statali e snodi autostradali, raffinerie e piazzali dei varchi portuali, coi loro mezzi da lavoro come camion, trattori e pescherecci.
Al nord, invece, le proteste si svolgono in altro modo, soprattutto nelle strade e nelle piazze delle città, con folti e fluidi cortei in movimento dove non è affatto così difficile, per gruppi esterni di violenti, inserirsi al fine di delegittimare la protesta con violenze, furti ed atti vandalici…

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