“È un Flop!”, adesso è Ufficiale

di Nicky Ionfrida
Ecco il confronto sui decessi da Covid nelle ultime tre estati.
I dati lo dimostrano chiaramente: per l’Italia l’estate 2022 è stata la peggiore dall’inizio della pandemia di Covid-19 in termini epidemiologici. Nel trimestre estivo che va dal 1° giugno al 31 agosto, infatti, è stato registrato un aumento esponenziale sia in termini di “contagi” che dei morti.
Sebbene i numeri dei contagi e dei decessi siano aumentati, oggi la questione è più “socialmente accettata”, un po’ perché il Covid è entrato a far parte della nostra vita e un po’ perché abbiamo capito che, in realtà, il conteggio delle vittime della pandemia è tutt’altro che veritiero nel riportare le reali cifre di coloro che sono morti veramente a causa del Covid. Nei bollettini, infatti, è ormai noto che vengono inseriti anche e principalmente i morti “con” il Covid, cioè deceduti per altre patologie ma positivi al tampone di controllo…

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Conte governa coi “Bollettini dei contagi”, la Politica è morta!

Può il “Bollettino dei contagi” sostituire il Parlamento? Se lo domanda Gianluigi Da Rold sul “Sussidiario”, dopo la decisione di Conte di prorogare lo Stato d’emergenza a causa del Covid-19 fino al 31 gennaio 2021.
“Praticamente, l’Italia resterà in questa condizione per un anno intero, unico paese in Europa”. Il 1° ottobre, il numero dei tamponi eseguiti ha battuto ogni record: oltre 115.000. Ma terapie intensive, decessi e ricoveri restano pressoché in linea con il numero dei giorni precedenti. Siamo “schiavi del bollettino”? La verità è che “ognuno dice la sua, ma Conte decide prima ancora di consultare il Parlamento”. Anche se non si tratta di un lockdown generale, scrive Da Rold, lo stato d’emergenza “mette maggiore ansia in un paese che è angosciato da altre prove che lo attendono… non solo in campo sanitario”, e inserisce un nuovo motivo di polemica “proprio mentre ci si dovrebbe unire in uno sforzo comune per affrontare quella che ormai sembra una crisi di sistema”. Da anni, ormai, la democrazia parlamentare “sembra più preoccupata di garantire un libero mercato che abbia poche regole, piuttosto che la coesione sociale e i diritti di tutti i cittadini”

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