Dai panfili ad Alitalia: una Disgrazia chiamata Draghi

de ilsimplicissimus

Draghi gode di un grande prestigio in Europa. Ma evidentemente solo come svenditore…

E questo grazie alle imprese compiute sul Britannia, tanto che da Bruxelles hanno pensato di agevolarlo richiedendo improvvisamente e inopinatamente il rientro dei 900 milioni di euro di prestito che lo stato ha fatto alla ex compagnia di bandiera per gestire il passaggio ad Ita: viene considerato come un aiuto di stato che naturalmente va contro il fanatico liberismo espresso dall’Ue.

E questo proprio nel momento in cui si apre la vertenza tra sindacati e Ita per il contratto di lavoro che probabilmente porterà a drastici tagli di salari e stipendi, riduzioni di diritti acquisiti e di tutele e, in prospettiva, anche licenziamenti, che a questo punto diventano di fatto inevitabili. Forse hanno pensato che a Draghi, da vecchio bancario-banchiere, chiedere il rientro immediato dei prestiti possa dare quel benefico brivido che dà al vampiro il succhiare il sangue, ma il fatto è che a questo punto ad Alitalia  non resta che il fallimento perché non si vede come possa restituire i 900 milioni.

Ma in realtà tutto questo accade perché il prestigio di Draghi semplicemente non esiste, è solo un’invenzione mediatica che non ha riscontro in alcun fatto reale, ma in Europa in compenso sanno anche che Draghi è anche un coniglio, un uomo senza spessore e senza alcuna idea, che di certo non si opporrà ad alcuna operazione di rapina e tantomeno a questo vero e proprio massacro ad orologeria contro Alitalia, che è uno sberleffo contro di lui.

Forse qualcuno si aspettava che l’ex governatore della Bce fosse in grado di addolcire il patto di stabilità, o magari anche le condizioni dei prestiti post pandemia, mentre al contrario è probabile che la sua presenza, il suo non essere in grado di avere un minimo di spina dorsale, finirà per peggiorare di molto le cose e anticipare il ritorno al patto di stabilità che alcuni vorrebbero reintrodurre a dicembre, e dunque a una forma di austerità che in questo frangente si rivelerà drammatico.

Questo senza parlare del ruolo come vivificatore dei prestiti pelosi New generation Ue, che senza di lui sarebbero finiti nel nulla, o del clamoroso incidente con la Cina, che in sostanza ci ha fatto sapere che di Draghi non sa che farsene e che di certo non va a rivelare a lui le proprie strategie.

Adesso possiamo capire perché Draghi è stato imposto come presidente del consiglio: perché da lui non c’è da aspettarsi nulla, e men che meno, che possa svolgere un ruolo qualsiasi quando tra poco più di due settimane, con le elezioni tedesche, si aprirà un vuoto di potere politico nel continente.

Non non ha nemmeno un minimo di spirito di sovranità che gli altri partner dell’Europa dimostrano, favorendo sottobanco le loro imprese, sapendo perfettamente che nessuno verrà ad accusarli di aiuti di Stato e a richiedere restituzioni sull’unghia. Ma all’Italia di Draghi si può fare questo ed altro: ci aveva visto fin troppo bene il presidente Cossiga, quando lo aveva chiamato un “vile affarista”, e di certo la disinvoltura con cui svendette nel ’92 una parte del patrimonio pubblico italiano per quattro soldi, è una garanzia per i poteri europei reali di poter fare razzia senza incontrare resistenza. Non da lui comunque e da un milieu politico che fa pena.

Articolo de ilsimplicissimus

Fonte: https://ilsimplicissimus2.com/2021/09/09/154782/

Libri e varie...
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Un commento

  1. Erminia De Gregori

    DRAGHI IL ROTTAMATORE

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