Clown, Draghi e Trasformisti finalmente gettano la “Maschera”

di Dinaweh 

Facciamo una riflessione semplice e chiara sulla conclamata truffa pseudo-psico-pandemica in cui questi criminali hanno gettato il mondo.

Stampe artistiche, quadri e poster con animali, bianco e nero, città, hotel, madrid, maschera, ufficio, volo - La maschera e la fuga.

Nel paradosso kafkiano in cui ci hanno fatto tutti precipitare, mentre hanno imposto a noi le maschere con l’unico scopo simbolico non dichiarato di umiliarci alla stessa stregua dei cani (che peraltro dalle museruole sono esenti!), loro hanno finalmente “gettato la maschera”! 

Eh sì… perché di questi clown, di questi servi e maggiordomi dello stesso sistema che infine li trangugerà, nient’altro ormai si può dire, almeno agli occhi di chi ha cominciato a svegliarsi dall’inebetimento generale. Rimangono gli stolti, i decerebrati, i lobotomizzati da mammativvù, o quelli che vanno ancora sotto i Palazzi del potere ad “implorare il lavoro” che un anno fa barattavano per non pagare le multe: incostituzionali e illegittime, di governi di nominati, anticostituzionali e illegittimi…

Ahi Italia, ahi Italiani…! Presto dimenticate la storia del vostro Paese, le lacrime e il sangue che i vostri Avi hanno versato di fronte al nemico assoluto; quello che ieri imponeva la dittatura senza sentir ragioni! Allora i vostri nonni avevano combattuto, erano saliti sulle montagne per non piegare la testa. Oggi quel nemico che si presenta mascherato da buono e che tuttavia solo per alcuni ha gettato la maschera, ancora se la ride, ora più di allora, perché ben si è travestito per non farsi riconoscere e portare avanti indisturbato il suo diabolico piano!

Mica è stupido quel demonio che lor signori ispira: pare gli abbia detto di non indossare più stivaloni neri e mostrine con teschi e ossa e di non mostrare più in tv camere a gas e campi con fili spinati. Siate gentili, dite che tutto farete per il loro bene, per fronteggiare le malattie, presentate loro la giusta cura, lo farete con quelli che vi ostinerete a chiamar ‘vaccini’, seppur vaccini più non sono e, mi raccomando, siate suadenti, sobri, pacati nel parlare; indossate giacca e cravatta per non spaventarli; così li trarrete in inganno! Siate puliti, lindi, sorridenti. Solo, piuttosto, a quei pochi rompiscatole che potrebbero smascherarvi, rompetegli la faccia ma, con le buone maniere, s’intende! Non permettete che si azzardino a parlare, su di loro gettate discredito e ridicolo, fateli sembrare pazzi da rinchiudere in ospedali all’uopo allestiti, preservate il bene e la pubblica salute, rendendoli malati per sempre e bisognosi di cure! La maggioranza vi crederà!

Mentre a Londra, fiumane di popolo marciano per strada, mettendo in difficoltà e in fuga persino gli sgherri coi loro manganelli, qualcuno anche qui comincia ad alzare la testa e qualche voce si leva, non solo per rivendicare il diritto “al proprio” lavoro, ma per ricordare che la libertà è di tutti e deve sempre essere difesa e salvaguardata; che la dignità umana, e la libertà di pensiero e di coscienza debbono continuare ad essere il baluardo, l’unico possente baluardo contro ogni tipo di tirannia.

Finalmente è ora di smontare tutta la finzione della narrativa mediatica e smascherare del tutto mandanti ed esecutori dell’attacco più terribile che l’umanità abbia mai visto scagliarsi contro di sé.

Articolo di Dinaweh 

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: https://incantodiluce.blogspot.com/2021/05/25-aprile-2021-clown-draghi-e.html

LA LEZIONE DELLA RUGIADA
Tornare alla Terra: dall'esperienza di Fukuoka al risveglio interiore
di Kutluhan Özdemir

La Lezione della Rugiada

Tornare alla Terra: dall'esperienza di Fukuoka al risveglio interiore

di Kutluhan Özdemir

La rugiada non forza la terra. Non la conquista.
La nutre in silenzio.

In La lezione della rugiada, Kutluhan Ozdemir, noto in Italia per il suo lavoro di divulgazione sull’agricoltura naturale ispirata a Masanobu Fukuoka, propone una riflessione che va oltre le tecniche colturali. Questo libro non parla solo di suolo, semi e raccolti: parla di coscienza.

Non può esistere un’agricoltura veramente sostenibile senza una trasformazione interiore.

Partendo dall’esperienza concreta nella sua azienda agricola, Ozdemir intreccia pratica e visione, mostrando come il rispetto per la terra sia inseparabile dalla crescita spirituale di chi la coltiva — e di chi consuma i suoi frutti. L’agricoltura naturale diventa così una via di consapevolezza, un percorso che invita a rallentare, osservare, collaborare con i processi naturali invece di dominarli.

Il libro suggerisce che la crisi ecologica non è soltanto un problema tecnico, ma il riflesso di una frattura più profonda tra essere umano e natura. Ritrovare equilibrio con il Pianeta significa anche ritrovare equilibrio dentro di sé.

Coltivare la terra è un atto agricolo. Coltivare la coscienza è un atto rivoluzionario.

Attraverso uno stile semplice ma intenso, l’autore invita coltivatori, consumatori e cittadini a riconoscere la propria responsabilità nel cambiamento necessario e urgente del nostro tempo.

Leggi questo libro se…

  • ti interessa l’agricoltura naturale ispirata a Fukuoka
  • senti che la sostenibilità non è solo tecnica ma anche spirituale
  • vuoi approfondire il legame tra ecologia e crescita interiore
  • cerchi una visione concreta ma consapevole del cambiamento possibile

Perché la vera rigenerazione della terra comincia dal modo in cui la guardiamo. ?

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