20 Cose che il Golpe Covid Ha Rivelato sull’Umanitá

di Tom Woods

20 cose che ho imparato (o che mi sono state confermate) sull’umanità durante la “pandemia”.

1) La maggior parte delle persone preferisce stare con la maggioranza, piuttosto che avere ragione.

2) Almeno il 20% della popolazione ha forti tendenze autoritarie, che possono emergere nelle giuste condizioni.

3) La paura della morte è rivaleggiata solo dalla paura della disapprovazione sociale. Quest’ultima potrebbe essere più forte.

4) La propaganda è efficace ai giorni nostri come lo era 100 anni fa. L’accesso a informazioni illimitate non ha reso la persona media più saggia.

5) Ogni cosa può essere e sarà politicizzata dai media, dal governo e da coloro che si fidano di loro.

6) Molti politici e grandi aziende sacrificheranno volentieri vite umane se ciò favorisce le loro aspirazioni politiche e finanziarie.

7) La maggior parte delle persone crede che il governo agisca nell’interesse del popolo. Anche molti di coloro che criticano apertamente il governo.

8) Una volta presa una decisione, la maggior parte delle persone preferisce continuare nella stessa direzione, piuttosto che ammettere di aver sbagliato.

9) Gli esseri umani possono essere addestrati e condizionati in modo rapido e relativamente facile, modificando significativamente i loro comportamenti, in meglio o in peggio.

10)Quando è sufficientemente spaventata, la maggior parte delle persone non solo accetta l’autoritarismo, ma lo richiede.

11) Le persone che vengono liquidate come “teorici della cospirazione” sono spesso solo ben informate e in anticipo rispetto alla narrativa mainstream.

12) La maggior parte delle persone dà più valore alla sicurezza e alla protezione che alla libertà e anche se questa “sicurezza” è solo un’illusione.

13) L’adattamento edonico (processo psicologico da cui l’essere umano sperimenta un adattamento dell’intensità delle proprie emozioni) si verifica in entrambe le direzioni e, una volta che si instaura l’inerzia, è difficile riportare le persone alla “normalità”.

14) Ad una percentuale significativa di persone piace molto essere sottomesse.

15) “La Scienza” si è evoluta in una pseudo-religione secolare per milioni di persone in Occidente. Questa religione ha poco a che fare con la scienza stessa.

16) La maggior parte delle persone si preoccupa più di dare l’impressione di fare la cosa giusta, piuttosto che farla davvero.

17) La politica, i media, la scienza e l’industria sanitaria sono tutti corrotti, in varia misura. Scienziati e medici possono essere comprati con la stessa facilità dei politici.

18) Se rendete la gente abbastanza comoda, non si ribellerà. Si possono mantenere milioni di persone docili mentre si tolgono loro i diritti, dando loro denaro, cibo e intrattenimento.

19) Le persone oggi sono eccessivamente compiacenti e mancano di vigilanza quando si tratta di difendere le proprie libertà dalla prevaricazione del governo.

20) È più facile ingannare una persona che convincerla di essere stata ingannata.

Articolo di Tom Woods

Fonte originale: tomwoods.com

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: https://toba60.com/20-cose-che-il-golpe-del-covid-rivela-sullumanita/

L'ORTO SENZA FATICA

di Ruth Stout, Gian Carlo Cappello

L'Orto senza Fatica

di Ruth Stout, Gian Carlo Cappello

Coltivare un orto può essere un gesto semplice, quasi naturale, se smettiamo di forzare la terra.

L’orto senza fatica nasce proprio da questa intuizione, maturata sul campo da Ruth Stout, figura pionieristica dell’orticoltura naturale del Novecento, a lungo rimasta ai margini della narrazione ufficiale.

Un libro che restituisce voce a un’esperienza concreta, capace di cambiare il modo in cui pensiamo la coltivazione.

Quando l’osservazione prende il posto del controllo, la terra trova il suo ritmo

Attiva negli Stati Uniti a partire dagli anni Quaranta, Ruth Stout mise in discussione i fondamenti stessi dell’agricoltura tradizionale, dimostrando che era possibile ottenere orti produttivi e stabili senza lavorare il suolo, senza fertilizzanti e senza chimica.

Il metodo presentato in questo volume nasce esclusivamente dall’esperienza diretta, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, ed è costruito su un principio chiave: la pacciamatura naturale.

Proteggere il suolo è il primo atto di cura.

La pacciamatura diventa il fulcro di un sistema semplice ed efficace: mantiene la fertilità del terreno, riduce drasticamente l’irrigazione, limita la crescita delle infestanti e abbatte il tempo e lo sforzo necessari per la gestione dell’orto.

La semina avviene direttamente su suolo non lavorato, l’ecosistema si autoregola progressivamente e la produttività aumenta nel tempo, con interventi sempre più minimi.

Ciò che rende questo approccio così attuale è la sua concretezza disarmante. Non richiede attrezzature complesse né conoscenze specialistiche: è un metodo accessibile, empirico, verificabile.

Un modello che oggi trova conferme anche nelle più recenti ricerche agronomiche e nelle pratiche dell’agricoltura sostenibile, ma che nasce da una relazione intima e rispettosa con la terra.

La semplicità è una forma di intelligenza ecologica.

Il libro è pensato sia per chi muove i primi passi nell’orticoltura, sia per coltivatori esperti che desiderano una gestione più leggera ed efficiente.

L’orto non viene visto come uno spazio da dominare, ma come un organismo vivo, capace di equilibrio e resilienza se lasciato esprimere secondo le sue leggi. In questa prospettiva, coltivare diventa un atto di fiducia, oltre che di cura.

La terra non va spinta: va accompagnata.

L’edizione italiana è arricchita da una prefazione di Gian Carlo Cappello e da un approfondimento storico sull’evoluzione dell’agricoltura alternativa, che restituiscono a Ruth Stout il ruolo che le spetta: quello di pioniera silenziosa di un modo diverso di coltivare, oggi più che mai necessario.

Leggi questo libro se…

  • vuoi coltivare un orto riducendo al minimo fatica, acqua e interventi, perché il metodo di Ruth Stout punta all’essenziale.
  • cerchi un approccio naturale e pragmatico, basato sull’osservazione e non su regole rigide.
  • sei stanco di lavorazioni continue e risultati incostanti, e desideri un sistema stabile nel tempo.
  • credi in un’agricoltura che collabori con la natura, invece di contrastarla.
  • vuoi riscoprire una pioniera dimenticata, la cui esperienza parla ancora con forza al presente.

Coltivare in modo diverso è anche un modo diverso di abitare il mondo.

L’orto senza fatica è un invito concreto a semplificare, a fidarsi dei processi naturali e a ritrovare nell’orto uno spazio di equilibrio, autonomia e continuità.

Un libro che insegna a fare meno, per ottenere di più.

...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *