Nigeria: Il Genocidio che Non Fa Notizia

In Nigeria prosegue da anni una persecuzione sistematica dei cristiani.
Ciò avviene nelle regioni del Middle Belt e del nord, condotta da gruppi jihadisti come Boko Haram e dai pastori Fulani, ma l’ONU e i media mainstream preferiscono minimizzare o ignorare del tutto quello che sta accadendo, perché evidentemente alcuni genocidi sono più convenienti da raccontare di altri e alcune vittime valgono meno di altre nella gerarchia delle tragedie meritevoli di attenzione internazionale.
Gli attacchi colpiscono sistematicamente le comunità agricole cristiane, distruggendo i raccolti, sterminando gli abitanti, cancellando interi villaggi dalla mappa. Oltre due milioni di persone sono state sfollate, milioni necessitano di assistenza umanitaria, ma la macchina della propaganda internazionale resta in silenzio perché la narrazione non si adatta ai copioni preconfezionati che determinano quali sofferenze meritino indignazione globale e quali possano essere tranquillamente dimenticate…

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Al-Jolani si Traveste da Assad e si Autoproclama “Presidente” della Siria

di Leone Grotti
Sciogliendo Costituzione, Parlamento ed esercito, il leader jihadista è diventato a tutti gli effetti un dittatore. E l’opposizione inizia a temere una “nuova tirannia”.
Si dice presidente, ma si legge dittatore. La direzione che sta prendendo la Siria di Abu Muhammad al-Jolani, che da quando ha svestito i panni jihadisti e indossato la cravatta verde d’ordinanza, preferisce essere chiamato Ahmed al-Sharaa, è allarmante e pericolosa. A quasi due mesi dalla presa del potere e dalla cacciata del dittatore Bashar al-Assad, il leader ex Isis, ex Al-Qaeda, un tempo ricercato in tutto il mondo per terrorismo e oggi presunto politico dalle idee “democratiche” si è finalmente degnato di parlare al popolo siriano. E ne ha approfittato per informarli che si è autoproclamato “presidente ad interim” della nuova Siria, che assomiglia sempre di più a quella vecchia…

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Siria: la verità di un prete

Padre Daniel Maes

di Giampaolo Rossi
Padre Daniel Maes ha 78 anni, è belga e dal 2010 opera nell’antico monastero di Mar Yakub a Qara, a 90 km a nord di Damasco.

È stato chiamato lì direttamente da Madre Agnes-Mariam della Croce, la controversa suora accusata in Occidente di essere un agente al soldo di Assad, per la sua attività di contro-informazione sulla guerra in Siria.

Quella di Padre Maes è una figura importante per i cristiani siriani (sopratutto della comunità cattolico-melchita) non solo per la sua attività pastorale, svolta anche nei momenti più terribili della guerra, ma anche perché il suo sguardo è quello di un europeo che ha vissuto con i propri occhi quello che in questi anni è accaduto in Siria.

Qualche settimana fa è stato intervistato dal giornale olandese AD

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