La Banalità del Male di Medici e Giornalisti. Il Male della Banalità degli “Ultracovid”

di Ruggero Arenella

“Il male sfida il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, andare alle radici, e nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla”. H. Arendt

Sanità in Sicilia. I commissari dell'Asp sono illegittimi. Nuova grana per Musumeci

La grande macchina del capitalismo occidentale rassomiglia tanto a quella del Terzo Reich. Ciò che è stato fatto ai pazienti Covid è un crimine contro l’umanità. È una macchina che produce orrori, compiuti da persone, che obbediscono alle regole, eseguono degli ordini.

Prendete un anziano di 80 anni, che a Marzo 2019 si prendeva un’influenza. I’intervento del medico di base, che gli avrebbe prescritto comuni farmaci, gli salvava la vita. Dopo 15 giorni al massimo poteva tornare in forma e andare a prendere i nipoti alla fermata dello scuolabus. Prendete ora un anziano che a Marzo 2020 si prendeva un’influenza. Il terrore che si trattasse di Covid-19 lo faceva andare in ospedale. Una volta accertato che fosse malato di Covid veniva messo in quarantena, portato nel reparto Covid, sovraffollato di altri pazienti. Gli veniva messo un ventilatore artificiale che gli copriva tutta la testa. Intubato. Gli veniva sparato ossigeno nei polmoni, che però non riusciva a ricevere. L’ossigeno non entrando nel sangue di fatto “bruciava” quegli anziani polmoni. Il paziente di 80 anni non vede e non sente i suoi familiari da settimane. I suoi famigliari non vedono lui, non sanno come stia. Il paziente di 80 anni muore, per la cura, non per il virus. Muore da solo. I suoi familiari non possono fargli il funerale. Il suo corpo verrà bruciato. Esce da casa in ambulanza, torna a casa in un’urna. Questo è quello che hanno visto i suoi familiari, senza aver visto nulla nel mezzo. Questo paziente è stato assassinato. Da ottime persone, ottimi medici, ottimi infermieri.

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Se i protocolli dell’OMS mandano al collasso gli ospedali e il Sistema Sanitario Nazionale, perchè i medici non mettono in discussione quei protocolli, prima che il Sistema Sanitario Nazionale stesso? Cosa che avrebbero dovuto fare incessantemente negli scorsi anni per i tagli sistematici alla spesa sanitaria. Invece che eseguire gli ordini e obbedire. E nel caso dei dirigenti sanitari, decidere cosa tagliare e cosa no.

Gli ospedali sono diventati dei “tamponifici”. E gli ospedali prendono molti soldi per fare i tamponi. Che gli stessi medici sanno che non sono strumenti di diagnosi corretti nella maggior parte dei casi. Ma per non sbagliare, per non lasciar andare a casa una anziana paziente, che il giorno dopo potrebbe andare in crisi respiratoria, la si manda nel reparto Covid. Non ci si può prendere la responsabilità della vita di una persona, meglio lasciare che quella responsabilità sia affidata a protocolli fatti da altri medici, i tecnici che lavorano per l’OMS, a libro paga di Big Pharma. Quella paziente che poteva essere salvata stando a casa, con l’intervento tempestivo del medico di base, viene invece assassinata in ospedale. E il suo omicidio è molto costoso per lo Stato.

Lo Stato Italiano finanzia l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e ne assimila alla lettera le direttive. Lo Stato Italiano è di fatto il datore di lavoro dei medici. È difficile andare contro il tuo datore di lavoro, pochi ci riescono. La “banalità del male del capitalismo” è più morbida di quella del nazismo, perchè un medico dissidente oggi rischia la radiazione, non l’impiccagione. Ma tanto basta per mantenere l’omertà della classe medica. La carriera, lo stipendio valgono la vita. Se non muori impiccato, muori di fame.

Di medici onesti e coraggiosi se ne contano pochi oggi. Comedonchisciotte.org ha dato loro spazio e gliene darà sempre di più. Questa battaglia si può vincere solo contrapponendo alla scienza prezzolata dai poteri finanziari la scienza di chi ha deciso di servire i cittadini, e la scienza stessa.

La logica d’obbedienza dei medici al sistema sanitario non sarebbe bastata da sola a rendere possibile il grande inganno mondiale del Covid. Ovviamente, un’operazione di ingegneria sociale di tale portata, aveva bisogno dello strumento principale dei padroni del vapore: il sistema mediatico. L’appartenenza al sistema mediatico è la stessa forma di appartenenza al sistema sanitario. Dall’Ordine dei Medici all’Ordine dei Giornalisti.

Se non son servi non li vogliamo - Marco Travaglio - Voglio ScendereHo lavorato diversi anni come assistente operatore per una ditta che forniva le troupe per la Rai e La7, dei TG o dei Talk Show. Ho conosciuto centinaia di giornalisti. Umanamente erano tutte brave persone, a volte ci si trovava bene. Ma professionalmente non erano giornalisti, erano operatori della propaganda. Nei tragitti in macchina spesso chiamava il caporedattore, io guidavo e il giornalista era seduto a fianco a me. Mi accorgevo che era il caporedattore non solo dalla conversazione, ma anche dal tono di voce del giornalista, che diventava più tenue, addomesticato. Ho assistito solo una volta a uno scontro, dell’unico giornalista degno di essere chiamato tale che ho conosciuto, una firma importante del TG2, col suo direttore, che avrebbe voluto si dicesse che una troupe del Corriere era stata assaltata dagli anarchici vicini ai NoTAV. Sebbene quel giornalista fosse politicamente molto distante dagli anarchici, si oppose a quell’ordine, arrivando ad alzare la voce al telefono col suo capo.

La banalità del male del sistema mediatico porta delle brave persone a diventare terroristi. Sono terroristi coloro che terrorizzano la popolozione per scopi politici. Sono terroristi, ma non lo sanno. Come i soldati nazisti che portavano gli ebrei nei campi… eseguono solo ordini.

Il bollettino di guerra del Covid, apertura di ogni TG, Talk Show politico, è il mitra puntato alla testa del popolo. Anche se il mitra appare scarico di fronte a numeri esigui di contagi e morti, fa sempre paura. È così che la banalità del male crea il male della banalità. Gli “ultracovid“. L’ultracovid è un insegnante, un operaio, una commessa, un avvocato, un consulente finanziario. Sono nostri parenti, nostri amici. Il grande pubblico che legittima la dittatura nascente in nome della salute. L’ultracovid crede ai giornalisti mainstream e ai dottori, come ha sempre fatto. Non potrebbe fare diversamente. L’ultracovid è colui che domani sarà d’accordo con la creazione di campi di concentramento per non vaccinati, gli esseri umani che si rifiuteranno di obbedire alla dittatura.

L’ultracovid vivrà “tranquillo”, col suo microchip nella mano destra, che gli aprirà le porte della metro, con cui potrà pagare la spesa alla cassa del supermercato. Non curandosi del fatto che chi controlla quella tecnologia arriverà a sapere cosa pensi più velocemente dei tuoi stessi pensieri. Non curandosi che un operatore, da 10mila km di distanza, potrà decidere di rilasciare o meno delle sostanze nel tuo corpo. Se obbedirai, e non sarai una minaccia, potrai vivere. Da schiavo. La nuova “religione” mondiale ti fa preferire di vivere a lungo, che vivere seguendo dei principi morali, che ti apriranno le porte del Paradiso (o di quello che preferite). Per gli ultracovid sembra essere più importante aprire le porte del supermercato.

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La guerra civile del Covid va avanti, procede veloce. La guerra civile americana potrebbe iniziare da oggi, anche se in realtà è già iniziata 4 anni fa. Lo scenario che abbiamo di fronte è tetro. Fa temere che la guerra sia davvero l’unica soluzione.

Hannah Arendt non poteva conoscere il male del Potere che sta dietro all’operazione terroristica Covid. Questo male, è tutt’altro che banale.

Articolo di Ruggero Arenella

Fonte: https://comedonchisciotte.org/la-banalita-del-male-del-capitalismo-il-male-della-banalita-del-covidiota/

Libri e varie...
LA GLOBALIZZAZIONE DELLA NATO
Guerre imperialiste e globalizzazioni armate
di Mahdi Darius Nazemroaya

La Globalizzazione della Nato

Guerre imperialiste e globalizzazioni armate

di Mahdi Darius Nazemroaya

"Questo libro è obbligatorio da leggere per coloro che si sono impegnati a invertire la rotta della guerra e della conquista imperialista da parte della più imponente macchina bellica del mondo" Michel Chossudovsky - Direttore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione

Originata dalla Guerra Fredda, l’esistenza della North Atlantic Treaty Organization era giustificata quale argine di difesa nei confronti di ogni minaccia sovietica nei confronti dell’Europa Occidentale.

Tale ragion d’essere è da lungo tempo svanita con il collasso dell’Unione Sovietica e la fine della Guerra Fredda. Nonostante ciò la NATO ha continuato a espandersi senza sosta proprio verso Est, in direzione del suo antico nemico.

La Jugoslavia in particolare ha costituito un punto di svolta per l’Alleanza Atlantica e il suo mandato. L’organizzazione ha mutato il proprio quadro strategico da difensivo in offensivo sotto il pretesto dell’umanitarismo.

Proprio partendo dalla Jugoslavia la NATO ha intrapreso il proprio cammino verso la globalizzazione, andando a interessare un’area di operazioni più estesa al di fuori del continente europeo.

Assurta via via sempre più a simbolo del militarismo statunitense e della diplomazia dei missili, la NATO ha agito come braccio del Pentagono ed è stata dislocata nelle zone di combattimento dove sono stati impegnati gli Stati Uniti e i loro alleati.

Dov’è finito l’originario scopo difensivo per cui la NATO è stata creata?
Quali sono i progetti occulti che sottendono a questa organizzazione?

Scopri la Globalizzazione della Nato,
tra Guerra imperialista e colonizzazione armata

Indice

Ringraziamenti

Prefazione. Le avvertenze di un consigliere del Segretario generale dell'ONU, di Denis J. Halliday

1 Uno sguardo d'insieme sull'espansionismo della NATO: prometeismo?
2 L'UE, l'espansionismo della NATO e il Partenariato per la Pace
3 La Jugoslavia e la reinvenzione della NATO
4 La NATO in Afghanistan
5 Il Dialogo Mediterraneo (DM) della NATO
6 La NATO nel Golfo Persico. L'Iniziativa per la sicurezza nel Golfo
7 La penetrazione nello spazio postsovietico
8 La NATO e gli alti mari. Il controllo delle rotte marittime strategiche
9 Il progetto dello scudo missilistico globale
10 La NATO e l'Africa
11 La militarizzazione del Giappone e dell'Asia-Pacifico
12 L'avanzata nel cuore dell'Eurasia: l'accerchiamento di Russia, Cina e Iran
13 Le controalleanze eurasiatiche
14 La NATO e il Levante: Libano e Siria
15 L'America e la NATO rapportati con Roma e gli alleati peninsulari
16 Militarizzazione globale: alle porte della terza guerra mondiale?

Note
Appendice. La strada per Mosca passa da Kiev

Fonti delle Illustrazioni

La NATO in Afghanistan - Anteprima di "La Globalizzazione della Nato"

La collocazione dell’Afghanistan ha sempre avuto un particolare significato.

Questa Nazione priva di sbocchi sul mare si trova esattamente in una posizione mediana all’incrocio tra Asia centrale, subcontinente indiano e Medio Oriente. Il Paese è importante per diverse ragioni geo-strategiche ed economiche.

Per prima cosa, l’Afghanistan costituisce uno snodo geo-strategico che va a lambire l’Iran, la ex Unione Sovietica e la Cina, rendendolo parecchio appetibile. Nel corso della sua intera storia quest’area geografica è servita da cuscinetto tra Iran, India e Cina. Più tardi, dopo essersi reso indipendente dall’Iran, l’Afghanistan ha rivestito la stessa funzione tra l’Iran, la Russia (e poi l’URSS) e l’India, a quel tempo ancora sottoposta al dominio coloniale britannico, successivamente divisa tra Repubblica dell’India e Pakistan. L’Afghanistan è il luogo ideale per inserire un cuneo tra le grandi potenze eurasiatiche e per stabilire una presenza militare permanente da cui lanciare future operazioni in tutto il continente.

In secondo luogo, esso rappresenta la porta di ingresso ai Paesi dell’Asia centrale ricchi di materie prime, che permette di bypassare i territori dell’Iran, della Federazione russa e della Cina. Ciò costituisce un fattore di notevole importanza poiché consente a forze extra-regionali come Stati Uniti o Gran Bretagna di usare questo Paese allo scopo di aggirare tali potenze rivali della regione. Per anni uno dei progetti più importanti per Washington e le sue corporation è stato un corridoio energetico che passasse in territorio pakistano e afgano, partendo dai campi petroliferi e dalle riserve di gas naturale dell’Asia centrale.

Le missioni di combattimento della NATO si sono concentrate in gran parte nel sudovest e nel nord-ovest dell’Afghanistan, proprio dove era stato progettato il percorso di una pipeline strategica che trasportasse petrolio e gas naturale dall’Asia centrale fino all’Oceano Indiano. Prima dell’11 settembre 2001 Washington era stata coinvolta in negoziati infruttuosi col governo talebano al fine di garantire la sicurezza per questo corridoio energetico in progettazione.

Per continuare a leggere, clicca qui: > La NATO in Afghanistan - Anteprima di "La Globalizzazione della Nato"

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