9 motivi per usare la Soia

di Antonio Colasanti

Glicyne max è la nomenclatura latina della soia, legume nato 3.000 anni fa in Cina, diffusosi in tutta l’Asia e oggi prodotto in tutto il mondo per uso alimentare umano, per il bestiame e come fertilizzante.

Dai semi, interi, macinati o fermentati, si ottiene la farina, l’olio o il latte che hanno un contenuto proteico importante, sono ricchi di grassi omega 3 e 6, scarsi glucidi e poco calcio. Dalla soia si ottengono dei derivati quali il miso, il tofu, il tempeh, il natto, il tamari. Molto usati i germogli e la lecitina, che si ottiene per emulsione.

Nella soia sono contenute delle sostanze simili agli estrogeni umani, chiamati “fito-estrogeni” quali genisteina, okasteina, ginestina.

Tali sostanze risultano protettive e curative per:

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1) Cancro alla prostata. I fitoestrogeni abbassano il contenuto di testosterone, ormone che funziona da carburante in tali patologie, inoltre, non influisce sulla libido e non ha effetti collaterali.

2) Cancro seno. Le donne asiatiche hanno un’incidenza molto minore di tumore al seno in quanto consumano molti prodotti a base di soia. Molti studi dimostrano che alti livelli di fitoestrogeni emativi prevengono tali patologie.

3) Altri tumori (ovaie, endometrio, utero, melanoma). I fitoestrogeni sono capaci di inibire, attraverso reazioni di apoptosi, queste forme tumorali.

4) Menopausa e osteoporosi. La ginesteina è un valido sostituto della terapia estrogenica chimica. I sintomi quali vampate, sudorazioni notturne, tachicardia, insonnia, obesità legate a fenomeni della menopausa, vengono attenuati con preparati a base di soia.
Non ci sono effetti collaterali e la terapia si può protrarre fino alla scomparsa dei sintomi. L’attivazione degli osteoclasti è efficace per prevenire fenomeni di osteoporosi.

5) Cuore e arterie. L’alto contenuto di lecitina tiene a bada i livelli di colesterolo, impedendo la formazione delle placche ateromatose. La buona condizione delle arterie protegge il cuore e limita i fenomeni ipertensivi, inoltre, la stimolazione della tiroide impedisce accumuli di grassi nelle arterie.

5) Diabete. La ginesteina, con meccanismo competitivo, riesce a controllare i picchi di insulina e con tale meccanismo tiene sotto controllo la glicemia.

6) Virus. La soia, con meccanismo di inibizione sulla parete cellulare, grazie alla lecitina impedisce l’ingresso dei virus attraverso la cellula, sfavorendo la replicazione.

7) Azione protettiva neurologica. L‘azione della lecitina su Alzheimer e malattie simili è comprovata da numerosi studi: la colina e la lecitina sono alimenti per la cellula neuronale e per le fibre nervose.

8) Obesità. L’apporto proteico della soia inibisce il consumo di zuccheri, contribuendo al controllo del peso corporeo.

9) Benessere. È ormai accertato che le proteine animali possono essere dannose se consumate in eccesso. Le proteine vegetali sono quindi da preferire e vanno integrate nella dieta, quindi largo spazio ai legumi e anche alla soia, insieme a lenticchie, fagioli, ceci e piselli.

Queste le nove ragioni per usare la soia: unica avvertenza, attenzione alle modificazioni genetiche, in quanto la modificazione del dna annulla tutte queste proprietà. Occhio dunque alle etichette e al consumo di sola soia non ogm.

Articolo di Antonio Colasanti – Il dottor Antonio Colasanti è nato a Frosinone il 01/03/1952  laureato in farmacia all’università la Sapienza di Roma nel 1977. Docente in farmacologia presso la stessa università. Nel 1983 fonda la Omeosalus, azienda distribuzione prodotti omeopatici e fitoterapici. Iscritto al 5° anno di laurea in medicina. Esperto in omeopatia-fitoterapia.

Fonte: https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/medicina-non_convenzionale/9-motivi-per-usare-la-soia

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LA SOIA: FA BENE O MALE?
di Susanna Bramante

La Soia: Fa Bene o Male?

di Susanna Bramante

In questo saggio Susanna Bramante fa luce sui diversi aspetti di un alimento che abbiamo esaltato troppo in fretta e troppo presto rischiamo di demolire.

Le proprietà della soia sono molto discusse. Praticamente sconosciuta fino a pochi decenni fa come alimento per l'uomo - e invece fondamentale nell'alimentazione degli animali da allevamento -, oggi la soia riscuote un consenso crescente non solo tra i vegetariani e i vegani, ma anche fra quanti semplicemente la ritengono un valido sostituto della carne e dei formaggi.

C'è però chi nutre serie perplessità soprattutto in relazione al largo ricorso alla chimica e alle tecnologie impiegate per estrarne le proteine, che accorciano e semplificano i lunghi procedimenti tradizionali delle culture orientali. Sono stati infatti creati "nuovi" prodotti a base di soia dal colore e sapore camuffati e dalle caratteristiche organolettiche alterate, sostenuti da un marketing imponente e da un'industria alimentare sempre più globalizzata.

Risalendo alle origini storiche e culturali della sua produzione in Oriente e sulla scorta dei più recenti risultati della ricerca, Susanna Bramante delinea un quadro in cui non mancano risultanze inquietanti, che sembrano collegare il consumo di soia a problemi digestivi, a disfunzioni della tiroide, a malattie cardiache, all'osteoporosi, al declino cognitivo, a disturbi della riproduzione e della fertilità e a patologie quali il cancro al seno e alla prostata.

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