Perché in Florida non sono tutti Morti o in Ospedale?

di Wayne Allyn Root

Tutti devono conoscere la storia della Florida…

https://media3.s-nbcnews.com/j/newscms/2020_12/1549645/clearwater-beach-florida-coronavirus-today-main-200318_c07f2d5fe3607a11472bd56df1299ae8.social_share_1200x630_center.jpg

Il governatore della Florida, Ron DeSantis, dovrebbe essere il governatore eroe d’America. Ha tenuto duro di fronte alle massicce pressioni per far chiudere lo stato, bloccare l’economia e la gente, e ordinare di indossare mascherine. Ha rifiutato tutto questo e ha mantenuto la Florida aperta agli affari.

Ora si vedono i risultati sorprendenti della sua azione. L’economia della Florida è in pieno boom. La gente è felice. La qualità della vita è alta. E pochissimi sono malati. Ha funzionato!

Anche se in Florida è rimasto tutto aperto e la gente senza maschere per quasi un anno, anche se lo stato ha milioni di pensionati anziani, ha ancora meno morti e ricoveri in questo momento della maggior parte degli altri stati liberali saccenti che sono ancora chiusi e gestiti da governatori “democratici” autoritari. I numeri della Florida sono migliori di quelli di New York, New Jersey, Pennsylvania, Michigan e Illinois.

La gente della Florida ha mantenuto le proprie attività aperte, il proprio posto di lavoro, i figli a scuola e tutti hanno continuato a vivere vite normali. I miei amici hanno ristoranti in Florida e sono pieni di gente, così come i bar. Nessuno indossa maschere. Mi dicono che non solo i clienti sono sani, ma che tutti i loro dipendenti sono sani.

Com’è possibile? Come può la Florida essere fiorente, prospera e più sana mentre la California e New York sono stati chiusi per tutto il tempo, con le imprese morte, i posti di lavoro persi, le scuole chiuse e i bambini che non apprendono nulla?

La risposta è semplice. I governatori democratici hanno preso tutte decisioni sbagliate (come in moltissimi altri posti nel mondo, Italia in primis – ndr). Le chiusure non sono mai state necessarie. Né sono mai state costituzionali. Nessun posto di lavoro avrebbe dovuto essere perso.

È stata tutta una farsa! Con le chiusure infatti la gente si ammala ancora… non si può fermare un virus in questo modo. Ma le chiusure riescono a fare tre cose: distruggere l’economia, distruggere la qualità della vita e, ironicamente, far ammalare e morire più persone a causa dello stress, della solitudine, della depressione e della povertà.

Le chiusure dimostrano che la soluzione è stata peggiore del virus. L’unica soluzione possibile è la libertà e la scelta individuale. Lasciare che le persone scelgano se tenere aperte le loro attività, andare al lavoro o indossare maschere.

Le chiusure sono forse il peggior “errore” nella storia dell’America. Il Caso è chiuso. (In verità però non si tratta di errore ma di azione consapevole, proprio con lo scopo di distruggere le economie dei vari stati e modificarne le società, secondo i dettami dell’Agenda del NWO – ndr)

Articolo di Wayne Allyn Root

Fonte originale: https://www.frontpagemag.com/fpm/2021/03/why-isnt-everyone-florida-dead-or-hospital-wayne-allyn-root/

Scelto e curato da Jean Gabin

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: https://www.orazero.org/perche-in-florida-non-sono-tutti-morti-o-in-ospedale/

Libri e varie...
FISSANDO IL SOLE
di Irvin D. Yalom

Fissando il Sole

di Irvin D. Yalom

"La tristezza mi entra nel cuore. Io ho paura della morte". Così quattromila anni fa Gilgamesh, l'eroe babilonese, commentava la morte dell'amico Enkidu.

La paura della morte ci perseguita da sempre. C'è chi la manifesta indirettamente, magari in un sintomo che non ha apparentemente nulla a che fare con essa; c'è chi la esplicita, come Gilgamesh, con tragica consapevolezza; c'è chi ne è a tal punto paralizzato da non potersi abbandonare ad alcuna felicità.

Come un'ombra oscura, la paura della morte entra nel cuore di ogni uomo, in ogni epoca, sotto ogni condizione. Al punto tale che non vi è stato scrittore degno di questo nome che non l'abbia affrontata e descritta.

Irvin Yalom l'affronta anche lui in questo libro, ma non per aggiungere un suo compendio di riflessioni alle illustri opere del passato. Il libro è piuttosto una ricognizione che nasce dal confronto personale con il problema della morte, confronto offerto dal dialogo con i pazienti e dalla frequentazione delle opere di quei pensatori che hanno tracciato la via per avere la meglio sul terrore della morte. L'esperienza mostra come sia davvero arduo vivere ogni istante consapevoli di dover morire. "E come cercare di fissare direttamente il sole: si riesce a sopportarlo solo per poco". Di qui i rituali compulsivi per attenuarne il terrore: la proiezione nel futuro attraverso i propri figli, la fede in un salvatore, la strenua lotta per diventare importanti e famosi.

L'angoscia della morte è però sempre in agguato, "occultata in qualche abisso nascosto della mente". Che cosa fare? Come misurarsi con essa? Più che Freud, Jung e gli altri grandi psichiatri della fine del diciannovesimo e dell'inizio del ventesimo secolo, sono i filosofi greci classici, in particolare Epicuro, a indicare, per Yalom, la via. È attraverso il pensiero di Epicuro - un filosofo lontanissimo da quella concezione di abbandono alla sensualità con cui viene generalmente tramandato - che l'idea della morte, anziché portare alla disperazione e a una vita priva di scopo, può essere una awakening experience, un'esperienza di risveglio, "una consapevolezza che conduce a una vita più piena".

...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *