Libia: dieci cose su Gheddafi che non vogliono farti sapere

di Siovhan Cleo Crombie

Che cosa pensi quando senti il nome del Colonnello Gheddafi? Un tiranno? Un dittatore? Un terrorista? Beh, un cittadino della Libia potrebbe anche non essere d’accordo, ma vogliamo che sia tu a decidere.

Mu’Ammar Gheddafi

Mu’Ammar Gheddafi


Per 41 anni, fino alla sua morte, nell’Ottobre del 2011, Muammar Gheddafi ha fatto delle cose davvero sorprendenti per il suo Paese e ha cercato ripetutamente di unire e rendere più forte il continente africano. 

Così, nonostante ciò che puoi aver sentito per radio o visto attraverso i media o la televisione, Gheddafi ha fatto cose rilevanti, che poco si addicono all’immagine di “feroce dittatore” dipinto dai media occidentali. 

Ecco dieci cose che Gheddafi ha fatto per la Libia che probabilmente non conosci…

Il Libro verde di Mu’Ammar Gheddafi1. In Libia la casa era considerata un diritto umano naturale.

Nel “Libro Verde” di Gheddafi c’è scritto: ”La casa è un bisogno fondamentale sia dell’individuo che della famiglia, quindi non dovrebbe essere proprietà di altri”. Il Libro Verde di Gheddafi rappresenta la filosofia politica dell’ex leader; fu pubblicato per la prima volta nel 1975 allo scopo di essere letto da tutti i Libici ed era inserito anche nei programmi nazionali d’istruzione.

2. L’istruzione e le cure mediche erano completamente gratuite.

Sotto Gheddafi, la Libia poteva vantare uno dei migliori servizi sanitari del Medio Oriente e dell’Africa. Inoltre, se un cittadino libico non poteva accedere al corso di formazione desiderato o a un particolare trattamento medico in Libia, erano previsti finanziamenti per andare all’estero.

3. Gheddafi ha effettuato il più grande progetto di irrigazione del mondo.

Il più grande sistema di irrigazione del mondo, conosciuto anche come il grande fiume artificiale, fu progettato per rendere l’acqua facilmente disponibile per tutti i Libici in tutto il Paese. Fu finanziato dal governo Gheddafi e si dice che lo stesso Gheddafi l’avesse definito orgogliosamente “l’ottava meraviglia del mondo”.

Libri e varie...

Mp3 - Storia del Colonialismo Italiano in Africa

di Antonio Bincoletto

MP3 - STORIA DEL COLONIALISMO ITALIANO IN AFRICA
di Antonio Bincoletto

Storia del Colonialismo italiano in Africa è un excursus sul colonialismo italiano nel continente africano dagli ultimi decenni del XIX secolo fino alla seconda guerra mondiale, con cenni all'epoca post coloniale.
 In questo Audiobook le conquiste italiane sono presentate sia dal punto di vista dei sostenitori che da quello degli oppositori all'impresa: si riportano le posizioni e gli scritti di esponenti politici, capi dell'esercito, giornalisti, poeti e intellettuali, semplici soldati e coloni italiani, come pure le voci di leader politici africani, capi della resistenza e indigeni coinvolti nell'occupazione militare, che riferiscono il vissuto e le reazioni dei popoli colonizzati.
 Al fine di sfatare il mito di presunte diversità del colonialismo italiano rispetto ad altre analoghe imprese di conquista, è stata dedicata particolare attenzione alla descrizione dei modi con cui l'occupazione delle colonie si è realizzata, specie durante il ventennio fascista.
 I documenti d'epoca sono riprodotti fedelmente, e così le ambientazioni, anche sonore, con l'intento di ricostruire il clima, i dibattiti, le ideologie e la propaganda che accompagnarono e sostennero le conquiste. Nella parte conclusiva si traggono alcune considerazioni finali sui lasciti tuttora visibili e sulle connotazioni specifiche delle imprese coloniali italiane in Africa....

Storia delle Guerre Africane

Dalla fine del colonialismo al neoliberalismo globale

di Stefano Bellucci

STORIA DELLE GUERRE AFRICANE
Dalla fine del colonialismo al neoliberalismo globale
di Stefano Bellucci

Perché, dall’indipendenza in poi, in Africa si sono avute più guerre che nel resto del mondo?
 Quali sono le caratteristiche dei conflitti armati africani e in cosa si differenziano da quelli di altre parti del globo?
 Perché alcuni paesi africani sono stati attraversati da guerre e altri no? 
Perché ci sono state numerose guerre civili e poche guerre di secessione o tra Stati diversi?
 Il volume cerca di rispondere a questi interrogativi, non soltanto esaminando le cause dei conflitti, ma anche gli attori coinvolti, partendo dal periodo della guerra fredda fino ad arrivare alla globalizzazione neoliberale. 
Se le motivazioni delle guerre, comunemente di natura economica e politica, sono generalmente le stesse, diverse sono le loro giustificazioni politiche, la maniera di essere combattute e, in ultima analisi, le responsabilità dirette o indirette di chi le decide e di chi le facilita.
 Le trasformazioni della politica internazionale, dello Stato africano, dell’economia mondiale e di quella locale coincidono con le trasformazioni delle guerre, le quali non possono essere analizzate prescindendo da questi processi....

Isis S.P.A

Storia segreta della cospirazione occidentale e del terrore islamico - La verità che nessuno vi racconta

di Daniel Estulin

ISIS S.P.A. - LIBRO
Storia segreta della cospirazione occidentale e del terrore islamico - La verità che nessuno vi racconta
di Daniel Estulin

Attentati in Francia, Germania, Belgio, Inghilterra… Siamo sotto assedio, gli estremisti islamici ci attaccano, tuonano i media. E i governi si affrettano a varare misure straordinarie, i controlli si moltiplicano, le nostre libertà personali diminuiscono in nome della sicurezza collettiva. Eppure, se seguissimo la pista del denaro, verrebbe fuori una realtà ben diversa.
  Chi arma i kamikaze? Chi paga i loro centri di addestramento? Chi ci guadagna da questo costante stato di allerta, e ancora di più dal caos che impedisce al Medio Oriente di diventare un vero interlocutore politico ed economico? 
 La risposta è sotto gli occhi di tutti: da sempre i servizi segreti inglesi e americani hanno alimentato i conflitti degli Stati arabi per impedire che diventassero troppo autonomi. Fomentare le tendenze più radicali è il modo migliore per assicurarsi il controllo delle risorse. È successo in Iran, Iraq, Siria, Afghanistan, proprio quelli che oggi sono i focolai del terrore.
 In questo libro Daniel Estulin documenta la sistematica strategia destabilizzatrice dell'Occidente, ricostruisce gli interessi dietro il Jihad e spiega che ISIS, Al Qaida, talebani e Fratelli musulmani hanno un'unica matrice: le scuole estremiste finanziate attraverso l'Arabia Saudita, il principale alleato degli angloamericani in Oriente. Le stesse scuole che hanno formato i kamikaze attivi in Europa, molti dei quali erano noti da tempo ai servizi segreti. Perché nessuno li ha fermati? 
 
 - Chi forma i jihadisti?
 - I servizi segreti conoscevano i kamikaze, ma non li hanno fermati. Perché?
 - Chi ci guadagna dalle tensioni in Medio Oriente?
  La prima grande inchiesta sugli interessi economici e politici dietro il terrorismo islamico. Che ha radici profonde in Occidente.
 Il mondo è in guerra, non di religione,
ma per il potere e i soldi.
Papa Francesco...

Obiettivo Siria

Come la CIA, le bande criminali e le ONG realizzano stragi di massa e distorcono le informazioni per manipolare l'opinione pubblica

di Tony Cartalucci, Nile Bowie

OBIETTIVO SIRIA  - LIBRO
Come la CIA, le bande criminali e le ONG realizzano stragi di massa e distorcono le informazioni per manipolare l'opinione pubblica
di Tony Cartalucci, Nile Bowie

Un libro per colpire i bombardamenti, svelare la Grande Bugia in tempo, per fermare l’ennesima guerra “umanitaria”. La situazione della Siria è drammatica. Il paese si dibatte in una cruenta guerra civile, oggetto di spietati attacchi da parte di nemici interni ed esterni. La cosiddetta “rivolta siriana” fa in realtà parte di una cinica strategia statunitense che si serve di provocatori, mercenari, fanatici fondamentalisti e ONG corrotte.
 Essi sono decisi a colpire uno stato arabo indipendente, dove la ricchezza generata dal petrolio viene impiegata per finanziare lo stato sociale, proprio come avveniva in Libia prima che questa fosse annientata con analoghe modalità. I paesi vicini partecipano al massacro, come sciacalli e iene che strisciano ai piedi del leone americano.
 “Obiettivo Siria” è un ammonimento sul modo di operare dell’onnipotente “Impero del Dollaro”. La trama americana, finanziata dai “petrodollari” delle monarchie del Golfo, attiva la tattica delle “counter-gang”: terroristi – mercenari e irregolari, la “legione straniera” della CIA – che fanno saltare in aria edifici e massacrano gli innocenti, per poi addossare le responsabilità della carneficina al governo preso di mira.
 ONG come NED – National Endowment for Democracy – incoraggiano gli “attivisti”, i cui leader sono ambiziosi sociopatici, intenti ad aggiudicarsi avidamente una parte delle spoglie dello Stato abbattuto. I mezzi d’informazione credono alla Grande Bugia e la celebrano propagandisticamente, creando una realtà falsificata attraverso cui non è possibile farsi una opinione critica, libera e indipendente.
  “Obiettivo Siria” mostra come queste guerre siano architettate attraverso la strumentalizzazione degli istinti più nobili dell’animo umano, tramite l’inganno di coloro che altrimenti tenderebbero a contrastare l’intervento armato, manipolandoli al servizio dell’assassinio di massa e della dittatura globale del potere economico.
 Anteprima - Obiettivo Siria - Libro di Tony Cartalucci, Nile Bowie Credo che le incaute speranze e gli ancor più incauti entusiasmi per le cosiddette "primavere arabe" si siano ormai volatilizzati, soprattutto in seguito alla vicenda che ha coinvolto Gheddafi in Libia. Gheddafi è stato un tiranno a lungo tollerato e perfino adulato dagli occidentali, finché questi non hanno cominciato ad accorgersi che il decisivo intervento della NATO contro di lui si era concretizzato dal momento in cui egli aveva cominciato a intralciare gli interessi francesi e britannici in Libia, opponendosi contemporaneamente alle speculazioni di alcune multinazionali nei lucrosi campi dell'acqua e della telefonia nel continente africano.
 Quelle "primavere" erano state tacitamente e brutalmente soffocate nei Paesi della penisola arabica, alcuni governi dei quali - e gli organismi mediatici che essi finanziano - sostengono invece decisamente i gruppi fondamentalisti, che hanno animato, se non addirittura egemonizzato, altrove la rivolta.
 Infine - a parte l'iniziale "caso" tunisino, che aveva forse preso in contropiede sia i governi che gli imprenditori occidentali - la rivolta si è invariabilmente indirizzata contro i Paesi musulmani retti da quei regimi che noi, impropriamente, definivamo "laici". Nemmeno uno dei ricchi e feroci tirannelli degli emirati, che il petrolio e il turismo hanno ormai reso arci-opulenti e che sono interlocutori preziosi delle banche e delle lobby occidentali, è stato rovesciato, mentre, fra i regimi arabi "laici", quello dei militari algerini e rimasto indisturbato nonostante il responso negativo delle urne'.
  Continua a leggere - Anteprima - Obiettivo Siria - Libro di Tony Cartalucci, Nile Bowie
 
 Introduzione - Obiettivo Siria - Libro di Tony Cartalucci, Nile Bowie Questi avvenimenti sono stati censurati dai media appartenenti al mainstream, i quali proseguono senza tregua il loro sforzo, finalizzato a indurre l'opinione pubblica di tutto il mondo a credere che gli eventi siriani siano una nuova "rivoluzione del popolo", mentre i fatti dimostrano chiaramente che si tratta di un altro sanguinoso "cambio di regime" incentivato dal Governo americano.
 Questa non dovrebbe essere una sorpresa. La storia ricorda che la CIA ha orchestrato innumerevoli insurrezioni violente in diversi Paesi del mondo, armando bande di mercenari e "squadroni della morte", con l'obiettivo di rovesciare i governi nazionali ed espandere la dominazione americana in ogni angolo del globo.
 Nel 1988, l'allora comandante del locale distaccamento John Stockwell, che portò avanti la guerra segreta in Angola, valutò che la CIA avesse organizzato approssimativamente 3000 operazioni maggiori e 10.000 operazioni minori di questa tipologia, che provocarono la morte di più di 6 milioni di persone.
  Continua a leggere - Introduzione - Obiettivo Siria - Libro di Tony Cartalucci, Nile Bowie
 
 Indice del libro Indice
Nota sull'opera
Prefazione
di Franco Cardini
Il puzzle siriano
Giochi di potere
"Primavera" o disgregazione del mondo arabo?
Introduzione
Le premesse
La cosiddetta "Primavera Araba"
La cronologia: 2008-2010, preparazione del campo di battaglia
2011: l'anno dell'inganno
Rivolta e insurrezione in Siria
L'architettura dell'insorgenza
Gestione della percezione nella guerra psicologica attraverso bugie,
disinformazione, montature e travisamenti
La prospettiva di una guerra regionale
Fasi della guerra non convenzionale
Struttura di un movimento di insorgenza o di resistenza
Giustizia poetica nel Golfo Persico
La Turchia e la questione curda
Israele e la strada verso la Persia
Sanzioni
Invasione
Un fronte unito contro l'Iran
La costruzione delle provocazioni
Rivoluzione colorata finanziata dall'estero
Assistere le rivoluzioni popolari con le forze armate
Terrorismo sponsorizzato dagli Stati Uniti
Mujahedin-e Khalq e l'insorgenza armata
Potenziali alleati etnici
Fomentare un colpo di stato militare
La posizione cino-russa
Conclusioni
Appendice 1 - Siria: la testimonianza di un sacerdote
Appendice 2 - Cos'è Amnesty International?
Il finanziamento di Amnesty International
La leadership di Amnesty International
Amnesty International tradisce la reale promozione dei diritti umani
Appendice 3 – La cronaca occidentale sulla Siria sta andando in pezzi
Appendice 4 – La Turchia tenta di provocare la guerra alla Siria...

Governo Globale

La storia segreta del nuovo ordine mondiale

di Gianluca Marletta , Enrica Perucchietti

GOVERNO GLOBALE
La storia segreta del nuovo ordine mondiale
di Gianluca Marletta
                                  ,                          Enrica Perucchietti

Vuoi scoprire cos'è il Nuovo Ordine Mondiale? Crisi economiche, rivoluzioni e guerre: che cosa si cela dietro il rischio di crollo dell'Eurozona? La cosiddetta "Primavera Araba", l'uccisione di Osama bin Laden, la guerra in Libia, i cablogrammi di Wikileaks, l'attentato di Oslo e Utoja e l'insediamento del governo Monti? Che cosa lega l'omicidio di John Kennedy all'assassinio di Olof Palme? Come fanno eventi in apparenza così diversi e distanti ad avere un'origine comune?
 In questo saggio si svela per la prima volta in modo chiaro, completo e documentato, la storia segreta del Nuovo Ordine Mondiale, dagli inizi a oggi: la genesi, l'ideologia e le tappe storiche, dalle origini della modernità all'attuale sfida militare, che vede come terreno di battaglia il Medio Oriente.
 Chi persegue in segreto il disegno di instaurazione di un Governo Globale e chi ha coniato questo termine? Quali interessi si nascondono dietro questo progetto? Che ruolo hanno i membri di affiliazioni e gruppi occulti che riuniscono i protagonisti della vita politica, economica e finanziaria a livello mondiale?
 Quale disegno si nasconde dietro la diffusione della tossicodipendenza di massa, i fenomeni inquietanti e criminali come il satanismo e certi movimenti "culturali" o di "controcultura", come la "rivoluzione" psichedelica?
 In questo gioco di equilibri, quale obiettivo nasconde il progetto di instaurazione di un Governo Globale, che lungo il suo cammino assoggetta i Popoli e fa cadere nazioni e governi come pedine di un complesso domino di cui non si riesce a vedere il disegno complessivo? Scoprilo leggendo queste pagine....

La Globalizzazione della Nato

Guerre imperialiste e globalizzazioni armate

di Mahdi Darius Nazemroaya

LA GLOBALIZZAZIONE DELLA NATO - LIBRO
Guerre imperialiste e globalizzazioni armate
di Mahdi Darius Nazemroaya

"Questo libro è obbligatorio da leggere per coloro che si sono impegnati a invertire la rotta della guerra e della conquista imperialista da parte della più imponente macchina bellica del mondo" Michel Chossudovsky - Direttore del Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione
Originata dalla Guerra Fredda, l’esistenza della North Atlantic Treaty Organization era giustificata quale argine di difesa nei confronti di ogni minaccia sovietica nei confronti dell’Europa Occidentale.
Tale ragion d’essere è da lungo tempo svanita con il collasso dell’Unione Sovietica e la fine della Guerra Fredda. Nonostante ciò la NATO ha continuato a espandersi senza sosta proprio verso Est, in direzione del suo antico nemico.
La Jugoslavia in particolare ha costituito un punto di svolta per l’Alleanza Atlantica e il suo mandato. L’organizzazione ha mutato il proprio quadro strategico da difensivo in offensivo sotto il pretesto dell’umanitarismo.
Proprio partendo dalla Jugoslavia la NATO ha intrapreso il proprio cammino verso la globalizzazione, andando a interessare un’area di operazioni più estesa al di fuori del continente europeo.
Assurta via via sempre più a simbolo del militarismo statunitense e della diplomazia dei missili, la NATO ha agito come braccio del Pentagono ed è stata dislocata nelle zone di combattimento dove sono stati impegnati gli Stati Uniti e i loro alleati.
Dov’è finito l’originario scopo difensivo per cui la NATO è stata creata?
 Quali sono i progetti occulti che sottendono a questa organizzazione?
Scopri la Globalizzazione della Nato,
 tra Guerra imperialista e colonizzazione armata
Indice
Ringraziamenti
Prefazione. Le avvertenze di un consigliere del Segretario generale dell'ONU, di Denis J. Halliday
1 Uno sguardo d'insieme sull'espansionismo della NATO: prometeismo?
2 L'UE, l'espansionismo della NATO e il Partenariato per la Pace
3 La Jugoslavia e la reinvenzione della NATO
4 La NATO in Afghanistan
5 Il Dialogo Mediterraneo (DM) della NATO
6 La NATO nel Golfo Persico. L'Iniziativa per la sicurezza nel Golfo
7 La penetrazione nello spazio postsovietico
8 La NATO e gli alti mari. Il controllo delle rotte marittime strategiche
9 Il progetto dello scudo missilistico globale
10 La NATO e l'Africa
11 La militarizzazione del Giappone e dell'Asia-Pacifico
12 L'avanzata nel cuore dell'Eurasia: l'accerchiamento di Russia, Cina e Iran
13 Le controalleanze eurasiatiche
14 La NATO e il Levante: Libano e Siria
15 L'America e la NATO rapportati con Roma e gli alleati peninsulari 
16 Militarizzazione globale: alle porte della terza guerra mondiale?
Note
Appendice. La strada per Mosca passa da Kiev
Fonti delle Illustrazioni
La NATO in Afghanistan - Anteprima di "La Globalizzazione della Nato"
La collocazione dell’Afghanistan ha sempre avuto un particolare significato.
Questa Nazione priva di sbocchi sul mare si trova esattamente in una posizione mediana all’incrocio tra Asia centrale, subcontinente indiano e Medio Oriente. Il Paese è importante per diverse ragioni geo-strategiche ed economiche.
Per prima cosa, l’Afghanistan costituisce uno snodo geo-strategico che va a lambire l’Iran, la ex Unione Sovietica e la Cina, rendendolo parecchio appetibile. Nel corso della sua intera storia quest’area geografica è servita da cuscinetto tra Iran, India e Cina. Più tardi, dopo essersi reso indipendente dall’Iran, l’Afghanistan ha rivestito la stessa funzione tra l’Iran, la Russia (e poi l’URSS) e l’India, a quel tempo ancora sottoposta al dominio coloniale britannico, successivamente divisa tra Repubblica dell’India e Pakistan. L’Afghanistan è il luogo ideale per inserire un cuneo tra le grandi potenze eurasiatiche e per stabilire una presenza militare permanente da cui lanciare future operazioni in tutto il continente.
In secondo luogo, esso rappresenta la porta di ingresso ai Paesi dell’Asia centrale ricchi di materie prime, che permette di bypassare i territori dell’Iran, della Federazione russa e della Cina. Ciò costituisce un fattore di notevole importanza poiché consente a forze extra-regionali come Stati Uniti o Gran Bretagna di usare questo Paese allo scopo di aggirare tali potenze rivali della regione. Per anni uno dei progetti più importanti per Washington e le sue corporation è stato un corridoio energetico che passasse in territorio pakistano e afgano, partendo dai campi petroliferi e dalle riserve di gas naturale dell’Asia centrale.
Le missioni di combattimento della NATO si sono concentrate in gran parte nel sudovest e nel nord-ovest dell’Afghanistan, proprio dove era stato progettato il percorso di una pipeline strategica che trasportasse petrolio e gas naturale dall’Asia centrale fino all’Oceano Indiano. Prima dell’11 settembre 2001 Washington era stata coinvolta in negoziati infruttuosi col governo talebano al fine di garantire la sicurezza per questo corridoio energetico in progettazione.
Per continuare a leggere, clicca qui: > La NATO in Afghanistan - Anteprima di "La Globalizzazione della Nato"...

4. Tutti potevano avviare gratuitamente un’azienda agricola.

Se qualunque libico avesse voluto avviare una fattoria, gli venivano dati una casa, terreni agricoli, animali e semi, tutto gratuitamente.

5. Le madri con neonati ricevevano un sussidio in denaro.

Quando una donna libica dava alla luce un bambino, riceveva 5.000 dollari USA per sé e per il bambino.

6. L’elettricità era gratuita.

L’elettricità era gratuita in Libia. Ciò significa che non esistevano bollette dell’elettricità!

7. Benzina a buon mercato.

Durante il periodo di Gheddafi, la benzina in Libia costava solo 0,14 dollari usa al litro.

8. Gheddafi ha innalzato il livello dell’istruzione.

Prima di Gheddafi solo il 25% dei Libici era alfabetizzato. Questa cifra è stata portata fino all’87%, con un aumento del 25% dei laureati.

9. La Libia aveva la propria banca di Stato.

La Libia aveva una propria banca di Stato, che ha fornito ai cittadini prestiti a tasso zero per legge, e non aveva debito estero.

Mu’Ammar Gheddafi con Nelson Mandela

Mu’Ammar Gheddafi con Nelson Mandela. Notate le braccia spalancate di Mandela. Questa foto parla da sola.

 

10. Il dinaro d’oro.

Prima della caduta di Tripoli e della sua prematura scomparsa, Gheddafi stava cercando di introdurre un’unica moneta africana legata all’oro. Seguendo le orme del defunto grande pioniere Marcus Garvey, che per primo coniò il termine di ”Stati Uniti d’Africa”, Gheddafi voleva iniziare il commercio con il solo dinaro africano d’oro, una mossa che avrebbe gettato nel caos l’economia mondiale.

Il dinaro è stato ampiamente osteggiato dalle ‘élites’ della società odierna. Le nazioni africane avrebbero finalmente avuto il potere di uscire dal debito e dalla povertà per commerciare solo con questo bene prezioso. Avrebbero potuto finalmente dire “no” allo sfruttamento esterno e pagare quanto ritenevano giusto per le risorse preziose. Si è detto che il dinaro d’oro sia stata la vera ragione dell’innesco del conflitto guidato dalla NATO, nel tentativo di rovesciare un leader dal linguaggio molto chiaro e dagli intenti troppo “rivoluzionari”.

Dunque, Muammar Gheddafi era veramente un terrorista?

Ciò che sembra abbastanza evidente è che Gheddafi, nonostante la fama negativa che circondava il suo nome, abbia fatto molte cose positive per il suo Paese. E questo è qualcosa che dovremmo cercare di ricordare nei nostri giudizi futuri, insieme al fatto che ciò che l’informazione mainstream ci propina, sia spesso manipolato, se non addirittura falso.

Questo eccentrico video documentario racconta una storia interessante, anche se piuttosto diversa, da quella che crediamo di sapere.

Articolo di Siovhan Cleo Crombie

Traduzione di M. Guidoni

Fonte: http://www.infopal.it/libia-dieci-cose-gheddafi-non-vogliono-farti-sapere/

Fonte originale: https://urbantimes.co/2014/05/libya-under-gaddafi/

 

Quando la Clinton rise per la morte di Gheddafi

Il 20 ottobre 2011 cadde definitivamente la Libia di Gheddafi, dopo sette mesi della “No Fly Zone” decretata dalla risoluzione ONU 1973.

Di fatto quella risoluzione avallata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con l’astensione di Cina e Russia, che a differenza della crisi siriana qualche anno più tardi non applicarono il veto, permise dei veri e propri bombardamenti da parte delle forze alleate e della Lega Araba sulla Libia di Gheddafi.

I ribelli che fino a quel momento erano stati efficacemente respinti dai lealisti arrivarono in pochi mesi all’avanzata verso Tripoli, conquistata nell’agosto del 2011. Gheddafi rifugiatosi a Sirte per organizzare l’ultima strenua ed effimera resistenza lealista, verrà sconfitto e catturato per poi essere ucciso dalle milizie in modo poco decorso.

Hillary Clinton, al tempo Segretario di Stato fu raggiunta dalla notizia della morte di Gheddafi durante un’intervista che l’ex First Lady stava realizzando per CBS News a Kabul. La reporter le chiese se la sua visita di pochi giorni prima avesse a che fare con la caduta di Gheddafi, domanda alla quale la Clinton rispose che la sua visita nella Libia “libera” (come lei stessa la aveva battezzata) aveva sicuramente a che fare con la caduta di Gheddafi. Poi commentando la definitiva morte dell’ex Guida della Jamahiriya libica, ha esultato con fare isterico ed ilare alla notizia utilizzando parole che ricalcando quelle di Giulio Cesare quando attraversava il Rubicone, faranno il giro della rete: “We came, we saw, he died”, ovvero “Siamo arrivati, abbiamo visto e lui è morto” …gridava estasiata l’attuale candidata democratica alla presidenza degli Usa, quel giorno particolarmente soddisfatta lì a Kabul, dove era stata raggiunta dai giornalisti.

Contenta per il cambio di regime di un paese che ormai costituiva un problema più per le mire geopolitiche dei francesi, da sempre avversi al panafricanismo di Gheddafi che minacciava la loro egemonia post-coloniale sui paesi francofoni, e per le petromonarchie, che non per gli Stati Uniti stessi.

Sappiamo poi come è andata: la Libia è un caos del quale l’Europa si è in seguito disinteressata, divisa dalle tribù locali e dall’avvento dell’ISIS a pochi chilometri dai confini europei. I leader ribelli che si erano avvantaggiati della benevolenza europea (e della Segreteria di Stato Usa) sono poi passati per i finanziamenti del Qatar oppure sono entrati direttamente nell’ISIS.

Un caos che ha provocato conseguenze gravissime, come l’intensificarsi del problema dei flussi immigratori in Europa, l’aggravarsi della pericolosità del terrorismo islamico e ultimo, ma non ultimo, un danno economico e strategico importante per il nostro paese.

Fonte: http://www.opinione-pubblica.com/quando-la-clinton-rise-per-la-morte-di-gheddafi/

Libri e varie...

L'età dell'inganno

La forza del dialogo contro l'ipocrisia delle nazioni

di Mohamed El Baradei

L'ETà DELL'INGANNO
La forza del dialogo contro l'ipocrisia delle nazioni
di Mohamed El Baradei

Nei due decenni passati Mohamed El Baradei ha ricoperto un ruolo chiave nei conflitti più delicati del nostro tempo, mantenendo la propria credibilità di interlocutore sia nel mondo arabo sia in Occidente.
 Egiziano e strenuo oppositore del regime di Hosni Mubarak, nel 1997 viene nominato direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, rendendosi protagonista di battaglie diplomatiche in cui denuncia l'ipocrisia del regime di non proliferazione nucleare, l'assoluta non cooperazione dei servizi segreti, il continuo raggiro delle regole a discapito dei concordati, della diplomazia e della collaborazione dei Paesi in possesso di armamenti.
 Quando necessario, nella sua veste di diplomatico, non ha esitato ad ammonire l'operato degli inglesi, degli israeliani e soprattutto degli americani: nel 2003 smentì clamorosamente la presenza di un piano bellico nucleare di Saddam Hussein.
 Per i suoi sforzi nel controllo della prolificazione delle armi nucleari, El Baradei e la sua agenzia hanno ricevuto nel 2005 il Premio Nobel per la Pace.
 Per la prima volta in un libro, racconta dei suoi dodici anni passati alla guida dell'AIEA: le discussioni avvenute prima dell'invasione americana in Iraq, tra gli ispettori Onu e Dick Cheney, Condoleeza Rice e Colin Powel.
 Le richieste di Mubarak, di Gheddafi, i difficili rapporti con Ahmadinejad, la ricerca di diplomazia con Siria, India e lo scontro lacerante con Israele. In questi giorni, mentre il suo libro è pronto per andare in stampa, El Baradei ha infiammato, con i suoi interventi, Piazza Tahrir e a lui si guarda come uno dei probabili candidati alle prossime elezioni presidenziali egiziane....

Terrorismo Occidentale

di Noam Chomsky, Andrè Vltchek

TERRORISMO OCCIDENTALE - LIBRO
di Noam Chomsky, Andrè Vltchek

Un dialogo a due per riflettere sulla situazione mondiale e sul terrorismo
 L'Occidente si proclama campione della libertà e dichiara improbabili "guerre al terrorismo", ma è in verità il più grande artefice del terrore globale.
 Ciechi, o accecati dalla propaganda, i cittadini europei e nordamericani sembrano ignorare completamente l'azione dei loro governi e delle loro multinazionali.
 Eppure, è sotto gli occhi di tutti: dai tempi del colonialismo le potenze occidentali si adoperano costantemente per destabilizzare il resto del mondo, provocando genocidi, disastri ecologici, esodi di massa di intere popolazioni.
 In un dialogo appassionato e appassionante, Noam Chomsky e Andre Vltchek, osservatori acuti e partecipi di ciò che accade in ogni angolo del globo, affrontano senza pregiudizi i peggiori crimini compiuti dall'Occidente dal secondo dopoguerra a oggi.
 Muovendosi nelle diverse aree geopolitiche, dall'Europa orientale al Sudest asiatico all'Africa al Medio Oriente al Sudamerica, il grande studioso e il giornalista d'inchiesta svelano gli interessi dell'imperialismo europeo e nordamericano che sempre si celano dietro a guerre, massacri, miseria.
 Ma se entrambi hanno dedicato la vita alla lotta, scontrandosi continuamente con la censura dei paesi "liberi", è perché sanno anche cogliere, nello scenario desolante del mondo governato dall'Occidente, motivi di rinnovamento e di speranza in un mondo finalmente libero dal terrore e dalle sue cause....

Governo Globale

La storia segreta del nuovo ordine mondiale

di Gianluca Marletta , Enrica Perucchietti

GOVERNO GLOBALE
La storia segreta del nuovo ordine mondiale
di Gianluca Marletta
                                  ,                          Enrica Perucchietti

Vuoi scoprire cos'è il Nuovo Ordine Mondiale? Crisi economiche, rivoluzioni e guerre: che cosa si cela dietro il rischio di crollo dell'Eurozona? La cosiddetta "Primavera Araba", l'uccisione di Osama bin Laden, la guerra in Libia, i cablogrammi di Wikileaks, l'attentato di Oslo e Utoja e l'insediamento del governo Monti? Che cosa lega l'omicidio di John Kennedy all'assassinio di Olof Palme? Come fanno eventi in apparenza così diversi e distanti ad avere un'origine comune?
 In questo saggio si svela per la prima volta in modo chiaro, completo e documentato, la storia segreta del Nuovo Ordine Mondiale, dagli inizi a oggi: la genesi, l'ideologia e le tappe storiche, dalle origini della modernità all'attuale sfida militare, che vede come terreno di battaglia il Medio Oriente.
 Chi persegue in segreto il disegno di instaurazione di un Governo Globale e chi ha coniato questo termine? Quali interessi si nascondono dietro questo progetto? Che ruolo hanno i membri di affiliazioni e gruppi occulti che riuniscono i protagonisti della vita politica, economica e finanziaria a livello mondiale?
 Quale disegno si nasconde dietro la diffusione della tossicodipendenza di massa, i fenomeni inquietanti e criminali come il satanismo e certi movimenti "culturali" o di "controcultura", come la "rivoluzione" psichedelica?
 In questo gioco di equilibri, quale obiettivo nasconde il progetto di instaurazione di un Governo Globale, che lungo il suo cammino assoggetta i Popoli e fa cadere nazioni e governi come pedine di un complesso domino di cui non si riesce a vedere il disegno complessivo? Scoprilo leggendo queste pagine....

Mp3 - Storia del Colonialismo Italiano in Africa

di Antonio Bincoletto

MP3 - STORIA DEL COLONIALISMO ITALIANO IN AFRICA
di Antonio Bincoletto

Storia del Colonialismo italiano in Africa è un excursus sul colonialismo italiano nel continente africano dagli ultimi decenni del XIX secolo fino alla seconda guerra mondiale, con cenni all'epoca post coloniale.
 In questo Audiobook le conquiste italiane sono presentate sia dal punto di vista dei sostenitori che da quello degli oppositori all'impresa: si riportano le posizioni e gli scritti di esponenti politici, capi dell'esercito, giornalisti, poeti e intellettuali, semplici soldati e coloni italiani, come pure le voci di leader politici africani, capi della resistenza e indigeni coinvolti nell'occupazione militare, che riferiscono il vissuto e le reazioni dei popoli colonizzati.
 Al fine di sfatare il mito di presunte diversità del colonialismo italiano rispetto ad altre analoghe imprese di conquista, è stata dedicata particolare attenzione alla descrizione dei modi con cui l'occupazione delle colonie si è realizzata, specie durante il ventennio fascista.
 I documenti d'epoca sono riprodotti fedelmente, e così le ambientazioni, anche sonore, con l'intento di ricostruire il clima, i dibattiti, le ideologie e la propaganda che accompagnarono e sostennero le conquiste. Nella parte conclusiva si traggono alcune considerazioni finali sui lasciti tuttora visibili e sulle connotazioni specifiche delle imprese coloniali italiane in Africa....

Obiettivo Siria

Come la CIA, le bande criminali e le ONG realizzano stragi di massa e distorcono le informazioni per manipolare l'opinione pubblica

di Tony Cartalucci, Nile Bowie

OBIETTIVO SIRIA  - LIBRO
Come la CIA, le bande criminali e le ONG realizzano stragi di massa e distorcono le informazioni per manipolare l'opinione pubblica
di Tony Cartalucci, Nile Bowie

Un libro per colpire i bombardamenti, svelare la Grande Bugia in tempo, per fermare l’ennesima guerra “umanitaria”. La situazione della Siria è drammatica. Il paese si dibatte in una cruenta guerra civile, oggetto di spietati attacchi da parte di nemici interni ed esterni. La cosiddetta “rivolta siriana” fa in realtà parte di una cinica strategia statunitense che si serve di provocatori, mercenari, fanatici fondamentalisti e ONG corrotte.
 Essi sono decisi a colpire uno stato arabo indipendente, dove la ricchezza generata dal petrolio viene impiegata per finanziare lo stato sociale, proprio come avveniva in Libia prima che questa fosse annientata con analoghe modalità. I paesi vicini partecipano al massacro, come sciacalli e iene che strisciano ai piedi del leone americano.
 “Obiettivo Siria” è un ammonimento sul modo di operare dell’onnipotente “Impero del Dollaro”. La trama americana, finanziata dai “petrodollari” delle monarchie del Golfo, attiva la tattica delle “counter-gang”: terroristi – mercenari e irregolari, la “legione straniera” della CIA – che fanno saltare in aria edifici e massacrano gli innocenti, per poi addossare le responsabilità della carneficina al governo preso di mira.
 ONG come NED – National Endowment for Democracy – incoraggiano gli “attivisti”, i cui leader sono ambiziosi sociopatici, intenti ad aggiudicarsi avidamente una parte delle spoglie dello Stato abbattuto. I mezzi d’informazione credono alla Grande Bugia e la celebrano propagandisticamente, creando una realtà falsificata attraverso cui non è possibile farsi una opinione critica, libera e indipendente.
  “Obiettivo Siria” mostra come queste guerre siano architettate attraverso la strumentalizzazione degli istinti più nobili dell’animo umano, tramite l’inganno di coloro che altrimenti tenderebbero a contrastare l’intervento armato, manipolandoli al servizio dell’assassinio di massa e della dittatura globale del potere economico.
 Anteprima - Obiettivo Siria - Libro di Tony Cartalucci, Nile Bowie Credo che le incaute speranze e gli ancor più incauti entusiasmi per le cosiddette "primavere arabe" si siano ormai volatilizzati, soprattutto in seguito alla vicenda che ha coinvolto Gheddafi in Libia. Gheddafi è stato un tiranno a lungo tollerato e perfino adulato dagli occidentali, finché questi non hanno cominciato ad accorgersi che il decisivo intervento della NATO contro di lui si era concretizzato dal momento in cui egli aveva cominciato a intralciare gli interessi francesi e britannici in Libia, opponendosi contemporaneamente alle speculazioni di alcune multinazionali nei lucrosi campi dell'acqua e della telefonia nel continente africano.
 Quelle "primavere" erano state tacitamente e brutalmente soffocate nei Paesi della penisola arabica, alcuni governi dei quali - e gli organismi mediatici che essi finanziano - sostengono invece decisamente i gruppi fondamentalisti, che hanno animato, se non addirittura egemonizzato, altrove la rivolta.
 Infine - a parte l'iniziale "caso" tunisino, che aveva forse preso in contropiede sia i governi che gli imprenditori occidentali - la rivolta si è invariabilmente indirizzata contro i Paesi musulmani retti da quei regimi che noi, impropriamente, definivamo "laici". Nemmeno uno dei ricchi e feroci tirannelli degli emirati, che il petrolio e il turismo hanno ormai reso arci-opulenti e che sono interlocutori preziosi delle banche e delle lobby occidentali, è stato rovesciato, mentre, fra i regimi arabi "laici", quello dei militari algerini e rimasto indisturbato nonostante il responso negativo delle urne'.
  Continua a leggere - Anteprima - Obiettivo Siria - Libro di Tony Cartalucci, Nile Bowie
 
 Introduzione - Obiettivo Siria - Libro di Tony Cartalucci, Nile Bowie Questi avvenimenti sono stati censurati dai media appartenenti al mainstream, i quali proseguono senza tregua il loro sforzo, finalizzato a indurre l'opinione pubblica di tutto il mondo a credere che gli eventi siriani siano una nuova "rivoluzione del popolo", mentre i fatti dimostrano chiaramente che si tratta di un altro sanguinoso "cambio di regime" incentivato dal Governo americano.
 Questa non dovrebbe essere una sorpresa. La storia ricorda che la CIA ha orchestrato innumerevoli insurrezioni violente in diversi Paesi del mondo, armando bande di mercenari e "squadroni della morte", con l'obiettivo di rovesciare i governi nazionali ed espandere la dominazione americana in ogni angolo del globo.
 Nel 1988, l'allora comandante del locale distaccamento John Stockwell, che portò avanti la guerra segreta in Angola, valutò che la CIA avesse organizzato approssimativamente 3000 operazioni maggiori e 10.000 operazioni minori di questa tipologia, che provocarono la morte di più di 6 milioni di persone.
  Continua a leggere - Introduzione - Obiettivo Siria - Libro di Tony Cartalucci, Nile Bowie
 
 Indice del libro Indice
Nota sull'opera
Prefazione
di Franco Cardini
Il puzzle siriano
Giochi di potere
"Primavera" o disgregazione del mondo arabo?
Introduzione
Le premesse
La cosiddetta "Primavera Araba"
La cronologia: 2008-2010, preparazione del campo di battaglia
2011: l'anno dell'inganno
Rivolta e insurrezione in Siria
L'architettura dell'insorgenza
Gestione della percezione nella guerra psicologica attraverso bugie,
disinformazione, montature e travisamenti
La prospettiva di una guerra regionale
Fasi della guerra non convenzionale
Struttura di un movimento di insorgenza o di resistenza
Giustizia poetica nel Golfo Persico
La Turchia e la questione curda
Israele e la strada verso la Persia
Sanzioni
Invasione
Un fronte unito contro l'Iran
La costruzione delle provocazioni
Rivoluzione colorata finanziata dall'estero
Assistere le rivoluzioni popolari con le forze armate
Terrorismo sponsorizzato dagli Stati Uniti
Mujahedin-e Khalq e l'insorgenza armata
Potenziali alleati etnici
Fomentare un colpo di stato militare
La posizione cino-russa
Conclusioni
Appendice 1 - Siria: la testimonianza di un sacerdote
Appendice 2 - Cos'è Amnesty International?
Il finanziamento di Amnesty International
La leadership di Amnesty International
Amnesty International tradisce la reale promozione dei diritti umani
Appendice 3 – La cronaca occidentale sulla Siria sta andando in pezzi
Appendice 4 – La Turchia tenta di provocare la guerra alla Siria...

Isis S.P.A

Storia segreta della cospirazione occidentale e del terrore islamico - La verità che nessuno vi racconta

di Daniel Estulin

ISIS S.P.A. - LIBRO
Storia segreta della cospirazione occidentale e del terrore islamico - La verità che nessuno vi racconta
di Daniel Estulin

Attentati in Francia, Germania, Belgio, Inghilterra… Siamo sotto assedio, gli estremisti islamici ci attaccano, tuonano i media. E i governi si affrettano a varare misure straordinarie, i controlli si moltiplicano, le nostre libertà personali diminuiscono in nome della sicurezza collettiva. Eppure, se seguissimo la pista del denaro, verrebbe fuori una realtà ben diversa.
  Chi arma i kamikaze? Chi paga i loro centri di addestramento? Chi ci guadagna da questo costante stato di allerta, e ancora di più dal caos che impedisce al Medio Oriente di diventare un vero interlocutore politico ed economico? 
 La risposta è sotto gli occhi di tutti: da sempre i servizi segreti inglesi e americani hanno alimentato i conflitti degli Stati arabi per impedire che diventassero troppo autonomi. Fomentare le tendenze più radicali è il modo migliore per assicurarsi il controllo delle risorse. È successo in Iran, Iraq, Siria, Afghanistan, proprio quelli che oggi sono i focolai del terrore.
 In questo libro Daniel Estulin documenta la sistematica strategia destabilizzatrice dell'Occidente, ricostruisce gli interessi dietro il Jihad e spiega che ISIS, Al Qaida, talebani e Fratelli musulmani hanno un'unica matrice: le scuole estremiste finanziate attraverso l'Arabia Saudita, il principale alleato degli angloamericani in Oriente. Le stesse scuole che hanno formato i kamikaze attivi in Europa, molti dei quali erano noti da tempo ai servizi segreti. Perché nessuno li ha fermati? 
 
 - Chi forma i jihadisti?
 - I servizi segreti conoscevano i kamikaze, ma non li hanno fermati. Perché?
 - Chi ci guadagna dalle tensioni in Medio Oriente?
  La prima grande inchiesta sugli interessi economici e politici dietro il terrorismo islamico. Che ha radici profonde in Occidente.
 Il mondo è in guerra, non di religione,
ma per il potere e i soldi.
Papa Francesco...
TERRORISMO OCCIDENTALE - LIBRO
di Noam Chomsky, Andrè Vltchek

Un dialogo a due per riflettere sulla situazione mondiale e sul terrorismo
 L'Occidente si proclama campione della libertà e dichiara improbabili "guerre al terrorismo", ma è in verità il più grande artefice del terrore globale.
 Ciechi, o accecati dalla propaganda, i cittadini europei e nordamericani sembrano ignorare completamente l'azione dei loro governi e delle loro multinazionali.
 Eppure, è sotto gli occhi di tutti: dai tempi del colonialismo le potenze occidentali si adoperano costantemente per destabilizzare il resto del mondo, provocando genocidi, disastri ecologici, esodi di massa di intere popolazioni.
 In un dialogo appassionato e appassionante, Noam Chomsky e Andre Vltchek, osservatori acuti e partecipi di ciò che accade in ogni angolo del globo, affrontano senza pregiudizi i peggiori crimini compiuti dall'Occidente dal secondo dopoguerra a oggi.
 Muovendosi nelle diverse aree geopolitiche, dall'Europa orientale al Sudest asiatico all'Africa al Medio Oriente al Sudamerica, il grande studioso e il giornalista d'inchiesta svelano gli interessi dell'imperialismo europeo e nordamericano che sempre si celano dietro a guerre, massacri, miseria.
 Ma se entrambi hanno dedicato la vita alla lotta, scontrandosi continuamente con la censura dei paesi "liberi", è perché sanno anche cogliere, nello scenario desolante del mondo governato dall'Occidente, motivi di rinnovamento e di speranza in un mondo finalmente libero dal terrore e dalle sue cause....

Terrorismo Occidentale

di Noam Chomsky, Andrè Vltchek

Un dialogo a due per riflettere sulla situazione mondiale e sul terrorismo

L'Occidente si proclama campione della libertà e dichiara improbabili "guerre al terrorismo", ma è in verità il più grande artefice del terrore globale.

Ciechi, o accecati dalla propaganda, i cittadini europei e nordamericani sembrano ignorare completamente l'azione dei loro governi e delle loro multinazionali.

Eppure, è sotto gli occhi di tutti: dai tempi del colonialismo le potenze occidentali si adoperano costantemente per destabilizzare il resto del mondo, provocando genocidi, disastri ecologici, esodi di massa di intere popolazioni.

In un dialogo appassionato e appassionante, Noam Chomsky e Andre Vltchek, osservatori acuti e partecipi di ciò che accade in ogni angolo del globo, affrontano senza pregiudizi i peggiori crimini compiuti dall'Occidente dal secondo dopoguerra a oggi.

Muovendosi nelle diverse aree geopolitiche, dall'Europa orientale al Sudest asiatico all'Africa al Medio Oriente al Sudamerica, il grande studioso e il giornalista d'inchiesta svelano gli interessi dell'imperialismo europeo e nordamericano che sempre si celano dietro a guerre, massacri, miseria.

Ma se entrambi hanno dedicato la vita alla lotta, scontrandosi continuamente con la censura dei paesi "liberi", è perché sanno anche cogliere, nello scenario desolante del mondo governato dall'Occidente, motivi di rinnovamento e di speranza in un mondo finalmente libero dal terrore e dalle sue cause.

...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*