Gli stadi dello sviluppo umano secondo Nietzsche

di Gabriele Sannino

Il grande filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, ha descritto nei suoi studi tre stadi dell’evoluzione della coscienza umana, i quali se percorsi e sperimentati tutti, possono portare l’uomo verso elevati livelli di comprensione e saggezza.

Nietzsche1882Il primo di questi stadi dello sviluppo umano è quello del cammello: qui i condizionamenti infantili, i modelli, i valori e i comportamenti dei genitori e degli antenati la fanno da padrona. In pratica si assumono valori e comportamenti di chi ci ha preceduto e influenzato, e con essi anche tutti gli errori e le inconsapevolezze tipiche di ogni essere umano, perfino di chi ci ha cresciuto.

Nello stadio del cammello diciamo sì ad ogni cosa, dato che la nostra coscienza è come bloccata e ancorata a questo passato; in sostanza manchiamo di capacita’ critica e fatichiamo a decidere per noi stessi. Come “cammelli” infatti non rischiamo nuovi modi di vivere e pensare, facciamo continuamente compromessi in nome di un’armonia che in realtà’ spesso non c’è – a patto proprio di soffocare la nostra consapevolezza – ma sviluppiamo le “nostre” radici che possono darci, qualche volta, perfino un senso di appartenenza.

Il secondo stadio, invece, è quello del leone: qui ci ribelliamo contro il vecchio, a volte con rabbia e collera. È proprio la rabbia che sveglia la forza e il coraggio di cui abbiamo bisogno per uscire dalla scatola in cui siamo nati e cresciuti. Questo periodo di ribellione – tipico per esempio degli adolescenti che per questo fanno gli anticonformisti – può durare a volte fino all’età adulta, e può portare anche a un nulla di fatto, specie se il cammello che è in noi alla fine prende il sopravvento.

A volte sono proprio i figli che riescono a far diventare leoni i genitori: questi infatti, quando i figli sono in età adulta, percepiscono la gabbia nella quale hanno sempre vissuto e cominciano il processo di separazione da ciò che un tempo credevano giusto per loro. Quando il leone dentro di noi ha fatto il suo percorso – o meglio quando il processo di separazione che porta con se rabbia e senso di ribellione è passato – ecco che si arriva al terzo stadio, quello che Nietzsche definisce il “bambino”.

In sostanza, in questo stadio (che per il filosofo è lo stadio finale della coscienza) la rabbia e il risentimento lasciano spazio a una maturità senza giudizio ne negatività, una maturità che accetta le cose così come sono, ma che si ribella e sa farsi rispettare qualora non si venga rispettati. A questo livello non c’è più l’accondiscenda e la sudditanza del cammello, né la rabbia del leone.

Psicologia dell’Evoluzione Armonica della Coscienza

In questo stadio, apprezziamo la bellezza e la ricchezza di ciò che siamo e abbiamo ereditato, liberandoci però dalla negatività e dalla repressione che ci hanno accompagnati. Possiamo perfino riabbracciare le nostre radici, anche se lo faremo con uno spirito del tutto diverso da quello del cammello.

Secondo il filosofo, moltissime persone oggi sono ferme o oscillano tra i primi due stadi, ovvero quello del cammello e del leone: per chi vi scrive tornare “bambini”, recuperando un’innocenza che non è ingenuità ma anzi vera consapevolezza, è il vero fine di questa breve parentesi per l’anima, che noi tutti chiamiamo vita

Articolo di Gabriele Sannino

Sito web dell’autore, dove è possibile acquistare direttamente i suoi libri: gabrielesannino.com

STORIA DI UN INCONTRO: RUDOLF STEINER E FRIEDRICH NIETZSCHE

di Piero Cammerinesi

Storia di un Incontro: Rudolf Steiner e Friedrich Nietzsche

di Piero Cammerinesi

Si ripaga male un maestro, se si rimane sempre scolari.

E perché non volete sfrondare la mia corona? Voi mi venerate; ma che avverrà, se un giorno la vostra venerazione crollerà?

Badate che una statua non vi schiacci! Voi dite di credere a Zarathustra?

Ma che importa di Zarathustra! Voi siete i miei credenti, ma che importa di tutti i credenti! Voi non avevate ancora cercato voi stessi: ecco che trovaste me.

Così fanno tutti i credenti; perciò ogni fede vale così poco. E ora vi ordino di perdermi e di trovarvi; e solo quando mi avrete tutti rinnegato io tornerò tra voi.

In verità, fratelli, con altri occhi cercherò allora i miei smarriti; con altro amore allora vi amerò.

Friedrich Nietzsche

 

Steiner incontrò Nietzsche ancora vivo – se pur già scivolato nella tenebra della follia - e si occupò direttamente dell’Archivio del filosofo.

Riassunse i risultati del suo lavoro in un libro a lui dedicato, nonché in svariati saggi e innumerevoli conferenze.

Tuttavia, ben presto, sui suoi studi su Nietzsche calò una cortina di silenzio.

Ci sarebbero voluti decenni prima che qualcuno si rendesse conto della validità di certe istanze, sdoganando, sia pur a denti stretti e frettolosamente, il pensiero di Steiner su Nietzsche.

E ancora oggi, a distanza di oltre 120 anni dall’uscita del suo libro su Nietzsche, i portavoce della critica ufficiale persistono nella congiura del silenzio.

Il fatto è che Rudolf Steiner viene considerato – dai portavoce del ‘pensiero unico accademico’ – un autore che si occupa prevalentemente di ‘spiritualismo’ e questo basta per ignorarne completamente le opere squisitamente filosofiche.

È ora tempo che tale ostracismo venga revocato.

È ora, insomma, di fare giustizia.

...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *