Ecco la prova “inconfutabile” che la nuova Costituzione è stata voluta dalla Banca J.P. Morgan

Molti oggi si chiedono chi abbia scritto, e perché, le riforme di Renzi. Ve lo spieghiamo in questo articolo e con documenti alla mano.

Ecco la prova “inconfutabile” che la nuova Costituzione è stata voluta dalla Banca J.P. Morgan
Molti non ricorderanno, o forse non ne hanno avuto mai notizia, di ciò che arrivò sul tavolo del governo italiano nell’estate del 2013. La Jp Morgan, storica società finanziaria (con banca inclusa) statunitense, scrisse nero su bianco quella che sembrò essere la ricetta del grande capitale finanziario per gli stati dell’Eurozona. Il suo “consiglio” ai governi nazionali d’Europa per sopravvivere alla crisi del debito è: “liberatevi al più presto delle vostre costituzioni antifasciste”.

In questo documento di 16 pagine (http://fattieavvenimenti.altervista.org/wp-content/uploads/2016/05/In-questo-documento-di-16-pagine-datato-28-maggio-2013.pdf), datato 28 maggio 2013, firmato Jp Morgan, dopo che nell’introduzione si fa già riferimento alla necessità di intervenire politicamente a livello locale, a pagina 12 e 13 si arriva alle costituzioni dei paesi europei, con particolare riferimento alla loro origine e ai contenuti: “Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica (…) Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea”.

Libri e varie...

Liberarsi dalla Dittatura Europea

Quando i cittadini conosceranno i veri scopi dell'unione e i metodi utilizzati per raggiungerli, questa Europa si scioglierà come neve al sole

di Monia Benini

LIBERARSI DALLA DITTATURA EUROPEA  - LIBRO
Quando i cittadini conosceranno i veri scopi dell'unione e i metodi utilizzati per raggiungerli, questa Europa si scioglierà come neve al sole
di Monia Benini

Il nuovo libro di Monia Benini apre gli occhi sull'UE
 L'Europa Unita è stato il sogno di più generazioni. Finita la seconda guerra mondiale, furono in molti a pensare che il miglior modo perché una simile tragedia non potesse ripetersi fosse stringere tutti i popoli europei intorno a un'idea, a un progetto comune, superando divisioni e rivalità..
 Come sempre accade, nella storia, le oligarchie portatrici di interessi propri (interessi economici, interessi di potere) si sono impadronite del sogno e l'hanno sostituito con un loro progetto. La vetrina luccicante resta quella degli ideali di amicizia, bene comune, identità di destino. Il negozio alle sue spalle, gestito da banchieri, carrieristi politici, logge, mafie, è pieno di merce tossica e avariata.
 Fuor di metafora, questa oligarchia sta coscientemente trasformando i cittadini europei in sudditi, giocando proprio su quelle divisioni e quelle rivalità che l'unione avrebbe dovuto superare. Sudditi poveri e poverissimi al sud, sudditi ricchi al nord. Popoli senza più alcuna forza morale, senza più identità che non sia quella di plastica forgiata per vendere meglio le merci prodotte.
 Come sempre accade le oligarchie sono destinate ad essere sconfitte dall'anima dei popoli, la cui prima arma è l'informazione.
 Questo libro è una miniera di informazioni
 
 - Gli obblighi derivanti dai trattati,
 - i retroscena degli avvenimenti più noti,
 - le strategie della BCE e del Fondo Monetario Internazionale,
 - il ruolo degli uomini e dei gruppi di pressione che si muovono nell'ombra,
 - perché la Grecia è stata distrutta, e perché l'Italia è incamminata sulla stessa strada
 - le complicità della classe dirigente,gli intrecci fra affari e politica...
 - e le menzogne per far credere senza ritorno la strada dell'unione.
  Indice Introduzione
 1. Una casa ricevuta in eredità
2. Non è una crisi, è il Sistema
3. Una resistenza vittoriosa
 Appendici
  
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La Fine della Sovranità

Come la dittatura del denaro toglie il potere ai popoli

di Alain De Benoist

LA FINE DELLA SOVRANITà  - LIBRO
Come la dittatura del denaro toglie il potere ai popoli
di Alain De Benoist

Una vera e propria dittatura del denaro sta pian piano assumendo il controllo,
 togliendo ai Popoli la loro sovranità.
La crisi attuale è caratterizzata dalla completa estraneità della finanza di mercato rispetto all'economia reale, dato che ha causato un indebitamento generalizzato, che ha ormai raggiunto livelli inediti.
La prima conseguenza "naturale" è stata affidare il potere politico ai rappresentanti di Goldman Sachs e di Lehman Brothers, le più grandi potenze finanziarie mondiali, ma inutilmente, poiché la creazione di capitale-denaro fittizio non è più in grado di risolvere il problema.
Ecco quindi che l'Unione europea estrae dal cilindro due nuove "soluzioni": il Meccanismo europeo di stabilità (MES) e il Trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance (TSCG) che equivalgono in sostanza a un totale esproprio di ciò che rimaneva della sovranità degli Stati.
I parlamenti nazionali, subalterni e complici, si vedono sottrarre il potere di decidere le entrate e le uscite dello Stato, ruolo ormai trasferito alla Commissione europea.
In questo modo l'intera Europa viene posta sotto la tutela di una nuova autorità, priva di qualsiasi legittimità democratica, che assegna il potere ai mercati finanziari rendendoli completamente liberi di imporre ai popoli il proprio volere.
Indice
Prefazione
La crisi strutturale della forma-capitale e la sovranità
Capitolo 1- La fine del mondo c'è stata, eccome!
Capitolo 2 - Mondializzazione, Demondializzazione
- La mondializzazione, lo stadio supremo dell'espansione del capitale

Capitolo 3 - Il Debito infinito
Capitolo 4 - Crisi finanziaria: a che punto siamo?
Il MES, un impegno irrevocabile
- Con la condiscendenza degli eletti socialisti
- Istituzionalizzata la delazione fra Stati
- Una rinegoziazione fantasma
- Un "colpo di Stato europeo"
- La macchina per ricattare
- La "follia" della politica di austerità

Capitolo 5 - Il mito dei Mercati Efficienti
- Una vera marcia verso la miseria
- Il punto di rottura
- L'illusorio obiettivo "deficit zero"
- L'uscita dall'euro è una soluzione?
- L'industria finanziaria alla conquista del potere
- La "economia pura" non esiste
- Le credenze liberali
- Per un protezionismo europeo

Capitolo 6 - Sfiducia ovunque, speranza da nessuna parte?
Capitolo 7 - Il "Grande Mercato Transatlantico": un'immensa minaccia
Capitolo 8 - La Mondializzazione come ideologia
Capitolo 9 - Miserere dell'Altermondialismo
Appendice
- Piccola genealogia del Patto di bilancio europeo
- La sovranità popolare violata
- Mercato comune o mercato interno?
- Banche centrali senza controllo democratico

Estratto dal Libro - L'uscita dall'euro è una soluzione?
La decisione dei dirigenti della Commissione europea e della Bce di aiutare i Paesi in difficoltà – aggiungendo però all'aiuto delle condizioni, che in realtà ne aggraveranno la situazione – consiste nello "stabilizzare il sistema pur mantenendo intatti i suoi catastrofici funzionamenti interni", come scrive Frédéric Lordon, il quale aggiunge:
"Eccoci dunque entrati in quello che potremmo chiamare un regime di austerità sub-atroce. […] 
Le popolazioni, che avevano ormai solo le speranze paradossali del peggio, cioè la prospettiva di farla finita con le loro sofferenze, grazie al crollo endogeno della costruzione europea, […] ripiomberanno in pieno nell'aggiustamento strutturale senza nemmeno il soccorso delle contraddizioni europee, temporaneamente contenute dalla Bce, e la cui divergenza costituiva il solo modo per mettere un termine alle loro prove. […]
 Per finire, la chiusura di fortuna della breccia da parte della Bce lascia l'austerità come unico orizzonte"
La crisi attuale, innanzi tutto, è una crisi del debito o una crisi dell'euro?
A nostro avviso, è in primo luogo una crisi del debito, ma è evidente che le condizioni in cui l'euro è stato creato l'hanno notevolmente aggravata, volendo ignorare le disparità economiche tra i Paesi chiamati ad applicarlo; tuttavia, nelle sue radici più profonde, essa non è stata fondamentalmente provocata dall'indebitamento pubblico, che ne è stato solo la conseguenza.
Come ha di recente fatto notare un collettivo di circa centoventi economisti, l'aggravamento dei deficit pubblici è in realtà il risultato:
"della caduta delle entrate fiscali dovuta in parte ai regali fiscali fatti ai più agiati, dell'aiuto pubblico concesso alle banche commerciali e del ricorso ai mercati finanziari per trattenere quel debito a tassi d'interesse elevati. La crisi è inoltre spiegabile con la totale assenza di regolamentazione del credito e dei flussi di capitali a spese dell'impiego, dei servizi pubblici e delle attività produttive"
Infine, come ha innumerevoli volte sottolineato Jacques Sapir, è una crisi di competitività, aggravata dagli effetti perversi dell'euro, che si è tradotta nell'aggravamento dei deficit commerciali, nella scomparsa di interi settori dell'attività industriale, nella moltiplicazione dei "piani sociali" e delle distruzioni di posti di lavoro.
Uscire dall'euro è la soluzione?
Questa è ormai l'opinione di Emmanuel Todd e, da più tempo, quella di Jacques Sapir, per il quale l'unico scopo del TSCG è quello di "rendere credibile la politica di salvataggio dell'euro".
Noi ci andremo un po' più piano.
L'uscita dall'euro permetterebbe certamente una svalutazione, che a sua volta renderebbe possibile un calo "senza dolore" dei costi salariali, ma un siffatto modo di agire ha senso solo se lo si assume in modo concertato, al fine di consentire un ritorno alle monete nazionali, che vada di pari passo con il mantenimento di una moneta comune riservata agli scambi internazionali.
Orbene, è chiaro che nessuno, oggi, desidera una simile soluzione. Tutto dimostra che i dirigenti dell'Unione europea sono anzi pronti a qualunque cosa, anche al peggio, pur di non toccare l'euro.
La stessa Grecia, che pure forse alla fine sarà costretta a uscirne, sta facendo di tutto per evitare un ritorno alla dracma. La Germania, dal canto suo, vuole impedire ai Paesi mediterranei di uscire dall'euro, perché sa che ciò le costerebbe più di quanto le farebbe guadagnare, ma logicamente non vuole neanche essere la mucca da mungere dei Paesi del Sud; per questo, è la prima a battersi a favore di un controllo rigoroso della spesa pubblica all'interno della zona euro....

Il Tradimento della Costituzione

La Rinuncia alla Sovranità Nazionale

di Giuseppe Palma

IL TRADIMENTO DELLA COSTITUZIONE
La Rinuncia alla Sovranità Nazionale
di Giuseppe Palma

Giuseppe Palma appartiene, senza ombra di dubbio, a quella ristrettissima schiera di italiani che da tempi non sospetti denunciano con forza, senso civico, amore per il proprio Paese e soprattutto competenza, come il progetto dell’Unione Europea abbia avuto nel tempo una “evoluzione” non prevista fino a carpire in modo fraudolento la buona fede dei cittadini.
 Il tutto in totale “sfregio” delle più elementari regole poste a principio e fondamento della democrazia, tanto da poter affermare che attualmente i Paesi membri siano “ostaggio” di una sorta di dittatura economica.
 In questo nuovo lavoro di Palma, evoluzione e complemento dei molti precedenti sempre sui temi Europa/euro, viene focalizzato come la governance europea si avvalga sempre più - per la propria sopravvivenza - del supporto di Trattati, Regolamenti e accordi internazionali in totale contrasto con le Costituzioni nazionali degli Stati membri, fino a palesi e insostenibili conflitti di (il)legittimità.
 Dal 1992 in avanti tutti gli Stati firmatari del Trattato di Maastricht sanno perfettamente che devono porre in essere una serie di misure e riforme strutturali pesantissime che da un lato tradiscono la sovranità popolare, la democrazia costituzionale e i “principi supremi” sui quali trovano fondamento i propri Ordinamenti costituzionali, ma che dall’altro sono indispensabili - nell’ottica del progetto eurocratico - per mantenere in vita questa Unione Europea e questa moneta unica, entrambe costruite né per i popoli né per i loro diritti, ma per la tutela del capitale internazionale.
 I Trattati dell’UE - e gli eventuali “Stati Uniti d’Europa” - sono del tutto incompatibili con la nostra Costituzione e con i lavori dell’Assemblea Costituente, la quale respinse sia le ipotesi federative che tutte quelle illegittime cessioni di sovranità cui l’Italia si è ugualmente assoggetta dal 1992 in avanti....

Figli di Troika

Gli artefici della crisi economica

di Bruno Amoroso

FIGLI DI TROIKA  - LIBRO
Gli artefici della crisi economica
di Bruno Amoroso

I Soldati della Troika, sicari dell'economia globale, sono individui che con grande leggerezza passano da un importante incarico a un altro, e i cui successi di carriera sono sanciti dai disastri finanziari e sociali da essi provocati
Bruno Amoroso
 Sono i sicari del potere: Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale e Banca centrale europea.
 La nomenklatura finanziaria della globalizzazione si è consolidata nel corso degli ultimi dieci anni con il passaggio dal pensiero unico al potere unico.
 Secondo Bruno Amoroso sono gli "incappucciati della finanza" i responsabili del disastro economico europeo: persone a cui è stato affidato il ruolo d'infiltrarsi nelle istituzioni, di manipolare l'informazione e la ricerca, e che con il metodo della governance hanno minato le nostre società.
 I Signori della finanza globale reclutano adepti nei singoli Stati.
 Le loro strategie sono la "marginalizzazione economica" per destabilizzare le istituzioni, l'allarmismo e la tensione praticati nell'anonimato dei mercati finanziari. Hanno volti, nomi, cognomi e – come direbbe Federico Caffè – anche soprannomi.
 Un pamphlet duro in cui vengono svelati i metodi di reclutamento e di lavoro dei padroni della finanza, le cui carriere sono segnate dai disastri sociali ed economici che oggi ci troviamo a fronteggiare in Italia come in Europa....

Fuori Orario

Da testimonianze e documenti riservati le prove del disastro FS

di Claudio Gatti

FUORI ORARIO
Da testimonianze e documenti riservati le prove del disastro FS
di Claudio Gatti

"Fino al 1999, quando i dati della puntualità erano inseriti manualmente, era tutto taroccato. Adesso non è più così. Ma in assenza di controlli esterni, lo spazio per l'abuso permane. Nel 2008 ben 1.754 Eurostar sono arrivati in ritardo ma registrati come puntuali."
  Testimonianza, documenti alla mano, di un ex dirigente del gruppo Fs
 Alla tavola delle ferrovie italiane c’è da mangiare per tutti: politici, manager, intermediari, sindacalisti, grandi aziende. Prima d’ora nessuno aveva avuto modo di provarlo.
 Claudio Gatti è riuscito a trovare testimonianze, rapporti riservati e email di dirigenti ed ex dirigenti, consulenti, imprenditori, fornitori: parole che rivelano un quadro allarmante frutto di disorganizzazione, sbagli, truffe, ruberie ripetute per anni e che continuano nonostante le severe denunce della Corte dei Conti.
 Le Ferrovie italiane come specchio della situazione e della storia del nostro Paese. Casi paradossali che sfiorano il ridicolo come la guerra tra aziende di pulizia, carri merci scomparsi (anche perché qualcuno si rivende i pezzi al mercato nero), percorsi cambiati per puro interesse elettorale, lenzuola sporche fatte passare per pulite, gare truccate, dirigenti che intrattengono rapporti incestuosi con i fornitori, treni in ritardo fatti passare per treni in orario, locomotive rotte che continuano a rompersi, legionellosi ignorata anche dopo la morte di un ferroviere, porte di vagoni che volano via, treni vecchi fatti passare per nuovi (Frecciarossa)... Tutto provato.
 E regali, favori, ma anche minacce, licenziamenti e vendette per la minoranza che osa opporsi.
 Ciò che conta non è la qualità del servizio ma la distribuzione di almeno 6 miliardi che ogni anno affluiscono nelle casse di Fs: per alimentare un sistema di collusione diffusa contro qualsiasi tentativo di cambiamento e che comporta per ciascuna famiglia italiana una tassa occulta di almeno 273 euro all’anno. Più del canone Rai.
 Questo libro permette di documentare la verità e può aiutare i più coraggiosi ad alzare la voce.
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La Matrix Europea

Organizzazioni elitarie hanno dichiarato guerra ai popoli e alle democrazie. L'Unione Europea è il loro quartier generale. L'Euro la loro arma. Il piano di conquista degli uomini del Bilderberg in Italia.

di Francesco Amodeo

LA MATRIX EUROPEA
Organizzazioni elitarie hanno dichiarato guerra ai popoli e alle democrazie.  L'Unione Europea è il loro quartier generale. L'Euro la loro arma.  Il piano di conquista degli uomini del Bilderberg in Italia.
di Francesco Amodeo

Bisogna difendere il popolo e la democrazia da un golpe finanziario, messo in atto da un ristretto numero di potenti. Questi hanno indotto e strumentalizzato la crisi economica per disgregare gli Stati nazionali e annullare la Sovranità Popolare, attraverso l'instaurazione di governi fantoccio (Grecia, Italia) e l'affermazione di autorità sovranazionali libere da ogni controllo. L'Unione Europea è il frutto di questo golpe e la moneta unica l'arma per realizzarlo.
 Questi oligarchi, al fine di prendere il potere, si sono dotati di alcune organizzazioni: Gruppo Berberide; Commissione Trilaterale; Gruppo dei 30; Aspen Institute; Council On Foreign Relations (Cfr); Royal Institute On International Affair (Riia); di spietate banche speculative come la Goldman Sachs e la JP Morgan e di Banche Centrali con poteri supe­riori a quelli dei governi come la BCE e la BRI.
 L'azione combinata di queste entità, la totale censura dei media e la complicità dei politici imposti e manovrati da queste stesse organizzazioni, ha fatto si che il potere decisio­nale venisse silenziosamente sottratto ai popoli e agli stati sovrani e messo nelle mani dei rappresentanti di queste élite assolutiste che aspirano ad instaurare un nuovo ordine mon­diale dove gli interessi del popolo, costretto a vivere in uno stato di crisi permanente, cedano il posto agli interessi delle multinazionali e dei potentati bancari che da quella stessa crisi traggono profitti e potere.
 Tutto questo genera povertà, disoccupazione, drammi sociali e la perdita della speranza in un futuro migliore in un clima di omertà e nel silenzio generale.
 Dobbiamo spezzare le catene che ci tengono legati all'austerity e ostaggio della dittatura finanziaria per tornare liberi e sovrani.
 Dobbiamo uscire dalla "Matrix Europea."...

Attenzione a questo passaggio: “Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo”. Quindi, per colpa delle idee socialiste inserite nelle nostre costituzioni, secondo Jp Morgan, non si riescono ad applicare le necessarie misure di austerity. “I sistemi politici e costituzionali presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche”

Leggendo questo documento si capisce chiaramente che il “consiglio” è quello di distruggere le democrazie e di ritornare al fascismo. Ora appare chiaro chi e perché ha spinto prima Letta e poi Renzi a distruggere con un accanimento ossessivo la “Costituzione più bella del mondo”.

Nel nostro statuto è scritto che noi siamo obbligati a difendere la Costituzione nello spirito dei Costituenti. Quando perciò si vogliono fare riforme che vanno contro a quello spirito, siamo obbligati, abbiamo il dovere di opporci. In conclusione, se queste riforme sono contro lo spirito dei padri Costituenti, abbiamo il dovere di opporci… TUTTI!!

Articolo di HTM

Fonte: http://www.hackthematrix.it

Libri e varie...

La Dittatura Europea

Mentre l'Unione mostra la sua inutilità, la politica tace

di Ida Magli

LA DITTATURA EUROPEA
Mentre l'Unione mostra la sua inutilità, la politica tace
di Ida Magli

Quindici anni fa Ida Magli è stata una delle prime studiose autorevoli a schierarsi nettamente contro l'idea di un'Unione Europea, mostrandone i limiti, le storture e gli errori d'impostazione.
 Oggi, con la crisi dell'euro e il collasso di interi Stati, davanti a crescenti spinte separatiste e ai molti "no" sul progetto di costituzione unica, i fatti le danno ragione.
 L'unificazione è stata portata avanti per tentativi ed errori, e cinquecento milioni di persone diverse per lingua, storia, religione e costumi si sono ritrovate loro malgrado parte di una realtà che conoscono male e di cui nessuno gli parla. I vantaggi promessi non sono mai venuti, e l'UE pare solo un moltiplicatore di poltrone ad uso dei politici.
 In questo saggio fortemente polemico l'autrice affronta un argomento che pare tabù, indicandoci i responsabili di un progetto nato male, in cui gli stessi governanti non hanno fiducia. E, tra le ammissioni di giornalisti, politici, amministratori, industriali e uomini di Chiesa, ci mostra come nessuno si stia opponendo a quello che ritiene un processo disastroso ma inarrestabile.
 Mentre l'unione mostra la sua inutilità, la politica tace.
 La più irriducibile avversaria di Maastricht racconta le storie, i dati, le testimonianze, di come il sogno comunitario ci stia togliendo la libertà....

La Guerra dell'Europa

di Monia Benini

LA GUERRA DELL'EUROPA  - LIBRO
di Monia Benini

C'è una nuova guerra in Europa. 
 Una guerra che si combatte senza fucili, senza cannoni, senza bombe,
  ma con le sofisticate armi di distruzione di massa
  della grande finanza internazionale.
 Una guerra che viene da lontano e che dilaga e contagia anche i paesi europei, grazie a truppe di occupazione con il colletto bianco, che sparano i loro colpi cliccando sulle tastiere e trasferendo in un attimo cifre virtuali da capogiro.
 Ma nella crisi che sta violentando la Grecia non c'è nulla di virtuale. È una sofferenza reale, cruda, drammatica, in ogni aspetto della vita quotidiana.
 Una situazione mai vissuta dal popolo ellenico, neppure sotto l'occupazione straniera.
 Il libro documenta dunque una nuova forma di guerra che ha protagonisti, strategie, tattiche e vittime ben definite.
 Dai colpi delle agenzie di rating allo schieramento della troika, dai provvedimenti del Fondo Monetario Internazionale alle misure della Banca Centrale e della Commissione Europea.
 Per chi vuole sapere cosa è successo realmente in Grecia e non si accontenta delle "veline" ufficiali....

Oltre l'Euro

Le ragioni della sovranità monetaria

di Paolo Becchi, Alessandro Bianchi

OLTRE L'EURO
Le ragioni della sovranità monetaria
di Paolo Becchi, Alessandro Bianchi

Un libro che raccoglie le voci “scomode” che nessuno ci fa mai sentire e che rappresenta uno strumento indispensabile per capire l’attuale crisi economica.
 È possibile uscire dall’Euro? Come ha scritto sul New York Times il columnist politico Jochen Bittner, “i leader europei dovrebbero ammettere che i cosiddetti euro-scettici hanno avuto spesso ragione, nel passato, e che è stato un errore bollarli come primitivi o reazionari eretici. Del resto, storicamente, gli eretici sono spesso stati coloro che alla fine hanno forzato un sistema di credenze a confrontarsi con le proprie contraddizioni. Lo stesso dovrebbe accadere all’interno dell’Unione Europea”.
 Oltre l’Euro raccoglie alcune delle voci “eretiche” più importanti nel panorama europeo, a torto escluse dal racconto della crisi dal mainstream e oggi divenute, di conseguenza, il punto di riferimento per chi vuole trovare gli strumenti per uscire da questo “incubo”.
 Per salvare una moneta insostenibile è stata creata una serie di alchimie giuridiche, che hanno indebolito i Parlamenti nazionali e il Parlamento europeo. Per salvare un mostro, una moneta nata male e proseguita peggio, si calpesta ogni volontà popolare e si stanno facendo a pezzi le Costituzioni e perfino – al culmine del paradosso – quei diritti, che l’Unione Europea con la Carta dei diritti di Nizza intendeva tutelare.
 Nel frattempo i vari Letta, Monti, Saccomanni e oggi Renzi si susseguono al “potere”. Come semplici valvassori di Bruxelles e Francoforte, continuano a calpestare in nome dell’internazionalismo finanziario - di cui l’euro è il simbolo più forte - la nostra sovranità e la equa redistribuzione del reddito per l’intera popolazione. Per questo, i veri eversivi sono loro, non chi li contrasta.
 Da sempre i media gettano un velo di omertà sulla spinosa questione dell'euro. Vi hanno fornito tante informazioni falsificate, che hanno contribuito soltanto ad aumentare la confusione. E quando regna il caos è molto più facile, per i funzionari della Commissione europea e del Fondo monetario internazionale, continuare a decidere indisturbati del futuro di intere popolazioni. E se fosse proprio questo, il loro scopo?
 È ora di fare chiarezza.
 Oltre l'Euro, a cura di: Paolo Becchi e Alessandro Bianchi, ha il merito di raccogliere in un unico volume alcuni degli autori più prestigiosi nel panorama della riflessione critica sulla moneta unica: Alessandro Arienzo, Carlo Amirante, Alberto Bagnai, Francesco Borrelli, Alain de Benoist, Paul de Grauwe, Gianni de Michelis, Nino Galloni, Piergiorgio Gawronski, Vladimiro Giacché, Brigitte Granville, Giuseppe Guarino, Ambrose Evans-Pritchard, Jacques Sapir, Paolo Savona, Lidia Undiemi.
 Vi viene ripetuto continuamente che la crisi è ormai finita, che i Paesi della zona euro hanno iniziato la ripresa e che le proclamate "riforme strutturali" sono state un trionfo. Ma quale trionfo? E per chi soprattutto?
 Tutti a tirare un sospiro di sollievo perché la Grecia è rimasta nella zona euro. Ma a che prezzo?
 Ridotta ormai a colonia svenduta alla Germania, la Grecia non fa che prolungare la sua agonia.
 E, con la sua, anche la nostra. Ne vale la pena?
 Oltre l'Euro fornisce risposte a tutte queste domande e vi offre una lettura controcorrente....

La Matrix Europea

Organizzazioni elitarie hanno dichiarato guerra ai popoli e alle democrazie. L'Unione Europea è il loro quartier generale. L'Euro la loro arma. Il piano di conquista degli uomini del Bilderberg in Italia.

di Francesco Amodeo

LA MATRIX EUROPEA
Organizzazioni elitarie hanno dichiarato guerra ai popoli e alle democrazie.  L'Unione Europea è il loro quartier generale. L'Euro la loro arma.  Il piano di conquista degli uomini del Bilderberg in Italia.
di Francesco Amodeo

Bisogna difendere il popolo e la democrazia da un golpe finanziario, messo in atto da un ristretto numero di potenti. Questi hanno indotto e strumentalizzato la crisi economica per disgregare gli Stati nazionali e annullare la Sovranità Popolare, attraverso l'instaurazione di governi fantoccio (Grecia, Italia) e l'affermazione di autorità sovranazionali libere da ogni controllo. L'Unione Europea è il frutto di questo golpe e la moneta unica l'arma per realizzarlo.
 Questi oligarchi, al fine di prendere il potere, si sono dotati di alcune organizzazioni: Gruppo Berberide; Commissione Trilaterale; Gruppo dei 30; Aspen Institute; Council On Foreign Relations (Cfr); Royal Institute On International Affair (Riia); di spietate banche speculative come la Goldman Sachs e la JP Morgan e di Banche Centrali con poteri supe­riori a quelli dei governi come la BCE e la BRI.
 L'azione combinata di queste entità, la totale censura dei media e la complicità dei politici imposti e manovrati da queste stesse organizzazioni, ha fatto si che il potere decisio­nale venisse silenziosamente sottratto ai popoli e agli stati sovrani e messo nelle mani dei rappresentanti di queste élite assolutiste che aspirano ad instaurare un nuovo ordine mon­diale dove gli interessi del popolo, costretto a vivere in uno stato di crisi permanente, cedano il posto agli interessi delle multinazionali e dei potentati bancari che da quella stessa crisi traggono profitti e potere.
 Tutto questo genera povertà, disoccupazione, drammi sociali e la perdita della speranza in un futuro migliore in un clima di omertà e nel silenzio generale.
 Dobbiamo spezzare le catene che ci tengono legati all'austerity e ostaggio della dittatura finanziaria per tornare liberi e sovrani.
 Dobbiamo uscire dalla "Matrix Europea."...

Figli di Troika

Gli artefici della crisi economica

di Bruno Amoroso

FIGLI DI TROIKA  - LIBRO
Gli artefici della crisi economica
di Bruno Amoroso

I Soldati della Troika, sicari dell'economia globale, sono individui che con grande leggerezza passano da un importante incarico a un altro, e i cui successi di carriera sono sanciti dai disastri finanziari e sociali da essi provocati
Bruno Amoroso
 Sono i sicari del potere: Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale e Banca centrale europea.
 La nomenklatura finanziaria della globalizzazione si è consolidata nel corso degli ultimi dieci anni con il passaggio dal pensiero unico al potere unico.
 Secondo Bruno Amoroso sono gli "incappucciati della finanza" i responsabili del disastro economico europeo: persone a cui è stato affidato il ruolo d'infiltrarsi nelle istituzioni, di manipolare l'informazione e la ricerca, e che con il metodo della governance hanno minato le nostre società.
 I Signori della finanza globale reclutano adepti nei singoli Stati.
 Le loro strategie sono la "marginalizzazione economica" per destabilizzare le istituzioni, l'allarmismo e la tensione praticati nell'anonimato dei mercati finanziari. Hanno volti, nomi, cognomi e – come direbbe Federico Caffè – anche soprannomi.
 Un pamphlet duro in cui vengono svelati i metodi di reclutamento e di lavoro dei padroni della finanza, le cui carriere sono segnate dai disastri sociali ed economici che oggi ci troviamo a fronteggiare in Italia come in Europa....

Liberarsi dalla Dittatura Europea

Quando i cittadini conosceranno i veri scopi dell'unione e i metodi utilizzati per raggiungerli, questa Europa si scioglierà come neve al sole

di Monia Benini

LIBERARSI DALLA DITTATURA EUROPEA  - LIBRO
Quando i cittadini conosceranno i veri scopi dell'unione e i metodi utilizzati per raggiungerli, questa Europa si scioglierà come neve al sole
di Monia Benini

Il nuovo libro di Monia Benini apre gli occhi sull'UE
 L'Europa Unita è stato il sogno di più generazioni. Finita la seconda guerra mondiale, furono in molti a pensare che il miglior modo perché una simile tragedia non potesse ripetersi fosse stringere tutti i popoli europei intorno a un'idea, a un progetto comune, superando divisioni e rivalità..
 Come sempre accade, nella storia, le oligarchie portatrici di interessi propri (interessi economici, interessi di potere) si sono impadronite del sogno e l'hanno sostituito con un loro progetto. La vetrina luccicante resta quella degli ideali di amicizia, bene comune, identità di destino. Il negozio alle sue spalle, gestito da banchieri, carrieristi politici, logge, mafie, è pieno di merce tossica e avariata.
 Fuor di metafora, questa oligarchia sta coscientemente trasformando i cittadini europei in sudditi, giocando proprio su quelle divisioni e quelle rivalità che l'unione avrebbe dovuto superare. Sudditi poveri e poverissimi al sud, sudditi ricchi al nord. Popoli senza più alcuna forza morale, senza più identità che non sia quella di plastica forgiata per vendere meglio le merci prodotte.
 Come sempre accade le oligarchie sono destinate ad essere sconfitte dall'anima dei popoli, la cui prima arma è l'informazione.
 Questo libro è una miniera di informazioni
 
 - Gli obblighi derivanti dai trattati,
 - i retroscena degli avvenimenti più noti,
 - le strategie della BCE e del Fondo Monetario Internazionale,
 - il ruolo degli uomini e dei gruppi di pressione che si muovono nell'ombra,
 - perché la Grecia è stata distrutta, e perché l'Italia è incamminata sulla stessa strada
 - le complicità della classe dirigente,gli intrecci fra affari e politica...
 - e le menzogne per far credere senza ritorno la strada dell'unione.
  Indice Introduzione
 1. Una casa ricevuta in eredità
2. Non è una crisi, è il Sistema
3. Una resistenza vittoriosa
 Appendici
  
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FIGLI DI TROIKA  - LIBRO
Gli artefici della crisi economica
di Bruno Amoroso

I Soldati della Troika, sicari dell'economia globale, sono individui che con grande leggerezza passano da un importante incarico a un altro, e i cui successi di carriera sono sanciti dai disastri finanziari e sociali da essi provocati
Bruno Amoroso
 Sono i sicari del potere: Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale e Banca centrale europea.
 La nomenklatura finanziaria della globalizzazione si è consolidata nel corso degli ultimi dieci anni con il passaggio dal pensiero unico al potere unico.
 Secondo Bruno Amoroso sono gli "incappucciati della finanza" i responsabili del disastro economico europeo: persone a cui è stato affidato il ruolo d'infiltrarsi nelle istituzioni, di manipolare l'informazione e la ricerca, e che con il metodo della governance hanno minato le nostre società.
 I Signori della finanza globale reclutano adepti nei singoli Stati.
 Le loro strategie sono la "marginalizzazione economica" per destabilizzare le istituzioni, l'allarmismo e la tensione praticati nell'anonimato dei mercati finanziari. Hanno volti, nomi, cognomi e – come direbbe Federico Caffè – anche soprannomi.
 Un pamphlet duro in cui vengono svelati i metodi di reclutamento e di lavoro dei padroni della finanza, le cui carriere sono segnate dai disastri sociali ed economici che oggi ci troviamo a fronteggiare in Italia come in Europa....

Figli di Troika

Gli artefici della crisi economica

di Bruno Amoroso

I Soldati della Troika, sicari dell'economia globale, sono individui che con grande leggerezza passano da un importante incarico a un altro, e i cui successi di carriera sono sanciti dai disastri finanziari e sociali da essi provocati
Bruno Amoroso

Sono i sicari del potere: Fondo monetario internazionale, Banca Mondiale e Banca centrale europea.

La nomenklatura finanziaria della globalizzazione si è consolidata nel corso degli ultimi dieci anni con il passaggio dal pensiero unico al potere unico.

Secondo Bruno Amoroso sono gli "incappucciati della finanza" i responsabili del disastro economico europeo: persone a cui è stato affidato il ruolo d'infiltrarsi nelle istituzioni, di manipolare l'informazione e la ricerca, e che con il metodo della governance hanno minato le nostre società.

I Signori della finanza globale reclutano adepti nei singoli Stati.

Le loro strategie sono la "marginalizzazione economica" per destabilizzare le istituzioni, l'allarmismo e la tensione praticati nell'anonimato dei mercati finanziari. Hanno volti, nomi, cognomi e – come direbbe Federico Caffè – anche soprannomi.

Un pamphlet duro in cui vengono svelati i metodi di reclutamento e di lavoro dei padroni della finanza, le cui carriere sono segnate dai disastri sociali ed economici che oggi ci troviamo a fronteggiare in Italia come in Europa.

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Un commento

  1. anche topolino e paperino sono agenti di j.p. morgan………
    se l’avesse scritta morgan non avrebbe fatto tante c…ate.
    la grande costituzione che ci vantiamo di avere, non ha impedito 2,3 milioni di miliardi di debito e
    5 delle più grandi organizzazioni criminali a non non serve avere una costituzione non sappiamo cosa farcene

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