Con l’entrata dei pescatori nelle proteste si minaccia un’azione di fermo integrata terra-mare.

Chiedevano un azzeramento, o quantomeno calmieramento, dei costi del gasolio agricolo alla pompa, aiuti strutturali contro il rincaro di fertilizzanti e fitosanitari, e misure contro la crisi di mercato che sta colpendo le raccolte stagionali (come l’olivo in Puglia, l’uva da vino e il grano duro); ma, poiché l’incontro al MIT era prevalentemente incentrato sul settore logistico, e nessuna risposta è stata ancora ottenuta, i loro presidi coi trattori continueranno.
In diverse aree, come nel foggiano, nel barese, nella piana di Sibari e nel palermitano, la mobilitazione dei trattori addirittura continua in modo autonomo e parallelo. A Bari e provincia, ma anche nel foggiano e nel Salento, i cortei di trattori lasciano manifesti alle rotonde; in Sicilia, malgrado i trasportatori abbiano ritirato il loro blocco, gli agricoltori proseguono nella loro mobilitazione, con presidi intermittenti in particolare sulla statale Palermo-Agrigento e la SS117 bis Gela-Catania; mentre in Calabria, esattamente come i camion, i trattori restano fermi presso i varchi strategici dell’A2 e lungo la dorsale jonica, come ad esempio allo svincolo Firmo-Sibari e nella piana di Gioia Tauro.
Più acutizzata da anni ed anni di politiche sbagliate e congiunture penalizzanti rispetto agli autotrasportatori, l’agricoltura italiana vede dunque i suoi operatori del tutto sfiduciati dinanzi a promesse e dichiarazioni d’intenti che vengono lette, prontamente, solo come un tentativo di guadagnare tempo e gettare fumo negli occhi.

Oggi, nel frattempo, entreranno in movimento anche i pescatori, con lo sciopero nazionale della pesca. Diverse marinerie calabresi e siciliane si uniranno ai già esistenti blocchi di autotrasportatori ed agricoltori, minacciando presidi navali e nuovi blocchi ai varchi marittimi per coordinare un’azione di fermo integrata terra-mare.
I problemi continueranno dunque ad esserci, e i disagi delle varie categorie non spariranno solo perché derubricati dai telegiornali, magari a favore di “tormentoni” politico-giornalistici dall’effetto magnetico su molta opinione pubblica.
Fonte: https://t.me/libertadignitacuore



































