di Stefania Montaldo
Un Grido di Allarme per Chi Ama la Sardegna e il suo popolo.

Cosa sta succedendo in Sardegna, tra incendi e un nuovo morbo? Io una idea ce l’ho. Ed è una idea piccola piccola, che riguarda un posto piccolo piccolo del mondo ma di Strategica importanza.
Ci saranno tante Gaza nel mondo d’ora in poi. Niente e nessuno può fermare un potere mondiale che, come un infante viziato, vuole qualcosa.
Qui non stanno attaccando un’organizzazione terrorista tra la gente inerme. Stanno attaccando chi, come noi, non ha neanche idea di essere sotto attacco. E non servono missili e tanti soldi, no, qui la pulizia si fa con 4 soldi. Ci sono talmente tanti miserabili nel mondo disposti a prendersi dei soldi per fare atti criminali che non si contano, sono ovunque: al potere come nei bassi fondi.
Sardegna come Gaza, senza morti evidenti e clamorose, ma bombardata in silenzio: di morbi al bestiame, bombardata di incendi, bombardata di cemento costiero, bombardata di basi militari e le loro esercitazioni, bombardata di scarichi inquinanti petrolchimici, bombardata di riapertura di miniere per l’estrazione di terre rare, bombardata di progetti fotovoltaici ed eolici, bombardata di aree idonee per lo stoccaggio di rifiuti tossici, bombardata di incentivi per produrre meno: per produrre meno latte, per produrre meno vino e sradicare vigneti, per ridurre il grano duro, il carciofo spinoso, per ridurre l’allevamento suino, per ridurre la barbabietola…
Così l’abbandono delle campagne.
Lasciando campo libero alla svendita ma soprattutto smettendo di custodire i luoghi: allevatori ed agricoltori erano i naturali guardiani della nostra terra ed oggi è alla mercé di prezzolati miserabili al soldo delle più grandi compagnie di investimento e speculazione. Sono già qui Black Rock e JpMorgan.
Come vedere l’incontro dei rappresentanti dei capi di Stato americano, israeliano e del Qatar sul mega yacht nei mari di Sardegna? Coincidenze? Per me è come la suddivisione della torta. Gli occhi loro su questa terra sono già puntati da tanto. La necessità che si proceda più velocemente ora è di primario interesse.
Ma più veloce di chi? Di voi. Di voi sciocchi innamorati della Sardegna, che con le vostre foto estive state facendo una campagna senza precedenti delle nostre meraviglie. Di voi sciocchi che decidete di piantare tutto all’aria, abbandonando la vita stressante di città per comprare una casetta e un terreno qui. Di voi piccoli imprenditori stagionali coi vostri chiringuito e ristoranti…
Più veloci dei piccoli speculatori, un poco più furbi dei sardi, meno pezzenti. E si devo usare parole dure per scuotere. Pezzenti.
Per natura o per induzione. Diventare pezzenti è facile: basta farti fallire tutte le iniziative, basta toglierti i servizi, basta aumentarti tasse e prezzi, basta renderti irreperibile ogni materia prima, basta stancarti ogni giorno, e piano piano svendi, abbandoni e diventi un pezzente in attesa del posto fisso in fabbrica che ti hanno convinto essere lì per progresso. E alla fine te ne vai. Lasci il tuo posto a loro.
Che ci vuole ad essere più veloce di tutto questo quando hai i miliardi e puoi pagarti chiunque?
Serve una coscienza di chi siamo oggi. Serve una coscienza del bene prezioso che è questa terra. Serve una coscienza di quanto potremmo essere ricchi invece di piangerci addosso e di farci fottere tutto da sotto il culo, con le buone o con le cattive.
La torta è stata tagliata, su ogni fetta ci siamo noi come le mosche fastidiose da eliminare. Dobbiamo diventare i canditi di quella torta, senza i quali non avrebbe sapore.
Serve una coscienza collettiva sarda prima di finire come Gaza. E ripeto: per noi non servono le bombe, basta il fuoco. E la fame.
Articolo di Stefania Montaldo
Fonte: https://www.facebook.com/montaldo.stefania


































