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Il Cancro… scompare con una (ri-)classificazione!

di Marina Capasso
Forse può stupire, ma è bene sapere che anche quando si parla di cancro la comunità scientifica può decidere di “spostare l’asticella”, e smettere di chiamare “cancro” un quadro così denominato fino a pochi giorni fa.
E non si tratta solo di una questione di parola utilizzata (che sappiamo bene quale impatto possa avere sulla psiche…), ma anche di tutta la macchina dei protocolli di cura e di trattamenti che essa attiva.
Insomma, anche quando parliamo di cancro, entra in gioco il famoso concetto di “paradigma”, ovvero di una convenzione che, a seconda di dove venga posizionata, può attivare uno “scenario A” (cancro, asportazione parziale o totale dell’organo, radio/chemio-terapia, con tutti gli annessi e connessi) oppure uno “scenario B” (neoplasia indolente a decorso benigno, asportazione della sola lesione, nessuna radio/chemio-terapia successiva)…

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Le Mammografie sono una Bufala?

Siamo davvero sicuri che la mammografia sia utile per prevenire il cancro al seno? Secondo uno studio effettuato in America pubblicato sul New England Journal of Medecine, la risposta sarebbe negativa.
“Abbiamo riscontrato che non vi è stata una riduzione degli stadi terminale del cancro alla mammella, a partire da tutte queste diagnosi precoci. E questo significa che alla maggior parte delle donne a cui è stato detto di avere un tumore è stato mentito”, sostiene il dottor Gilbert Welch, co-autore dello studio.
I numeri parlano chiaro: da quando è stato introdotto lo screening, ci sono state soltanto 0,1 milioni di donne in meno con una diagnosi di tumore alla mammella in fase terminale. Rispetto al numero di 1,5 milioni di diagnosi precoci, significa che il 93% delle medesime diagnosi è un falso positivo…

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