Il Cancro… scompare con una (ri-)classificazione!

di Marina Capasso

Forse può stupire, ma è bene sapere che anche quando si parla di cancro la comunità scientifica può decidere di “spostare l’asticella”, e smettere di chiamare “cancro” un quadro così denominato fino a pochi giorni fa.

cancro tiroide errata diagnosi

E non si tratta solo di una questione di parola utilizzata (che sappiamo bene quale impatto possa avere sulla psiche…), ma anche di tutta la macchina dei protocolli di cura e di trattamenti che essa attiva.

Insomma, anche quando parliamo di cancro, entra in gioco il famoso concetto di “paradigma”, ovvero di una convenzione che, a seconda di dove venga posizionata, può attivare uno “scenario A” (cancro, asportazione parziale o totale dell’organo, radio/chemio-terapia, con tutti gli annessi e connessi) oppure uno “scenario B” (neoplasia indolente a decorso benigno, asportazione della sola lesione, nessuna radio/chemio-terapia successiva).

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È evidente che questo shift di paradigma o cambio di nomenclatura, come viene chiamato in gergo tecnico, è il frutto di osservazioni cliniche fatte su centinaia di pazienti e portate avanti per oltre 10 anni. Non è cioè il frutto di una valutazione arbitraria. Quindi, se pensate che la medicina sia una scienza “esatta”, che un cancro sia un “cancro” senza alcun indugio, leggete questo articolo di Gina Kolata (“It’s Not Cancer: Doctors Reclassify a Thyroid Tumor”, del New York Times, dell’aprile 2016 – https://www.nytimes.com/2016/04/15/health/thyroid-tumor-cancer-reclassification.html?mwrsm=Facebook&_r=4) che riporto qui di seguito, e che può farvi riflettere: i ricercatori si sono accorti di aver esposto in questi anni ad un eccesso di trattamenti oncologici, migliaia di pazienti con “cancro” tiroideo.

Un panel di medici internazionali ha stabilito che un tumore classificato come ‘cancro’ non è un più cancro. Come conseguenza, è stato effettuato un downgrading della condizione, e migliaia di pazienti potranno evitare l’asportazione della tiroide, trattamenti con iodio radioattivo e check-up periodici per il resto della loro vita, ovvero tutte quelle pratiche che dovevano ‘proteggere’ contro un tumore che non è mai stato una reale minaccia di vita.

Queste conclusioni, e i dati che hanno permesso di arrivarci, sono riportate in questo articolo di JAMA Oncology. Questo cambiamento avrà un impatto su circa 10.000 dei quasi 65.000 pazienti diagnosticati con cancro alla tiroide ogni anno negli USA, e potrebbe spianare la strada a chi dibatte per la ‘riclassificazione’ di altre forme di cancro, incluse certe lesioni della mammella e della prostata.

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Quella che è stato ora riclassificata, è una piccola lesione delle tiroide, che generalmente si presenta completamente circondata da una capsula di tessuto fibroso. Il nucleo è simile a quello del cancro, ma le sue cellule non fuoriescono dalla capsula e la rimozione chirurgica dell’intera tiroide, seguita dal trattamento con iodio radioattivo, non è necessario e anzi dannoso, sostiene il panel di esperti.

Il tumore è stato quindi rinominato. Invece di chiamarlo ‘variante follicolare del carcinoma incapsulato papillare della tiroide’, ora lo chiamano ‘neoplasia follicolare della tiroide non invasiva con aspetti nucleari papillare-simili’. La parola carcinoma non esiste più.

Molti oncologi sostengono, inoltre, che questa riclassificazione fosse dovuta da tempo e che dovrebbe essere applicata anche ad altre piccole lesioni della mammella, del polmone e della prostata, tra gli altri, eliminando anche in questi casi, la parola carcinoma.

“‘Se non è un cancro, non chiamiamolo cancro’ sostiene il Dr. Morris, presidente-eletto dell’American Thyroid Association e professore di Medicina alla Mayo Clinic.

‘C’è sempre maggiore evidenza che molti dei termini che usiamo non corrispondono alla nostra comprensione della biologia del tumore. Chiamare ‘cancro’ una lesione quando non lo è, porta a trattamenti non necessari e dannosi’, sostiene ancora il Dr. Barnett S. Kramer, direttore della Divisione di Prevenzione Oncologica del National Cancer Institute.

In questo caso, si è visto che non sono gli aspetti nucleari (ovvero il comportamento microscopico) della lesione, ma piuttosto le caratteristiche di invasività (ovvero il comportamento macroscopico) a fare la differenza tra cancro sì e cancro no.”

Articolo di Marina Capasso

Fonte: http://www.marinacapasso.it/il-cancro-scompare-con-una-ri-classificazione/

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Il business intoccabile: le cose da sapere che possono salvarti la vita - Prefazione di Giuseppe Di Bella
di Marcello Pamio

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Secondo lo storico della scienza e filosofo statunitense Thomas Samuel Kuhn, nessuna teoria nuova e rivoluzionaria, per quanto geniale e ricca di prove, può essere accettata dall'establishment medico-scientifico. Produce piuttosto una situazione di crisi, in cui la comunità cerca di negare o ridimensionare il fenomeno.

Ed è proprio quello che sta accadendo oggi: tutte le teorie che si scontrano con il paradigma ufficiale vengono sistematicamente demolite e i coraggiosi ricercatori che hanno continuato a portarle avanti sono stati personalmente attaccati, isolati, licenziati, indagati… Oggi la "Casta del Cancro" - interconnessa con Big Pharma - difende a spada tratta la chemioterapia e la radioterapia, nonostante i risultati fallimentari degli ultimi 40 anni!

Ogni anno, secondo i dati dell'OMS nel mondo intero oltre 15 milioni di persone sono colpite dal tumore. In Italia ogni giorno 1000 persone ricevono una diagnosi di tumore maligno. A questi si dovrebbero aggiungere i tumori epiteliali, che per le loro peculiarità biologiche e biochimiche è consuetudine considerarli separatamente. Sommandoli tutti il numero annuale delle diagnosi di tumore nel nostro paese supera le 400.000 unità: una vera e propria pandemia.

La situazione è veramente grave: i dati su incidenza e mortalità pubblicati dalla rivista Lancet Oncology non lasciano spazio a dubbi: il cancro è la prima causa di morte nei paesi sviluppati. 

Non ci viene detto però che la sopravvivenza a 5 anni dalla chemio supera di poco il 2%, e questo perché le sostanze usate, sono esse stesse "cancerogene", "mutagene" e "teratogene". 

Viene da chiedersi: come mai ai malati di cancro vengono somministrate sostanze costosissime e altamente tossiche per l'organismo, al punto da richiederne l'incenerimento ad alte temperature? Ignoranza, malafede, interessi economici?

Oggi la potentissima Casta del Cancro difende a spada tratta la chemioterapia e la radioterapia, nonostante i risultati fallimentari degli ultimi 40 anni.

"Business is business", e anche il cancro non è immune da tale logica commerciale: la chemio può costare fino 50.000 euro al mese, un solo trapianto di midollo 36.000, un ciclo completo di radioterapia 26.000 euro, ecc. Il costo medio di un paziente oncologico è di oltre 200.000 euro, e ogni anno in Italia sono 270.000 i nuovi malati… 

  • I protocolli usati in oncologia sono cancerogeni e mutageni
  • La sopravvivenza a 5 anni alla chemioterapia non supera il 2%
  • Il cancro è la prima causa di morte nei paesi sviluppati
  • In Italia ogni anno a 400.000 persone viene diagnosticato un cancro
  • Le terapie oncologiche sono la prima spesa sanitaria
  • Con il cancro le industrie guadagnano più di qualsiasi altra malattia

"Pamio tratta uno degli aspetti più immorali e inaccettabili dei nostri tempi, la gestione autoritaria della salute mediante una dittatura terapeutica unicamente finalizzata allo sfruttamento della sofferenza e della malattia".
Dalla Prefazione di Giuseppe Di Bella

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