La dura “legge dello specchio”

di Catia Pierotti

Questo è un argomento che è appartenuto anche a me in epoche passate… adesso ci scherzo sopra, ma ricordo benissimo le sofferenze che ha portato, il senso di inadeguatezza e di bassa autostima del momento.

Nella stagione estiva più che mai siamo “dipendenti” dalla dura Legge dello Specchio; la prova costume che avanza, il non sentirsi adeguati ed in forma, il ricorrere a diete drastiche pur di perdere quei chiletti di troppo che non ci piacciono e molti altri stratagemmi affinché il nostro specchio ci restituisca l’immagine di noi che vogliamo vedere.

In realtà, quello che dobbiamo tenere sempre presente è che essendo sempre in cambiamento ed evoluzione, il nostro corpo va di pari passo con la nostra vita interiore e conseguentemente anche il girovita, i fianchi e quanto altro si muovono seguendo questo flusso.

Perdere peso non è cosa facile e molte volte non è solo un fattore alimentare, ci sono persone che nonostante regimi alimentari corretti, in certi periodi dell’anno o del ciclo della vita assumono adipe in certi specifici posti del corpo, ma questo è un altro argomento.

Parliamo del “malefico/benefico Specchio”…

L’immagine che lo specchio ci proietta non è neutrale, ma rispecchia tutti i sentimenti e gli umori che ci accompagnano in quel preciso momento; tutto questo influenza l’immagine e ciò che vediamo, facendolo apparire ai nostri occhi secondo due categorie: “bello” o “brutto”.

L’immagine che vediamo riflessa, per questi motivi, non è quella reale bensì quella interiore. Pertanto, diviene importante essere in pace ed equilibrio con lei al fine di piacersi; la realtà interiore è fatta di luce ed ombra, e tutte quelle fragilità che quotidianamente tentiamo di oscurare, allontanare o combattere, in realtà, non fanno altro che spegnere la nostra immagine esteriore.

Facciamo, allora, delle nostre fragilità le migliori alleate e accendiamo la luce sulle zone di ombra, al fine di uniformare il nostro essere e metterlo in equilibrio con se stesso.

Lo stesso Carl Gustav Jung diceva: “Quelli che riteniamo problemi esterni, sono quasi sempre proiezioni di conflitti interni”. Percepirsi in categorie che attestano la bellezza non è per niente oggettivo ma soggettivo, perché è il risultato delle modalità con cui “risiedi” nel tuo corpo, lo ami, lo rispetti e lo onori come una cortigiana farebbe con il suo Castello.

Nella vita però capita di subire eventi, fare incontri che ci trascinano all’interno di una spirale chiamata ‘giudizio’ e soprattutto giudizio altrui; all’interno di questo vortice si abbandona la vera immagine di sé per cominciare delle vere e proprie “recite a soggetto”, ovvero personalità e ruoli che poco hanno a che fare con il nostro Io, e questo lo si vedrà emergere dalla base attraverso un umore spesso negativo, il senso marcato del dovere, la sensazione di essere scontati o sprecati oltre che da un peso e senso di rassegnazione.

Molte volte vedersi “brutte” riflette il fatto che tutto intorno a noi è brutto e ciò porta a rincorrere falsi miti di perfezione, come personaggi famosi, ma spesso anche amici o amiche che percepiamo come belli e felici, altre volte ci sono personaggi fantastici che albergano in noi, “eroi senza spada e senza paura” che potrebbero venire a salvarci.

Per uscire da questa sorta di limbo in cui siamo precipitati, non ci resta altro da fare che cominciare a lavorare sui nostri sensi di colpa, c’è una molla, un click che deve scattare nella nostra interiorità e che ci fa dire con fierezza: “Fermi un attimo, io non sono questa…“. Da qui comincerai a seguire le tue sensazioni ed ispirazioni, frequentare nuovi luoghi, avere nuove amicizie e vertere verso nuovi interessi che riempiranno la tua vita senza chiederti di recitare. Solo a questo punto lo specchio sarà il tuo miglior alleato…

Articolo di Catia Pierotti

Fonte: https://www.catiapierotti.it/viaggio-nella-consapevolezza/la-dura-legge-dello-specchio/

IL POTERE STRAORDINARIO DELL'ACCETTAZIONE TOTALE
Elimna paure, insicurezze e sensi di colpa
di Tara Brach

In questo libro si trovano suggerimenti su come affrontare le diverse emozioni negative, e tutti gli ostacoli che ci impediscono di essere sereni, attraverso pratiche che attingono dalla tradizione buddista.
Molte persone si costruiscono la propria prigione fatta di insoddisfazione, di ferite auto-inflitte, di paure immotivate… tutti fardelli che bloccano il loro sé tenendole in trance.
Il metodo dell'Accettazione Radicale spiegato in questo libro ci libera da una trance frenetica di "email, troppi impegni, corse, raggiungere, consumare e acquistare", insegnandoci a coltivare una presa di coscienza consapevole e compassionevole verso noi stessi.
In questo modo cominciamo ad accettare chi siamo nel presente e le nostre vite per quello che sono.
Il metodo dell'accettazione radicale non prevede che si accettino le cose così come sono o che ci si rassegni agli eventi. Si tratta piuttosto di cercare di ricavare il buono da ogni situazione attraverso la meditazione, prendendoci una pausa dai ritmi frenetici della vita.
Nell'opera frequenti sono i rimandi alle tecniche suggerite da Thich Nhat Hahn e ai suoi insegnamenti, come per esempio quello di affrontare la paura, imparando a convivere con essa e imparare da essa per trarne beneficio....

Il Potere Straordinario dell'Accettazione Totale

Elimna paure, insicurezze e sensi di colpa

di Tara Brach

In questo libro si trovano suggerimenti su come affrontare le diverse emozioni negative, e tutti gli ostacoli che ci impediscono di essere sereni, attraverso pratiche che attingono dalla tradizione buddista.

Molte persone si costruiscono la propria prigione fatta di insoddisfazione, di ferite auto-inflitte, di paure immotivate… tutti fardelli che bloccano il loro sé tenendole in trance.

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In questo modo cominciamo ad accettare chi siamo nel presente e le nostre vite per quello che sono.

Il metodo dell'accettazione radicale non prevede che si accettino le cose così come sono o che ci si rassegni agli eventi. Si tratta piuttosto di cercare di ricavare il buono da ogni situazione attraverso la meditazione, prendendoci una pausa dai ritmi frenetici della vita.

Nell'opera frequenti sono i rimandi alle tecniche suggerite da Thich Nhat Hahn e ai suoi insegnamenti, come per esempio quello di affrontare la paura, imparando a convivere con essa e imparare da essa per trarne beneficio.

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