Il New Hampshire Vuole Proibire le Scie Chimiche

di Massimo Mazzucco

Due deputati dello stato americano del New Hampshire, i repubblicani Gerhard e Potenza, che fanno parte della Commissione “Scienza, Tecnologia ed Energia”, hanno presentato una proposta di legge che intende proibire le scie chimiche e le frequenze radio pericolose per gli esseri umani.

Il titolo del disegno di legge è: “Proibire il rilascio intenzionale di emissioni inquinanti, tra cui l’inseminazione delle nuvole, la modificazione del clima, l’eccessiva frequenza radioelettromagnetica e le radiazioni a microonde e imporre sanzioni per la violazione di tale divieto”. Il nome breve della proposta di legge è The Clean Atmosphere Preservation Act”, ovvero “Legge per la preservazione di un’atmosfera pulita”.

Dai capitoli introduttivi leggiamo:

I. Il tribunale generale ritiene che molte attività atmosferiche come la modificazione meteorologica, l’iniezione di aerosol stratosferico (SAI), la modificazione della radiazione solare (SRM) e altre forme di geoingegneria, che comportano il rilascio intenzionale di emissioni inquinanti, danneggino la salute e la sicurezza umana, l’ambiente, l’agricoltura, la fauna selvatica, l’aviazione, la sicurezza statale e l’economia dello stato del New Hampshire.

II. È pertanto intenzione del tribunale generale vietare la geoingegneria SAI e altre attività intenzionalmente inquinanti nell’atmosfera del New Hampshire e/o a livello del suolo, come ulteriormente stabilito dai termini e dalle disposizioni di questo capitolo per preservare l’uso sicuro, sano e pacifico dell’atmosfera del New Hampshire per le persone, la fauna selvatica e l’agricoltura, proibendo l’inquinamento atmosferico intenzionale e la manipolazione dell’ambiente, e prevedendo controlli e sanzioni per attività illegali.

Il disegno legge introduce un concetto importantissimo: quello della denuncia diretta da parte dei cittadini:

I. Il commissario del dipartimento dei servizi ambientali emetterà immediatamente un ordine di cessazione in caso di scoperta di iniezione di aerosol stratosferico (SAI), inseminazione delle nuvole, modificazione meteorologica o altra attività di inquinamento atmosferico, inclusa un’eccessiva radiofrequenza elettromagnetica/microonde (RF/MW) emissioni di radiazioni, laddove un’agenzia, dipartimento, ufficio, programma o comune cittadino fornisse prove al dipartimento o agli sceriffi della contea del New Hampshire che l’attività potrebbe essere dannosa o comportare il rilascio di un’emissione inquinante;

I. Il ministero pubblicherà annunci sui giornali a larga diffusione e sul suo sito Internet per incoraggiare il pubblico a monitorare, misurare, documentare e segnalare incidenti presenti, potenziali e passati che possono costituire iniezione di aerosol stratosferico (SAI), inseminazione di nuvole o altro attività atmosferiche inquinanti.

II. Un individuo che presenti prove di geoingegneria SAI, cloud seeding o altre attività atmosferiche inquinanti ai sensi del paragrafo I, invierà per e-mail o altro modo al commissario del dipartimento dei servizi ambientali, agli sceriffi della contea del New Hampshire o a qualsiasi funzionario pubblico statale, ciò che segue:

(a) Fotografie probatorie, ciascuna intitolata separatamente come documento elettronico o cartaceo, con la rispettiva posizione da cui è stata scattata la foto, ora e data;

(b) I campioni raccolti insieme a fotografie, videografie, audiografie, test di laboratorio, microscopia, spettrometria, misurazione e altre forme di prova dovranno essere presentati per iscritto al dipartimento delle risorse aeree ambientali, agli sceriffi della contea del New Hampshire o a qualsiasi ufficio statale o qualsiasi pubblico ufficiale statale.

Il disegno di legge parla anche delle radiofrequenze:

II. Radiazioni a radiofrequenza/microonde (RF/MW), compreso il maser, con intensità del segnale misurata in corrispondenza e in prossimità della posizione segnalata e accessibile al pubblico superiore a -85 dBm (decibel-milliwatt) per qualsiasi frequenza o banda di canale specificata dalla licenza FCC dell’entità trasmittente.

(1) Campi elettrici di corrente alternata (CA) a frequenza estremamente bassa, superiori a 1 volt per metro (V/m);
(c) L’ordine immediato del dipartimento di cessare le operazioni di tutte le antenne e altri dispiegamenti di energia o vibrazioni emesse dalla struttura o struttura misurata, diverse dalle operazioni necessarie per la polizia, i vigili del fuoco, i servizi di emergenza e la sicurezza aerea;

Infine – visto che le scie chimiche non sono un problema locale – il disegno di legge affronta anche lo spinoso problema della sovranità dello stato rispetto al governo federale:

Il Dipartimento di Giustizia indica che, tra le altre cose, il disegno di legge conferisce autorità al Dipartimento dei servizi ambientali per impedire a chiunque, in particolare al governo federale, di impegnarsi in determinate attività legate al clima come il cloud seeding. L’autorità aggiuntiva sembra riguardare attività che altrimenti potrebbero essere sotto il controllo normativo federale. Il Dipartimento di Giustizia afferma che potrebbero verificarsi ulteriori contenziosi se queste disposizioni vengono invocate poiché i singoli individui, o lo stesso governo federale, probabilmente metteranno in discussione l’autorità dello stato di imporre al governo federale di cessare le operazioni.”

È evidente che la strada per risolvere il problema sia ancora lunga, ma almeno adesso c’è qualcuno che ha cominciato ad affrontarlo seriamente. Altri stati americani, come il Kentucky o la Florida hanno cominciato a raccogliere petizioni per la proibizione delle scie chimiche.

Chissà da noi quando qualcuno finalmente si sveglierà?

Articolo di Massimo Mazzucco

Fonte: https://luogocomune.net/31-scie-chimiche/6434-il-hew-hampshire-vuole-proibire-le-scie-chimiche

L'ORTO SENZA FATICA

di Ruth Stout, Gian Carlo Cappello

L'Orto senza Fatica

di Ruth Stout, Gian Carlo Cappello

Coltivare un orto può essere un gesto semplice, quasi naturale, se smettiamo di forzare la terra.

L’orto senza fatica nasce proprio da questa intuizione, maturata sul campo da Ruth Stout, figura pionieristica dell’orticoltura naturale del Novecento, a lungo rimasta ai margini della narrazione ufficiale.

Un libro che restituisce voce a un’esperienza concreta, capace di cambiare il modo in cui pensiamo la coltivazione.

Quando l’osservazione prende il posto del controllo, la terra trova il suo ritmo

Attiva negli Stati Uniti a partire dagli anni Quaranta, Ruth Stout mise in discussione i fondamenti stessi dell’agricoltura tradizionale, dimostrando che era possibile ottenere orti produttivi e stabili senza lavorare il suolo, senza fertilizzanti e senza chimica.

Il metodo presentato in questo volume nasce esclusivamente dall’esperienza diretta, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, ed è costruito su un principio chiave: la pacciamatura naturale.

Proteggere il suolo è il primo atto di cura.

La pacciamatura diventa il fulcro di un sistema semplice ed efficace: mantiene la fertilità del terreno, riduce drasticamente l’irrigazione, limita la crescita delle infestanti e abbatte il tempo e lo sforzo necessari per la gestione dell’orto.

La semina avviene direttamente su suolo non lavorato, l’ecosistema si autoregola progressivamente e la produttività aumenta nel tempo, con interventi sempre più minimi.

Ciò che rende questo approccio così attuale è la sua concretezza disarmante. Non richiede attrezzature complesse né conoscenze specialistiche: è un metodo accessibile, empirico, verificabile.

Un modello che oggi trova conferme anche nelle più recenti ricerche agronomiche e nelle pratiche dell’agricoltura sostenibile, ma che nasce da una relazione intima e rispettosa con la terra.

La semplicità è una forma di intelligenza ecologica.

Il libro è pensato sia per chi muove i primi passi nell’orticoltura, sia per coltivatori esperti che desiderano una gestione più leggera ed efficiente.

L’orto non viene visto come uno spazio da dominare, ma come un organismo vivo, capace di equilibrio e resilienza se lasciato esprimere secondo le sue leggi. In questa prospettiva, coltivare diventa un atto di fiducia, oltre che di cura.

La terra non va spinta: va accompagnata.

L’edizione italiana è arricchita da una prefazione di Gian Carlo Cappello e da un approfondimento storico sull’evoluzione dell’agricoltura alternativa, che restituiscono a Ruth Stout il ruolo che le spetta: quello di pioniera silenziosa di un modo diverso di coltivare, oggi più che mai necessario.

Leggi questo libro se…

  • vuoi coltivare un orto riducendo al minimo fatica, acqua e interventi, perché il metodo di Ruth Stout punta all’essenziale.
  • cerchi un approccio naturale e pragmatico, basato sull’osservazione e non su regole rigide.
  • sei stanco di lavorazioni continue e risultati incostanti, e desideri un sistema stabile nel tempo.
  • credi in un’agricoltura che collabori con la natura, invece di contrastarla.
  • vuoi riscoprire una pioniera dimenticata, la cui esperienza parla ancora con forza al presente.

Coltivare in modo diverso è anche un modo diverso di abitare il mondo.

L’orto senza fatica è un invito concreto a semplificare, a fidarsi dei processi naturali e a ritrovare nell’orto uno spazio di equilibrio, autonomia e continuità.

Un libro che insegna a fare meno, per ottenere di più.

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